Politica
Trump: Biden «non sa di essere vivo»
L’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deriso l’apparente declino cognitivo del presidente Joe Biden, dicendo ai sostenitori che l’82enne democratico non «sa di essere vivo».
Il pubblico ministero Robert Hur ha di fatto confermato la valutazione di Trump all’inizio di questa settimana, dichiarando Biden troppo rimbambito per essere processato.
Venerdì, parlando a una fiera della National Rifle Association (NRA) a Harrisburg, in Pennsylvania, Trump ha condannato il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti per averlo perseguito per la sua presunta cattiva gestione di documenti riservati, rifiutandosi di accusare Biden per lo stesso reato.
«Questa non è altro che una persecuzione selettiva nei confronti del mio avversario politico di Biden», ha affermato Trump, «perché non penso che Biden sappia di essere vivo», ha continuato.
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Trump è attualmente il presunto candidato repubblicano a sfidare Biden nelle elezioni presidenziali di novembre. Anche se prende regolarmente in giro le facoltà mentali di Biden – sottolineando all’inizio di questa settimana che il presidente «non può mettere insieme due frasi insieme», gli attacchi di Trump a Biden hanno ottenuto giovedì un inaspettato appoggio da parte del procuratore speciale Robert Hur.
Hur, che stava indagando sulla presunta gestione impropria di documenti riservati da parte di Biden, ha concluso in un rapporto che il presidente «ha volontariamente conservato e divulgato» questi documenti. Tuttavia, Hur ha raccomandato di non incriminare Biden, poiché agli investigatori è apparso come un «uomo anziano con scarsa memoria» e sarebbe difficile convincere la giuria che ha commesso «un crimine grave che richiede uno stato mentale di ostinazione».
Nelle interviste con l’ufficio di Hur, Biden «non ricordava quando era vicepresidente» e «non ricordava, nemmeno dopo diversi anni, quando morì suo figlio Beau», afferma il rapporto.
Biden ha negato con rabbia le affermazioni del rapporto, dicendo ai giornalisti più tardi giovedì che la sua «memoria va bene». Tuttavia, nello stesso briefing, Biden ha falsamente descritto il presidente egiziano Abdel Fattah el-Sisi come il leader del Messico.
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I risultati di Hur sono stati pubblicati nella stessa settimana in cui Biden ricordava male le conversazioni avute con i leader di Francia e Germania poco dopo essere entrato in carica nel gennaio 2021.
Domenica il presidente statunitense detto ai sostenitori di aver incontrato il francese François Mitterand, che in realtà morì nel 1996, e mercoledì ha affermato di aver parlato con il cancelliere tedesco Helmut Kohl, morto quattro anni prima.
Trump è attualmente in testa a Biden in quasi tutti i sondaggi recenti, con un margine compreso tra uno e sette punti.
Un sondaggio della NBC pubblicato martedì ha mostrato che il 76% degli elettori statunitensi, tra cui oltre la metà dei democratici, sono preoccupati sul fatto che Biden sia mentalmente e fisicamente abbastanza in forma per un secondo mandato come presidente.
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Politica
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Politica
«Il tradimento dei chierici»: quelli che volevano la Bonino presidente
Lo scrittore Camillo Langone ha ricordato sul Foglio la grande campagna politico-pubblicitaria del 1999 per portare al Quirinale Emma Bonino.
«Scrivere quello che penso di una persona appena morta non è possibile. Magari fra un mese, in sede di trigesimo, e però fra un mese prego di avere qualcosa di più divertente da scrivere» scrive Langone. «Mi piacerebbe nondimeno elencare tutti coloro che nel 1999 firmarono affinché la persona appena morta diventasse presidente della Repubblica e intitolare questo elenco “Il tradimento dei chierici”, volendo stare alto, oppure “Il culturame contro la vita”, abbassando un po’ il livello».
«Passati 27 anni, molti dei firmatari sono defunti e a loro non posso più rinfacciare nulla, a cominciare da Indro Montanelli (comunque a novant’anni sarai pur libero di andare all’aceto)» continua lo scrittore parmigiano.
«Però sono vivi sostenitori come Achille Bonito Oliva e Alessandro Cecchi Paone, Margherita Buy (Jasmine Trinca non era ancora su piazza) e Cristina Comencini (Carlo Calenda era ancora alla Ferrari), tutti abbastanza prevedibili, così come i quasi (quasi) imprevedibili Franco Cardini, Ernesto Galli della Loggia, Eugenia Roccella».
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«In quell’antico, degradante appello la firma che mi dispiace di più è quella di Pupi Avati: tu quoque, Pupi? Brutta cosa il gregarismo. Fra un mese la cosa più bella sarebbe scrivere l’elenco di coloro che, pur interpellati, non firmarono» conclude l’autore del Manifesto della destra divina.
Orbene, prima di arrivare a quanti, eroicamente, non misero la firma per la superabortista al tribunale (10 mila bambini eliminati con le sue proprie mani, vantava), ci siamo chiesti se vi era ancora da qualche parte la lista completa dei firmatari: online, cercandola pure a fondo, non l’abbiamo trovata.
Abbiamo potuto mettere insieme un po’ di nomi ricavandoli dagli infiniti «coccodrilli» di questi giorni e da altri articoli comparsi negli anni. La lista non è lunghissima, ma comunque interessante. Caveat: non siamo sicuri di tutti questi nomi, perché in rete non c’è traccia della lista completa.
- Indro Montanelli — decano del giornalismo italiano, cantore a suo tempo del colonialismo italiano
- Angelo Panebianco — politologo, editorialista del Corriere della Sera (il giornale del conservatorismo italiano, tipo)
- Rita Levi-Montalcini — scienziata, Premio Nobel, senatrice a vita, attivista abortista
- Antonio Baldassarre — costituzionalista, ex presidente della Corte Costituzionale
- Maurizio Costanzo — presentatore e giornalista, già nelle liste della P2
- Lucio Dalla — indimenticato cantautore felsineo, associato talvolta all’omosessualità (mai dichiarata) o all’Opus Dei (smentito)
- Margherita Hack — astrofisica televisiva, ateissima, figlia di pionieri italiani della Teosofia
- Umberto Veronesi — oncologo «laico», già ministro, teorizzatore di un futuro bisessuale con il laboratorio come unica forma di riproduzione di individui sani
- Danielle Mitterrand — vedova del noto presidente francese (cioè la vedova-vedova, non una delle amanti)
- Franca Rame — attrice e moglie di Dario Fo, poi eletta al Senato nel 2006 con il partito biodegradabile Italia dei Valori (IdV) guidato da Antonio Di Pietro.
- Edoardo Bennato — popolare cantante partenopeo
- Franco Battiato — esoterico cantante etneo
- Raffaele La Capria — scrittore e sceneggiatore dei film di Francesco Rosi
- Oliviero Toscani — fotografo e pubblicitario dei Benetton, figlio del fotografo che fece gli scatti dei cadaveri appesi di Mussolini e della Petacci in piazzale Loreto
- Caterina Caselli — cantante e soprattutto discografica milanese
- Bernardo Bertolucci — regista premio Oscar, con alcuni film che ci chiediamo come possano essere passati sugli schermi per i contenuti allucinanti (e non parliamo di Ultimo Tango a Parigi, ma, ad esempio, de La luna)
- Catherine Spaak — attrice, cantante, conduttrice televisiva e ballerina belga naturalizzata italiana
- Claudia Koll — attrice di una pellicola di Tinto Brass, poi convertitasi al medjugorismo.
- Iva Zanicchi — cantante detta «l’Aquila di Ligonchio», storica conduttrice della trasmissione di Rete 4 «Ok il prezzo è giusto»
- Mario Monicelli — regista, poi finito suicida
- Claudia Cardinale — attrice italo-tunisina, moglie di un regista senatore di Alleanza Nazionale
- Vittorio Gassman — attore, che dichiarava la depressione e la sua cura psichiatrica apertis verbis.
- Marco Tardelli — ex calciatore trionfatore del Mundial del 1980
- Giorgio Celli — etologo televisivo bolognese
- Salvatore Veca — filosofo della politica punto di riferimento filosofico della sinistra non marxista
- Ernesto Illy — fedele valdese e imprenditore del caffè
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Ci colpiscono qui i nomi non dei para-intellettuali salariati dal sistema, non delle dive di passaggio, non degli artisti perversi, non dei ricconi parastatali, ma di figure ascritte alla destra italiana.
Segno che, anche quella, era già tre decadi fa catturata totalmente dalla Necrocultura: anche i «conservatori» volevano presidente degli italiani una tizia che rivendicava di averne abortiti più di 10 mila. Un’esercito di futuri cittadini spariti nel sangue a colpi di pompa della bicicletta. Loro, e i loro figli – italiani.
Abbiamo scritto che è giusto che la Bonino abbia funerali di Stato – perché lo Stato moderno è fondato sulla Morte.
Forse era giusto pure che la Bonino divenisse presidente della Repubblica. Le cose più si slatentizzano, meglio è.
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Immagine di CoroRP via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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