Nucleare
Medvedev: Mosca risponderà se la NATO fornirà armi nucleari al «regime nazista di Kiev»
L’ex presidente Dmitrij Medvedev ha avvertito che la Russia lancerebbe una risposta nucleare qualora i paesi della NATO fornissero armi atomiche all’Ucraina.
Medvedev, che attualmente ricopre la carica di vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ha commentato martedì alla stampa russa le dichiarazioni del Servizio di Intelligence estero russo (SVR) secondo cui Londra e Parigi starebbero valutando modalità per fornire armi nucleari o componenti correlate a Kiev.
«Sarò schietto e affermerò l’ovvio», ha detto Medvedev, aggiungendo che la presunta intenzione del Regno Unito e della Francia di cedere le capacità nucleari al «regime nazista di Kiev» cambierebbe completamente la situazione.
«Si tratta di un trasferimento diretto di armi nucleari a un paese in guerra», ha affermato.
Secondo l’SVR, funzionari britannici e francesi starebbero considerando il «trasferimento segreto di componenti, attrezzature e tecnologie di fabbricazione europea all’Ucraina» e starebbero preparando una campagna informativa per presentare qualsiasi capacità risultante come sviluppata a livello nazionale.
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«Non dovrebbe esserci alcun dubbio che in un simile scenario la Russia sarebbe costretta a usare qualsiasi mezzo a sua disposizione, comprese le armi nucleari non strategiche, contro obiettivi in Ucraina che minacciano il nostro Paese», ha dichiarato Medvedev. «E, se necessario, contro le nazioni fornitrici ora implicate in un conflitto nucleare con la Russia. Questo è il tipo di risposta simmetrica a cui la Federazione Russa avrebbe diritto», ha aggiunto.
L’SVR ha inoltre affermato che un’altra opzione in discussione era la fornitura di una testata nucleare francese TN 75 completa da utilizzare su missili balistici lanciati da sottomarini, o l’assistenza nella costruzione di una «bomba sporca» radioattiva utilizzando esplosivi convenzionali e materiali nucleari. Kiev avrebbe potuto cercare «condizioni più vantaggiose» in qualsiasi negoziato se fosse stata in possesso di tali armi, ha suggerito l’SVR, aggiungendo che la Germania si era «prudentemente rifiutata» di partecipare.
Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha descritto i piani segnalati come «potenzialmente molto pericolosi», affermando che avrebbero minacciato il regime globale di non proliferazione.
L’Ucraina ha sostenuto di aver rinunciato al suo arsenale nucleare in cambio di garanzie di sicurezza che in seguito si sono rivelate inutili. Sebbene una parte significativa delle forze nucleari sovietiche fosse dislocata in Ucraina, Kiev non ha mai controllato i missili.
I Memorandum di Budapest del 1994 fornivano garanzie – ma non giuridicamente vincolanti – a Ucraina, Bielorussia e Kazakistan che la loro integrità territoriale sarebbe stata rispettata dopo il trasferimento di armi nucleari sovietiche alla Russia. Alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco del 2022, poco prima dell’escalation del conflitto in Ucraina, il presidente ucraino Vladimir Zelensky suggerì che Kiev avrebbe potuto riconsiderare il suo status di non-nucleare.
Mosca sostiene che dopo il colpo di stato del 2014 a Kiev, sostenuto dall’Occidente, le nuove autorità ucraine hanno violato l’impegno di neutralità che è alla base della sua indipendenza post-sovietica, facendo dell’adesione alla NATO un obiettivo chiave della politica estera.
Medvedev è noto per i suoi commenti sui social media che rappresentano il non plus ultra della posizione di «falco» possibile in Russia.
Come riportato da Renovatio 21, negli anni l’ex presidente russo ha più volte parlato apertis verbis di guerra nucleare. Solo quattro settimane fa aveva parlato della crisi imminente con la scadenza del trattato START, firmato da lui con Obama oramai tre lustri fa.
Ad un tweet del Medvedev dell’anno scorso, Trump aveva risposto schierando due sottomarini nucleari. I due si erano previamente beccati anche per il discorso delle armi atomiche all’Iran.
In più occasioni Medvedev aveva suggerito che una bomba sporca ucraina avrebbe come conseguenza una vera bomba atomica russa.
In altre occasioni aveva dipinto l’ipotesi dell’inabissamento della Gran Bretagna, da ottenersi con la nuova micidiale arma russa: il riferimento è al drone nucleare Poseidon, per i cui sommergibili sarebbe stata approntata una base anche in Kamchatka, nell’Estremo Oriente siberiano.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0), immagine tagliata.
Nucleare
Gli USA potrebbero lanciare un attacco nucleare contro l’Iran in caso di stallo
Joe Kent, former National Security Advisor says Trump administration is close to using nuclear weapons on Iran.
He says the Trump administration doesn’t want to dedicate US troops to a ground invasion (similar to Japan during WWII) so nuclear weapons are their only remaining… pic.twitter.com/oihWdJdIeL — Shadow of Ezra (@ShadowofEzra) August 28, 2026
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Nucleare
Varsavia vuole la deterrenza nucleare anche senza bombe
La Polonia ha inviato segnali contraddittori sul possibile dispiegamento di armi nucleari sul proprio territorio, in quello che appare un tentativo di godere dei benefici della deterrenza senza ospitare munizioni straniere.
Negli ultimi mesi una dozzina di membri europei della NATO, tra cui la Polonia, hanno espresso il desiderio di ospitare armi nucleari o di partecipare, in misura variabile, a iniziative di condivisione nucleare. Oltre alla condivisione nucleare già esistente nel blocco, che prevede l’ospitalità di munizioni statunitensi, la Francia ha proposto un programma incentrato sull’UE per mettere a disposizione le proprie armi ai Paesi disposti a partecipare.
La confusione è iniziata giovedì, quando il viceministro della Difesa polacco Pawel Zalewski sembrava aver escluso l’ipotesi di ospitare tali armamenti sul territorio nazionale.
Potrzebujemy realnego odstraszania, a nie chocholego tańca wokół broni jądrowej. Polski rząd właśnie uzyskał możliwość udziału w programie DCA, który jest wstępem do nuclear sharing. Ale to nie oznacza składowania broni nuklearnej w Polsce. To nie jest ani możliwe, ani pożądane https://t.co/BOrXzwxjdy
— Paweł Zalewski (@ZalewskiPawel) August 27, 2026
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«Vorrei dirlo in modo molto chiaro e aperto: la Polonia non vuole avere testate nucleari sul suo territorio», ha dichiarato Zalewski ai giornalisti presso il quartier generale della NATO a Bruxelles. «Vogliamo partecipare alla deterrenza nucleare della NATO, il che non significa avere una testata nucleare sul nostro territorio».
Le parole hanno suscitato scalpore e alcuni le hanno interpretate come un rifiuto di partecipare ai progetti europei o persino a quelli già esistenti della NATO in materia di condivisione nucleare. La confusione ha spinto il ministro della Difesa Wladyslaw Kosiniak-Kamysz a intervenire per rassicurare l’opinione pubblica sul fatto che Varsavia intende ancora partecipare alla condivisione nucleare.
«Per fugare ogni dubbio: la Polonia resta fermamente interessata a partecipare al programma NATO di condivisione nucleare. Stiamo inoltre conducendo colloqui in merito alla proposta di adesione all’ombrello di protezione nucleare europeo. La posizione del nostro governo su questi temi è inequivocabile», ha scritto su X.
Rozwiewając wszelkie wątpliwości: Polska jest niezmiennie zainteresowana udziałem w programie NATO Nuclear Sharing.
Prowadzimy także rozmowy na temat propozycji uczestnictwa w europejskim nuklearnym parasolu ochronnym.
Stanowisko naszego rządu jest w tych kwestiach…
— Władysław Kosiniak-Kamysz (@KosiniakKamysz) August 27, 2026
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Sebbene il ministro non abbia detto esplicitamente se Varsavia fosse disposta a ospitare armi nucleari straniere, lo Zalewski ha ribadito le sue dichiarazioni iniziali nel corso della giornata. La Polonia resta impegnata a partecipare alla «deterrenza nucleare della NATO, [ma] senza stoccare armi nucleari», ha scritto il funzionario su X, rimproverando chi aveva frainteso le sue affermazioni. «La sicurezza richiede competenza e serietà. Affermare che la condivisione nucleare [equivalga a] stoccare armi nucleari in Polonia è ignoranza o manipolazione deliberata».
Come riportato da Renovatio 21, pochi mesi fa il presidente Karol Nawrocki, facendo riferimento a quella che considera una «minaccia russa», aveva dichiarato che la Polonia dovrebbe sviluppare un proprio programma di armi nucleari.
Come riportato da Renovatio 21, nel marzo 2025 il presidente polacco Andrzej Duda aveva reiterato l’invito agli Stati Uniti a schierare armi nucleari nel suo Paese, sulla scia del presidente francese Emmanuel Macron che poco prima dichiarato di essere pronto a estendere l’ombrello nucleare della Francia a tutta Europa
Come riportato da Renovatio 21, la questione delle atomiche in Polonia era già stata discussa precedentemente dal premier Donald Tusk, che è di schieramento politico opposto rispetto a Duda.
Varsavia nel 2024 aveva chiesto una reazione della NATO al programma di Mosca di piazzare le sue atomiche anche in Bielorussia – un programma peraltro nel pieno stile di condivisione internazionale degli armamenti atomici in stile NATO.
Come ricordato da Renovatio 21, c’è da dire che la fornitura di atomiche a Kiev è stata messa sul piatto varie volte da personaggi come l’europarlamentare ucraino, orta tornato al governo come ministro degli Affari Esteri, Radoslav Sikorski, sposato ad la neocon americana ultrarussofoba Anne Applebaum.
Nel settembre 2022 la Polonia aveva iniziato a distribuire pillole di iodio, motivando l’operazione con la paura per le sorti della centrale nucleare di Zaporiggia, contesa tra i russi, che ne hanno il controllo, e gli ucraini, che cercano di impossessarsene con azioni militari di ogni sorta.
Come riportato da Renovatio 21, nell’autunno 2022 l’allora viceministro della Difesa Marcin Ociepa aveva dichiarato che la Polonia sarà in guerra con la Russia in 3 o 10 anni massimo.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Nucleare
La dottrina nucleare USA riscritta a porte chiuse
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