Connettiti con Renovato 21

Spirito

Papa Leone XIV riapre il caso Amoris Laetitia

Pubblicato

il

Dieci anni dopo la pubblicazione dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia , Papa Leone XIV ha appena annunciato la convocazione di un incontro straordinario a Roma, nell’ottobre del 2026, che riunirà i presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo sul tema della famiglia.

 

Con il passare delle settimane, è diventato chiaro che il nuovo pontificato è passato al sodo. O meglio, alle questioni che stanno scuotendo la Chiesa. L’ultimo evento è l’annuncio – il 19 marzo 2026 – di una riunione straordinaria di alto livello che segue deliberatamente l’esempio di Amoris Laetitia.

 

Questo annuncio suscita tante speranze quante domande: dal 2016, l’interpretazione del capitolo VIII dell’esortazione del compianto papa Francesco, relativa all’accesso ai sacramenti per i divorziati che contraggono una nuova unione, è stata oggetto di vivaci dibattiti, creando talvolta un mosaico di prassi pastorali contraddittorie a seconda della diocesi.

 

Un incontro al vertice

Il Papa sembra dunque voler riprendere il controllo di una questione che ha profondamente diviso l’episcopato e i fedeli. A differenza dei recenti processi sinodali caratterizzati da un’ampia partecipazione laica, questo incontro dell’ottobre 2026 si propone di essere strettamente ecclesiastico.

 

Il sito di informazione tedesco katholisch.de – tutt’altro che sospettato di tradizionalismo – ha osservato, non senza qualche critica, che si trattava di un «incontro sulle famiglie senza famiglie», sottolineando il carattere istituzionale e dottrinale auspicato dal nuovo pontefice romano.

Sostieni Renovatio 21

Continuità, correzione o superamento?

La questione cruciale di questo vertice romano risiede nella direzione che Papa Leone XIV intende imprimere alla Chiesa, una direzione sulla quale l’attuale successore di Pietro non ha ancora fornito alcuna indicazione, probabilmente intenzionalmente. Sembrano profilarsi tre percorsi.

 

Il primo scenario sarebbe quello della pura continuità. In questo caso, il Santo Padre confermerebbe l’approccio del suo predecessore, cercando semplicemente di armonizzare l’attuazione della cura pastorale senza alterare il testo originario: ciò rappresenterebbe una grande delusione per coloro che speravano in un ritorno all’ortodossia cattolica in materia di morale. Tuttavia, il tono solenne del messaggio papale del 19 marzo suggerisce un’ambizione più ampia.

 

La seconda via, auspicata da coloro che sono legati alla dottrina tradizionale della morale cattolica, è quella di una correzione. Ciò non implicherebbe il ripudio del testo, bensì l’apporto dei necessari chiarimenti per riaffermare l’indissolubilità del matrimonio in conformità alla tradizione della Chiesa e all’insegnamento richiamato da Papa Giovanni Paolo II nella Familiaris Consortio, documento citato anche dal Santo Padre nel suo messaggio. Ma un’altra scelta è aperta al successore di Pietro.

 

Esiste infatti una terza via per «trascendere» la situazione attuale, che sembra corrispondere a quanto possiamo intuire riguardo al nuovo pontefice romano. Leone XIV potrebbe dunque proporre una nuova sintesi che, pur conservando lo spirito di misericordia caro al suo predecessore, lo collocherebbe in un quadro giuridico e teologico più rigoroso, evitando le insidie ​​del soggettivismo morale.

 

Un’attesa cauta

Questa terza via – se il futuro confermerà questa ipotesi – permetterà di porre fine alle «polarizzazioni» nella Chiesa, spesso deplorate da Papa Leone XIV, ripristinando il primato della dottrina cristiana? Oppure si limiterà a sospendere le divisioni causate dal relativismo dottrinale e morale che è diventato una delle caratteristiche del periodo post-conciliare?

 

In ogni caso, questo incontro di ottobre rappresenta un’occasione storica da non perdere per ristabilire l’unità di fede e di pratica nella Chiesa, per la quale certamente pregheremo.

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.News

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di Edgar Beltrán via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International 

Continua a leggere

Spirito

Mons. Hanappier consacra una chiesa FSSPX in Texas

Pubblicato

il

Da

Dal 30 luglio al 2 agosto 2026, il Priorato di Dickinson ha ospitato mons. Marc Hanappier per diverse cerimonie eccezionali: il cinquantesimo anniversario della parrocchia Queen of Angels, la consacrazione della chiesa e l’amministrazione del Sacramento della Cresima.   Il momento culminante di questi giorni è stata la consacrazione della chiesa, sabato 1 agosto.  

Una chiesa consacrata a Dio

Per quasi quattro ore si sono svolti i solenni riti di consacrazione. Con le preghiere del Ponteficale romano, il vescovo, in un certo senso, ha sottratto l’edificio al suo uso secolare per consacrarlo definitivamente a Dio. L’altare stesso è stato consacrato e ha ricevuto le reliquie dei martiri, richiamando l’antica tradizione della Chiesa di celebrare il Santo Sacrificio presso le loro tombe.   Anche le dodici croci di consacrazione poste sulle pareti della chiesa sono state unte con il santo crisma. Rimarranno i segni visibili di questa consacrazione e saranno illuminate ogni anno nel suo anniversario.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

 

Iscriviti al canale Telegram

 

Cinquant’anni di vita parrocchiale

La consacrazione ha coinciso con il 50° anniversario della parrocchia Queen of Angels. Mezzo secolo di vita cattolica ha così trovato il suo culmine nella solenne consacrazione della chiesa.   Questi giorni si sono conclusi domenica 2 agosto con l’amministrazione del sacramento della Confermazione da parte di mons. Hanappier, seguita da una solenne Messa pontificale.   Ad Majorem Dei Gloriam, per la maggior gloria di Dio!  
Articolo previamente apparso su FSSPX.News

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
 Immagine da FSSPX.News  
 
Continua a leggere

Spirito

Eventi ludici «escape box» all’interno di una storica basilica

Pubblicato

il

Da

I cattolici di San Quintinon nel dipartimento dell’Aisne nella regione dell’Alta Francia, hanno inviato una lettera chiedendo la cancellazione di diversi «escape room» in programma all’interno della Basilica di Saint-Quentin, risalente al XII secolo e che custodisce le reliquie dell’omonimo martire del III secolo. Lo riporta LifeSite.

 

La lettera, indirizzata a padre Matthieu Saur, parroco della basilica di Saint-Quentin, esortava il sacerdote a non permettere che questa «profanazione» avesse luogo all’interno della basilica gotica. La missiva è stata inoltre inviata a padre Bernard Proffit, amministratore diocesano della diocesi di Soissons, Laon e Saint-Quentin, e al quotidiano francese Tribune Chrétienne.

 

Un gioco «escape room» è un’esperienza ludica d’avventura in cui un gruppo di giocatori viene chiuso in una stanza a tema. L’obiettivo principale è riuscire a uscire dalla stanza o completare una specifica missione entro un limite di tempo prestabilito, che di solito è di sessanta minuti.

Sostieni Renovatio 21

L’escape room di San Quintino, pensata per ragazzi dai 12 anni in su, offre ai partecipanti un’ora di tempo per risolvere enigmi e aprire una misteriosa scatola situata nella Cappella di Saint-Fursy, al fine di «svelare il segreto della Basilica». Diverse sessioni si sono già svolte nella basilica a luglio, e altre, già esaurite, sono in programma per il 19, 21, 28 e 29 agosto.

 

«Facciamo fatica a credere che le nostre autorità ecclesiastiche responsabili del luogo abbiano autorizzato questo “spettacolo”», hanno scritto i fedeli nella lettera.

 

La lettera denuncia il fatto che l’evento porterà a «un’esplorazione indiscreta dei luoghi sacri, vagabondaggi disordinati, forti sfoghi verbali, risate e grida».

 

«Durante questi quattro giorni, il carattere sacro del luogo sarà seriamente compromesso, il che è la definizione stessa della parola “profanazione”», hanno proseguito i fedeli preoccupati.

 

La Chiesa cattolica ha sempre insegnato che le sue chiese, in quanto luoghi sacri di culto divino, non devono essere utilizzate per scopi profani.

 

Nella loro lettera, i fedeli citano la lettera del 1987 della Congregazione per il Culto Divino, Concerti nelle chiese, che afferma esplicitamente che le chiese «servono innanzitutto come luoghi di aggregazione per il Popolo di Dio e per la celebrazione dei sacramenti e degli altri atti liturgici» e «non sono luoghi pubblici».

 

I fedeli hanno inoltre citato il canone 1210 del Codice di Diritto Canonico, che recita: «In un luogo sacro sono ammesse soltanto quelle cose che servono a esercitare o promuovere il culto, la pietà e la religione. Tutto ciò che è in contrasto con la santità del luogo è proibito».

 

I firmatari hanno inoltre invocato l’articolo 13 della legge francese del 1905 sulla separazione tra Chiesa e Stato, sostenendo che un luogo di culto come la basilica non può essere deviato dalla sua funzione religiosa originaria.

 

In Europa è ormai comune che le chiese cattoliche vengano utilizzate per scopi puramente laici. A giugno, la chiesa di Sant’Antonio a Madrid ha ospitato una festa per la visione dei Mondiali di calcio davanti al Santissimo Sacramento.

Aiuta Renovatio 21

Vi sono poi numerosi casi, documentati da Renovatio 21, di spazi sacri usati per eventi sacrileghi, omotransessualisti o persino pagani.

 

Una serie di eventi legati alla Nuit Blanche di Parigi che si svolgevano in chiesa sotto la direzione dell’attivista LGBT Barbara Butch, hanno suscitato indignazione tra i cattolici, che si erano radunati fuori dalla chiesa di San Lorenzo per pregare e protestare pacificamente prima di essere dispersi con la forza dalla polizia, tra cui donne di tutte le età.

 

In un’intervista rilasciata il 16 maggio 2025 all’emittente radiofonica lionenese M Radio, la cantante francese Julie Zenatti ha affermato di essersi esibita per diversi mesi in chiese e cattedrali in tutta la Francia, descrivendo questi edifici come luoghi dall’atmosfera particolare. La Zenatti ha ammesso nell’intervista di non essere una cristiana praticante e che il suo album sulla spiritualità che verrà presentato in tournée nelle chiese francesi, esprime una forma di «spiritualità pagana».

 

Pochi giorni fa centinaia di giovani cattolici australiani si sono inginocchiati e hanno recitato il Rosario fuori da un’ex chiesa cattolica a Sydney, provocando l’immediata interruzione dello spettacolo blasfemo a tema LGBT che si stava svolgendo all’interno.

 

Non vi è solo la Francia nel cahier dello scempio blasfemo.

 

Ricordiamo il caso della diocesi di Carpi, dove un quadro definito da alcuni fedeli come osceno e sacrilego era stato esposto ella chiesa di Sant’Ignazio, chiesa del museo diocesano di Carpi, per poi essere attaccato da uno sconosciuto che avrebbe ferito anche l’artista lì presente. Anche in quel caso, la mostra era stata verosimilmente approvata dalla gerarchia.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 Immagine di Txllxt TxllxT via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International

 

Continua a leggere

Spirito

Mons. Schneider: «Dobbiamo essere cattolici al 100%, non al 50% o all’80%»

Pubblicato

il

Da

Il vescovo Athanasius Schneider, vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Santa Maria ad Astana, in Kazakistan, invita i fedeli a essere «cattolici al 100%» nell’epoca contemporanea.   Nel discorso pronunciato il 3 agosto alla conferenza Catholic Voice presso il convento benedettino di Cobh, in Irlanda, il vescovo Schneider ha rievocato la propria infanzia nell’Unione Sovietica e il modo in cui i fedeli dovettero trattenere con fermezza l’intera fede cattolica per resistere alla dura persecuzione comunista.   Mettendo a confronto quelle vicende con la situazione odierna della Chiesa, il vescovo ha esortato i presenti ad aderire alla fede «al 100%».   «Il dono più grande che abbiamo è la fede, la fede cattolica… la vera fede cattolica. Quindi dobbiamo essere cattolici al 100%, non al 50% o all’80%, ma al 100%. Questa è la fede divina», ha affermato Schneider. «Gesù ha detto nel Vangelo: “Anche se qualcuno ostacolerà la legge, sarà considerato il più piccolo nel regno di Dio”».

Sostieni Renovatio 21

I lettori di Renovatio 21 da anni conoscono la figura e l’opera del coraggioso prelato.   Il vescovo, proveniente da una famiglia di tedeschi del Volga deportati da Stalin nel Kirghizistan sovietico dove la comunità cattolica ha subito un’automatica e sanguinaria persecuzione, ha dichiarato che essere conformi alle limitazioni contro la Santa Messa in rito antico poste da Bergoglio rappresentano «falsa obbedienza», e che la Santa Messa vetus ordo va portata avanti anche a costo di un «esilio liturgico».   Come riportato da Renovatio 21, Schneider è noto anche per la sua opposizione alle restrizioni pandemiche («il COVID sta creando una società di schiavi», ha dichiarato tre anni fa) e ai vaccini prodotti con feti abortiti, un’operazione pubblica considerata come «ultimo passo del satanismo».   In un’accorata lettera alle persone che perdevano il lavoro a seguito del loro rifiuto alla vaccinazione obbligatoria con linee cellulari di bimbi sacrificati, il vescovo parlò del «prezzo della verità sul vaccino COVID-19».   Il 4 dicembre 2018 Mons. Schneider, vescovo ausiliare di Maria Santissima ad Astana (Kazakistan) scrisse a Renovatio 21, che lo aveva informato della battaglia intrapresa dal gruppo contro l’uso delle cellule di feto abortito nell’industria vaccinale, sfociata poi nel convegno «Fede, Scienza, Coscienza» tenutosi a Roma nel marzo 2019.   «Volentieri appoggio la Vostra nobile e necessaria iniziativa» scrisse monsignor Schneider a Renovatio 21 «per combattere la barbarie del nuovo cannibalismo dell’uso delle linee cellulari di feti abortiti in numerosi vaccini».  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
 Immagine screenshot da YouTube  
 
Continua a leggere

Più popolari