Politica
Storica vittoria dell’AfD nelle elezioni regionali della Germania occidentale
Il partito Alternativa per la Germania (AfD) ha conseguito un risultato record alle elezioni regionali del Baden-Württemberg, raddoppiando la propria percentuale di voti rispetto al precedente appuntamento elettorale e registrando il miglior risultato mai ottenuto al di fuori del suo tradizionale bacino di consenso.
Il partito di destra si è piazzato al terzo posto nelle elezioni svoltesi nel fine settimana, alle spalle dei Verdi e dell’Unione Cristiano-Democratica (CDU) del cancelliere Friedrich Merz. Ha ottenuto quasi il 19% dei voti, in netto aumento rispetto al poco meno del 10% conquistato nel 2021. Questo risultato rappresenta inoltre il punteggio più alto raggiunto dall’AfD al di fuori degli ex Länder della Germania Est, che ne costituiscono la roccaforte storica.
Il miglior exploit dell’AfD nell’ex Germania Ovest risaliva alle elezioni regionali del 2023 in Assia, dove aveva raccolto il 18,4% dei voti.
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Il co-presidente federale del partito, Tino Chrupalla, ha definito il risultato «un enorme successo». Il co-presidente regionale dell’AfD, Emil Saenze, ha dichiarato che il suo partito sarebbe disponibile a collaborare con la CDU o addirittura a partecipare a una coalizione, ipotesi finora esclusa dai cristiano-democratici.
L’altro co-presidente regionale, Markus Frohnmaier, ha sottolineato che AfD e CDU sono stati gli unici due partiti a registrare guadagni, aggiungendo che la maggior parte degli elettori ha appoggiato i partiti «conservatori», un «chiaro segnale» di cambiamento.
I Verdi, formazione nota per la sua linea pro-UE e atlantista, che ha dominato la scena politica regionale negli ultimi due mandati, hanno comunque prevalso di misura sulla CDU, con un distacco inferiore all’1%. Entrambi i partiti hanno ottenuto circa il 30% dei voti.
Negli ultimi anni l’AfD ha guadagnato terreno in modo costante in tutta la Germania, sostenuta dalla crescente insoddisfazione verso i partiti tradizionali e dai dibattiti sulle politiche dell’UE e sull’immigrazione.
Il partito è rimasto la forza di opposizione più popolare per gran parte del 2025, dopo le elezioni di febbraio in cui aveva ottenuto il 20% dei voti, piazzandosi al secondo posto dietro il blocco CDU/CSU. Continua a godere di un ampio consenso, con gli ultimi sondaggi che indicano un sostegno tra il 24% e il 25% degli elettori tedeschi, a un solo punto dalla CDU/CSU.
Come riportato da Renovatio 21, tre settimane fa le autorità dello stato tedesco della Bassa Sassonia avevano classificato la sezione locale di AfD come priorità di sorveglianza, motivando la decisione con quelle che hanno definito tendenze «estremiste».
Come riportato da Renovatio 21, un sondaggio di mesi fa ha rilevato che AfD sarebbe il primo partito del Paese, superando il blocco democristiano del Merz.
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Come riportato da Renovatio 21, a giugno il capo della polizia del Bundestag tedesco, Uli Grötsch, ha chiesto che tutti i membri del partito di destra Alternativa per la Germania (AfD) vengano rimossi dal servizio di polizia.
Un mese prima l’agenzia di Intelligence interna tedesca ha temporaneamente sospeso la classificazione di AfD come gruppo «estremista di destra confermato», in attesa dell’esito di un ricorso legale. La tregua, tuttavia, arriva in anni di lotta persistente contro la formazione politica sovranista.
Nelle ultime elezioni negli stati di Sassonia e Turingia, l’AfD ha demolito la coalizione di sinistra al potere. In Turingia, ha ottenuto i voti del 37% dei 18-24enni. La crescita del partito ha portato anche a fenomeni di cannibalismo elettorale fra i partiti della coalizione, con la sparizione totale dei Verdi dal Parlamento del land del Brandeburgo.
Come riportato da Renovatio 21, Verdi e democristiani avevano segnalato la volontà di bandire l’AfD ancora mesi fa, quando era emerso che era divenuto il secondo partito del Paese e il primo della parte orientale. Nell’ultimo episodio di trasformismo compromissorio democristiano, la CDU si è dichiarata pronta ad allearsi con il partito ecologista per fermare l’avanzata di AfD e del nuovo partito populista di sinistra anti-guerra ed anti immigrati di Sahra Wagenknecht il BSW.
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Immagine di © Superbass via Wikimedia pubblicata su licenza CC-BY-SA-4.0
Politica
Bolsonaro jr. condannato a quattro anni di carcere
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Politica
Londra verso una crisi di governo?
Il Partito Laburista britannico, attualmente al governo, rischia di trascinare se stesso e l’intero Paese in un «disastro», avvertono parlamentari e commentatori politici, mentre il Primo Ministro Keir Starmer continua a ignorare le crescenti richieste di dimissioni, provenienti anche dal suo stesso partito.
La crisi di leadership del Partito Laburista ha raggiunto il punto critico questa settimana con la vittoria dell’ex sindaco di Manchester, Andy Burnham, alle elezioni suppletive di Makerfield, ottenendo il 55% dei voti. Ora i parlamentari laburisti si attendono che Burnham lanci una sfida a Starmer entro poche settimane, se non giorni, e molti membri del partito considerano apertamente il primo ministro un’anatra zoppa, esprimendo apertamente la volontà di rimuoverlo.
Lord Charles Falconer, membro laburista della Camera dei Lord ed ex ministro della giustizia nel governo di Tony Blair, è intervenuto sulla vicenda sabato, sostenendo che Starmer non ha «assolutamente alcuna autorità».
«Il motivo per cui non ha autorità è che tutti danno per scontato che Andy Burnham stia per sfidare il leader e tutti danno per scontato che vincerà», ha dichiarato a BBC Radio 4, definendo la situazione attuale «completamente insostenibile per il Paese». Falconer ha inoltre invitato il primo ministro a non aggrapparsi al potere e a favorire una rapida transizione, avvertendo che qualsiasi ulteriore ritardo sarebbe «dannoso» per il Paese.
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Anche i parlamentari laburisti Zubir Ahmed e Peter Swallow hanno detto alla BBC di volere un nuovo primo ministro entro poche settimane. Secondo il Telegraph, ben 104 membri dello stesso partito di Starmer chiedono che egli fissi un calendario per le sue dimissioni.
Starmer e i suoi sostenitori all’interno del Partito Laburista sembrano invece indifferenti a queste pressioni. Un promemoria interno stilato dai fedelissimi del premier e ottenuto dal Guardian sosteneva che Burnham avrebbe perso consensi non appena si fosse candidato alla leadership e fosse stato sottoposto a un «vero esame». Anche Starmer stesso ha affermato venerdì che avrebbe contestato qualsiasi sfida alla sua leadership.
L’ex leader laburista Jeremy Corbyn ha dichiarato che il partito potrebbe aver completamente sbagliato approccio, concentrando la battaglia per la leadership sulle personalità anziché sulle politiche.
«L’impopolarità del governo deriva dalle minacce ai sussidi sociali, dalle continue politiche di austerità e da molte altre questioni, in particolare dai suoi attacchi piuttosto draconiani al diritto di riunione e alla libertà di parola», ha dichiarato a Sky News.
Le sue parole sono state riprese da Charles Moore, ex direttore del Daily Telegraph, dello Spectator e del Sunday Telegraph, ora membro della Camera dei Lord. In un articolo per il Telegraph, Moore ha sostenuto che il Partito Laburista potrebbe avviarsi verso un disastro con quello che ha definito il colpo di stato di Burnham, trascinando con sé l’intero Paese.
«Per gran parte di questo secolo, la maggior parte dei nostri politici al governo – laburisti e conservatori… non sono riusciti ad analizzare cosa non va. Se il Partito Laburista pensa che si possa rimediare semplicemente cambiando il leader con colpi di stato, questo fallimento continuerà», ha scritto.
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Immagine di Number 10 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Politica
Ben Gvir: «tutto il Libano deve bruciare»
על כל דמעה של אמא ישראלית, אלף אמהות לבנוניות צריכות לבכות. לבנון כולה צריכה לבעור! עם כל הכבוד לאמריקאים, ישראל חייבת להבהיר לעולם כולו שדם בנינו וביטחון אזרחנו איננו הפקר. לבנון כולה צריכה לבעור. חובתנו העליונה היא להגן על אזרחי ישראל ועל חיילי צה״ל, והמחויבות הזו קודמת לכל…
— איתמר בן גביר (@itamarbengvir) June 19, 2026
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;🇮🇱🇱🇧 Israeli Minister Ben-Gvir:
“We cannot stop destroying houses in southern Lebanon. We cannot stop, period. We cannot allow the population of southern Lebanon to return. … We must continue to control the territory even if Trump disagrees.” PSYCHO. Writer: Samuel… https://t.co/uilzuQcgTV — Mario Nawfal (@MarioNawfal) June 17, 2026
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