Connettiti con Renovato 21

Spirito

Vaticanista americana conferma: il documento per la soppressione della Messa in latino è «serio e reale»

Pubblicato

il

Il divieto pressoché assoluto della Santa Messa Tradizionale di cui tutti parlano pare essere realtà.

 

In un articolo per la testata cattolica tradizionalista americana The Remnant, la giornalista vaticana Diane Montagna ha confermato che un documento che limita ulteriormente la Messa latina tradizionale, sostenuto dal Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, è stato «presentato a Papa Francesco».

 

Secondo «fonti ben informate», se pubblicato, il documento vieterebbe la celebrazione della Messa tridentina a tutti i sacerdoti tranne quelli appartenenti agli  «istituti approvati dall’ex Ecclesia Dei», tra cui la Fraternità Sacerdotale San Pietro (FSSP) e l’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote.

 

La Montagna ha osservato, tuttavia, che «non è chiaro» se e in quale misura a questi sacerdoti sarà consentito amministrare la forma tradizionale dei sacramenti, tra cui il battesimo e il matrimonio, così come se saranno consentite le ordinazioni sacerdotali tradizionali.

 

Il documento «proibirebbe ai vescovi stessi di celebrare o autorizzare» la Messa di sempre e «sospenderebbe i permessi esistenti» per la Messa tradizionale oltre a quelli offerti dalle comunità ex-Ecclesia Dei. La Pontificia commissione Ecclesia Dei era il dicastero della Curia Romana per i rapporti con il tradizionalismo cattolico istituito il 2 luglio 1988 da papa Giovanni Paolo II dopo le ordinazioni episcopali del 1988 da parte di monsignor Marcel Lefebvre e soppresso il 17 gennaio 2019 da papa Francesco.

Iscriviti al canale Telegram

Le fonti della Montagna affermano che non è stata decisa una data di pubblicazione, ma che il suo «rischio» è «serio, reale e potenzialmente imminente». Sarà un duro colpo, persino devastante, per i fedeli che contano sulla loro diocesi per la Messa in latino. Alcuni, è riportato, si sono persino trasferiti dall’altra parte del Paese con le loro famiglie principalmente per partecipare alla messa tradizionale.

 

La Fraternità San Pio X (FSSPX), la «madre» di questi ex istituti Ecclesia Dei, non ne sarà toccata, poiché ha sempre riconosciuto che i prelati vaticani non hanno l’autorità di limitare la Messa dei secoli, codificata nel 1570, con il Canone Romano ricondotto agli stessi Apostoli.

 

Lo stesso papa Benedetto XVI ha chiarito attraverso il suo motu proprio Summorum Pontificum che la messa latina non è mai stata abolita e che nessun sacerdote ha bisogno del permesso del suo vescovo per celebrarla.

 

Seguendo il motu proprio originale di Papa Francesco che limitava la messa in latino, Traditionis Custodes, il cardinale Raymond Burke ha affermato che la liturgia tradizionale non è qualcosa che può essere ignorato come «espressione valida della lex orandi», anche dal papa stesso.

 

«Si tratta di una realtà oggettiva della grazia divina che non può essere modificata da un semplice atto di volontà anche della più alta autorità ecclesiastica», scriveva il cardinale nel 2021.

 

Montagna ha osservato che il cardinale Parolin, che è l’«architetto» dell’accordo segreto tra Vaticano e Cina e che si dice sostenga l’imminente soppressione della Messa vetus ordo, aveva raccomandato durante un incontro del gennaio 2020 presso l’allora Congregazione per la Dottrina della Fede che la CDF «richiedesse ai gruppi sacerdotali tradizionali di fornire un segno concreto di comunione che riconoscesse la validità del novus ordo e dimostrasse chiaramente che sono “nella Chiesa”».

 

Come scritto da Renovatio 21, la soppressione finale della Messa in latino arriva esattamente nel momento in cui monsignor Carlo Maria Viganò, divenuto inesausto critico del Concilio Vaticano II e campione della Messa di sempre, è stato messo sotto processo dal Dicastero per la Dottrina della Fede.

 

In vista della legge draconiana neocattolica contro la Messa, colpire un vescovo per educarne 5340?

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di Novis-M via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine tagliata.

Continua a leggere

Spirito

L’uomo non può salvare se stesso

Pubblicato

il

Da

Pubblicata il 24 giugno 2026, la Professione di Fede Cattolica della Fraternità Sacerdotale San Pio X viene qui presentata in più parti. Questa quinta parte rievoca la realtà del peccato originale e la profonda ferita che esso ha inflitto alla natura umana. Afferma, in opposizione al naturalismo moderno, che né il progresso, né la scienza, né la cultura possono salvare l’umanità: abbiamo bisogno della Redenzione e della grazia di Cristo.  

IV. Il peccato originale e la condizione umana

29. Credo che i nostri progenitori siano stati creati da Dio in uno stato di giustizia e santità originarie, e dotati dei doni di integrità, impassibilità e immortalità. Per una grazia speciale di Dio, possedevano non solo l’integrità della propria natura, ma anche i doni soprannaturali che li ordinavano alla vita stessa di Dio. Adamo, capostipite e principio dell’umanità, ricevette anche il dono della conoscenza.   30.Io affermo che, con la sua disobbedienza, Adamo commise veramente il peccato originale, che si trasmette a tutta l’umanità di generazione in generazione. Questo peccato è un peccato di natura per tutti, che li condanna alla morte, alla sofferenza, all’ignoranza e alla lussuria. Essendo stati privati ​​della grazia santificante e dei doni soprannaturali, che non possono più trasmettere ai loro discendenti, Adamo ed Eva furono cacciati dal paradiso terrestre.   31. In Adamo, tuttavia, la natura umana non fu distrutta, ma solo ferita: il suo intelletto, sebbene offuscato, rimase capace di conoscere la verità; il suo libero arbitrio, sebbene indebolito, rimase capace di volere e amare il bene naturale. Per questo motivo respingo tutte le dottrine che, in un pessimismo disperato, giudicano l’umanità irrimediabilmente corrotta e incapace di qualsiasi bene.

Sostieni Renovatio 21

32. Tuttavia, respingo allo stesso modo tutte le dottrine che, in un ingenuo ottimismo, minimizzano il peccato originale, esaltano ingenuamente la bontà innata del genere umano o pretendono di fondare la pace universale unicamente sul progresso morale, tecnico, politico o culturale dell’umanità. Le tragedie della storia, i disordini delle società e le tenebre del cuore umano si spiegano fondamentalmente, prima di tutto, con la profonda ferita del peccato.   33. Affermo che l’umanità ha bisogno di essere salvata mediante una redenzione che la liberi sia dal peccato originale sia da tutti i suoi peccati personali. Questa redenzione – o riscatto – richiede il dono della grazia di Dio in Cristo: senza di essa, l’umanità non può salvarsi da sola attraverso le proprie opere naturali, la cultura, la scienza o la sincerità religiosa. Senza la grazia santificante di Cristo, rimane incapace di raggiungere il suo fine soprannaturale.   34. Rifiuto pertanto il naturalismo moderno, sia esso teorico (in filosofia o teologia) o pratico (in morale, politica o pastorale). Qualsiasi dottrina che parli di fraternità, pace, dignità o progresso senza riconoscere il peccato, la Croce o la necessità della grazia, si fonda su basi illusorie e, in definitiva, inganna le anime che pretende di servire.   35. Affermo al contempo che la gravità del peccato non dovrebbe mai condurre alla disperazione, perché Dio, nella sua misericordia, non ha abbandonato l’uomo dopo la sua caduta, ma fin dall’inizio gli ha promesso un Salvatore nato da Donna, la cui venuta ha gradualmente preparato attraverso la storia della salvezza.   36. In tutto ciò, affermo che i fatti riportati dal libro della Genesi riguardanti i fondamenti della religione cattolica vanno intesi in senso storico letterale: ad esempio, la creazione di tutte le cose da parte di Dio all’inizio dei tempi; la creazione particolare dell’uomo; la formazione della prima donna dal primo uomo; l’unità del genere umano; la felicità originaria dei progenitori nello stato di giustizia, integrità e immortalità; il comandamento dato da Dio all’uomo per mettere alla prova la sua obbedienza; la trasgressione del precetto divino, su istigazione del diavolo sotto forma di serpente; la caduta dei progenitori da questo stato primitivo di innocenza; nonché la promessa del Redentore futuro.   Articolo previamente apparso su FSSPX.News  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine: Francesco Bissolo (1470–1554), Cristo Salvatore (circa 1610-1620), collezione privata Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia  
 
Continua a leggere

Spirito

Arcivescovo riduce allo stato laicale sacerdote per messaggi in cui definiva Francesco e Leone «usurpatori»

Pubblicato

il

Da

L’arcivescovo di San Antonio Gustavo García-Siller ha annunciato oggi che un tribunale canonico ha dichiarato padre John Mary Foster colpevole di scisma, lo ha scomunicato con sentenza tardiva e lo ha dimesso dallo stato clericale. Lo riporta LifeSite.

 

La decisione del tribunale è stata emessa il 20 aprile, ma resa pubblica solo oggi. L’arcidiocesi ha contemporaneamente proibito a tutti i cattolici di partecipare alle messe o alle attività presso la Missione della Divina Misericordia a Canyon Lake e ha invitato a interrompere ogni sostegno finanziario.

 

Nella nota datata 14 agosto, García-Siller ha sottolineato che Foster «ha definito pubblicamente papa Francesco e Papa Leone XIV degli “usurpatori”» e che, «pubblicando messaggi presumibilmente ricevuti da Dio, Gesù e dalla Beata Vergine Maria da un membro della Missione della Divina Misericordia, di cui John Mary Foster è il leader de facto, ha ripetutamente e costantemente affermato che Papa Leone XIV “è anch’egli un usurpatore e non un vero papa”».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

L’arcivescovo ha aggiunto che il sacerdote continua a celebrare la Messa omettendo deliberatamente il nome del Papa dalla Preghiera Eucaristica e ha dichiarato che la partecipazione agli eventi della Missione della Divina Misericordia costituisce «un atto formale di disobbedienza».

 

In una risposta pubblicata sul sito web della Missione della Divina Misericordia, padre Foster ha osservato che, pur avendo motivi canonici per impugnare la decisione, non lo faranno perché «le realtà pratiche dell’attuale Vaticano e della gerarchia, così profondamente infiltrati dal nemico, pesano fortemente contro un eventuale esito positivo del ricorso. Ad esempio, ci rivolgeremmo a Victor Manuel Fernandez del Dicastero per la Dottrina della Fede, che ha una responsabilità significativa in molte delle azioni più problematiche dell’attuale Vaticano, tra cui la stesura della Fiducia Supplicans. E qualsiasi decisione finale spetterebbe a Robert Prevost (Leone), che il Signore ha definito un usurpatore che lavora per minare la Sua Chiesa».

 

Al centro della vicenda — e messa in evidenza sia dall’arcidiocesi che dalla Missione della Divina Misericordia — vi è una serie di presunte rivelazioni private ricevute da un membro della comunità di Foster, suor Amapola. Questi messaggi, che la Missione della Divina Misericordia ha iniziato a pubblicare nel febbraio 2024 dopo anni di silenzio su richiesta dell’arcivescovo, avvertono esplicitamente che Giorgio Mario Bergoglio occupava illegittimamente la Cattedra di Pietro.

 

Un primo messaggio, indirizzato ai vescovi, affermava: «Non solo avete permesso al fumo di Satana di infiltrarsi nel Mio Santuario, ma avete anche consentito a un intero esercito di demoni di prendere il vostro posto. E avete permesso all’usurpatore di sedere sulla cattedra del Mio Pietro, colui che sta compiendo il Grande Tradimento che lascerà la Mia Chiesa desolata». Messaggi successivi estesero lo stesso giudizio a Robert Prevost (Leone XIV), con Dio Padre che dichiarò il 2 settembre 2025: «Colui che siede sul trono di Pietro non è Mio».

 

La comunità ha espresso un sentimento simile nel comunicato odierno in risposta alla scomunica: «La Missione della Divina Misericordia è cattolica e afferma tutto ciò che è presente nella fede cattolica, compreso il ruolo che Gesù ha affidato a San Pietro e ai suoi legittimi successori. Non abbiamo alcuna intenzione di abbandonare la Chiesa cattolica. Lungi dal rifiutare la Chiesa, stiamo facendo tutto il possibile per difenderla, anche mettendo a rischio il nostro intero ministero».

Iscriviti al canale Telegram

La risposta della Missione della Divina Misericordia, pubblicata anch’essa oggi con il titolo «Ascoltare Dio – Riguardo alla sentenza di “scomunica” e “laicizzazione”», ha sottolineato che i messaggi identificano entrambi gli uomini come «usurpatori o falsi papi» e che «alcuni studiosi cattolici si sono spinti oltre. Considerando tutte le eresie, i problemi dottrinali e il profondo danno arrecato alla Chiesa da Francesco e Leone, alcuni sostengono che sia più facile conciliare gli insegnamenti cattolici sull’infallibilità e l’indefettibilità con l’idea che questi uomini siano usurpatori e antipapi piuttosto che veri papi».

 

I cattolici di San Antonio si trovano inoltre di fronte a un dilemma, poiché la comunità della Missione della Divina Misericordia presenta un rito Novus Ordo estremamente riverente in una diocesi circondata da abusi liturgici.

 

Va detto inoltre che l’arcivescovo Garcia-Siller, che ha emesso il decreto, è stato oggetto di numerose controversie contro la fede, tra cui l’aver impartito la Santa Comunione al presidente pro-aborto Joe Biden durante una messa per le famiglie delle vittime della sparatoria nella scuola di Uvalde, evitando però di interferire con il governatore pro-vita del Texas, Greg Abbott.

 

Monsignor Garcia-Siller è altresì noto per impedire ai fedeli l’accesso alle lettere di esenzione religiosa per i parrocchiani che avevano obiezioni di coscienza a sottoporsi ai vaccini ottenuti con l’aborto.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 Immagine di Veronicamarkland via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine tagliata

 

Continua a leggere

Spirito

Il paradiso è un dono, mai un diritto

Pubblicato

il

Da

Pubblicata il 24 giugno 2026, la Professione di Fede Cattolica della Fraternità Sacerdotale San Pio X viene qui presentata in più parti. Questa quarta parte ricorda che l’umanità, creata a immagine di Dio, è liberamente chiamata a un destino soprannaturale che trascende le facoltà della natura umana. Ribadisce che solo la grazia eleva l’umanità a Dio e respinge le dottrine che riducono la fede al mero umanesimo.  

III. La creazione dell’uomo e l’ordine soprannaturale della grazia

23. Credo che Dio abbia creato l’uomo a sua immagine, dotandolo di un’anima spirituale e immortale, capace di conoscere la verità, di amare il bene conosciuto attraverso la ragione naturale e di rivolgersi liberamente al suo Creatore. L’uomo non è quindi il prodotto necessario di una cieca evoluzione, né il mero risultato di forze materiali; proviene da Dio come sua causa creatrice, dipende da Dio che lo sostiene nell’esistenza ed è destinato a Dio come fine ultimo.   24. Io affermo che Dio non ha destinato l’uomo alla sola perfezione naturale, ma lo ha chiamato liberamente a un fine soprannaturale che trascende completamente i poteri e i diritti della natura creata: la visione beatifica, attraverso la quale l’anima vedrà Dio faccia a faccia e parteciperà alla vita intima della Santissima Trinità. Che l’uomo sia chiamato a diventare figlio di Dio, partecipe della natura divina ed erede del Cielo, non è il necessario compimento della sua natura, ma un puro effetto della generosità divina.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

25. Pertanto, respingo qualsiasi dottrina che dissolva la distinzione tra natura e grazia, che renda la vita soprannaturale un requisito della natura umana, o che presenti la grazia come un mero sviluppo interiore delle capacità naturali dell’uomo. Tale confusione mina sia la gratuità del soprannaturale sia la realtà della natura. In definitiva, riduce la fede a un’antropologia religiosa e la Redenzione a una rivelazione dell’uomo a se stesso.   26. Affermo inoltre che la grazia non distrugge né sostituisce la natura: la guarisce, la eleva e la perfeziona, preservandola al contempo. L’ordine soprannaturale non mette in discussione la ragione, la legge naturale o le creature; le guarisce e le subordina a un fine superiore. Per questo motivo, la moderna contrapposizione tra libertà umana e grazia, tra dignità della persona e dipendenza da Dio, tra cultura e fede, è fondamentalmente errata.   27. Rifiuto il falso umanesimo religioso che celebra l’umanità in sé, come se l’Incarnazione avesse rivelato innanzitutto l’immagine di Dio nella creazione del genere umano, anziché la miseria del peccato e la misericordia di Dio che si estende fino al peccatore. L’umanità è veramente grande solo quando accoglie umilmente la grazia che la guarisce ed eleva, si pente dei suoi peccati, si sottomette alla verità e vive come figlia di Dio. Separandosi da Dio, non viene esaltata: si perde.   28. Affermo che la dignità umana, nella quale Dio ha posto la sua creatura al vertice del mondo materiale, non può mai essere invocata contro la legge di Dio, contro la necessità della conversione o contro la sottomissione alla verità rivelata. Questa dignità è ferita dal peccato; deve essere restaurata ed elevata, per grazia, alla dignità dei figli adottivi di Dio.   Articolo previamente apparso su FSSPX.News

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine: Tintoretto (1519–1594), Paradiso (1588-592), Palazzo Ducale, Venezia. Immagine di Sailko via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
 
 
Continua a leggere

Più popolari