Farmaci che bloccano la pubertà: trans a 12 anni

 

 

Una dodicenne transgender ha iniziato il trattamento coi bloccanti della pubertà; la madre afferma che «sapeva dall’età di tre anni» di essere una femmina. Lo riporta un articolo del quotidiano britannico Telegraph.

 

A. L., maschio alla nascita, ha iniziato, come si usa dire, il «percorso di transizione a femmina» presso una clinica convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale Britannico. A. è uno dei pazienti più giovani.

 

Secondo quanto riportato dal giornale inglese, il dodicenne «ha fatto ricerche approfondite sul percorso e ha affermato che in futuro vorrà sottoporsi a un trapianto di utero in modo da poter avere bambini quando sarà il momento».

 

Il dodicenne «ha fatto ricerche approfondite sul percorso e ha affermato che in futuro vorrà sottoporsi a un trapianto di utero in modo da poter avere bambini quando sarà il momento»

La madre, T. L., quarantatreenne del Kent, sostiene che il «ha detto di essere una bambina da quando ha iniziato a parlare».

 

«Quando aveva tre anni ha detto: “Sono un maschio perché mi hai dato un nome da maschio, è colpa tua», ricorda la madre. «Mi sentivo malissimo, perché mi incolpava».

 

«Non mi ero mai imbattuta in una situazione simile, ho semplicemente acconsentito. Ho pensato che la sua felicità è la cosa più importante» ha detto la Madre.

 

Questi casi, in cui la famiglia dà man forte ai figli confusi – in ispecie le madri, perché casualmente qui mai si parla dei padri ed è lecito immaginare che il bambino sia cresciuto non troppo esposto a figure paterne – si moltiplicano, come già riportato da Renovatio 21 in altri articoli. Parrebbe quasi esserci una gara tra queste famiglia per il Guinness del figlio trans più giovane, come nell’articolo precedentemente pubblicato «Mia figlia di 3 anni è la trans più giovane del mondo».

 

A., che ha legalmente cambiato il nome di bambino con uno da femmina da quando aveva otto anni, prenderà gli ormoni per bloccare la pubertà fino ai 18 anni. Deciderà poi se proseguire con l’intervento di rassegnazione del genere.

A. prenderà gli ormoni per bloccare la pubertà fino ai 18 anni. Deciderà poi se proseguire con l’intervento di rassegnazione del genere

 

I bloccanti della pubertà possono essere prescritti a tutti i bambini che soffrono di disforia di genere a partire dai 10 anni dal Gender Identity Development Service (GIDS), programma del Servizio Sanitario Nazionale inglese.

 

Fino ad oggi, il GIDS ha somministrato i bloccanti a migliaia di bambini, di cui 230 minori di 14 anni.

 

Fino ad oggi, il Gender Identity Development Service (GIDS –programma del Servizio Sanitario Nazionale inglese) ha somministrato i bloccanti a migliaia di bambini, di cui 230 minori di 14 anni

Prima del 2011, il GIDS somministrava gli ormoni solo a partire dai 16 anni, ma la legislazione è diventata più permissiva dopo che alcuni rapporti hanno mostrato che gli inglesi si recavano all’estero per procurarseli.

 

Parlando della sua esperienza, A. dice: «il percorso è ancora lungo, ma in tutto questo mi sento di aver vinto».

 

Il Regno Unito, notiamo, non ha problemi ad accontentare bambini e famiglie che vogliono il cambio di sesso, al contrario oppone immane resistenza davanti a bambini e famiglie che vogliono vivere ed essere curati, come Charlie Gard ed Alfie Evans.

Il verso della Cultura della Morte: sì ai bambini morti e transessuali, no ai bambini down, comatosi o malati, indesiderati e «indegni della vita»

 

È noto inoltre che non esistono studi scientifici che provano la sicurezza di questi farmaci a lungo termine. Anzi, come riportato in un precedente articolo pubblicato da Renovatio 21, gli ormoni somministrati alle persone peril cambio di sesso rappresentano un rischio significativo di coaguli di sangue e ictus tra le donne transgender: lo rivela uno studio su individui transgender riportato qualche tempo fa da Reuters.

 

Il verso delle cose, per la Cultura della Morte pare essere uno solo. Sì ai bambini morti e transessuali, no ai bambini down, comatosi o malati, indesiderati e «indegni della vita», come da famosa definizione eugenetica del nazionalsocialismo tedesco.