Eugenetica
Vera eugenetica in Iscozia: aborti per sindrome di Down aumentati dell’82% dal 2021
Un nuovo rapporto ha indicato che la Scozia ha assistito a «un drammatico aumento degli aborti con diagnosi di sindrome di Down, con dati governativi che mostrano un aumento dell’82% dal 2021». Nel 2024, sono stati abortiti 60 bambini non ancora nati con sindrome di Down; nel 2021, erano 33.
OSV News osserva che «l’aumento rappresenta anche un aumento del 15% rispetto ai 52 aborti di bambini non ancora nati con sindrome di Down nel 2023, secondo le statistiche pubblicate da Public Health Scotland».
Secondo Lynn Murray del gruppo di sostegno Don’t Screen Us Out, l’aumento può essere attribuito in gran parte all’introduzione dei «test prenatali non invasivi» noti come NIPT, che hanno reso più facile individuare la sindrome di Down.
Sostieni Renovatio 21
Come riportato da Renovatio 21, i NIPT sono ora offerti anche dalla Sanità italiana.
«È profondamente preoccupante che, nonostante i passi avanti compiuti dai gruppi di sostegno per sensibilizzare l’opinione pubblica a sostegno delle persone con sindrome di Down, l’aborto in caso di sindrome di Down sia ancora così comune e diffuso nel Regno Unito», ha affermato la Murray. «In effetti, sentiamo continuamente genitori che l’aborto è stato ripetutamente presentato loro in ospedale come una soluzione ovvia dopo aver ricevuto la notizia che il loro bambino aveva la sindrome di Down», ha aggiunto.
«Chiediamo al governo di avviare un’indagine urgente per valutare l’impatto che i test prenatali non invasivi stanno avendo sul numero di bambini che vengono esclusi tramite aborto a causa della sindrome di Down in Scozia ogni anno», ha dichiarato l’attivista. «Dovrebbero quindi introdurre urgentemente riforme mediche al nostro programma di screening per garantire che questo preoccupante aumento del numero di aborti per disabilità venga invertito».
«Chiediamo al governo scozzese di aggiornare urgentemente la legislazione scozzese sull’aborto per garantire che i bambini con sindrome di Down non possano essere abortiti fino alla nascita, come consentito dalla legislazione vigente». L’OSV ha osservato che le statistiche «hanno anche rivelato che nel 2024 sono stati eseguiti 280 aborti per motivi di disabilità, con un aumento del 26% rispetto al 2021, quando furono eseguiti 222 aborti per lo stesso motivo».
Nel Regno Unito, l’aborto è illegale dopo le 24 settimane, a meno che al bambino non venga diagnosticata la sindrome di Down, nel qual caso è consentito fino alla nascita. Bambini e bambine sani con sindrome di Down possono essere decapitati, smembrati e sventrati ben oltre il punto in cui sono in grado di provare un dolore lancinante semplicemente perché sono affetti dalla sindrome di Down. Una causa contro la legge intentata nel 2021 da una giovane donna con sindrome di Down è stata respinta sia dall’Alta Corte che dalla Corte d’Appello
Aiuta Renovatio 21
Secondo uno studio del 2013, quasi il 99% delle persone con sindrome di Down dichiara di essere felice della propria vita; al 96% piace il proprio aspetto; al 97% piace chi è. Mentre i tassi di malattie mentali, solitudine e infelicità cronica sono ai massimi storici in molti Paesi occidentali, le persone con sindrome di Down rappresentano una felice eccezione.
Nonostante ciò, i bambini con sindrome di Down vengono sistematicamente presi di mira e uccisi nel grembo materno proprio perché sono affetti dalla sindrome.
La storia sul genocidio prenatale invisibile delle persone con sindrome di Down si ripresenta ciclicamente. Nel 2017, la notizia che la sindrome di Down era «quasi scomparsa» in Islanda era stata diffusa. Nel 2019, sono nati solo 18 bambini con sindrome di Down. In Norvegia, all’inizio di quest’anno, i genitori si sono espressi contro le pressioni ad abortire i bambini con una diagnosi di sindrome di Down.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di fs999 via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 2.0
Eugenetica
Screening genetico preconcezionale: una nuova forma di eugenetica?
Sostieni Renovatio 21
Lo screening genetico preconcezionale
Il 19 marzo 2026, l’Imagine Institute, in collaborazione con l’Agenzia francese per la biomedicina (ABM) e il CCNE (Comitato consultivo nazionale di etica), ha organizzato un simposio sul tema «Genetica e società». L’obiettivo generale era «anticipare i dibattiti sulla legge in materia di bioetica» al fine di «arrivare al dibattito parlamentare con una prospettiva più matura», secondo quanto affermato da Marine Jeantet, direttrice generale dell’ABM. Spiega di voler «anticipare i dibattiti sulla legge di bioetica» per «arrivare al dibattito parlamentare con una prospettiva più matura». Sottolinea: «Attenzione, il divario con l’opinione pubblica si sta ampliando», avverte. «Dobbiamo coinvolgere l’opinione pubblica… dobbiamo preparare il terreno per il dibattito pubblico», esorta. In altre parole, preparare il terreno e plasmare l’opinione pubblica. È interessante notare come la DGP sembri essere il tema centrale della giornata. Descritta come una «questione fondamentale di movimento» nella prossima revisione della legge sulla bioetica dal professor Stanislas Lyonnet, genetista medico presso l’Istituto Imagine, essa emerge in numerosi interventi, sempre in una luce favorevole e sempre senza riserve, osserva Gènéthique. Il 30 giugno 2026, l’ANM ha adottato a larga maggioranza il testo di una relazione sul DGP (Test diagnostici e prenatali), elaborata da un gruppo di lavoro, sottolineando che essa rappresentava una posizione ufficiale dell’Accademia. Il DGP, si legge nella relazione, «mira a identificare, in entrambi i partner di una coppia che intende avere figli, le anomalie genetiche che potrebbero causare gravi malattie nel bambino». Le anomalie genetiche in questione possono causare malattie come la fibrosi cistica, l’atrofia muscolare spinale o la distrofia muscolare di Duchenne. Nei portatori sani, se entrambi i genitori presentano tale anomalia, la probabilità di avere un figlio affetto è del 25%. Il rapporto rileva che la coppia può: 1) assumersi il rischio; 2) richiedere la diagnosi genetica preimpianto (PGD) – o selezione dell’embrione – durante le tecniche di procreazione assistita; 3) ricorrere alla diagnosi prenatale (PND) con la possibilità di aborto; 4) optare per la donazione di gameti; oppure 5) ricorrere all’adozione. In pratica, le opzioni 2 e 3 sono le più comunemente scelte. Il rapporto dell’ANM sottolinea che questi test sono attualmente illegali, poiché i test genetici per i futuri genitori sono consentiti solo se un membro della famiglia è affetto da una malattia genetica o se il primogenito ne è affetto. Prendendo atto dell’autorizzazione della diagnosi prenatale (PGD) in alcuni Paesi e delle leggi vigenti in materia di riproduzione, il rapporto chiede la legalizzazione di questi test. Cita in particolare l’evoluzione della posizione del CCNE sulla questione, che si mostrava piuttosto riluttante nel parere n. 83 del 2003, ma favorevole nel parere n. 129 del 2018. Ma ciò non sorprende affatto, dato che il CCNE, nonostante il suo titolo altisonante che include la parola «etica», ha una posizione di mera geometria variabile, che dovrebbe riflettere l’evoluzione della società francese.Aiuta Renovatio 21
Elenco delle patologie da sottoporre a screening
Tale screening può essere limitato. «I geni analizzati nel DPG sono quelli responsabili di gravi malattie infantili incurabili», specifica il rapporto. Ma, aggiunge, «il limite degli elenchi ufficiali di geni è la loro natura fissa e la difficoltà di aggiornarli». Questa affermazione era già stata fatta durante il simposio menzionato: «La possibilità di approvare una legge di questo tipo implica la disponibilità di un elenco che possa poi essere modificato nel tempo». Mentre alcuni prevedono una riduzione della lista grazie ai progressi terapeutici, altri si concentrano principalmente sulla sua espansione. È proprio qui che risiede il pericolo. Jacques Testart, il «padre» del primo bambino francese concepito in provetta, ha dichiarato nel 2022, in circostanze analoghe: «se mi sono opposto alla diagnosi genetica preimpianto (PGD) per quasi quarant’anni, è perché non esistono ostacoli che ne limitino l’uso e quindi contrastino l’eugenetica che essa incarna». Una volta aperto il vaso di Pandora – e purtroppo, troppi lo sono già – non si può più tornare indietro, si corre a perdifiato verso il futuro, un processo che può durare anni, persino decenni, ma che alla fine si conclude sempre. Le varie pressioni provenienti dai laboratori, dai test privati disponibili online, dai futuri genitori e dall’ideale del bambino «perfetto» finiscono per prevalere.Iscriviti al canale Telegram ![]()
Un’eugenetica «invisibile e indolore»
È comunque notevole che sia il simposio del 19 marzo sia il rapporto dell’ANM si siano sentiti in dovere di anticipare l’obiezione di natura eugenetica. La professoressa Bana Jabri, a capo dell’Imagine Institute, ha spiegato al simposio: «quando la questione dello screening per i portatori asintomatici verrà discussa in Assemblea Nazionale, sarà necessario spiegare che ‘questo non ha nulla a che vedere con l’eugenetica”». Per quanto riguarda il rapporto dell’ANM, esso dedica un lungo paragrafo all’argomento. Inizia citando il Consiglio di Stato: «(L’eugenetica) può derivare anche da posizioni individuali assunte da genitori o medici da una prospettiva di rifiuto della disabilità, arrivando persino a desiderare “il bambino perfetto”», un’osservazione del tutto giustificata. Ma il resto del testo si limita a fare affidamento sull’autorità del CCNE, che nel suo parere n. 138 afferma: «non si può attribuire alle scelte individuali dei futuri genitori l’intenzione di migliorare la specie», al fine di confutare l’accusa. Una risposta del tutto irrilevante, come il lettore può constatare. Inoltre, non si tratta solo di posizioni individuali. È importante ricordare che è stato lo Stato a legalizzare l’aborto, fondamento di questo sistema. È stato lo Stato a offrire test – rimborsati dalle assicurazioni – per individuare la sindrome di Down nei neonati. È stato lo Stato a rafforzare questo «razzismo» nei confronti delle persone con disabilità, rendendo obbligatorio lo screening prenatale per la sindrome di Down. È stato lui, di recente, a condannare un medico per non aver prescritto gli esami diagnostici per la sindrome di Down, a seguito di un’ecografia che ne aveva suggerito la diagnosi: il medico è stato condannato a risarcire i genitori per l’onere finanziario derivante da tale errore. È dunque lo Stato a creare tutte le condizioni per consentire la «scelta individuale» di interrompere una gravidanza a causa della presenza di un cromosoma in più nel bambino. Nonostante le loro smentite, politici e medici hanno alimentato una mentalità apertamente eugenetica nella popolazione. Jacques Testart ha sottolineato con forza questo punto: «la scienza, come il diritto, ha permesso lo sviluppo di una nuova eugenetica che può essere definita liberale, mite, compassionevole o persino democratica». Un’eugenetica «completamente invisibile e indolore». Tanto che non viene nemmeno più chiamata eugenetica. Alcuni penseranno che le Linee Guida per la Procreazione Familiare (DPG) non aggiungerebbero molto orrore a ciò che già esiste. Probabilmente è vero. Ma se adottate, rafforzerebbero il pensiero eugenetico in tutti i settori. È già profondamente radicato nei decisori, in diversi medici e nei futuri genitori. Alla fine si radicherà in modo irrevocabile in tutto ciò che riguarda il concepimento. E un giorno ci risveglieremo nel «Mondo Nuovo» profetizzato da Aldous Huxley. Articolo previamente apparso su FSSPX.NewsIscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Eugenetica
YouTuber dichiara pubblicamente l’aborto di suo figlio down
L’influencer di YouTube Jesse Ridgway sta affrontando una massiccia ondata di critiche dopo aver annunciato su X che lui e sua moglie hanno deciso di abortire il loro bambino dopo che gli era stata diagnosticata la sindrome di Down. Lo riporta LifeSite.
L’uomo, noto come lo YouTuber «McJuggerNuggets», è diventato famoso con serie di video come «Psycho Family» e «Psycho Dad», in cui distruggeva oggetti in preda a una finta rabbia. Il Ridgway ha dichiarato che lui e sua moglie hanno fatto delle ricerche sulla sindrome di Down e hanno deciso che la cosa migliore sia per il bambino che per la sua famiglia sarebbe stata interrompere la gravidanza nell’utero, e ha fatto notare che oltre il 90% dei bambini a cui viene diagnosticata la sindrome di Down vengono abortiti.
«Il 50% dei bambini con sindrome di Down presenta difetti cardiaci. Il 75% avrà problemi di udito. Oltre il 50% avrà problemi di vista. Funzione immunitaria compromessa, disabilità dello sviluppo, difficoltà di apprendimento, ritardo nello sviluppo fisico, scarso tono muscolare, problemi strutturali al viso, ridotta aspettativa di vita, etc.» ha dichiarato lo youtuberro. «Purtroppo, la lista è lunga, sentitevi liberi di cercarla… La sindrome di Down non è una “benedizione”, è oggettivamente terribile dal punto di vista della salute. Non mi rendevo conto di quanto fosse difficile per il bambino, per non parlare della famiglia… molto spesso, saranno completamente dipendenti dagli altri per il resto della loro vita».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
«A tutti i miei fan che hanno espresso la loro opinione su questo argomento e che hanno autismo, sindrome di Down o qualsiasi altra condizione… vi siamo grati», ha aggiunto, nonostante lui e sua moglie abbiano interrotto la gravidanza proprio perché la bambina aveva la sindrome di Down. «Siete molto importanti e siamo felici che siate qui. Vi ammiro, voi e le vostre famiglie, per la forza e il coraggio che avete avuto nell’andare avanti. Per quanto ci riguarda, abbiamo preso una decisione difficile che crediamo sarà benefica per la nostra famiglia a lungo termine . Per fortuna, avevamo una scelta».
Dopo una prima fase di calma, l’uomo che ha approvato l’assassinio del suo discendente nel grembo materno ha mostrato ira per i commenti ricevuti.
«Le ultime 24 ore hanno messo a nudo un lato dell’umanità profondamente inquietante. Essere chiamati “pezzi di merda assassini, malvagi, paragonati a Hitler” e ricevere CONTINUE MINACCE DI MORTE», ha scritto.
«Se avete mai voluto meravigliarvi della depravazione delle persone online, date un’occhiata alle risposte al mio ultimo tweet. È uno spettacolo deplorevole di proporzioni epiche. Questo riflette il mondo e il contesto in cui viviamo oggi», ha continuato l’influencerro. «Ciò che è ancora più preoccupante è che molte di queste persone usano Dio o Gesù come giustificazione per minacciarci e volerci mandare all’inferno… sembra piuttosto ipocrita».
«Fate attenzione alle fonti da cui traete le vostre informazioni online, che si tratti di inquietanti account di propaganda, intelligenza artificiale, seminatori di paura che aizzano l’odio… viviamo in un’epoca complessa e l’autenticità e l’empatia saranno le valute più importanti del futuro», ha aggiunto. «Ad ogni modo, non vedo l’ora di vedere tutte queste parole tritate e distorte di nuovo, così che le persone possano aumentare i propri follower e fomentare l’indignazione. Dopotutto, è un ecosistema naturale: anche chi si nutre di ciò che si trova deve pur mangiare!»
I’ve never seen such hate and vitriol for two people grieving the loss of their unborn child and making an impossible decision.
The last 24 hours have exposed a side of humanity that is deeply disturbing. Being called “murderous pieces of shit, evil, compared to Hitler” and…
— Jesse Ridgway (@McJuggerNuggets) June 5, 2026
Aiuta Renovatio 21
Ovviamente le reazioni sono state sempre più tranchant.
Abby Johnson, già dirigente presso l’ente abortista Planned Parenthood poi convertitasi all’attivismo pro-life h24, ha risposto con semplicità: «Siamo sbalorditi dalla depravazione della vostra decisione di uccidere vostro figlio basandovi sull’eugenetica».
«Tu non sei la vittima qui. E credo che sia proprio questo che ti tormenta in questo momento» scrive un altro utente. A cui un altro ancora risponde: «Hai centrato il punto. Si sentono in colpa. Hanno scritto questo post proprio per trovare qualcuno che capisse quello che hanno fatto. Invece, sono stati massacrati».
«Non l’avete perso per un aborto spontaneo o per complicazioni di salute, l’aveta ucciso perché non era abbastanza perfetto per voi» scrive un commentatore coreano. «Smettetela di fare le vittime e affrontate la realtà: avete assassinato tuo figlio. Non siete voi la vittima, è vostro figlio, ora morto, che non ha avuto la possibilità di vivere».
Secondo uno studio del 2011 pubblicato sull’American Journal of Medical Genetics, nonostante le frequenti difficoltà di salute, quasi il 99% delle persone con sindrome di Down dichiara di essere felice della propria vita – cioè non arriva a desiderare di «non essere mai nato», come avviene invece in molti cosiddetti sani che magari si impasticcano di psicofarmaci SSRI, poesie depressive di Leopardi mandate a memoria alla scuola dell’obbligo e parafilosofie necrotiche buddiste diffuse nella società adultera e postcristiana.
Secondo le medesime statistiche, solo il 4% dei genitori di bambini con sindrome di Down esprimeva rimpianto per aver avuto il proprio figlio.
Secondo i numeri, il 96% degli affetti da sindrome di down è soddisfatto del proprio aspetto; il 97% è soddisfatto di se stesso. Quando gli attivisti pro-aborto affermano che l’aborto è un atto di misericordia, non si riferiscono a queste persone felici. Si riferiscono a se stessi. Le persone con sindrome di Down sono, secondo i parametri, tra le persone più felici al mondo – e ciò farebbe saltare perfino degli argomenti utilitaristi (la filosofia politica per cui bisogna massimizzare il piacere e diminuire il dolore in una società, e ciò a possibile discapito di minoranze e persino maggioranza)
Iscriviti al canale Telegram ![]()
La distruzione prenatale dei Down è quindi pura discriminazione nei confronti delle persone con disabilità, o, in una parola, «eugenetica», totalmente allineata con il concetto hitlerista di Lebens unwertes leben, la «vita indegna di essere vissuta» che presiedeva alla morte medica massiva inflitta ai «diversi» durante gli anni della Germania nazionalsocialista, il Paese considerato dallo Stato moderno (che, in realtà, né è fratello se non figlio) come il nec plus ultra del genocidio.
Il genocidio dei down non è però leggenda o teoria, ma realtà di fatto, in tutto l’Occidente ed oltre.
Come noto nel 2017, la sindrome di Down è «quasi scomparsa» in Islanda grazie al feticidio legalizzato. Nel 2019, nel Paese sono nati solo 18 bambini con sindrome di Down. Un rapporto del 2025 ha indicato che anche la Scozia ha assistito a «un drammatico aumento degli aborti con diagnosi di sindrome di Down, con dati governativi che mostrano un aumento dell’82% dal 2021». Nel 2024, nel Paese sono stati abortiti 60 bambini non ancora nati con sindrome di Down, mentre nel 2021 il numero era di 33. In l’Irlanda, che ha da pochi anni legalizzato l’aborto, vede ora il 95% delle donne abortire in presenza di una diagnosi di sindrome di down per il feto. Si stima che il 90% dei bambini a cui viene diagnosticata la sindrome di Down in Gran Bretagna venga abortito, il 65% in Norvegia , praticamente il 100% in Islanda e il 95% in Spagna.
In Italia il genocidio dei down passa per l’espansione dei NIPT (Test Non-Invasivi Prenatali), i test che permettono di capire se un bambino quando è ancora nel grembo della madre, è down o no. I NIPT sono offerti in certe regioni dalla sanità pubblica, come sempre complice nel massacro del suo stesso popolo.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Eugenetica
«Organi e sperma prelevati dai corpi» nel ranch di Epstein
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Essere genitori2 settimane faOssitocina contro il divorzio, una proposta
-



Necrocultura2 settimane faLa guerra occulta oltre l’aborto
-



Immigrazione5 giorni faIl sacco di Milano della barbarie anarco-tirannica. Invochiamo il flagello di Ambrogio
-



Predazione degli organi1 settimana faTrapianto di organi, prima la persuasione e poi l’obbligo?
-



Pensiero2 settimane faPapa Leone «medical dimension»
-



Pensiero6 giorni faL’antico incidente dietro la Tesla volante
-



Spirito2 settimane faMons. Mutsaerts: Andate alla Messa in latino invece di cercare di sistemare la vostra parrocchia
-



Spirito1 settimana fa«Orrendi documenti vaticani scardinano la vocazione religiosa»: omelia di mons. Viganò











