Spirito
Spari contro un’auto che ha sfondato i cancelli del Vaticano
Ieri sera un’auto ha sfondato un cancello del Vaticano schiantandosi nel cortile di un palazzo. Le guardie svizzere hanno sparato alle gomme dell’auto.
Il sospetto, che si ritiene abbia 40 anni, sarebbe stato, secondo quanto riportato, in istato di alterazione psicofisica.
L’incidente sarebbe avvenuto presso il Cortile San Damaso del Palazzo Apostolico intorno alle 20 locali. Non sono stati segnalati feriti sulla scena e il motivo dell’incidente non è ancora chiaro.
Citando la Santa Sede, i media hanno riferito che le guardie hanno tentato di fermare il veicolo sparando agli pneumatici anteriori del veicolo, ma che l’auto è riuscita a oltrepassare i cancelli anteriori e ad entrare nel cortile. Tuttavia, poco dopo che il veicolo si è fermato, il conducente è sceso dall’auto ed è stato arrestato dalla gendarmeria vaticana, e quindi visitato dai medici della Direzione di Sanità e Igiene dello Stato della Città del Vaticano, che hanno riscontrato il grave stato di alterazione psicofisica
Resta incerto se Papa Francesco fosse nelle vicinanze dell’incidente. I resoconti sulla stampa suggerirebbero che era probabile che fosse stato più vicino alle sue stanze personali presso Santa Marta, che si trova sul lato opposto della Città del Vaticano.
Sull’accaduto è in corso un’inchiesta. La Sala stampa vaticana informa che l’uomo si troverebbe ora in una cella detentiva presso i nuovi locali della Caserma della Gendarmeria, in attesa di disposizioni dell’Autorità Giudiziaria vaticana.
Nel 2017, la Guardia Svizzera aveva aggiornato le misure di sicurezza della Città del Vaticano per garantire che nell’area non potessero aver luogo attacchi di speronamento di veicoli. L’iniziativa era stata presa dopo l’attentato del 2017 sulle Ramblas di Barcellona e l’attentato di Nizza dell’anno precedente.
Immagine di lienyuan lee via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported (CC BY 3.0)
Spirito
Papa Leone XIV riapre il caso Amoris Laetitia
Dieci anni dopo la pubblicazione dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia , Papa Leone XIV ha appena annunciato la convocazione di un incontro straordinario a Roma, nell’ottobre del 2026, che riunirà i presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo sul tema della famiglia.
Con il passare delle settimane, è diventato chiaro che il nuovo pontificato è passato al sodo. O meglio, alle questioni che stanno scuotendo la Chiesa. L’ultimo evento è l’annuncio – il 19 marzo 2026 – di una riunione straordinaria di alto livello che segue deliberatamente l’esempio di Amoris Laetitia.
Questo annuncio suscita tante speranze quante domande: dal 2016, l’interpretazione del capitolo VIII dell’esortazione del compianto papa Francesco, relativa all’accesso ai sacramenti per i divorziati che contraggono una nuova unione, è stata oggetto di vivaci dibattiti, creando talvolta un mosaico di prassi pastorali contraddittorie a seconda della diocesi.
Un incontro al vertice
Il Papa sembra dunque voler riprendere il controllo di una questione che ha profondamente diviso l’episcopato e i fedeli. A differenza dei recenti processi sinodali caratterizzati da un’ampia partecipazione laica, questo incontro dell’ottobre 2026 si propone di essere strettamente ecclesiastico.
Il sito di informazione tedesco katholisch.de – tutt’altro che sospettato di tradizionalismo – ha osservato, non senza qualche critica, che si trattava di un «incontro sulle famiglie senza famiglie», sottolineando il carattere istituzionale e dottrinale auspicato dal nuovo pontefice romano.
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Continuità, correzione o superamento?
La questione cruciale di questo vertice romano risiede nella direzione che Papa Leone XIV intende imprimere alla Chiesa, una direzione sulla quale l’attuale successore di Pietro non ha ancora fornito alcuna indicazione, probabilmente intenzionalmente. Sembrano profilarsi tre percorsi.
Il primo scenario sarebbe quello della pura continuità. In questo caso, il Santo Padre confermerebbe l’approccio del suo predecessore, cercando semplicemente di armonizzare l’attuazione della cura pastorale senza alterare il testo originario: ciò rappresenterebbe una grande delusione per coloro che speravano in un ritorno all’ortodossia cattolica in materia di morale. Tuttavia, il tono solenne del messaggio papale del 19 marzo suggerisce un’ambizione più ampia.
La seconda via, auspicata da coloro che sono legati alla dottrina tradizionale della morale cattolica, è quella di una correzione. Ciò non implicherebbe il ripudio del testo, bensì l’apporto dei necessari chiarimenti per riaffermare l’indissolubilità del matrimonio in conformità alla tradizione della Chiesa e all’insegnamento richiamato da Papa Giovanni Paolo II nella Familiaris Consortio, documento citato anche dal Santo Padre nel suo messaggio. Ma un’altra scelta è aperta al successore di Pietro.
Esiste infatti una terza via per «trascendere» la situazione attuale, che sembra corrispondere a quanto possiamo intuire riguardo al nuovo pontefice romano. Leone XIV potrebbe dunque proporre una nuova sintesi che, pur conservando lo spirito di misericordia caro al suo predecessore, lo collocherebbe in un quadro giuridico e teologico più rigoroso, evitando le insidie del soggettivismo morale.
Un’attesa cauta
Questa terza via – se il futuro confermerà questa ipotesi – permetterà di porre fine alle «polarizzazioni» nella Chiesa, spesso deplorate da Papa Leone XIV, ripristinando il primato della dottrina cristiana? Oppure si limiterà a sospendere le divisioni causate dal relativismo dottrinale e morale che è diventato una delle caratteristiche del periodo post-conciliare?
In ogni caso, questo incontro di ottobre rappresenta un’occasione storica da non perdere per ristabilire l’unità di fede e di pratica nella Chiesa, per la quale certamente pregheremo.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine di Edgar Beltrán via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Spirito
Il cardinale di Nuova York contro Miss California. Che si difende alla grande
Below is a statement that my brother bishop, @BishopBarron – a colleague on the Presidential Commission on Religious Liberty –recently issued. His comments are characteristically clear, and I agree wholeheartedly. https://t.co/lvKMD2haQU
— Cardinal Dolan (@CardinalDolan) March 24, 2026
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Un’altra foto caricata dalla già miss California mostra il trio cattolico della Commissione assieme al presidente Trump.Your Eminence,
I’ve tried calling you and texting you multiple times since the February 9th hearing on antisemitism which you and Bishop Barron were absent from. I wished to discuss this with you privately. But again, unfortunately, you’ve provided zero response to me.… https://t.co/XTMWmuWBGu pic.twitter.com/bS1P34VTVl — Carrie Prejean Boller (@CarriePrejean1) March 25, 2026
September 8th 2025—This photo was taken the same day I confided in Cardinal Dolan. I told him everything Dan, and Paula were doing to me. I told him about the attempt to get me removed from the commission by having me resign, which I refused to.
Just a few minutes later I had a… pic.twitter.com/OzBHuuRhxT — Carrie Prejean Boller (@CarriePrejean1) March 25, 2026
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Spirito
Mons. Viganò, la Chiesa e l’intronizzazione dell’«arcivescova» anglicana: «Leone abbraccia l’eresia ecumenista»
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha affidato al social network X un commento riguardo all’intronizzazione della prima «arcivescovessa» di Canterbury Sarah Mullally e alle relative assicurazioni di «dialogo» proferite da papa Leone XIV.
«Leone abbraccia l’eresia ecumenista solennemente condannata da Pio XI nella Mortalium Animos, trattando la Comunione Anglicana – i cui “ordini sacri” furono dichiarati assolutamente nulli da Leone XIII nell’Apostolicæ Curæ – come “Chiesa sorella” con cui “camminare insieme” in virtù di un battesimo comune, senza esigere la conversione all’unica vera Chiesa Cattolica Apostolica Romana» scrive monsignore.
«Tale irenismo modernista, che elogia il dialogo ARCIC (Anglican-Roman Catholic International Commission) e invoca una “testimonianza comune” senza affermare l’unicità cattolica, dissolve il dogma “Extra Ecclesiam nulla salus” e riduce l’unità voluta da Nostro Signore a un compromesso sentimentale. Non stupisce che le “autorevolissime fonti magisteriali” con cui Leone legittima l’ecumenismo siano il Vaticano II e i papi conciliari. Non uno dei Papi precedenti il Concilio avrebbe mai osato pensare e scrivere simili orrori».
«Il saluto a una “arcivescovessa” aggrava infine lo scandalo, violando il Magistero immutabile che esclude la possibilità di un sacerdozio femminile e conferma la totale invalidità di ogni pretesa ordinazione anglicana» continua l’arcivescovom che si chiede: «ma se “san” Paolo VI è in paradiso, dove si trova il Martire San Thomas Becket?».
Le parole di Sua Eccellenza sono accompagnate da un agghiacciante video di performance danzerecce durante l’intronizzazione della nuova «monsignora» cantuariense.
Leone abbraccia l’eresia ecumenista solennemente condannata da Pio XI nella Mortalium Animos, trattando la Comunione Anglicana – i cui “ordini sacri” furono dichiarati assolutamente nulli da Leone XIII nell’Apostolicæ Curæ – come “Chiesa sorella” con cui “camminare insieme” in… pic.twitter.com/JBlf3BA28P
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) March 26, 2026
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Come riportato da Renovatio 21, l’elezione di una donna ai vertici della Chiesa d’Inghilterra ha portato a tensioni al limite dello scisma del ramo africano degli anglicani, che si sono riuniti poche settimane fa per eleggere un leader «rivale» dell’«arcivescova». Il clero della Global Fellowship of Confessing Anglicans (GAFCON), che da subito aveva dato segni di insofferenza se non di insubordinazione patente, si è riunito ad Abuja, in Nigeria.
Si tratta, per quanto sottaciuto, di un vero e proprio scisma.
NOW – Dame Sarah Mullally is officially “enthroned” as the Archbishop of Canterbury, head of the Church of England, becoming the first woman to take the role in 1,400 years. pic.twitter.com/0ww1mIRIT3
— Disclose.tv (@disclosetv) March 25, 2026
Dame Sarah Mullally is installed as the Archbishop of Canterbury in a ceremony at Canterbury Cathedral.
She is the first woman to lead the Church of England.https://t.co/PAiZ4D1jU3
📺 Sky 501, Virgin 602, Freeview 233 and YouTube pic.twitter.com/jmn2MEU5dd
— Sky News (@SkyNews) March 25, 2026
Dame Sarah Elisabeth Mullally arrives to be Enthroned as the 106th Archbishop of Canterbury pic.twitter.com/toPaH1ylD6
— Imperial Material ♚ (@implmaterial) March 25, 2026
L’elezione della Mullally, che ha espresso posizioni pro-aborto e pro-omotransessualismo, ha aggravato la frattura tra l’ala conservatrice e quella progressista della Chiesa anglicana. Tuttavia, la GAFCON aveva già respinto la guida del precedente arcivescovo di Canterbury, Giustino Welby, nel 2023 a causa della sua proposta di benedire le coppie dello stesso sesso.
Come riportato da Renovatio 21, la comunione anglicana ha già visto a causa dell’elezione di una donna ad arcivescovo del Galles una rottura nelle sue pendici africane. In una conferenza a Kigali di mesi fa, a seguito della nomina della «vescova» Cherry Wann ad arcivescovo del Galles, è stato concluso che «Poiché il Signore non benedice le unioni tra persone dello stesso sesso, è pastoralmente fuorviante e blasfemo formulare preghiere che invocano la benedizione nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo».
Mons. Viganò aveva già attaccato mesi fa i rapporti tra Roma e la Chiesa d’Inghilterra a seguito dell’incontro dei loro sommi vertici, cioè papa Leone e re Carlo. «Le due autorità supreme delle proprie rispettive “chiese” si riconoscono entrambe nell’ideologia ambientalista e neomalthusiana del World Economic Forum e dell’Agenda 2030, ed è su questa nuova religione che è impostato il dialogo tra sinodali e anglicani» aveva detto monsignore.
«A confermare la sua continuità con l’ecumenismo conciliare, Leone offrirà a Carlo un “seggio” (con la targa “Ut unum sint”) nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, già teatro dell’indizione del Vaticano II e da allora tempio dell’ecumenismo indifferentista conciliare e sinodale».
«La Fede Cattolica è la grande assente, e non a caso: sarebbe imbarazzante per Leone ricordare i Martiri cattolici massacrati dal monarca poligamo, a cominciare da John Fisher e Thomas More. Immaginate Papa Clemente VII che offre uno scranno in una Basilica Papale a Enrico VIII…» conclude Viganò, ricordando la storica nequizia anticristiana della malvagia monarchia britannica.
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Immagine screenshot da Twitter
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