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561° giorno di guerra

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– L’offensiva ucraina potrebbe concludersi in 6-7 settimane, riporta The Economist, citando fonti dell’amministrazione Biden.

 

– L’Azerbaigian ha concentrato le truppe al confine con l’Armenia e sulla linea di demarcazione con il Nagorno-Karabakh, la situazione è esplosiva, ha detto il primo ministro armeno Nikol Pashinyan. Secondo Pashinyan, «la situazione è tale che la comunità internazionale, gli Stati membri del Consiglio di sicurezza dell’ONU devono adottare misure serie per prevenire una nuova esplosione nella regione». Il Ministero degli Esteri azero ha definito una «manipolazione politica» la dichiarazione del primo ministro Nikol Pashinyan sulla concentrazione delle truppe di Baku al confine tra i due paesi e in Karabakh.

 

– La Corte suprema anticorruzione ucraina ha ordinato al Comitato anticorruzione di aprire un procedimento penale contro il ministro della Difesa Rustem Umerov per l’abuso d’ufficio quando era a capo del Fondo del demanio.

 

– La battaglia dall’interno di un blindato russo.

 

– Giornale turco Aydınlık: Il nuovo ministro della Difesa ucraino, Rustem Umerov, è legato all’organizzazione vietata in Turchia di Fethullah Gulen (FETO), che le autorità della repubblica accusano di essere coinvolta nel tentativo di colpo di Stato del 2016. Umerov ha studiato presso il collegio di Crimea per bambini dotati, questo istituto ha ricevuto finanziamenti dalla FETO. Anche Ruslan Umerov, fratello del funzionario, ha studiato in questa scuola. Entrambi sono chiamati «figli dell’America» a Kiev. Da giovane, Rustem Umerov ha partecipato al programma Future Leaders Exchange (FLEX) del Dipartimento di Stato americano. Umerov si occuperà dell’attuazione dei piani statunitensi nella regione.

 

– Le donne ucraine soggette al servizio militare non potranno lasciare il paese, ha affermato il rappresentante di Zelens’kyj in parlamento, Fiodor Venislavsky. Inoltre, dal primo ottobre, le donne medico e le farmaciste dovranno registrarsi presso i centri di reclutamento.

 

– Il Pentagono ha annunciato che gli Stati Uniti stanno trasferendo all’Ucraina proiettili all’uranio impoverito per i carri armati Abrams.
La Casa Bianca ha affermato che i proiettili all’uranio impoverito trasferiti a Kiev non rappresentano una minaccia radioattiva.

 

– I vescovi greco-cattolici ucraini (uniati) hanno incontrato Papa Francesco e gli hanno detto che l’elogio del passato imperiale della Russia «ha addolorato il popolo ucraino».

 

– L’UE resta indietro rispetto alla promessa di inviare all’Ucraina un milione di munizioni entro febbraio, scrive Bloomberg. Finora, l’UE ha speso circa la metà dei 2 miliardi di euro stanziati, ma ha consegnato all’Ucraina solo circa 224.000 munizioni e 2.300 missili dalle scorte esistenti. Secondo Bloomberg, ora l’Unione Europea produce 300mila proiettili all’anno. Ma il ministro della Difesa estone Hanno Pevkur ha detto che l’UE vuole raddoppiare la produzione di proiettili di artiglieria nei prossimi sei mesi. Allo stesso tempo, fonti Bloomberg affermano che entro la fine del 2024 l’UE potrà raggiungere la cifra di un milione di proiettili all’anno.

 

– Il porto ucraino di Kilia dopo l’attacco notturno: un deposito petrolifero è in fiamme da quasi 24 ore, nessuno degli 11 droni Geran-2 è stato abbattuto.

 

Bloomberg: Ursula von der Leyen ha incontrato Mohammed bin Zayed, presidente degli Emirati Arabi Uniti, giovedì. L’Unione Europea vuole che fermi le esportazioni di merci sanzionate in Russia.

 

– Il generale ucraino Naev, comandante delle «forze congiunte» dice a Reuters che la difesa aerea si sta addestrando all’utilizzo di sistemi occidentali per difendere le centrali elettriche nella prossima stagione invernale.

 

– Erdogan: Non c’è nessuna prospettiva di pace in Ucraina all’orizzonte.

 

– Gli Stati Uniti stanno trasferendo per la prima volta beni russi all’Ucraina, ha dichiarato il Segretario di Stato Anthony Blinken a Kiev. «Oltre alle esigenze di sicurezza dell’Ucraina, è la prima volta che trasferiamo all’Ucraina i beni confiscati agli oligarchi russi sanzionati, che saranno ora utilizzati per sostenere i veterani ucraini». Non ha specificato di chi siano i beni trasferiti a Kiev. Si sa che si tratta di una somma di 5,4 milioni di dollari. Gli Stati Uniti hanno congelato 330 miliardi di dollari appartenenti alla Russia.

 

– Un momento nella battaglia di Rabotino. Si tratterebbe di un attacco aereo contro quattro bombe FAB-500 guidate sulle unità ucraine nelle rovine del villaggio.

 

– «Povorot na Vostok», la «svolta ad est» politica, economica e culturale. Il 67% dei russi la sostiene, il 15% si dichiara indifferente, l’11% è contrario. (Sondaggio VZIOM). La Russia fa parte dell’Europa e il futuro è a ovest 20% (nel 2008 45%). La Russia è una civiltà a parte e il futuro è ad est 67% (nel 2008 42%)

 

Politico: L’Ucraina minaccia l’Unione Europea di azioni legali. Secondo la decisione della Commissione Europea, fino al 15 settembre è vietata l’esportazione di grano ucraino nei mercati di Polonia, Ungheria, Slovacchia e Bulgaria. Se il divieto verrà prorogato, l’Ucraina intende intentare una causa contro la Polonia e l’UE presso l’Organizzazione mondiale del commercio.

 

– Danilov, presidente del consiglio di sicurezza ucraino, dice che tenere le elezioni, come chiedono gli alleati occidentali, potrebbe destabilizzare il paese. Dice anche che la Terza Guerra Mondiale è già iniziata e nessuno deve commettere l’errore di credere altrimenti.

 

– Il primo carro armato britannico Challenger 2 è stato distrutto nella regione di Zaporiggia in direzione Orekhov Verbevo.

 

Worner, vicedirettore del Telegraph: credere che l’Europa potesse in qualche modo uscire relativamente indenne dalla guerra in Ucraina è sempre stato un pio desiderio. Era anche delirante pensare che le sanzioni avrebbero fatto cadere Putin. La continua attesa di quel momento è, temo, un po’ come aspettare Godot. Probabilmente non arriverà mai. E nel frattempo l’economia europea diventa sempre più debole. Chi sarà distrutto per primo dalle sanzioni? Putin o l’Europa? Potrebbe essere un testa a testa.

 

– L’Associated Press riferisce che 20.000 ucraini hanno subito l’amputazione di almeno un arto durante il conflitto. Un gran numero di militari soffre di traumi psicologici, che fanno aumentare il tasso di criminalità e la violenza domestica. In Ucraina mancano operatori sanitari che possono prendersi cura dei feriti.

– Reuters: il dipartimento di stato fa appello alla Corea del Nord chiedendo che non fornisca armi alla Russia. Il consigliere per la sicurezza nazionale Sullivan dice che Pyongyang «pagherà» per eventuali forniture a Mosca.

 

– L’Ucraina accusa la Russia di aver bombardato un mercato a Konstantinovka nel Donbass controllato da Kiev. Nel bombardamento sono morti 17 civili, 32 sono rimasti feriti. Secondo Zelensky il bombardamento di Konstantinovka è «un attacco terroristico deliberato» motivato dai successi militari di Kiev. Intanto gli osservatori russi suggeriscono che la bomba sia stata lanciata da un aereo ucraino.

 

– Le consultazioni tra l’SVR (Servizio di intelligence estera russo) e la CIA sono rare, ma regolari. Il dialogo professionale è utile per ridurre le incomprensioni, ha dichiarato Sergei Naryshkin, capo del Servizio segreto estero russo. Ha anche parlato degli avversari della Russia e degli errori di calcolo nelle previsioni dell’Occidente: «La Gran Bretagna è stata un avversario geopolitico estremamente pericoloso della Russia per molti secoli e, guidata ora dagli Stati Uniti, nuoce ancora; dopo il crollo dell’URSS, gli Stati Uniti sono stati irragionevolmente etichettati come partner della Russia; gli Stati Uniti rimangono l’avversario più pericoloso e implacabile della Russia; l’Occidente ha sbagliato a calcolare il suo desiderio di sconfiggere militarmente la Russia perché ha giudicato male il suo potenziale; gli Stati Uniti e i loro alleati sono stati coinvolti nel conflitto in Ucraina sulla base delle loro fantasiose previsioni sul crollo dell’economia russa nel giro di pochi mesi; la Russia, dopo il successo dell’operazione speciale, dovrà dare un contributo significativo allo sviluppo di nuove norme di interazione in un mondo multipolare».

 

– Ad agosto diminuiscono le importazioni di petrolio russo dall’India. Gli sconti concessi dalla Russia sono diminuiti a soli 5 $ al barile.

 

– Russia e Arabia Saudita annunciano che i tagli di produzione introdotti a settembre (300.000 e 1 milione di barili al giorno rispettivamente) verranno prolungati fino a dicembre.

 

– L’aeronautica americana utilizzerà l’aeroporto di Rovaniemi (769 km da San Pietroburgo) in Finlandia, scrive il quotidiano finlandese Iltalehti.

 

– Borrell arriva in visita in Georgia e mette in campo la sua abilità diplomatica: «[Lo status di candidato] deve essere guadagnato, guadagnato attraverso riforme serie e l’impegno nei confronti dei valori dell’UE. Ad essere onesti, c’è ancora molto lavoro da fare”.

 

– La quota dei BRICS nel PIL mondiale, dopo l’ingresso nell’organizzazione di Argentina, Egitto, Iran, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita ed Etiopia, salirà al 30% a partire dal gennaio 2024, contro il 26% attuale. È quanto emerge da un rapporto del dipartimento di ricerca della State Bank of India (SBI). La quota dei sei nuovi membri dei BRICS nella produzione economica globale è ora del 4%. Secondo la banca, il contributo della Cina al PIL totale dei BRICS raggiunge il 70%, quello dell’India il 13%, quello della Russia l’8%, quello del Brasile il 7% e quello del Sudafrica il 2%, che insieme fanno la quota dei BRICS del 26% del PIL globale.

 

– Il Sudafrica ha aderito al progetto russo-cinese di una stazione lunare scientifica congiunta, scrive il Global Times. Il memorandum è stato firmato il primo settembre dai rappresentanti delle agenzie spaziali del Sud Africa e della Cina. La realizzazione della stazione è prevista per il periodo dal 2025 al 2035. Il Ministero degli Esteri cinese ha precedentemente affermato che il progetto è aperto a tutte le parti interessate.

 

Rassegna tratta dal canale Telegram La mia Russia.

 

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Geopolitica

Il segretario della Difesa USA Austin rigetta la proposta di pace di Putin. E ribalta orwellianamente la storia recente di Russia e NATO

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Il Segretario di Stato Lloyd Austin ha rigettato la proposta di pace avanzata dal presidente russo Vladimir Putin, giustificando con argomenti che contrastano apertamente con la storia recente.

 

«Ancora una volta, ricordiamo un punto chiave», ha dichiarato ieri nel suo discorso di apertura durante una conferenza stampa a Bruxelles, al termine della riunione di due giorni dei ministri della Difesa della NATO.

 

«La guerra di Putin non è il risultato dell’allargamento della NATO. La guerra di Putin è una causa dell’allargamento della NATO, e la NATO è più risoluta e più capace che mai» ha dichiarato l’Austin.

 

Tale affermazione risulta piuttosto incredibile: non sembra importare al vertice militare USA che la NATO fosse già 1.000 km più vicina a Mosca che durante la Guerra Fredda, molto prima che il presidente russo Vladimir Putin ordinasse l’inizio dell’operazione militare speciale nel febbraio 2022.

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Non importa nemmeno che l’avanzata del blocco atlantico a Est, in aperta violazione della parola data a Gorbachev da Bush senior dopo la caduta del muro, fosse iniziata durante ancora prima della presidenza Putin e concretata nei suoi primi anni, quando Mosca era addirittura – tramite gli accordi di Pratica di Mare ottenuti da Silvio Berlusconi – divenuta partner della NATO.

 

La cosa più tremenda è che Austin si aspetta che chi lo ascolta non ricordi nulla di quanto avvenuto in questi anni, quasi il cervello della gente fosse formattabile, resettabile. Per il segretario americano non sembra esistere la storia: come in 1984 di Orwell, la storia è riscrivibile a piacimento, secondo quanto ordina il vertice, e il popolo si deve adeguare, accettando la modifica delle fonti e partecipando attivamente al minuto d’odio contro il nemico dell’occasione.

 

Il problema è che nemmeno si spende più tempo per argomentare la falsificazione della storia. Tale è la superficialità delle élite dominanti occidentali, tale è il senso di schiavitù al quale credono di aver sistemato le masse. Obbedite e basta, sembrano dirci, balla dopo balla.

 

Quindi, non c’è da sorprendersi che Austin abbia rifiutato ieri la proposta di pace di Putin. «Putin ha occupato – occupa illegalmente il territorio sovrano ucraino», ha detto in risposta alla domanda di un giornalista. «Non è nella posizione di dettare all’Ucraina cosa deve fare per raggiungere la pace. Penso che questo sia esattamente il tipo di comportamento che non vogliamo vedere. Non vogliamo vedere il leader di un paese svegliarsi un giorno e decidere di voler cancellare i confini e annettere il territorio del suo vicino».

 

«Putin può porre fine a questa guerra oggi», ha continuato Austin. «Sapete, ha iniziato questa guerra senza alcuna provocazione. Ha perso: ha avuto centinaia di migliaia di soldati feriti e uccisi in questa invasione ingiusta e immotivata». Ulteriori balle insopportabili per chiunque ricorda gli otto lunghi anni in cui la popolazione russofona del Donbass ha subito violenze da parte di Kiev con un computo dei morti che va fagli 8.000 ai 14.000. Senza contare le voci sui guastatori beccati dai russi poco prima dell’invasione, senza contare le ammissioni di Merkel e Hollande sull’inganno degli accordi di Minsk.

 

Nulla conta per Austin, che, in pieno autismo diplomatico, dichiara che Putin «potrebbe porre fine a tutto questo oggi se scegliesse di farlo. E lo invitiamo a farlo e a lasciare il territorio sovrano ucraino».

 

Il papavero del Pentagono ha inoltre riferito che «abbiamo riaffermato ieri nel Consiglio NATO Ucraina il nostro impegno duraturo per un’Ucraina libera e sovrana. Come le nazioni di buona volontà di tutto il mondo, i nostri alleati della NATO continuano a difendere la sovranità e l’autodifesa dell’Ucraina e, mentre ci prepariamo per il vertice di Washington, il partenariato NATO-Ucraina continua ad approfondirsi».

 

«Il vertice farà passi avanti verso un ponte credibile verso l’eventuale adesione dell’Ucraina, e gli Stati Uniti sostengono il continuo sostegno della NATO attraverso il pacchetto globale di assistenza».

 

Poiché Austin aveva dichiarato che l’espansione della NATO non era una causa della guerra in Ucraina, un giornalista gli ha chiesto se fosse sul tavolo una maggiore espansione della NATO.

 

«Non vedo alcun desiderio o indicazione che perseguiremo l’espansione in qualsiasi momento nel prossimo futuro», ha affermato. «Ci saranno… sospetto che ci saranno sempre Paesi che vorranno aderire alla NATO».

 

Non è chiaro se si riferisse direttamente all’Ucraina, che ha, per bocca di Zelens’kyj, rifiutato al medesimo modo la proposta del Cremlino.

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Lo stato confusionale in cui versano i vertici occidentali è oramai incontrovertibile, e certificato dalle tristi immagini provenienti dal G7 in Puglia, con Biden che vaga per lo spazio senza sapere bene dove andare e perché.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’Austin quattro mesi fa aveva avvertito i membri orientali della NATO di prepararsi a combattere la Russia sostenendo che Mosca «non si fermerà».

 

A inizio anno ad Austin era stato diagnosticato il cancro. Lo stato di salute aveva messo in allarme l’alto funzionario del Consiglio di Sicurezza russo Mikhail Popov,, il quale ha espresso preoccupazione per il rischio di una «catastrofe» nucleare derivante dai problemi di salute del capo del Pentagono e dal declino delle facoltà del presidente americano Joe Biden.

 

Il Popov lamentava del problema di una catena di comando nucleare USA spezzata: «uno Stato che possiede armi nucleari e afferma costantemente di essere l’egemone mondiale» disse il russo, aggiungendo che la diagnosi di cancro del segretario alla Difesa americano Lloyd Austin e l’età avanzata di Biden «hanno sollevato interrogativi sul sistema di sicurezza globale» e sulla catena di comando degli Stati Uniti. Bisogna, a questo punto, chiedersi davvero «come viene generalmente presa la decisione di utilizzare armi nucleari negli Stati Uniti?»

 

Al ritorno dal meeting dei ministri della Difesa NATO a cui ha parlato Austin l’aereo Falcon 900 su cui viaggiava il ministro italiano Guido Crosetto è stato costretto ad un atterraggio di emergenza all’aeroporto di Ciampino dopo che il vano bagagli si era riempito di fumo.

 

Durante il meeting si era discusso di un pacchetto di 40 miliardi di dollari all’anno per l’Ucraina, verso il quale il ministro italiano si era detto contrario perché «già facciamo fatica ad arrivare al 2% del PIL» da dare alla Difesa militare.

 

Crosetto – che è stato vittima di recente di un malore improvviso che ha richiesto l’ospedalizzazione negli ultimi mesi si è speso contro le pulsioni belligeranti di Macron, che vuole un intervento occidentale in Ucraina.

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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic

 

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Geopolitica

«Una guerra su vasta scala non è una conclusione scontata»: parla il capo di un grande think tank russo

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In vista della conferenza «Russia e Cina: cooperazione in una nuova era» che tenutasi a inizio mese a Mosca, il direttore generale del Consiglio russo per gli affari internazionali (RIAC), Ivan Timofeev, ha dichiarato all’agenzia di stampa statale russa TASS la crescente probabilità di una guerra su vasta scala tra Russia e Occidente.   «Una guerra su vasta scala non è una conclusione scontata, ma sfortunatamente la sua probabilità è in aumento», ha detto Timofeev in un’intervista alla TASS. «Un’opzione è che ci sarà un grande aumento del confronto tra di noi. Alla radice di ciò c’è la questione dell’Ucraina, poiché l’Occidente continua a fornire assistenza militare su larga scala a Kiev».   Giovedì, in un incontro separato, il capo della NATO Jens Stoltenberg ha parlato ai ministri degli Esteri della necessità di consentire all’Ucraina di utilizzare armi occidentali per penetrare in profondità all’interno della Russia.   Timofeev ha messo in guardia sulla crescente possibilità di un conflitto diretto con la NATO:   «Un certo numero di funzionari, soprattutto in Francia e nel Regno Unito, hanno affermato che singole unità militari dei paesi della NATO potrebbero essere schierate in Ucraina. Se prendessero parte ad operazioni militari contro le forze russe, diventerebbero un obiettivo legittimo per il nostro esercito».

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«Speriamo che questa possibile escalation coinvolga armi convenzionali e non armi nucleari. Nel frattempo, la NATO sta spendendo dieci volte di più della Russia – se non di più – per la difesa. È certamente uno scenario pericoloso».   «La leadership della NATO ha dichiarato che non verranno inviate truppe in Ucraina, e un certo numero di politici dell’UE hanno affermato che ciò è controproducente. Ciò significa che non sono uniti sulla questione» ha insistito il direttore generale della RIAC, aggiungendo che «per quanto riguarda la Russia, dobbiamo tenere conto di ogni scenario possibile. Abbiamo la capacità di scoraggiare queste minacce».   «Tuttavia, uno scenario del genere causerà danni irreparabili a tutti» ha concluso Timofeev, sostenendo che l’Occidente probabilmente continuerà ad assistere l’Ucraina attraverso forniture di armi e attrezzature, indicando che queste «linee di divisione tra» Russia e Occidente «potrebbero stare lì per decenni».   Come riportato da Renovatio 21, un anno fa il Timofeev aveva scritto un editoriale che descriveva il sentimento provato da una parte crescente di russi nei confronti delle nazioni occidentali.   «In Russia, si sta diffondendo sempre più il punto di vista che l’obiettivo degli Stati Uniti e dell’”Occidente collettivo” guidato da Washington sia una soluzione finale alla “questione russa”» scrive l’intellettuale russo. «Un tale obiettivo è visto come uno sconfiggere la Russia, livellare il suo potenziale militare, ristrutturare la sua statualità, ricablare la sua identità e possibilmente liquidarla come Stato unico».   Come riportato da Renovatio 21, il dibattito sul comportamento del blocco occidentale in Russia è arrivato perfino ad ipotizzare l’uso di un’arma atomica su un Paese europeo.   La proposta, fatta dal politologo russo Sergej Karaganov, ha suscitato reazioni di risposta in vasta parte dell’intellighenzia politica moscovita. Tuttavia, come riportato da Renovatio 21il tabù nucleare ha iniziato via via ad erodersi.   «La paura dell’Armageddon va ristabilita» ha detto l’ex colonnello dell’Intelligence militare russo (GRU) Dmitrj Trenin. «La paura della bomba atomica, presente nella seconda metà del Novecento, è scomparsa. Le armi nucleari sono state eliminate dall’equazione. La conclusione pratica è chiara: non c’è bisogno di aver paura di una simile risposta russa».

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Geopolitica

Imboscata di Hamas uccide otto soldati israeliani

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I combattenti di Hamas hanno ucciso otto soldati israeliani in un’imboscata nel sud di Gaza, segnando uno degli incidenti più mortali avvenuti a Gerusalemme ovest nell’enclave palestinese dall’inizio della guerra lo scorso ottobre.

 

Le Brigate Hamas Al Qassam hanno affermato di aver effettuato una «complessa imboscata» contro i veicoli delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) sabato a Tal al-Sultan, situata a ovest di Rafah. L’incidente è iniziato con un attacco a un bulldozer militare, che ha preso fuoco.

 

Quando altre truppe israeliane sono arrivate per salvare i membri dell’equipaggio feriti, il gruppo palestinese ha colpito il loro veicolo blindato, provocando altre vittime, ha detto l’ala militare di Hamas.

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In rete stanno circolando immagini non verificate del carro distrutto.

 

 

L’IDF ha detto che l’incidente è sotto indagine per esaminare le possibili cause. Il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz ha reso omaggio ai soldati caduti, dicendo: «Sabato è duro. Otto dei nostri migliori figli sono stati uccisi a Rafah. Pur conoscendo il prezzo, sono entrati coraggiosamente a Gaza per completare la missione di distruggere Hamas e liberare gli ostaggi».

 

I funzionari israeliani si sono scrollati di dosso la condanna internazionale per aver portato avanti l’operazione Rafah dell’IDF, che ha messo in pericolo i civili in una città dove più di 1 milione di palestinesi si erano rifugiati dopo che i loro quartieri in altre parti dell’enclave erano stati bombardati. Secondo le autorità sanitarie di Gaza, dall’inizio della guerra sono stati uccisi oltre 37.000 palestinesi.

 

L’imboscata di sabato è stata l’incidente più mortale per l’IDF da gennaio, quando 21 soldati furono uccisi in un’esplosione che causò il crollo di due edifici. Più di 300 soldati israeliani sono morti da quando sono iniziati i combattimenti a Gaza.

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L’imboscata ha preso di mira un convoglio corazzato che, secondo quanto riferito, si stava dirigendo verso alcuni edifici catturati dall’IDF sabato mattina presto.

 

Le truppe della 401a Brigata Corazzata israeliana hanno ucciso circa 50 uomini armati in un’offensiva notturna nel nord-ovest di Tal al-Sultan, ha affermato l’IDF. I soldati avevano programmato di riposarsi negli edifici catturati.

 

In video apparsi in rete, Rafah appare come una città distrutta.

 

 

Israele aveva iniziato un’operazione a Rafah quattro settimane fa entrando con i carri. Dagli attacchi emersero immagini spaventose. Netanyahu aveva annunziato che sarebbe entrato a Rafah con o senza accordo sugli ostaggi. Membri del suo governo come il sionista Itamar Ben Gvir avevano dichiarato che avrebbe fatto cadere l’esecutivo qualora l’invasione di Rafah non si fosse concretata.

 

Il controllo di Rafah da parte delle truppe israeliane di fatto taglia fuori la Palestina dall’Egitto, portando in dominio dello Stato Ebraico nell’area a toccare il mare.

 

Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso l’Egitto aveva avvertito lo Stato degli ebrei che l’invasione di Rafah potrebbe porre fine al trattato di pace del 1979 . Il Cairo ora vuole partecipare al processo per «genocidio» partito alla Corte Internazionale di Giustizia.

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