Nucleare
«Terribili attacchi di ritorsione»: Kim promette un potenziamento nucleare. Entra in scena la figlia «erede designata»
La Corea del Nord proseguirà nell’espansione del proprio arsenale nucleare, sia in termini di dimensioni che di capacità, ha promesso il leader Kim Jong-un.
Kim ha delineato la strategia durante un congresso di una settimana del Partito dei Lavoratori di Corea, al potere, dichiarando che lo status di Corea del Nord come Paese dotato di armi nucleari è «irreversibile e permanente» e ha affermato che Pyongyang continuerà a rafforzare il suo arsenale «finché esisteranno armi nucleari sulla Terra» e finché il Paese sarà minacciato dagli «imperialisti statunitensi e dai loro seguaci», hanno riferito giovedì i media statali.
«Abbiamo un piano a lungo termine per rafforzare annualmente la forza nucleare nazionale in futuro e ci concentreremo sull’aumento del numero di armi nucleari e sull’espansione dei mezzi e dello spazio per le operazioni nucleari», ha affermato Kim.
Mercoledì, durante una parata militare tenutasi nel corso della riunione del partito a Pyongyang, Kim ha avvertito che la Corea del Nord avrebbe «sferrato terribili attacchi di rappresaglia contro qualsiasi forza» che invadesse il territorio del Paese.
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Pyongyang descrive il suo programma nucleare, che l’ha resa bersaglio di dure sanzioni ONU, come un deterrente contro la Corea del Sud sostenuta dagli Stati Uniti. Per decenni, dalla guerra di Corea, entrambe le Coree si sono considerate regimi illegittimi che occupavano parte di un paese unificato. Pyongyang ha modificato la sua politica nel 2024, definendo il Sud uno stato indipendente e ostile. Il linguaggio utilizzato nei documenti strategici di Seul pubblicati di recente suggerisce che la Corea del Nord si stia muovendo per accettare lo status nucleare del Nord.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Chosun Ilbo questa settimana, citando fonti governative di alto livello, l’Intelligence sudcoreana avrebbe trovato prove che la figlia di Kim, chiamata «Kim Ju-ae» dai media internazionali, sarebbe sempre più spesso indicata come erede designata. A quanto pare, la figlia di Kim starebbe ricoprendo di fatto il ruolo di «direttore generale missilistico», mentre il generale Jang Chang-ha mantiene formalmente la carica di comandante dell’amministrazione missilistica.
La figlia di Kim, che si ritiene abbia 13 anni e di cui non viene mai reso noto il nome sui media nordcoreani, viene regolarmente fotografata insieme al padre durante i viaggi di lavoro, compresi i test missilistici, una pratica coerente con il modo in cui i leader del passato venivano introdotti al potere.
Gli esperti coreani affermano che la bambina viene presentata prematuramente perché il suo genere potrebbe ostacolare la sua autorità, nonostante la Corea del Nord si sia allontanata dalle tradizionali norme patriarcali confuciane.
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Nucleare
Gli USA potrebbero lanciare un attacco nucleare contro l’Iran in caso di stallo
Joe Kent, former National Security Advisor says Trump administration is close to using nuclear weapons on Iran.
He says the Trump administration doesn’t want to dedicate US troops to a ground invasion (similar to Japan during WWII) so nuclear weapons are their only remaining… pic.twitter.com/oihWdJdIeL — Shadow of Ezra (@ShadowofEzra) August 28, 2026
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Nucleare
Varsavia vuole la deterrenza nucleare anche senza bombe
La Polonia ha inviato segnali contraddittori sul possibile dispiegamento di armi nucleari sul proprio territorio, in quello che appare un tentativo di godere dei benefici della deterrenza senza ospitare munizioni straniere.
Negli ultimi mesi una dozzina di membri europei della NATO, tra cui la Polonia, hanno espresso il desiderio di ospitare armi nucleari o di partecipare, in misura variabile, a iniziative di condivisione nucleare. Oltre alla condivisione nucleare già esistente nel blocco, che prevede l’ospitalità di munizioni statunitensi, la Francia ha proposto un programma incentrato sull’UE per mettere a disposizione le proprie armi ai Paesi disposti a partecipare.
La confusione è iniziata giovedì, quando il viceministro della Difesa polacco Pawel Zalewski sembrava aver escluso l’ipotesi di ospitare tali armamenti sul territorio nazionale.
Potrzebujemy realnego odstraszania, a nie chocholego tańca wokół broni jądrowej. Polski rząd właśnie uzyskał możliwość udziału w programie DCA, który jest wstępem do nuclear sharing. Ale to nie oznacza składowania broni nuklearnej w Polsce. To nie jest ani możliwe, ani pożądane https://t.co/BOrXzwxjdy
— Paweł Zalewski (@ZalewskiPawel) August 27, 2026
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«Vorrei dirlo in modo molto chiaro e aperto: la Polonia non vuole avere testate nucleari sul suo territorio», ha dichiarato Zalewski ai giornalisti presso il quartier generale della NATO a Bruxelles. «Vogliamo partecipare alla deterrenza nucleare della NATO, il che non significa avere una testata nucleare sul nostro territorio».
Le parole hanno suscitato scalpore e alcuni le hanno interpretate come un rifiuto di partecipare ai progetti europei o persino a quelli già esistenti della NATO in materia di condivisione nucleare. La confusione ha spinto il ministro della Difesa Wladyslaw Kosiniak-Kamysz a intervenire per rassicurare l’opinione pubblica sul fatto che Varsavia intende ancora partecipare alla condivisione nucleare.
«Per fugare ogni dubbio: la Polonia resta fermamente interessata a partecipare al programma NATO di condivisione nucleare. Stiamo inoltre conducendo colloqui in merito alla proposta di adesione all’ombrello di protezione nucleare europeo. La posizione del nostro governo su questi temi è inequivocabile», ha scritto su X.
Rozwiewając wszelkie wątpliwości: Polska jest niezmiennie zainteresowana udziałem w programie NATO Nuclear Sharing.
Prowadzimy także rozmowy na temat propozycji uczestnictwa w europejskim nuklearnym parasolu ochronnym.
Stanowisko naszego rządu jest w tych kwestiach…
— Władysław Kosiniak-Kamysz (@KosiniakKamysz) August 27, 2026
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Sebbene il ministro non abbia detto esplicitamente se Varsavia fosse disposta a ospitare armi nucleari straniere, lo Zalewski ha ribadito le sue dichiarazioni iniziali nel corso della giornata. La Polonia resta impegnata a partecipare alla «deterrenza nucleare della NATO, [ma] senza stoccare armi nucleari», ha scritto il funzionario su X, rimproverando chi aveva frainteso le sue affermazioni. «La sicurezza richiede competenza e serietà. Affermare che la condivisione nucleare [equivalga a] stoccare armi nucleari in Polonia è ignoranza o manipolazione deliberata».
Come riportato da Renovatio 21, pochi mesi fa il presidente Karol Nawrocki, facendo riferimento a quella che considera una «minaccia russa», aveva dichiarato che la Polonia dovrebbe sviluppare un proprio programma di armi nucleari.
Come riportato da Renovatio 21, nel marzo 2025 il presidente polacco Andrzej Duda aveva reiterato l’invito agli Stati Uniti a schierare armi nucleari nel suo Paese, sulla scia del presidente francese Emmanuel Macron che poco prima dichiarato di essere pronto a estendere l’ombrello nucleare della Francia a tutta Europa
Come riportato da Renovatio 21, la questione delle atomiche in Polonia era già stata discussa precedentemente dal premier Donald Tusk, che è di schieramento politico opposto rispetto a Duda.
Varsavia nel 2024 aveva chiesto una reazione della NATO al programma di Mosca di piazzare le sue atomiche anche in Bielorussia – un programma peraltro nel pieno stile di condivisione internazionale degli armamenti atomici in stile NATO.
Come ricordato da Renovatio 21, c’è da dire che la fornitura di atomiche a Kiev è stata messa sul piatto varie volte da personaggi come l’europarlamentare ucraino, orta tornato al governo come ministro degli Affari Esteri, Radoslav Sikorski, sposato ad la neocon americana ultrarussofoba Anne Applebaum.
Nel settembre 2022 la Polonia aveva iniziato a distribuire pillole di iodio, motivando l’operazione con la paura per le sorti della centrale nucleare di Zaporiggia, contesa tra i russi, che ne hanno il controllo, e gli ucraini, che cercano di impossessarsene con azioni militari di ogni sorta.
Come riportato da Renovatio 21, nell’autunno 2022 l’allora viceministro della Difesa Marcin Ociepa aveva dichiarato che la Polonia sarà in guerra con la Russia in 3 o 10 anni massimo.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Nucleare
La dottrina nucleare USA riscritta a porte chiuse
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