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Pensiero

«Siamo ostaggi di una sinarchia totalitaria che prelude il regno dell’anticristo». Intervista di mons. Viganò al canale russo Rossija 24 TV

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Renovatio 21 pubblica il testo dell’intervista rilasciata da monsignor Carlo Maria Viganò ad Arkady Mamontov del canale televisivo russo Rossija 24. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

Secondo Lei, chi e cosa ha provocato il conflitto religioso in Ucraina?

Permettetemi innanzitutto di ringraziare Arkady Mamontov, il dottor Dmitry Toropov e la Redazione di Rossija, per avermi invitato con questa intervista. Rivolgo il mio saluto a voi tutti e ai vostri telespettatori.

 

Sappiamo, da un’analisi degli eventi, che la crisi ucraina è stata pianificata da anni, sin da prima dell’Euromaidan. A questa operazione di regime change non era ovviamente estraneo il deep state americano, per il tramite del Dipartimento di Stato e della CIA. 

 

Chi si è mosso con questa disinvoltura nell’interferire nelle questioni interne di uno Stato sovrano considerava la questione religiosa come strumentale alla destabilizzazione interna dell’Ucraina, e per ottenerla si è mosso, con largo anticipo, anche su questo fronte. Come ottenere dunque un conflitto religioso? Semplice: facendo sì che la Chiesa Ortodossa Ucraina si separasse canonicamente dalla Chiesa Russa e fosse considerata autocefala.

 

Sappiamo che nel 2018 il Dipartimento di Stato americano ha stanziato 25 milioni di dollari al Patriarca di Costantinopoli quale incentivo per il riconoscimento dell’autocefalia della Chiesa Ucraina in scisma dalla Chiesa Russa, che Bartolomeo concesse a Gennaio 2019. All’epoca il Segretario di Stato americano Mike Pompeo – con un’ingerenza nelle questioni interne alla Chiesa Ortodossa – espresse il sostegno degli Stati Uniti alla Chiesa Ucraina. 

 

 

Il Patriarcato di Costantinopoli aveva il diritto di concedere l’autocefalia alla Chiesa ortodossa ucraina non riconosciuta, nonostante esistesse una Chiesa ortodossa del Patriarcato di Mosca in Ucraina, che si occupava pastoralmente della stragrande maggioranza dei cittadini ortodossi di questo Paese?

La questione, a mio parere, non è se il Patriarcato avesse diritto di concedere l’autocefalia, ma perché lo abbia fatto.

 

Se posso fare un parallelo con la Chiesa Cattolica, mi pare che un’operazione analoga sia stata condotta da Jorge Mario Bergoglio nei riguardi delle Diocesi tedesche, in occasione del recente Sinodo sulla Sinodalità. Egli ha creato le premesse di uno scisma consentendo alle Diocesi un’autonomia in materia dottrinale e morale che esse non hanno e non possono avere, e i Vescovi di quelle Diocesi hanno approvato la benedizione delle unioni omosessuali, il conferimento di ruoli ministeriali alle donne, la legittimazione dell’ideologia LGBTQ e del gender.

 

E adesso che alcuni rari Vescovi insorgono contro queste deviazioni, la Santa Sede tace, perché era esattamente questo ciò che si prefiggeva. Stiamo assistendo a un piano eversivo, compiuto da colui che Cristo ha costituito Capo della Chiesa per confermare i fratelli nella Fede, e non per diffondere l’eresia e il vizio.

 

Ne ha il diritto? No. Hanno questo diritto i Vescovi tedeschi? No. Perché l’autorità del Papa e dei Vescovi è vincolata alla Verità insegnata da Cristo, ed è nulla non appena se ne discosta.

 

Ritengo che il Patriarca di Costantinopoli abbia agito nello stesso modo, con i medesimi scopi e ispirato dai medesimi poteri.

 

 

Non è un segreto che tutte le decisioni a Kiev vengano prese dopo consultazioni con gli Stati Uniti. Oggi stiamo assistendo a come i monaci vengono espulsi dal Kiev Pechersk Lavra – non pensa che ciò violi i principi dei diritti e delle libertà religiose che gli Stati stessi difendono?

La persecuzione da parte del governo di Kiev dei monaci, del Clero e anche dei fedeli legati al Patriarcato di Mosca, dimostra che l’operazione è di natura politica. D’altra parte, come lei stesso riconosce, le decisioni di Kiev sono prese sempre su indicazione del deep state americano. Se la questione fosse stata esclusivamente religiosa, lo Stato avrebbe dovuto tenersene fuori, come dovrebbe accadere negli Stati che si dicono «laici» e considerano Stato e Chiesa indipendenti e sovrani. 

 

Se il governo di Kiev considera la Chiesa Russa in Ucraina come un’emanazione del governo russo, con questo rivela parallelamente la convinzione che la Chiesa Ortodossa Ucraina sia a sua volta una Chiesa di Stato asservita al governo, e che per questo essa possa svolgere un ruolo di controllo dei fedeli ucraini.

 

E questo è ciò che ha fatto Pechino con l’Accordo segreto con la Santa Sede, che nomina a capo delle Diocesi Vescovi filogovernativi e comunisti, continuando impunemente la persecuzione contro i fedeli della Chiesa Cattolica Romana. 

 

 

Vengono avviati procedimenti penali contro i sacerdoti in Ucraina, alcuni di loro vengono privati della cittadinanza ucraina, le parrocchie vengono prese dagli scismatici: a cosa ci porterà tutto questo?

Questi fenomeni sono sempre avvenuti, nel corso della Storia: quando il potere civile si sente «minacciato» dal potere ecclesiastico – penso ad esempio a quanto avvenuto durante la Rivoluzione Francese e di nuovo nel 1848 in Francia e in Italia, o nella Russia comunista di Stalin, o in Messico alla fine degli anni Venti, o in Spagna negli anni Trenta – la persecuzione del Clero è uno dei primi modi con cui l’autorità civile cerca di reprimere il dissenso.

 

D’altra parte i Cristiani sono sempre stati perseguitati dai regimi totalitari, perché il Vangelo è considerato pericoloso per chi vuole sostituire la legge di Dio con la legge degli uomini. 

 

 

Potrebbe nominare gli scismi della Chiesa che sono avvenuti nella storia del mondo e a cosa hanno portato?

Citerei il caso emblematico dello scisma anglicano, che nasce non tanto da una questione teologica, ma dalla volontà di Enrico VIII di sottrarsi all’autorità spirituale del Romano Pontefice e divorziare dalla sua legittima consorte Caterina d’Aragona. Con questo atto di sopraffazione del potere temporale sul potere spirituale il sovrano inglese si dichiarava «capo supremo in terra della Chiesa d’Inghilterra», col vantaggio di appropriarsi dei beni e delle entrate sino ad allora spettanti alla Santa Sede e di controllare le nomine dei Vescovi.

 

Una simile operazione era avvenuta pochi anni prima in Germania, dove i Principi tedeschi appoggiarono l’eretico Martin Lutero non tanto perché condividessero i suoi errori dottrinali, ma perché vedevano in essi un pretesto per incamerare i beni della Chiesa.

 

Sia per la pseudoriforma protestante, sia per lo scisma anglicano, l’autorità civile si costituiva un contraltare ecclesiastico all’autorità del Papa e dei Vescovi, così da indebolirne il potere e rafforzare il proprio.

 

 

Le autorità secolari hanno il diritto di interferire negli affari della Chiesa? 

Rispondo con le parole di Cristo: Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio (Mt 22, 21). Questo precetto ci insegna che l’autorità civile e quella religiosa hanno due campi di azione ben distinti e separati: da un lato il buon governo dello Stato per la concordia dei cittadini e dall’altra il governo dei fedeli per la loro santificazione. Sono due finalità distinte, una temporale e una spirituale; ma entrambe le autorità devono avere comunque Cristo come modello: Cristo Re per i governi civili, e Cristo Pontefice per la Chiesa. 

 

La Rivoluzione – tanto quella del Liberalismo massonico quanto quella del Comunismo ateo – ha sovvertito quest’ordine sociale, ed è per questo che da due secoli – e prima ancora nella Germania divisa dall’eresia protestante – le autorità secolari hanno interferito nelle questioni della Chiesa. Ciò è dovuto all’aver fatto derivare il potere temporale dal popolo, sottraendolo a Cristo: da una parte, deificando l’individuo (come vuole l’ideologia liberale) e dall’altra deificando la collettività (come vuole l’ideologia comunista). 

 

Oggi assistiamo all’alleanza tra questi due errori – che sono teologici, oltre che filosofici e politici – nella divinizzazione dell’élite sinarchica del Nuovo Ordine Mondiale, che unisce il relativismo liberale e il liberismo economico al collettivismo socialista. E questa alleanza infernale – che in Occidente sta distruggendo il tessuto sociale e religioso delle Nazioni – è necessariamente anticristiana e anticristica, perché nega la Signoria di Cristo sui singoli e sulle società.

 

È satanica, come evidenziato recentemente dal Presidente Vladimir Putin.

 

 

Le agenzie di intelligence statunitensi cercano di controllare le organizzazioni religiose?

Non conosco quale sia il coinvolgimento dell’Amministrazione Biden e dei servizi segreti nelle vicende religiose ucraine. Sappiamo invece, dalle mail di John Podesta pubblicate negli scorsi anni, che il deep state americano ha avuto un ruolo determinante nel provocare una «rivoluzione colorata» in seno alla Chiesa Cattolica, giungendo ad auspicare un cambiamento della dottrina e della morale, da ottenersi tramite la sostituzione di Papa Benedetto XVI con un Papa progressista.

 

Ricorderete che, alla vigilia dell’abdicazione di Papa Ratzinger la lobby finanziaria globale aveva bloccato le transazioni bancarie del Vaticano, e che immediatamente dopo il 11 Febbraio 2013, il sistema SWIFT fu riattivato. L’azione del deep state fu aiutata dalla deep church, che come ammise il defunto Cardinale Godfried Danneels, allora Arcivescovo di Malines-Bruxelles, organizzò tramite la cosiddetta Mafia di San Gallo l’elezione di Bergoglio. Il quale, a differenza di Benedetto XVI, è totalmente allineato all’ideologia globalista. 

 

Non parlerei quindi di un’azione degli Stati Uniti, ma di quella parte corrotta e eversiva – che viene detta per brevità deep state – che ha preso il potere in America e in quasi tutte le Nazioni aderenti alla NATO, all’Unione Europea, all’OMS, al World Economic Forum.

 

E questo stesso argomento, a mio parere, vale anche per l’Ucraina, il cui corrotto regime – appoggiato da movimenti estremisti di chiaro stampo neonazista – si è asservito all’élite globalista per interessi personali, mentre il popolo ucraino viene mandato al macello in prima linea in una guerra che si sarebbe potuta evitare semplicemente facendo rispettare gli accordi di Minsk.

 

 

Cosa ha guidato il Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli nel concedere l’autocefalia alla nuova Chiesa in Ucraina? Abbiamo la sensazione che stesse seguendo gli ordini del Dipartimento di Stato USA o della CIA…

Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo è ben noto per essere totalmente asservito al disegno dell’ONU e dell’élite globalista: non è un caso che sia in ottime relazioni con Jorge Mario Bergoglio. Sappiamo bene che la sede di Costantinopoli è da tempo nelle mani della Massoneria: erano insigniti del 33° grado del Rito Massonico Antico Scozzese e Accettato tanto il Patriarca Atenagora quanto il suo predecessore Meletios Metaxakis, e in ambienti massonici si è più volte ventilato che anche Giovanni XXIII, quand’era Nunzio apostolico a Istanbul, sia stato affiliato a una Loggia.

 

Non mi stupisce quindi che Bartolomeo, obbedendo agli ordini del deep state – che controlla il Dipartimento di Stato americano e la CIA – possa aver riconosciuto l’autocefalia della Chiesa Ortodossa Ucraina non per ragioni canoniche, ma politiche; esattamente per lo stesso motivo per cui Paolo VI, nel 1964, soppresse in chiave ecumenica il Patriarcato Latino di Costantinopoli, eretto nel 1205. 

 

Ricordo che il 3 Novembre 2009 l’allora Presidente americano Barack Obama incontrò il Patriarca Bartolomeo I, per parlare di «salvaguardia dell’ambiente» e per promuovere la riapertura della scuola teologica ecumenica di Halki, in Turchia, dopo i falliti tentativi negli anni Novanta da parte di Madeleine Albright e Bill Clinton.

 

Se ho ben compreso le dinamiche interne all’Ortodossia, la Chiesa Russa costituisce per così dire la parte «tradizionalista» della compagine Ortodossa, mentre quella di Costantinopoli è «progressista», infiltrata dalla Massoneria, manovrata dal deep state e favorevole al dialogo interreligioso e perfino all’ideologia ambientalista: sembra di vedere la versione «fanariota» del Vaticano di Bergoglio. 

 

Faccio notare che il movimento ecumenico – volto a preparare l’avvento della Religione dell’Umanità auspicata dalla Massoneria – iniziò nell’Ottocento con i Protestanti e come tale fu severamente condannato dai Romani Pontefici fino al Concilio Vaticano II, per poi allargarsi negli anni Sessanta del Novecento alla Chiesa Cattolica e alla Chiesa Ortodossa, avvalendosi di massoni infiltrati ai vertici delle rispettive Gerarchie.

 

E quando parliamo della Massoneria, parliamo di élite globalista e di Nuovo Ordine Mondiale.

 

 

Qual è la sua posizione nei confronti dell’operazione militare speciale?

Credo che ciascuno di noi sia in grado di comprendere quanto è avvenuto in Ucraina negli ultimi anni, semplicemente sulla base dei fatti.

 

È un fatto che la NATO si era impegnata a non espandersi a Est; è un fatto che la rivoluzione di Euromaidan è stata condotta con il supporto del deep state americano, in particolare di Victoria Nuland e di altri suoi complici; è un fatto che il Protocollo di Minsk non è stato rispettato, e abbiamo sentito leader di spicco come l’ex-Cancelliera Angela Merkel o l’ex-Presidente francese François Hollande ammettere che lo scopo di quell’accordo era di dar tempo all’Ucraina di armarsi; è un fatto che alla vigilia dell’operazione militare speciale la Federazione Russa aveva chiesto di rispettare l’indipendenza del Lugansk e del Donetsk, assieme all’autonomia del Donbass.

 

Se il Presidente Vladimir Putin ha deciso di difendere i russofoni dalle ripetute e continue aggressioni del governo di Kiev, questo non è certo avvenuto all’improvviso. Al contrario, mi pare evidente che fosse esattamente questo che la NATO voleva ottenere, dopo oltre un decennio di provocazioni. 

 

 

Chi, secondo lei, ha provocato la guerra in Ucraina?

La guerra in Ucraina è stata pianificata sin dalla «rivoluzione colorata» del 2014, alla quale non fu estraneo nemmeno il sedicente filantropo George Soros, assieme all’intera cabala globalista. Chi ha voluto la guerra doveva da un lato sostituirsi alla Federazione Russa nella fornitura di energia alla maggior parte dei Paesi europei per poi subentrarvi con una operazione di scandalosa speculazione: il costo del gas, oggi fornito dagli Stati Uniti, è enormemente superiore a quello a cui era venduto prima del Febbraio 2022. 

 

Ma questo era strumentale a due obiettivi paralleli. Il primo era impedire un’alleanza tra le Nazioni europee e la Federazione Russa, balcanizzandola e cercando di isolarla tramite operazioni di regime change e tramite «primavere colorate», come avvenuto in Ucraina e come si è provato a fare in Georgia. Questo primo obiettivo è fallito, com’è fallito il tentativo di far cadere il Presidente Putin.

 

Al contrario, stiamo assistendo alla costituzione di un mondo multipolare, ad esempio con i BRICS, in cui la dedollarizzazione sta mettendo nell’angolo gli Stati Uniti. Ma questo processo non dovrebbe a mio parere far pagare al popolo americano le colpe di un governo eversore asservito all’élite globalista.

 

Il secondo obiettivo doveva essere la distruzione del tessuto economico dell’Europa – non solo in chiave anti-russa – per consentire che le sanzioni si ritorcessero anzitutto contro i Paesi dell’Unione Europea, indebolendoli e costringendoli forzatamente alla cosiddetta transizione green, basata sulla frode del cambiamento climatico. Ma per giungere a questo, dopo le prove generali con la farsa pandemica dei due anni precedenti, occorreva che alla Casa Bianca vi fosse un fantoccio del deep state, ed era quindi necessario estromettere il Presidente Donald Trump con la frode elettorale. Tra l’altro Joe Biden, essendo ricattabile per via degli scandali suoi e di suo figlio, aveva tutto l’interesse di nascondere il proprio coinvolgimento nei biolaboratori ucraini e forse anche negli orrori del traffico di minori per alimentare la lobby internazionale dei pedofili, della predazione di organi e il lucroso mercato delle maternità surrogate.

 

Ciò è stato possibile grazie ad un vero e proprio colpo di stato globale, condotto con la cooperazione di molti governi, i cui leader sono significativamente emissari del World Economic Forum e di altri enti privati sovranazionali, tutti gestiti da una ben identificabile cupola di eversori privi di legittimazione popolare, con l’appoggio di gruppi finanziari altrettanto identificabili. 

 

I popoli occidentali – salvo rarissime eccezioni – sono ostaggio di governanti venduti all’élite globalista, che ha come scopo l’instaurazione di una sinarchia totalitaria che prelude all’instaurazione del regno dell’Anticristo. Da questo comprendiamo anche l’odio verso Dio, verso la religione, la famiglia, la vita. 

 

 

In precedenza ha prestato servizio negli Stati Uniti. Qual è la sua impressione su questo Paese?

L’America è una Nazione relativamente giovane, se la confrontiamo con i millenni di storia di altre Nazioni. Questo implica due considerazioni, una positiva e una negativa. Quella positiva è che vi è una certa ingenuità nella coscienza del popolo, che è e rimane essenzialmente ancorato a «valori» – non li chiamerei «principi» – tradizionali: la Famiglia, la Patria, la Religione.

 

Quella negativa è che l’assenza di una solida eredità spirituale e culturale è spesso colmata da un pensiero non identitario, e spesso incline a lasciarsi contaminare dall’ideologia liberale e massonica che domina le classi dirigenti e in particolar modo la sinistra Dem. Inoltre, vi è una sorta di persuasione che l’America sia in qualche modo lo “sceriffo del mondo”, e questo si scontra con la legittima sovranità delle altre Nazioni. L’attuale crisi economica e politica provocata dal colpo di Stato del deep state potrà aiutare gli Americani a prendere coscienza della necessità di una profonda riforma interna.

 

Questa riforma sarà certamente possibile se il Presidente Donald Trump verrà rieletto e potrà liberare questa grande Nazione facendola entrare nell’alleanza multipolare dei popoli. Ancora una volta è l’autorità che deve tornare ad essere un servizio alla comunità per il bene comune, e non uno strumento di accentramento di un potere eversivo che nessuno ha eletto e nessuno vuole. 

 

 

Qual è il più rilevante principio etico degli Stati Uniti?

Questa è una domanda semplice e complessa allo stesso tempo. Direi che il principio etico degli Stati Uniti risente fortemente della mentalità protestante, che si è instaurata in America nell’Ottocento grazie appunto, come dicevo, allo strapotere della Massoneria. I Cattolici americani – e immagino anche gli Ortodossi – si sono abituati a convivere con questa idea, che si traduce in un primato dell’azione e del successo imprenditoriale rispetto al pensiero filosofico e alla cultura «non monetizzabile». 

 

Nella mentalità protestante, il successo economico è un segno di predestinazione, e come tale finisce per legittimare – come ha effettivamente fatto – anche la vessazione dei deboli, considerati «perdenti», loser, e come tali non predestinati da Dio alla salvezza. Non è un caso che la ricchezza sia concentrata nelle mani dei WASPWhite, Anglo-Saxon, Protestant – e che molti immigrati, ad esempio Irlandesi o Italiani, abbiano avuto sempre un ruolo marginale.

 

Questa tendenza conobbe un’inversione di rotta negli anni Cinquanta, quando sotto il glorioso Pontificato di Pio XII il Cattolicesimo americano conobbe un significativo risveglio e le conversioni alla Chiesa di Roma aumentarono enormemente. Purtroppo questa parentesi si chiuse con il Concilio Vaticano II, che rappresentò in qualche modo una protestantizzazione almeno parziale dei Cattolici, e diede luogo a quell’alleanza nefasta tra deep state americano e deep church, tra i cui esponenti possiamo contare personaggi politici come Joe Biden, Nancy Pelosi, John Kerry e personaggi ecclesiastici come l’ex Cardinale McCarrick, i cui «eredi» sono tuttora ben radicati nelle istituzioni ecclesiastiche. 

 

Va riconosciuto che l’apostasia della chiesa bergogliana ha aperto gli occhi a molti fedeli: stiamo assistendo, in America, al risveglio di molti Cattolici che si riconoscono nella Fede tradizionale, significativamente nel momento in cui essi sono fatti oggetto di una persecuzione congiunta della deep church e del deep state, al punto che l’FBI li tiene sotto controllo considerandoli «domestic terrorists». La situazione della Chiesa Russa in Ucraina è per certi versi speculare – ma molto più grave – a quella che ho appena descritto.

 

 

E cosa spinge i politici americani a scatenare le guerre nel mondo – Siria, Libia, Iraq, Jugoslavia, Ucraina…?

Come ho detto, si tratta di personaggi politici appartenenti al deep state, infiltrati in tutte le istituzioni dello Stato e nei media. Il loro potere è enorme, come enormi sono i loro mezzi economici, perché finanziati da gruppi di investimento potentissimi come BlackRock e Vanguard (…). Il loro obiettivo è il potere, visto che il denaro lo creano e lo possiedono già.

 

Un potere che deve diventare globale, come vediamo accadere oggi, e che per realizzarsi nel Nuovo Ordine Mondiale, richiede necessariamente la distruzione del Cristianesimo, anche di quello protestante. 

 

Vi è inoltre un’alleanza tra potere ideologico e potere economico, ossia tra chi vuole dominare il mondo per instaurare la tirannide sinarchica e chi ha come scopo il mero profitto. Per questa ragione le guerre promosse dagli Stati Uniti e dalla NATO nel corso del Novecento e di questo secolo sono state progettate in vista del governo unico mondiale e della cancellazione delle sovranità nazionali, ma sostenute da chi in quei conflitti vedeva e vede enormi opportunità per arricchirsi e per indebolire gli altri Stati.

 

Le denunce di parlamentari ucraini sulla corruzione del governo di Kiev e sull’arricchimento personale dei suoi membri – che continuano a ricevere somme esorbitanti dal traffico di armamenti e da altre attività illecite – dimostrano che coloro che ricoprono ruoli di potere nelle nazioni occidentali si trovano in gravissimo conflitto di interessi anziché tutelare i cittadini. 

 

 

Gli Stati Uniti sono un Impero del Bene?

Non credo vi siano Nazioni che possano oggi rivendicare questo titolo, e certamente non gli Stati Uniti, finché rimangono ostaggio degli eversori del deep state, dell’ideologia woke, della teoria LGBTQ e di tutte le aberrazioni che conosciamo. Certo, ogni Nazione – essendo composta da persone che possono essere buone e orientate al bene – può essere usata dalla Provvidenza di Dio per i Suoi piani. Anche l’Impero Romano, che pure perseguitò i Cristiani, creò con le sue conquiste le premesse per la diffusione del Vangelo nel mondo. Ma questo compito non è appannaggio esclusivo di una Nazione.

 

La Federazione Russa, ad esempio, si sta ponendo in questo momento come un argine al Great Reset, quantomeno nell’opporsi alla perversione dei costumi e alla corruzione dei popoli portata avanti dall’ideologia globalista. 

 

A mio parere sarebbe auspicabile che questa comune opposizione al Nuovo Ordine Mondiale fosse affrontata non accentrando il potere e riducendo i propri alleati a vassalli o a colonie, come fa la NATO, bensì riscoprendo l’importanza delle sovranità nazionali, della comune eredità cristiana, del comune patrimonio di cultura e civiltà che in duemila anni è stato promosso e reso fecondo dalla Fede in Gesù Cristo. 

 

Se i popoli riconoscono Gesù Cristo come loro Re; se le leggi delle Nazioni sono conformi ai Comandamenti di Dio e alla Legge naturale inscritta nel cuore di ogni uomo, esse non hanno bisogno di sopraffarsi, né di affermare il proprio potere sulle altre.

 

L’ordine cristiano, a prescindere dal sistema di governo che i cittadini si scelgono, è l’unico che tuteli il bene comune di tutti i popoli, recando loro la luce del vero Dio. D’altra parte, la pretesa «laicità dello Stato» si è dimostrata essere una frode, con cui si emargina il Cristianesimo dalla società per sostituirlo con la religione globalista dell’ecologismo, della cancel culture, della sostituzione etnica, della dittatura sanitaria. 

 

Credo sia questo l’approccio «multipolare» a cui si richiama spesso il Presidente Putin: rispettare l’identità e le libertà dei popoli, uniti dalla comune eredità cristiana.

 

 

Sembra che nessuno cerchi più di evitare il peccato. Il peccato sta diventando parte della norma nel mondo di oggi? Potrebbe fare degli esempi? 

Evitare il peccato implica riconoscere una norma morale trascendente, e di conseguenza un divino Legislatore. Significa, in sostanza, condurre la vita privata e pubblica nell’ambito dell’ordine soprannaturale che Dio ha stabilito. Da due secoli ormai gli Stati hanno rifiutato di riconoscere pubblicamente la Signoria di Cristo sulle società. 

 

L’Occidente cristiano si è dovuto confrontare con un processo di secolarizzazione che ha coinvolto – e visto anzi come protagonista – quella deep church che si è infiltrata sino ai vertici della Chiesa Cattolica, e che con il Concilio Vaticano II ha sostanzialmente cancellato la dottrina della Regalità Sociale di Nostro Signore, riducendo la pratica della Fede ad una questione privata, come già accaduto quattro secoli prima con l’eresia protestante.

 

Questa secolarizzazione ha avuto come esito il venir meno dell’ordine sociale che consentiva ai singoli fedeli e cittadini di vivere secondo i Comandamenti, e ha quindi favorito il dilagare dell’immoralità, del peccato, della corruzione.

 

Perché dove lo Stato non tutela la Morale pubblica, ed anzi promuove tutto ciò che è contrario alla Legge di Dio e di natura, è estremamente difficile rimanere fedeli alla pratica religiosa. E questa è l’ulteriore dimostrazione che la laicizzazione della società non aveva come scopo il garantire libertà alle religioni non cristiane, ma di scardinare l’ordine sociale e cancellare ogni retaggio cristiano non solo dalle leggi, ma anche dalla vita quotidiana. 

 

 

Qualsiasi scissione nella chiesa porta le persone ad allontanarsi da Dio. L’agenda LGBT e la legittimazione di tutto ciò che in precedenza era considerato un peccato hanno un effetto dannoso.

Non vi è dubbio che le divisioni sono opera del diavolo, principe della rivoluzione e del caos. La Santa Chiesa, come sappiamo e crediamo, è una, ossia unica, come unica è l’Arca che Cristo ha posto in terra per la salvezza degli uomini. Se il corpo ecclesiale patisce le ferite della divisione e dello scisma, ciò avviene perché il Nemico del genere umano – Satana – vuole trascinare con sé quante più anime possibile nella dannazione eterna. 

 

Separarsi dalla Santa Chiesa significa abbandonare la famiglia soprannaturale nella quale siamo stati concepiti alla Grazia, credendo di poterci difendere con mezzi umani dall’assalto furioso del Nemico. Significa credere di poter rinunciare alla verità dell’eterno Padre incarnata nel divin Figlio e vivificata dallo Spirito Santo. Ma questo è un grave peccato di orgoglio che ci rende ancora più deboli nel resistere al male. 

 

 

In Germania c’era uno slogan: la Germania soprattutto. In Ucraina, l’Ucraina è al di sopra di tutto. Non pensa che ci siano molte somiglianze? Perché l’Occidente sostiene i nazionalisti ucraini?

Deutschland über alles era una frase patriottica dell’inno dell’Impero tedesco, che poi il Nazionalsocialismo ha fatto propria in chiave ultranazionalista, conformemente a quell’eredità protestante cui accennavo poc’anzi che pone lo Stato al di sopra di tutto. Ma mentre l’Impero Austroungarico, pur essendo cattolico, riconosceva libertà ai popoli e alle culture che lo componevano – secondo i principi cristiani di buon governo – il totalitarismo nazista mirava a creare le basi ideologiche che legittimassero una supremazia etnica – quella della razza ariana – al di sopra dei popoli. 

 

Questa visione, dopo decenni di deplorazione degli eccessi del Nazismo, è oggi tornata in auge in una chiave ancor più distruttiva, perché attribuisce una superiorità morale alla “religione globalista”, all’ideologia woke, alla cancel culture, facendo sì che tutto ciò che non è conforme ai precetti di questo pensiero totalitario sia considerato eretico, e che quanti non si adeguano ad esso siano indegni di far parte del consorzio civile.

 

Non c’è da stupirsi se i principali teorizzatori di questa ideologia siano legati culturalmente e in certi casi addirittura da rapporti di parentela con gli ideologi del Nazismo. A titolo di esempio, Adolf Heusinger, capo dell’Operationsabteilung dal 1940 che aiutò Hitler nella pianificazione delle invasioni di Polonia, Norvegia, Danimarca e Francia, dal 1961 al 1964 fu presidente del Comitato della NATO a Washington.

 

E quel che maggiormente sconcerta è che questa riproposizione di principi neonazisti sia sostenuta e finanziata dal mondo askenazita, di cui sono esponenti molti leader politici e personaggi di spicco del globalismo, con l’apporto di movimenti neocon filosionisti, presenti soprattutto negli Stati Uniti e legati al deep state americano.

 

 

Cosa dovrebbero prendere in considerazione i politici quando prendono decisioni nel nostro tempo? Su cosa dovrebbero basare le loro decisioni?

Il ruolo dei politici, ieri come oggi, è di impegnarsi per il buon governo e per la difesa dei propri concittadini dal colpo di stato globalista. A ciò sono chiamati indistintamente tutti i politici di tutte le Nazioni, ma in particolare di quelle che si trovano ostaggio dell’élite eversiva del Nuovo Ordine Mondiale. Essi dovrebbero chiedersi: Cosa dirò a Cristo, quando mi troverò dinanzi a Lui per essere giudicato? 

 

Occorre – lo ripeto da tempo – che si costituisca un’Alleanza Antiglobalista che unisca tutti i popoli, con i loro leader, in un’azione di opposizione e resistenza all’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale, al Great Reset, all’Agenda 2030, ai suoi punti programmatici. Questa Alleanza dovrebbe avere come scopo la denuncia del colpo di stato globale e dei suoi artefici, la riappropriazione delle sovranità nazionali (ivi compresa la sovranità monetaria) e il boicottaggio sistematico di tutto ciò che erode le libertà individuali imponendo modelli e stili di vita distruttivi. 

 

È indispensabile porre un freno alla follia del gender, alla corruzione dei bambini, alla dissoluzione della famiglia, alla cancellazione della civiltà cristiana, alla schiavizzazione degli individui. Occorre parimenti che chi governa lo Stato non sia ricattato dalle lobby finanziarie o da gruppi di potere più o meno occulti, punendo con leggi severe i conflitti di interesse che rendono possibile il tradimento dei popoli.

 

Questa Alleanza sarebbe a mio parere un’ottima premessa per il ristabilimento della pace nelle Nazioni, oggi dilaniate dai conflitti causati dall’élite globalista, e potrebbe unire in questa battaglia di verità e di libertà anche i leader politici di Paesi i cui governi si dichiarano oggi nemici della Federazione Russa e dei suoi alleati. 

 

 

Perché l’umanità, nel corso della sua storia plurimillenaria, non ha imparato a vivere senza guerre?

L’umanità potrebbe e vorrebbe vivere senza guerre: il crollo del consenso popolare per i leader guerrafondai della NATO e le centinaia di manifestazioni contro la guerra in Ucraina (tra le altre) che si tengono in molti Stati europei ne sono la prova. Ma finché la guerra verrà considerata come uno strumento non per ripristinare la giustizia o difendersi da un attacco (poiché in questo caso sarebbe legittima) ma per imporre un modello distopico di società tirannica in vista del Nuovo Ordine Mondiale ai danni dei cittadini, nessuno di noi potrà sottrarvisi e ne saremo tutti vittime. 

 

(…)

 

 

Il nostro programma sarà visto sia in Russia che in Ucraina, quindi cosa vorrebbe dire in conclusione?

Come Vescovo e Successore degli Apostoli, mi rivolgo ai Russi e agli Ucraini nel nome di Gesù Cristo Re e della Tutta Santa Madre di Dio, Aiuto dei Cristiani. Pregate con fede, in questo periodo benedetto in cui celebriamo i Santi Misteri della Passione, Morte e Resurrezione del Salvatore, per implorare la pace; una pace che non può che venire da Cristo, Principe della Pace.

 

Siate consapevoli che la minaccia che incombe sul mondo viene dall’abbandono dei Comandamenti di Dio, dalla ribellione alla Legge eterna voluta dal Signore per il nostro bene e per la nostra salvezza eterna. 

 

Il Signore ha detto: Senza di me non potete fare nulla (Gv 15, 5). Pregate con fiducia, cari fratelli in Cristo: pregate la Regina della Pace, perché interceda presso il trono di Dio e implori per tutti noi la pace vera, pax Christi in regno Christi, la pace di Cristo nel regno di Cristo.

 

Pregate perché lo Spirito Santo Paraclito susciti sentimenti di verità e di giustizia nei governanti di tutte le Nazioni, portandoli ad un sussulto di dignità e di lealtà verso i loro concittadini, inducendoli a liberarsi dalla soggezione a poteri che nessuno vuole, che nessuno ha eletto, e che hanno come unico scopo cancellare Cristo dal mondo e dannare le anime che Egli ha redento col proprio Sangue.

 

Pregate perché il Signore susciti tra di voi leader onesti e coraggiosi che abbiano a cuore il bene comune, e non gli interessi dei cospiratori.

 

Ma soprattutto, cari Amici, iniziate da voi stessi: fate che il Signore regni anzitutto nei vostri cuori, nelle vostre famiglie, nelle vostre comunità.

 

Rimanete nella Grazia di Dio, perché nessuno potrà mai togliervi l’amicizia con il Signore, che è l’unico sommo Bene e che, in tutte le avversità, non vi farà mai mancare il Suo santo aiuto.

 

Gesù Cristo ha detto: Sarete miei amici, se farete quello che vi comando (Gv 15, 14).

 

Ecco: nell’obbedienza al Vangelo è custodito il segreto perché la pace regni nei vostri cuori e nella società. Il Signore vi benedica tutti.

 

 

 

 

 

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Pensiero

La nuova religione civile dell’America è l’israelismo

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Renovatio 21 pubblica la trascrizione della trasmissione di Tucker Carlson «Tucker on the New Religion of Trump’s America and His Mockery of Jesus Christ».
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Donald Trump è notoriamente un uomo irreligioso, semplicemente non particolarmente interessato alla religione, fondamentalmente laico, un prodotto del suo tempo e del suo contesto. Se ne dubitate, alcuni dei video più divertenti di Donald Trump – e non è una critica, sono davvero divertenti – lo ritraggono durante un’intervista della campagna elettorale del 2016, quando gli vengono poste domande basilari come: «qual è il tuo libro preferito della Bibbia?». Al che lui risponde, con una certa confusione: «Beh, la Bibbia», forse ignaro del fatto che sia composta da diversi libri.

 

Quindi Donald Trump non è una persona che tradizionalmente si è espressa su questioni di fede o teologia, quasi le liquida con un sorriso: «sì, sono a favore. Sono a favore della Bibbia». Tuttavia nell’arco di una settimana, lo stesso Donald Trump notoriamente irreligioso, si è espresso pubblicamente in modi piuttosto specifici su questioni di fede, teologia e religione, in maniera dirompente e a tratti difficile da comprendere, ma che vale la pena di analizzare.

 

Tutto questo è iniziato circa 10 giorni fa, la domenica di Pasqua, la mattina presto, prima delle 9, quando Trump ha twittato che aveva intenzione di distruggere le infrastrutture civili in Iran. Sarebbe stato il giorno dei ponti e delle centrali elettriche, promettendo in pratica crimini di guerra, crimini contro i civili, contro la popolazione del Paese. E poi, nello stesso tweet, o meglio, in quello stesso tweet, ha usato una parolaccia il lunedì di Pasqua. E poi… sembrava prendersi gioco dell’Islam. Lode ad Allah, ha detto. Quindi, in una breve dichiarazione di circa 110 parole, sembrava aver mostrato il dito medio alle due religioni più grandi del mondo, il Cristianesimo e l’Islam.

 

Questo è successo di domenica. E poi esattamente una settimana dopo, sempre di domenica, giorno sacro cristiano, ha attaccato il papa, il leader della religione più grande del mondo e della più grande denominazione cristiana. E lo ha attaccato personalmente, dicendo in pratica che è papa solo grazie a lui, che è cattivo, che il Papa è cattivo. E poi, più tardi quel giorno, forse la cosa più interessante e sconcertante di tutte, ha pubblicato questo meme.

 

Date un’occhiata.

 

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Ora ce ne sono due sullo schermo. Quella a destra è quella che ha inviato lui, ed è lui stesso, è Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti vestito da Gesù. Che guarisce un uomo. Si può vedere il potere curativo che emana dalla sua mano destra. Ora l’immagine a sinistra dello schermo è l’immagine originale ed era in circolazione su internet. Chissà da dove sia venuta esattamente, ma è lì da un bel po’ di tempo. Quella a destra è quella inviata dal presidente, dall’addetto stampa della Casa Bianca, chiunque si occupi di questo, e noterete che è stata modificata e il soldato americano sopra la testa del presidente, il presidente con la testa di Gesù, è stato cambiato e ora, se guardate molto attentamente, è un demone, una specie di creatura alata dell’inferno.

 

Quindi si passa da un’immagine che suggerisce guarigione e luce a un’immagine che suggerisce, non so, una scena dell’Apocalisse, la visione di Giovanni sull’isola di Patmos, la fine dei tempi, l’apocalisse. Chissà, niente di buono. Suggerisce un potere demoniaco perché c’è un demone dentro. Quindi l’ha inviato. E poi l’ha ritirato. Ha cancellato il tweet da internet dopo le proteste, ma gli è stato chiesto. E lui ha detto: «sì, l’ho postato». Non ha spiegato come il demone sia finito lì dentro. Qualcuno alla Casa Bianca l’ha messo, non ha spiegato il perché.

 

E dice: «l’ho inviato, ma non ero io come Gesù, anche se ovviamente lo sono, ero io come medico, perché guarisco le persone». Gesù, ovviamente, si è fondamentalmente descritto come un medico, qualcuno che veniva dai malati per guarirli, cosa che faceva. Quindi forse una distinzione senza differenza, ma comunque un po’ confusionaria. E poi oggi, un giorno dopo, gli è stato chiesto di nuovo e lui ha detto: «No, no, non c’entro niente. Non l’ho inviato”

 

Esattamente una risposta alla domanda, ancora più confusionaria. Cos’era? E poi, per rendere il tutto ancora più misterioso, ha pubblicato questo meme su Truth Social, ritwittando qualcun altro, ed è lui, Donald Trump, che viene, non so, come lo descrivereste? Accarezzato da? Guarito da, forse approvato da, Gesù, che è inequivocabilmente Gesù, il Messia cristiano, l’uomo Dio al centro del Cristianesimo, con il braccio intorno a Donald Trump, come a dire, in pratica, vai Trump, io sono dalla tua parte.

 

 

Quindi tutto questo in poco più di una settimana. Cosa significa? Perché certamente significa qualcosa. Non si tratta tanto di un paio di meme. Queste sono… Queste sono icone. Questi sono tentativi di inviare una dichiarazione sulla fede. Quale dichiarazione sta inviando il presidente? Beh, non una coerente. Non si tratta di una vera e propria teologia. È derisione. Sta deridendo Gesù. Sta prendendosi gioco del Cristianesimo. La figura centrale della religione viene sollevata. E la sua descrizione di come tutto ciò sia trapelato è di per sé una derisione. Una presa in giro dell’idea di verità.

 

Un giorno dice: «sì, l’ho fatto». Il giorno dopo dice: «no, non l’ho fatto». Entrambe le affermazioni sono state registrate in video. Non si tratta di una bugia, è più di una bugia, è più di una semplice frase. È un attacco, non solo a una serie specifica di fatti. È un attacco all’idea stessa che esistano dei fatti. È un attacco alla verità, apertamente. Nessuno lo nasconde.

 

La cosa è stata in qualche modo accantonata dopo un putiferio online durato qualche ora, con la gente indignata, poi placata, con la scusa di avere altre cose di cui preoccuparsi, e passata oltre. Ma per le persone sincere e religiose, per i cristiani che hanno a cuore Gesù e ciò che è vero e ciò che non lo è, molti si sono rivolti alla Bibbia per cercare di capire cosa stessero guardando, e molti hanno trovato un paio di versetti che sembravano adattarsi a ciò che stavano vedendo. Se sei un cristiano sincero o conosci qualcuno che lo è, forse hai ricevuto questi messaggi, ma li leggeremo comunque per farti sapere come molte persone di fede li interpretavano.

 

Il primo è tratto dalla seconda lettera di Paolo ai Tessalonicesi. Capitolo 2,Un versetto molto noto in cui descrive ciò che accadrà al ritorno di Gesù, e dice che sentirete dire che Gesù sta tornando. Non credete a ciò che sentite. Una serie di cose devono accadere prima che ritorni sulla terra, redima il mondo e la storia finisca. E saprete che sta tornando da questi eventi e tra questi ci sarà la rivolta. La figura che descrive come l’uomo dell’iniquità, a volte descritto come l’anticristo, ma l’uomo dell’iniquità è l’espressione tratta dalla sua seconda lettera ai Tessalonicesi, e dice questo: ci sarà una grande ribellione contro Dio guidata da quell’uomo dell’iniquità.

 

Quest’uomo, cito testualmente, si opporrà e si innalzerà al di sopra di tutto ciò che è chiamato Dio o che è adorato, tanto da insediarsi nel tempio di Dio, proclamandosi Dio. Si atteggerà a Dio. Si farà beffe degli altri dèi e si metterà al loro posto. Questo è tratto dalla seconda lettera ai Tessalonicesi. Ma questo non è il primo passo nella Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, in cui viene descritto qualcosa del genere. Varianti di ciò si trovano in numerose profezie di quello che i cristiani chiamano Antico Testamento, comprese quelle contenute nel libro di Daniele. Il profeta Daniele descrive qualcosa di molto simile alla fine della storia, e descrive questo periodo, come spesso accade nei profeti, come una punizione. Una punizione per l’infedeltà e il peccato.

 

Il popolo di Dio viene punito per non aver seguito Dio, e questa punizione, descritta in parte nel capitolo 11 del libro di Daniele, predice la venuta di un re, e stiamo citando, un re che farà ciò che gli piace. Si esalterà e si magnificherà al di sopra di ogni Dio e dirà cose inaudite contro il Dio degli Dei. Avrà successo finché non sarà compiuto il tempo dell’ira. Perché ciò che è stato stabilito deve accadere. È tutto ordinato, in altre parole, preordinato. Non mostrerà alcun riguardo per gli dèi dei suoi antenati, né alcun altro dio, ma si innalzerà al di sopra di tutti. Quindi, per molti cristiani o persone che conoscono bene la Bibbia e ci credono, queste profezie sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, e ce ne sono altre, sembrano adattarsi a ciò che stavamo osservando.

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Ecco un leader che deride gli dèi dei suoi antenati, deride il dio degli dèi e si innalza al di sopra di loro. Potrebbe essere l’Anticristo? Beh, chi lo sa? Almeno, questa è la mia conclusione. Chi lo sa? Ci viene anche ripetutamente detto, nel Nuovo Testamento, che non sapremo mai che Gesù tornerà come un ladro nella notte e faremmo meglio a essere pronti perché non possiamo prevederlo. Ma ci viene anche detto che ci sono dei segni, e questo è uno di essi? Beh, di nuovo, il modo si adatta al comportamento di altri leader nel corso della storia che si vedevano in una sorta di rivalità con gli dèi del loro popolo e cercavano di porsi al di sopra di quegli dèi, di innalzarsi al di sopra di Dio. Questo è in realtà abbastanza comune.

 

Questa è davvero la definizione di megalomania, ed è già successo e senza dubbio succederà di nuovo. Ma questo è opera di un leader temporale, di un uomo. Qui è il leader del nostro Paese che dice: «non accetterò istruzioni da Dio, perché, come ha dimostrato nel primo meme, io sono Dio». Quindi sorge spontanea la domanda: è giusto? A quanto pare sì. Non ci sono state proteste di massa davanti alla Casa Bianca. Non c’è stato alcun tentativo concreto di intervenire. Anzi, molti leader repubblicani hanno minimizzato la cosa. Persino i cristiani che si professano tali la minimizzano, niente di che. Sapete, è solo un meme. Non fateci caso. È solo uno scherzo. È uno scherzo, cosa, non avete senso dell’umorismo? Prendere in giro Gesù? Fare il dito medio a Dio? Siete così rigidi.

 

E per quanto riguarda i suoi attacchi al papa, un leader repubblicano dopo l’altro, incluso solo poche ore fa il presidente della Camera, l’autoproclamato cristiano, fervente cristiano, studioso della Bibbia, si è unito agli attacchi contro il papa. Viene da chiedersi: questo è il comportamento di una nazione cristiana? Gli Stati Uniti sono una nazione cristiana? Beh, dipende da come la si guarda. Gli Stati Uniti sono la nazione con il maggior numero di cristiani, oltre 200 milioni. Ci sono più cristiani negli Stati Uniti che in qualsiasi altro paese del pianeta Terra. Quindi, per definizione, è una nazione cristiana a livello nazionale. Certo, non è ufficialmente cristiana.

 

La nostra Costituzione vieta al governo degli Stati Uniti di creare una religione di Stato nel Primo Emendamento, nella Carta dei Diritti. Quindi no, non è ufficialmente cristiana, ma è fondamentalmente, materialmente cristiana perché è ancora a maggioranza cristiana. E ancora una volta, è il paese con il maggior numero di cristiani, ma è un paese cristiano. E in effetti, se facciamo tre passi indietro, è la nazione, o comunque il suo governo, che da tempo agisce in opposizione, in modo esplicito, agli interessi dei cristiani, non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo. La nostra politica estera, ad esempio, sembra prendere di mira i cristiani. E questo è accaduto con una frequenza tale da non poter essere considerato un effetto collaterale accidentale della politica stessa.

 

Potrebbe essere proprio questo l’obiettivo della politica, chissà quale sia la vera intenzione, ma certamente è una costante di ogni avventura di politica estera, almeno dai tempi del Vietnam, che alla fine, e questo viene spesso dimenticato, ha lasciato i cattolici, e ce n’erano molti in Vietnam, nei campi di concentramento. Non ha certo aiutato i cattolici. Il Vietnam è passato da un paese cattolico a un Paese comunista. E non è interamente colpa nostra, ma questo è stato l’effetto. È successo davvero.

 

La guerra in Iraq. C’erano milioni di cristiani in Iraq quando è iniziata. Ora non ce ne sono più. Molti di loro sono morti. Le nostre politiche in Siria, oggi in Libano, l’unico Paese del Medio Oriente con un presidente cristiano e un capo militare cristiano, vengono bombardate con le nostre bombe, sganciate dai nostri aerei. Le nostre munizioni vengono usate per uccidere i cristiani.Il nostro governo sta di fatto avallando la pulizia etnica del Libano meridionale, compresi i villaggi cristiani, antichi villaggi cristiani.

 

Quindi la nostra politica estera favorisce l’omicidio dei cristiani, e non solo la nostra politica estera, ma tutte le nostre politiche. L’Europa, l’Australia, il Canada, la Nuova Zelanda, e anche il nostro Paese, sono cambiati sostanzialmente dal punto di vista demografico. E sono diventati molto meno cristiani a causa dell’immigrazione. Quindi si sente spesso la gente lamentarsi: «Oh, l’Europa sta diventando musulmana». Perché? Beh, a causa delle migrazioni di massa. Noi le abbiamo favorite. I neoconservatori certamente le hanno favorite. Le hanno appoggiate. Hanno attaccato chiunque si opponesse. Viktor Orban, il primo ministro ungherese, che ha perso le elezioni l’altro giorno, era odiato dai neoconservatori a Washington. Perché? Perché si è opposto alle migrazioni di massa in Ungheria. E ha detto: «L’Ungheria fa parte dell’Europa cristiana. È un Paese cristiano. È uno dei motivi principali per cui non voglio le migrazioni di massa».

 

Ebbene, l’intero establishment della politica estera degli Stati Uniti lo ha definito un nemico per aver detto questo. Quindi non si tratta semplicemente del fatto che non hanno fermato la distruzione dell’Europa cristiana, ma che l’hanno pienamente appoggiata. Sono pienamente a favore della guerra tra Russia e Ucraina. Effetto netto: milioni di uomini cristiani morti. E non si tratta, ripeto, di un semplice effetto collaterale accidentale. Forse è proprio questo il punto.

 

Il governo degli Stati Uniti, a differenza del popolo americano, che è ancora in maggioranza cristiano, è stato aggressivamente anticristiano per molto tempo. Donald Trump non è il primo presidente a fare un gesto osceno a Gesù, tutt’altro, ma è il primo presidente a farlo pubblicamente. E questa situazione va avanti da abbastanza tempo, e sta raggiungendo un punto di ebollizione, da permetterci di iniziare a intravedere i contorni di quella che è la vera religione del governo degli Stati Uniti, certamente di questa amministrazione. Perché ce n’è sempre stata una. Non esiste un governo laico, non c’è mai stato e non ci sarà mai. Un governo veramente laico non avrebbe scopo. I suoi leader non avrebbero destino. Non ci sarebbe una vera ragione per continuare. Di certo non avrebbe alcun fervore evangelico. E il nostro governo ha degli evangelici qui. Stiamo diffondendo la democrazia e i principi del libero mercato in tutto il mondo, la libertà, o quel che sia. Quindi ogni governo è motivato da un impulso religioso, che lo ammetta o no. E il nostro certamente lo è.

 

Quindi qual è la religione civica degli Stati Uniti? Qual è la religione del governo degli Stati Uniti? Qual è la religione, onestamente, di Donald Trump? Non è il cristianesimo, chiaramente. È l’israelismo.

 

È la difesa di Israele. Ora, come lo sai? Beh, perché gli Stati Uniti hanno stabilito come principale politica estera la difesa di Israele, questo è un indizio. Ecco. Ma la questione è molto più complessa. Chi sono i principali nemici, secondo l’identificazione del presidente degli Stati Uniti, del suo governo a livello nazionale? Chi sono i suoi nemici? Chi non gli piace? Chi attacca? Chi cerca di indebolire? Persone che dubitano. Persone che ostacolano gli obiettivi del governo laico di Israele. E questo includerebbe Marjorie Taylor Greene, Thomas Massie e il Papa. Ora, come lo sappiamo? Beh, perché è l’unica cosa che hanno in comune.

 

Il papa, il papa americano, il primo papa americano – Papa Leone – è, in termini politici americani, un liberale. È, tra l’altro, a favore dell’immigrazione di massa. Vergognosamente, direi. Per essere un non cattolico. Ma pur non essendo anti-israeliano, non è un sionista perché il cattolicesimo non riconosce il sionismo come parte del suo catechismo.

 

Ci sono molti cattolici che amano Israele e alcuni che non lo amano, forse persino alcuni che lo odiano, ma questo non ha nulla a che vedere con i principi cardine del cattolicesimo. A differenza di tante altre versioni più recenti del cristianesimo, il cattolicesimo esiste da migliaia di anni e ha un catechismo molto chiaramente articolato: sapete cosa credono i cattolici o cosa crede la Chiesa. Cosa dice ai suoi membri, ai suoi parrocchiani, ai suoi cattolici, ai fedeli di credere. È tutto scritto e il sostegno incondizionato allo Stato di Israele non è contemplato.

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Nella migliore delle ipotesi, è una fede agnostica rispetto alle sorti politiche del governo Netanyahu. E questo non cambierà perché, ripeto, c’è una struttura e un elenco di credenze, un credo scritto. Quindi è piuttosto difficile costringere una chiesa come questa a cambiare le sue posizioni, perché sono di fatto scolpite nella pietra e lo sono da moltissimo tempo. Il problema del Presidente con Papa Leone probabilmente non ha nulla a che vedere con le sue opinioni sulla criminalità, che pure possono essere fastidiose. Le sue posizioni sull’immigrazione di massa sono molto difficili da difendere e molto distruttive. Ma non è questo il vero problema. Il problema è che papa Leone ha criticato la guerra con l’Iran, condotta in collaborazione con Israele, per conto di Israele e su istigazione di Israele. E l’ha criticata. Questo è il suo problema.

 

Così come Marjorie Taylor Greene e Thomas Massey. Thomas Massey ha commesso l’errore di criticare la lobby israeliana negli Stati Uniti, l’AIPAC. Questo è stato il suo peccato. Marjorie Taylor Greene non ha detto molto sull’AIPAC, ma non era entusiasta di intraprendere guerre contro Israele. Anche lei è stata attaccata. Questa è l’unica cosa che hanno in comune. Thomas Massey è un libertario piuttosto intransigente.

 

Marjorie Taylor Greene è quella che una volta chiamavamo una conservatrice MAGA. Credeva nel programma di Trump del 2016. Difficilmente una liberale. Totalmente contrario all’immigrazione di massa, intransigente contro la criminalità come si diceva una volta, ha praticamente ogni singola convinzione in comune con il Donald Trump che si è candidato alle elezioni del 2016, 2020 e 2024. Non c’è alcuna differenza tra loro. Si è candidata al Congresso perché ispirata da Donald Trump. Era la più grande seguace di Trump al Congresso. Perché si sono lasciati? Per Israele. Per il legame di Israele con Jeffrey Epstein. Per la pressione esercitata da Israele affinché gli Stati Uniti entrassero in ogni tipo di guerra all’estero, in particolare in una guerra con l’Iran. Ecco perché si sono lasciati. È questo che ha spezzato il loro rapporto e ha spinto il presidente ad attaccare lei, Thomas Massey e il papa.

 

Cosa ci dice questo? Ci dice qual è la religione. La religione è l’israelismo, è il sostegno a Israele. È questo che il presidente si sente perfettamente a suo agio a circondarsi di predicatori evangelici, ognuno dei quali ha una cosa in comune, che siano predicatori della parola della fede o carismatici o meno. Questa è un’enorme spaccatura tra gli evangelici. Sei carismatico o no? Credi che la glossolalia, il parlare in lingue, la profezia, abbiano un ruolo nel culto cristiano contemporaneo, nelle funzioni religiose? Sono furiosi l’uno con l’altro per questo.

Probabilmente Trump non è nemmeno a conoscenza di questa distinzione. Sono tutti benvenuti, purché la loro fede includa un sostegno incrollabile a Israele. Questo è il denominatore comune. Questa è l’unica cosa che conta. E poiché questa è l’unica cosa che conta, la coalizione, la coalizione che si restringe di giorno in giorno e si sgretola, che sostiene questo presidente, ora è in piena attività, spiegando che in realtà il papa e i cattolici, la Chiesa cattolica stessa, che circa… 20 minuti fa la maggior parte delle persone pensava fosse conservatrice in quanto pro-vita, per esempio. Questo era un principio del conservatorismo prima di questo presidente. Non era a favore dell’aborto. Che la Chiesa cattolica sia in qualche modo liberale e non solo liberale, ma antisemita. È malvagia. Odia gli ebrei. È in realtà filo-nazista. Sono tutti benvenuti, purché la loro fede includa un sostegno incrollabile a Israele. Questo è il denominatore comune.

 

 

Guardate Lindsey Graham che espone questa tesi.

 

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Oh, vedi, il papa non capisce proprio che il nazismo è malvagio. I cattolici in qualche modo si sono persi quel promemoria. Hitler era cattivo. Semplicemente non l’hanno capito, sono passati 80 anni, ma non hanno mai veramente accettato l’idea che l’Olocausto sia stato un male, che uccidere gli ebrei sia stato un male. Probabilmente in realtà sono un po’ a favore. È interessante perché un anno fa, nessun membro repubblicano del Congresso avrebbe osato dire una cosa del genere. Prima di tutto, è una follia.

 

È una calunnia contro i cattolici, dire che questo è un diritto di nascita per i protestanti di una vita, ma semplicemente non è vero. È una cosa orribile da dire su chiunque. Ma da un punto di vista politico, sarebbe stato folle dirlo perché i cattolici, i cattolici sinceri che vanno in chiesa, votano repubblicano. Anzi, più spesso vai a messa, più è probabile che tu voti repubblicano. E questo vale per tutte le etnie, tra l’altro. Quindi vedete tutti questi, sapete, gli ispanici stanno votando per Trump e lui ha ottenuto più voti dagli ispanici. È vero nel 2024 che per qualsiasi repubblicano, forse mai più di Jeb Bush che parlava spagnolo, sposato con una donna messicana. E perché, come ci è riuscito? Beh, uno dei motivi è perché molti ispanici sono molto cattolici. Sono cristiani, sono religiosi, vanno spesso a messa. E poiché lo fanno, poiché la loro fede… La loro fede è al centro della loro vita. Hanno votato per il candidato che sembrava più predisposto alle loro convinzioni religiose. Forse non è un cristiano o un fervente cristiano, ma sembrava un uomo che avrebbe protetto i cristiani, compresi i cattolici. E quindi hanno votato per lui.

 

Quindi un anno fa, e ogni repubblicano lo sa perché ci sono molti sondaggi a riguardo, poiché i politici pensano in termini di coalizioni e di chi voterà per me e perché, e lo sanno molto bene. Un anno fa, nessun repubblicano si sarebbe mai alzato in TV per dire: «Pensate ai cattolici come se fossero una specie di nazisti». Ma ecco che Lindsey Graham lo fa proprio ora. Questa è una rottura profonda, ed è una finestra molto chiara su cosa sia realmente la fede. Israele è il punto di non ritorno. Chiunque non sostenga gli obiettivi militari del governo israeliano moderno non può far parte della coalizione MAGA. E, come ci ha appena detto Lindsey Graham, non può essere cristiano. È incredibile. Ma non si tratta solo di Lindsey Graham. Questo è ovunque oggi, nel caso non ve ne foste accorti. Ecco Patrick Bet-David nel suo podcast di un giorno o due fa. Guardate.

 

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In realtà, il Vaticano è molto simile al governo nazista iraniano, al governo teocratico e ai mullah. È praticamente la stessa cosa. Hanno un abbigliamento complicato, odiano gli ebrei, come ha appena detto Patrick Bet-David. I cattolici hanno un problema con gli ebrei. Un problema con gli ebrei…

 

La calunnia è un attacco alla più grande e antica confessione cristiana del mondo e avviene apertamente. E proviene tutto dalla stessa fonte, che è Israele. Il problema è Israele, chiunque sostenga il governo Netanyahu, non Israele come concetto, non tutti gli ebrei, no, il governo Netanyahu. Chiunque ratifichi ogni decisione, non importa quanto violenta, grottesca o genocida del governo Netanyahu, quelle sono le brave persone. E chiunque non lo faccia è un nazista. E tra l’altro, la loro religione stessa è una religione nazista. È una religione intrinsecamente antisemita. Questo è quello che vi stanno dicendo. Alla luce del sole.

 

E quel tipo di disprezzo superficiale, la derisione, l’odio. La chiesa cristiana più antica e più grande, è semplicemente notevole. È qualcuno che, sai, ha molti problemi a mostrare rispetto verso altre figure potenti e questo non riguarda solo Trump. La maggior parte degli uomini come Trump sono così. Vanno d’accordo con le donne perché non si sentono minacciati da loro. Una donna probabilmente non sta cercando di ucciderti e diventare re. Sono in un certo senso leali, ma gli altri uomini, ogni altro uomo per un certo tipo di personalità maschile è una potenziale minaccia. Ecco perché i re uccidono i loro figli. Ogni uomo è una potenziale minaccia.

 

E quindi Trump, a livello viscerale, non è istintivamente rispettoso di niente e di nessuno. E questo è uno dei motivi per cui è stato una figura politica trasformativa di cui c’era tanto bisogno negli Stati Uniti per così tanto tempo, perché era disposto a porre domande a cui la maggior parte delle persone a Washington non aveva nemmeno pensato per deferenza verso il sistema esistente. Tipo, perché abbiamo la NATO? È davvero una buona idea delocalizzare la produzione? Il nostro sistema di immigrazione sta davvero aiutando gli Stati Uniti o li sta danneggiando? etc. etc. etc.

 

Tutte le domande che Trump ha posto sul modo in cui stavamo facendo le cose sono state possibili perché non ha alcun rispetto per nessuno. E quindi, quando Trump si prende gioco di Gesù, del Papa e dei cristiani e twitta parolacce la mattina di Pasqua, beh, questo è terribile, ma è anche in linea con il Trump che conosciamo. È solo Trump portato all’estremo. Ma la cosa interessante è che ci sono certe circostanze in cui Trump mostra sincera riverenza. Ci sono i contorni di una vera e propria fede religiosa. E non sono quelli che ci si aspetterebbe.

 

Quindi, ad esempio, Donald Trump, il mese prima delle ultime elezioni, nell’ottobre del 2024, visita la tomba di un uomo chiamato Rebbe Schneerson, Rabbi Menachem Schneerson, che era, e ora è deceduto, il leader di una grande setta ortodossa. È nato nell’Europa dell’Est, è arrivato con molti dei suoi seguaci a New York, a Brooklyn, e ha costruito un centro di pensiero religioso e di potere politico di grande successo, sebbene relativamente piccolo. È morto qualche anno fa. Lì c’è l’attuale presidente. Sembra forse Ben Shapiro, Howard Lutnick, con la kippah in testa.

 

Mentre lo guardate, chiedetevi: è possibile immaginare Donald Trump che si prende gioco del Rebbe Schneerson, che tra l’altro, e questo è il punto, è considerato da alcuni dei suoi seguaci il Messia? E per essere chiari, ogni americano ha il diritto di decidere per sé chi sia il Messia, quindi non si tratta di una derisione di quella fede. Personalmente non ci credo, ma uno dei motivi per cui siamo riusciti a convivere con persone di fedi diverse in questo paese per 250 anni è proprio il fatto che non ci crediamo

 

Deridere la fede religiosa altrui, a meno che non siate assolutamente costretti, a meno che non stiate cercando di obbligarmi a partecipare ai vostri rituali religiosi o a inchinarmi davanti a un dio che non considero tale, a meno che non si arrivi a questo, in genere ci lasciamo a vicenda le nostre convinzioni religiose. E questo ha funzionato. Sta però cambiando molto, molto velocemente. Ma chiedetevi: riuscite a immaginare Donald Trump che invia un meme che deride Rabbi Schneerson?

 

Ovviamente, in nessun caso potreste immaginarlo, perché in nessun caso accadrebbe mai. A Trump non sarebbe permesso farlo, e Trump non lo prenderebbe nemmeno in considerazione. Ma inviare diverse immagini che deridono Gesù? Nessun problema. Questo vi dà un’idea più precisa di cosa sia effettivamente la nostra religione civica. Una religione civica, tra l’altro, non è una religione convenzionale.

 

La religione civica è una serie di consuetudini, alcune sancite dalla legge, non tutte, che una società, una civiltà e il suo governo osservano. E non significa necessariamente che ci sia un dio al centro di tutto. Ecco perché è una religione civica piuttosto che una religione convenzionale. Ma la nostra religione civica, se fate tre passi indietro e osservate il paese con gli occhi di un visitatore, un moderno Tocqueville, potete vederla molto chiaramente. Quali sono gli eventi? Chi sono le persone che trattiamo con riverenza? Di cui non ci è permesso prenderci gioco.

 

Cos’è la bestemmia nell’America moderna? Queste sono le domande che ci si pone se si cerca di capire qual è la nostra religione operativa. Qual è la religione dei nostri leader? Di nuovo, non è necessariamente una religione convenzionale. Non è il giudaismo della Torah o il giudaismo rabbinico o il cristianesimo evangelico o il cristianesimo cattolico, la religione vera, l’insieme di credenze che trattiamo con riverenza. Beh, guarda caso oggi si stava svolgendo una cerimonia religiosa nel Campidoglio degli Stati Uniti, completa di iconografia e simbolismo religioso molto riconoscibili. Potreste anche non esservi nemmeno accorti che stava accadendo,Ma oggi si è svolto nell’ambito di una celebrazione di otto giorni in memoria dell’Olocausto.

 

Il periodo tra gli anni Trenta e Quaranta in cui il governo tedesco, il governo nazista, ha assassinato, oltre a molte altre persone, un gran numero di ebrei. E tutto ciò si è concluso in parte perché gli Stati Uniti hanno inviato truppe in Europa, milioni di soldati in Europa per sconfiggere il governo tedesco. E con l’aiuto dei sovietici, nostri alleati all’epoca, ci siamo riusciti. E nel farlo… Oltre un quarto di milione di americani, uomini americani, sono stati uccisi cercando di impedire al governo nazista di compiere le sue atrocità. Un quarto di milione di uomini americani in più sono morti combattendo i nazisti. Ma nella cerimonia odierna al Congresso, non c’è stata alcuna menzione di loro. C’è stato invece questo.

 

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Quello è un militare americano in uniforme, della Vecchia Guardia, del 3° Reggimento di Fanteria, sempre presente ai nostri eventi pubblici a Washington, che accende una candela alla menorah e dice: «io ricordo». Nessuna spiegazione su «Io ricordo», ma cosa? Cosa stiamo ricordando qui? E abbiamo la sensazione che non stiamo ricordando i soldati americani che liberarono Dachau, per esempio.

 

Non stiamo ricordando i 250.000 uomini americani che si unirono a una guerra con cui non avevano nulla a che fare, intrinsecamente. Non si svolgeva in Nord America, si svolgeva in Europa, e la disputa riguardava la Polonia e la Cecoslovacchia. E sacrificarono le loro vite per sconfiggere il governo nazista che stava uccidendo ebrei e molte altre persone, polacchi, russi, zingari, cechi e molte altre persone, molti ebrei. Ma diedero la vita per fermare tutto questo. Ma non li ricordiamo, ricordiamo solo le vittime di una specifica etnia durante questi otto giorni di commemorazione, a differenza del giorno della memoria che abbiamo già, sancito dalla legge americana, a gennaio.

 

Quindi, in totale, nove giorni di commemorazione per un solo gruppo di vittime in una guerra che ha ucciso decine di milioni di persone in tutto il mondo, decine e decine e tonnellate di milioni, i numeri in realtà non sono nemmeno chiari, così tante persone sono morte, non sappiamo esattamente quante, ma molte decine di milioni sono morte, tra cui quasi mezzo milione di americani, oltre un quarto di milione in Europa, combattendo contro questo regime nazista, che non vengono ricordati.

 

Questo non significa mancare di rispetto alle vittime ebree dell’Olocausto o della Seconda Guerra Mondiale. Certo che no. Semplicemente per sottolineare che in questo paese, solo un gruppo ha il diritto di essere ricordato. E ricordato con grave solennità dai membri in uniforme delle nostre forze armate che non si prendono alcun merito per aver posto fine a questo Olocausto. Quindi, questo non ha alcun senso. Se non conoscessi il retroscena di tutto questo e qualcuno te lo scrivesse e te lo raccontasse, diresti: «beh, cosa? Non è… cosa?». E sembra quasi che ci sia una sorta di senso di colpa implicito, il che è un po’ strano. Ci sono paesi in cui, sai, potrebbe essere appropriato.

 

Questo non è uno di quelli perché, ripeto, questo è il paese che ha aiutato a liberare le persone da quei campi e ha combattuto il governo che li ha costruiti. Noi siamo i buoni. Cos’è questo? Non ha alcun senso se non quando lo si vede nell’unico modo in cui ha senso, ovvero come una religione civica. Che è ciò che è, e viene fornita completa di leggi sulla blasfemia. Ancora una volta, se vuoi sapere quale religione conta, è quella che non può essere derisa. Quindi chiaramente non è il cristianesimo. Oggi sono Gesù. No, non l’ho fatto. Oh, è il tuo Dio. Ok, manderò un meme in cui poso come il tuo Dio con un demone sulle spalle. Non puoi farci niente. Non ho nemmeno intenzione di spiegarti di cosa si trattasse.Non ne ho bisogno perché non mi interessa la tua fede. Ma ci sono certe cose che sono blasfemia. E in cima a questa lista c’è qualcosa chiamato antisemitismo.

 

Ora, cos’è esattamente l’antisemitismo? È uno di quei crimini che è, è un vero crimine negli Stati Uniti, e l’antisemitismo vero e proprio, odiare le persone a causa del loro sangue, è un crimine. Certamente, nel cristianesimo, questo è un crimine primario. È sbagliato, non è permesso farlo. Ma questo è un crimine universale. Si applica a tutte le persone. Bianchi, neri, asiatici, ebrei, tutti hanno il diritto di essere trattati come individui perché ognuno è stato creato da Dio come individuo. Questa è la concezione cristiana. È una concezione universalista dei diritti. E questa è la vecchia religione civica che avevamo, la religione civica dei diritti civili. Ora, c’è stato un movimento per i diritti civili che era, sai, fraudolento, forse nella sua essenza, forse i suoi obiettivi non sono stati pubblicizzati onestamente. Forse c’era un altro scopo in questo. È possibile.

 

Concettualmente, però, è difficile contestare il fatto che i presupposti alla base dei diritti civili siano presupposti cristiani, presupposti occidentali. Sono i presupposti su cui si fonda tutta la nostra civiltà. E il presupposto centrale è che gli standard, le regole, si applichino a tutti perché ogni essere umano possiede un’anima donatagli da Dio al momento della creazione. Un’anima che non è opera dell’uomo, ma che solo Dio può creare. Dio crea la vita, dona a ogni essere umano un’anima, un’anima eterna; pertanto, ogni individuo possiede diritti concessigli da Dio, non dal governo. Un buon governo protegge questi diritti e, così facendo, difende la legge di Dio. Questa è la civiltà occidentale. E in un modo illusorio e ingenuo, il movimento per i diritti civili sosteneva queste idee. Il termine «diritti civili», il termine «diritti umani», riflettono questa concezione. I diritti si applicano a te perché sei un essere umano, come a tutti gli esseri umani. Ma questa idea è finita. Quella religione civica è morta. E lo sappiamo, probabilmente stava morendo già da tempo.

 

La politica identitaria è una confutazione di tutto ciò. L’idea che alcuni gruppi abbiano più diritti di altri è l’opposto dei diritti civili. È l’opposto dei diritti umani. Non sono diritti umani, sono diritti di gruppo. Si applicano a determinati gruppi. Una stirpe è superiore a un’altra. Beh, non è questo che pensavamo di sostenere. È l’opposto di ciò che pensavamo di sostenere. All’improvviso ti svegli e ti rendi conto che non solo noi lo sosteniamo, ma anche il governo. Ed è per questo che sono in grado di arrestare non chi commette un genocidio, ma chi si lamenta di un genocidio. Alcuni di noi pensavano, stupidamente, come il bestiame che siamo, che la vera lezione della Seconda Guerra Mondiale fosse che ogni persona ha diritti inalienabili. Questo è ciò che ci è stato insegnato. Era un’idea piuttosto comune, diciamo, negli anni Settanta e Ottanta.

 

I nazisti sono cattivi perché hanno discriminato un gruppo, stabilendo che queste persone non avessero gli stessi diritti di tutti gli altri in virtù del loro sangue. Ed erano davvero interessati all’eugenetica. Erano interessati alla discendenza delle persone. A chi sei imparentato? Scopriremo se sei un ebreo segreto. Beh, è ​​disgustoso. Dicevamo che questo era un comportamento nazista. E poi, all’improvviso, ogni altro modulo federale che ricevi ti chiede qual è la tua razza. E pensi: «beh, perché dovrebbe importarti? Pensavo mi avessi detto che non importava. Pensavo mi avesse detto che era malvagio preoccuparsene».

 

Ti svegli nel 2026 e il nostro alleato più stretto sta usando le nostre armi per uccidere e deportare persone a causa di come sono nate, e non solo questo è accettabile, ma l’unico vero crimine è lamentarsene. Beh, questo ti dice, beh, ti dice molte cose, ma ti dice che abbiamo un insieme di regole completamente nuovo. Abbiamo una religione civica completamente nuova. E questa religione civica, ancora una volta, si chiama israelismo e significa che qualsiasi critica a Israele è per definizione cattiva, e qualsiasi lode a Israele è per definizione virtuosa, perché l’unica cosa veramente buona è Israele. E lo sappiamo dalla definizione effettiva, e ce n’è una, di antisemitismo.

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Quindi cos’è l’antisemitismo? E se vi hanno mai accusato di questo, o se qualcuno lo ha mai insinuato, significa che avete un problema con gli ebrei. Siete in qualche modo ossessionati dagli ebrei, diciamo persone completamente ossessionate dagli ebrei, probabilmente vi chiederete: di cosa mi accusano? Bene, ecco qui. Questa è la definizione di antisemitismo dell’IHRA, International Holocaust Remembrance Alliance, potreste averla sentita, la definizione di antisemitismo dell’IHRA. Sapete di cosa si tratta? È sul loro sito web, vale la pena darci un’occhiata. Ho passato la mattinata a leggerla, è affascinante. Quindi ecco la definizione effettiva di antisemitismo. E a proposito, questa è una definizione ormai riconosciuta a livello globale e sancita dalla legge in oltre 40 paesi del mondo. Questa è la definizione, e la cito testualmente: «L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei, che può essere espressa come odio verso gli ebrei».

 

Quindi, l’antisemitismo è una percezione, è un sentimento. Pensavo che si potesse avere qualsiasi sentimento o percezione. Si potevano esaminare i fatti e giungere a qualsiasi conclusione, no, no, no, no. Certe percezioni sono intrinsecamente immorali. Sono, cito testualmente, «antisemite», che possono essere espresse come odio verso gli ebrei. Oh, quindi non bisogna odiare gli ebrei per essere antisemiti? No. Bene, questo risponde alla domanda per quelli di noi che non odiano affatto gli ebrei. Come si può essere antisemiti se non si odiano gli ebrei? Beh, si può esserlo, secondo la definizione ufficiale. Continuando la citazione, retorico, retorico, che significa parlare, parole, discorso, precedentemente protetto, non più,Le manifestazioni retoriche e fisiche dell’antisemitismo sono dirette verso individui ebrei o non ebrei e/o verso le loro proprietà, verso le istituzioni della comunità ebraica e le strutture religiose. Aspetta un attimo. Quindi, l’antisemitismo non è necessariamente odio verso gli ebrei. E può essere espresso verso i non ebrei.

 

Quindi non devi odiare gli ebrei, e non devi esprimere o avere queste percezioni, questi sentimenti verso gli ebrei. Puoi essere anche non ebreo. Cos’è questo? Beh, le persone che l’hanno scritto all’IHRA probabilmente avevano previsto che questo ti avrebbe confuso. Quindi hanno fornito 11 esempi di cosa sia l’antisemitismo, giusto per farti sapere. Cioè, come faccio a sapere se sono antisemita? Bene, ecco 11 esempi. Di questi 11 esempi, e abbiamo fatto i conti, due terzi sono critiche a Israele, allo Stato di Israele. Alla nazione. Con il primo ministro, Benjamin Netanyahu, Bibi. Critiche a Israele in due terzi degli esempi forniti dall’IHRA. Questo è antisemitismo, incluso, cito testualmente, il paragone tra la politica israeliana contemporanea e quella nazista.

 

Oh, in altre parole, se pensi che quello che sta succedendo a Gaza sia un genocidio, beh, i nazisti hanno commesso un genocidio, ora lo Stato di Israele sta commettendo un genocidio a Gaza, il che significa che sta cercando di eliminare le persone in base al loro sangue, allora sei un antisemita. Oh, okay, sei un antisemita, se la pensi così. Ci dice anche che l’affermazione che gli ebrei abbiano ucciso Gesù è, cito testualmente, un classico antisemitismo. Classico antisemitismo.

 

Quindi addio Nuovo Testamento. Anche tutto il Nuovo Testamento è antisemita. Leggete i Vangeli e vedete se rientrano in questa definizione. Perché è importante? Beh, perché circa 40 Stati americani, il Distretto di Columbia e le nostre città più grandi, Miami, Los Angeles, hanno adottato questo. Questo è il loro standard, su cui hanno votato e che hanno adottato. È nella legge, questo standard. Quello che ti dice che criticare lo stato laico di Israele o parti del Nuovo Testamento è, cito testualmente, antisemitismo. Il governo di quasi 40 stati negli Stati Uniti, credo 39 stati. 40 paesi in tutto il mondo, ma non solo paesi, ONG, squadre sportive, la British Soccer League, il Chelsea United, tutti hanno adottato questo standard.

 

Ora, perché una squadra sportiva dovrebbe adottare questo standard? Beh, chi lo sa perché? Pensaci un attimo. Perché? Perché dichiarare qualcosa di illegale? Oh, perché vuoi punire le persone che lo violano. Ecco perché. Questo è successo oggi. L’Ucraina, quel faro di democrazia e libertà a cui abbiamo inviato centinaia di miliardi di dollari, oggi ha reso legge che l’antisemitismo, in altre parole la critica a Israele, è un reato punibile con fino a otto anni di carcere. Otto anni di carcere. Come potrebbe una persona razionale capirlo? Beh, una persona razionale non potrebbe capirlo. Perché un cittadino di un paese dovrebbe essere mandato in prigione per aver criticato la leadership di un altro paese?Un paese che non è il suo? Perché un cittadino di un paese dovrebbe essere mandato in prigione per aver espresso opinioni su eventi storici a cui non ha partecipato e che risalgono a quasi un secolo fa? Ha senso? Tranne che in termini religiosi. Si tratta di leggi sulla blasfemia, le stesse delle vecchie leggi sulla blasfemia.

 

E per quanto si parli di quanto siano cattivi i mullah, i mullah probabilmente sono cattivi, non li sto difendendo, ma perché ci viene detto che i mullah sono cattivi? I mullah lo sono perché sono estremisti religiosi. Hanno leggi sulla blasfemia. Ti faranno del male se dici certe cose. Beh, questo assomiglia molto a quello che stiamo vedendo qui. Quasi 40 stati? Ora è interessante, il presidente è stato, all’improvviso ha senso, questa potrebbe essere la Stele di Rosetta che ci aiuta a interpretare gli eventi a cui stiamo assistendo ora e che sono molto confusi. E questo includerebbe il presidente che sostiene il rinnovo del FISA. Senza entrare troppo nei dettagli, il FISA è la legge, che deve essere periodicamente approvata dal Congresso, che consente al governo degli Stati Uniti di spiare i cittadini americani. Spiarli. Il suo scopo principale dovrebbe essere quello di spiare gli stranieri che ci minacciano, ma data la natura della tecnologia, ci sono casi in cui intercettiamo comunicazioni di cittadini americani e, per rendere legale questa pratica, abbiamo bisogno del FISA.

 

La cosa interessante è che lo stesso presidente è stato vittima dell’abuso di queste leggi durante il suo primo mandato. Sono state usate contro di lui in quello che è diventato una sorta di tentativo di colpo di stato burocratico, noto come Russiagate. Il presidente era quindi molto sensibile a questo argomento. Era stato vittima dell’abuso di queste leggi e ha ripetuto più volte: «Non sono d’accordo. Non credo che gli americani debbano essere spiati dal proprio governo. Non credo che paghiate le tasse, oggi è il giorno della dichiarazione dei redditi, per poi essere spiati dal vostro governo quando non avete fatto nulla di male». Ma noi lo siamo, tutti lo sanno, e questo lo rende legale.

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All’improvviso, il presidente si fa promotore di questa nuova legge. Vuole che il Congresso permetta al governo degli Stati Uniti di spiare gli americani. Perché mai potrebbe essere possibile? Beh, ci sono un paio di indizi. Uno proviene dai documenti. Scoperti e resi pubblici, Dio lo benedica, da Ed Snowden alcuni anni fa, che hanno dimostrato che la NSA, l’agenzia per la sicurezza nazionale, la più grande di tutte le nostre agenzie di spionaggio, ha consegnato dati grezzi, indovinate un po’, al governo israeliano, che includevano informazioni private sugli americani.

 

Quindi raccolgono tutte queste informazioni, le comunicazioni dei cittadini americani, e le consegnano tutte senza prendere informazioni private, sugli americani, sui nostri cittadini, le consegnano a un governo straniero, ed è per un servizio. Per essere usate, Dio solo sa come, questo è uno. Il secondo è un momento molto rivelatore al Congresso due anni e mezzo fa con un uomo, un deputato dell’Ohio di nome Mike Turner,che all’epoca era il presidente della Commissione Intelligence della Camera. E sosteneva, in qualità di presidente della Commissione Intelligence della Camera, che si dovesse sempre fare di più per spiare gli americani. Quindi le commissioni Intelligence della Camera e del Senato dovevano supervisionare le agenzie di Intelligence, perché non si sa davvero cosa facciano, non si conosce il loro budget, è tutto segreto, non si può sapere. Quindi i vostri rappresentanti in queste commissioni vigilano solo per assicurarsi che non violino la Costituzione degli Stati Uniti o i vostri diritti umani, dati da Dio e protetti dal governo degli Stati Uniti.

 

Questo è il punto. Ma per tutta la mia vita, queste commissioni hanno lavorato di concerto con l’intelligence per violare i diritti civili degli americani e sono state quasi sempre guidate da alcune delle persone più disoneste e personalmente problematiche di tutto il Congresso. Quindi forse non è sempre vero, ma certamente nel caso di Mike Turner è vero. Sapete, quel tizio pubblicamente accusato di corruzione con una vita personale caotica che finisce per essere il presidente di una commissione Intelligence.

 

Hmm. Mi chiedo perché una persona vulnerabile al controllo finisca a capo della supervisione delle agenzie di intelligence. Ok, sicuramente si tratta di Mike Turner. Comunque, Mike Turner sta gestendo la situazione e sta presentando la sua proposta a circa 200 collaboratori al Congresso. E ha detto: «Dobbiamo farlo, dobbiamo farlo». E ha una serie di diapositive alle sue spalle. E una delle diapositive che mostra mostra persone che protestano contro l’uccisione di civili da parte del governo israeliano a Gaza. Quelle proteste di Gaza. E dice: «Abbiamo bisogno di questo perché queste persone prendono chiaramente ordini da Hamas. Sono come studenti universitari arrabbiati per i bambini uccisi dalle IDF. Ma siccome Mike Turner e molte persone come Mike Turner li guardano e dicono: “Avete connessioni straniere. Non potete essere giunti a questa conclusione da soli. Non avete semplicemente scelto l’apostasia. Siete stati chiaramente corrotti da qualche forza esterna, da qualche potenza straniera. Abbiamo il diritto di spiarvi”». Ha presentato questa tesi al congresso.

 

Quindi, come si collega questo alle leggi sulla blasfemia, così come delineate e adottate da quasi 40 stati dall’IHRA? Molto semplice: se avere queste, cito, percezioni è un crimine, allora questo dà al governo degli Stati Uniti il ​​pretesto per spiarti e poi punirti. Un altro modo di pensarci è che quasi nessuna azione umana, o ora percezione, crimine di pensiero, viene mai codificata da un organo legislativo senza l’intento di punire le persone che la violano. Perché votare su qualcosa se non si avesse intenzione di punire le persone? Che vanno contro lo standard che hai stabilito. Beh, non lo faresti.

 

E quindi, il punto è che questa nuova religione civica è l’esatto opposto della vecchia religione civica in quanto non protegge i diritti civili, i diritti umani innati, è nemica di quei diritti. È nemica dell’universalismo, della convinzione che tutti noi siamo stati creati da Dio e abbiamo uguale valore morale. Ed è la nemica della comprensione delle persone che ha portato alla Dichiarazione dei Diritti, ovvero che questi diritti ci sono stati dati da Dio. Non ci crede, e lo sapete, perché il suo primo comando è che stiate zitti, e non solo zitti, ma che cambiate le vostre, cito, percezioni, cambiate i pensieri nella vostra testa, cambiate i vostri sentimenti, le vostre percezioni, le vostre conclusioni. Dovete cambiarle.

 

È una visione del mondo totalitaria. È una visione del mondo totalitaria in quanto cerca di controllare la totalità di una persona. Non solo le sue azioni. Non puoi prendere a pugni qualcuno in faccia perché non ti piace la sua etnia. Giusto. Giusto! Tutti sono a favore del rispetto di questa legge. Non puoi avere una certa percezione di un’altra persona. Se esiste una definizione migliore di obiettivo totalitario, è difficile immaginarla. Quindi questa è la nostra nuova religione. Ecco dove ci porta l’israelismo. Voglio concludere con quello che è probabilmente il più deriso e al tempo stesso il più chiaro evangelista di questa nuova fede, questo israelismo. S

 

i potrebbe dire che è cristianesimo senza il Nuovo Testamento, e questo sarebbe qualcuno che, ancora una volta, viene spesso deriso perché considerato stupido o perché non sa di cosa parla. Ma a volte sono proprio persone come queste a dare un quadro più chiaro di ciò di cui parlano realmente coloro che sono al potere. E questa persona è Sean Hannity di Fox News. Non è una persona cattiva, non è una persona meschina, è cattolico da sempre. Se gli chiedeste: «Sei cattolico?», risponderebbe: «certo, sì, sono cattolico». E penso che lo sia. Non è un aggressore, né pretende di comprendere la sua fede religiosa personale. Ma guardate Sean Hannity, cattolico fin dalla nascita, descrivere il Papa. Questa è la sua reazione. All’attacco del presidente degli Stati Uniti al Papa, capo della Chiesa Cattolica. Ed ecco la risposta di Sean Hannity, da cattolico, a tutto ciò. Guardate.

 

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Prendiamo un po’ la mentalità dei notiziari televisivi e diciamo al papa: «ehi, hai mai letto la Bibbia?». È esilarante. Il fatto è che il papa non ha mai letto la Bibbia. È solo il papa. Quindi c’è questo. Ok, è divertente. Ma ascoltiamo il contenuto, che in realtà è più interessante, meno divertente e un po’ più sostanzioso di quanto sembri a prima vista.

 

Quindi, il papa sta dicendo: «Guardate, sono un leader cristiano. Il Vangelo cristiano che rappresento, per quanto imperfettamente questo papa possa rappresentarlo dal mio punto di vista, imperfettamente, ma comunque… tutti i leader cristiani hanno il dovere di consultare il Vangelo quando pensano alle loro posizioni su determinate questioni, questo è il punto fondamentale, il Vangelo. E come leader cristiano, il leader della più grande denominazione cristiana, io non sono a favore della guerra e forse alcune guerre sono difendibili secondo la teoria della guerra giusta, che nessuno spiega mai veramente. Potete immaginare una guerra di autodifesa con cui la maggior parte dei cristiani si sentirebbe a proprio agio. Essere cristiani probabilmente non significa necessariamente opporsi a ogni forma di violenza in ogni circostanza».

 

Forse dovrebbe, ma in pratica non è così. Ma questo papa sta solo dicendo qualcosa di piuttosto convenzionale. Niente di folle, in realtà. Nessun insulto, nessuna grande deviazione dalla teologia o dall’etica cristiana come le persone le hanno intese per migliaia di anni. E la risposta è: «ehi, non hai letto la Bibbia? Ci sono un sacco di uccisioni nella Bibbia. Israele è costantemente sotto attacco dai suoi vicini, gli Amaleciti, i Filistei, e chi più ne ha più ne metta, e combatte con la benedizione di Dio, e uccide, ed è quello che dovrebbe fare». Il che è vero, tra l’altro, è tutto lì. Ma non è nel Nuovo Testamento. E per i cristiani, questa è la differenza. Non si tratta di irrilevanza dell’Antico Testamento, certamente no, e come disse Gesù in una sua famosa frase: «non sono venuto ad abolire la legge, ma a portarla a compimento, a compimento. Sono qui perché la legge abbia l’effetto desiderato su di voi». Gesù non dà mai un solo ordine di uccidere o ferire qualcuno, e non c’è un solo posto in tutto il Nuovo Testamento, nei quattro Vangeli, nelle lettere che seguono, per lo più di Paolo, e nella visione finale di San Giovanni chiamata Apocalisse.

 

Non c’è una sola pagina o frase in tutto il Nuovo Testamento in cui Gesù dica che gli ebrei sono fastidiosi, una minaccia, che non sono d’accordo con noi o che, appartenendo a un’altra fede, vadano uccisi. Nemmeno una volta. Anzi, è chiaramente l’opposto. Tanto che viene da chiedersi chi legga davvero la Bibbia.

 

Nel Vangelo di Matteo, al capitolo 5, nel famoso Sermone della Montagna, Gesù affronta questo tema in modo chiarissimo. Chiunque lo legga, per la prima o per la centesima volta, capisce che Gesù è radicalmente contrario alla violenza e all’avidità. Non si limita a condannarle: prende i comandamenti dell’Antico Testamento e li porta all’estremo, in modo scioccante per le orecchie antiche come per quelle moderne.

 

Dice: «Avete udito che fu detto agli antichi: Non uccidere. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello rischia il giudizio». Se maledici qualcuno, rischi l’inferno. È un insegnamento radicale, che non appartiene a questo mondo – ed è proprio questo il punto.

 

Da questo non si può in alcun modo dedurre che Gesù approvi il bombardamento di bambini, la distruzione di palazzi o lo stupro di persone nelle prigioni. È esattamente l’opposto.

 

Quindi, se qualcuno, facendo riferimento all’Antico Testamento o al Libro di Rut, sostiene principi violenti e li presenta come cristianesimo, in realtà sta abbracciando un’altra religione. Non è il Cristianesimo. È una nuova fede che potremmo chiamare «israelismo».

 

Siate onesti: datele un nome, scrivete il suo credo, elencate i suoi dieci punti. Smettetela di confondere le idee sostenendo che ciò che è chiaramente anticristiano sia invece il vero cristianesimo, perché non lo è.

 

Questo tipo di inganno sta disorientando molte persone. Proprio per questo ci è sembrato il momento giusto per riflettere su cosa i cristiani dovrebbero pensare oggi, mentre il Presidente degli Stati Uniti interviene su questioni teologiche e il mondo si muove verso un futuro incerto che tutti sentiamo pesare su di noi.

 

Josiah Trenum è un sacerdote ortodosso e pastore della California meridionale con cui abbiamo già parlato in passato. Pur non essendo ortodosso, ha una voce autorevole su ciò che i Vangeli dicono realmente. Siamo felici di riaverlo con noi. Padre, grazie per essere qui.

 

Tucker Carlson

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Immigrazione

La violenza immigrata contro le famiglie, il culmine di un processo

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In tutta la penisola dilagano gli atti di violenza inenarrabile commessi da immigrati, rapine, stupri, accoltellamenti, uccisioni..la velocità e la foga sono tali da rendere impossibile seguirli tutti.   È un problema militare, come abbiamo scritto già diverse volte, ma ormai esistenziale, di vita. È la vostra stessa esistenza in gioco, in ogni momento della giornata.   Il recente crimine di Massa che ha visto un padre di famiglia soccombere sotto i colpi di una ghenga di giovinastri stranieri e di «seconda generazione» non è che uno dei tanti eventi che vedono papà e famiglie prese di mira all’improvviso e spesso senza motivo da soggetti che nell’attuale contesto anarcotirannico la faranno sempre e comunque franca.   Così, sempre più spesso, nelle grandi città e in quella che abbiamo definito diverse volte «provincia sonnacchiosa»aumentano gli attacchi, violenti e spudorati contro famiglie a passeggio, donne con passeggino, anziani.

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La rapina alle volte è soltanto l’ultimo degli obiettivi, il fine di questi individui è spesso divertirsi della sofferenza altrui, far del male e sancire il proprio dominio, culturale, razziale o di branco sulle persone, sul paese da cui tutto prendono ma che disprezzano, su tutti noi.   Siamo le vittime sacrificali di un sistema che già ci vuole annichilire in ogni momento della nostra esistenza, dal concepimento in avanti con tutti i mezzi possibili.   Tutto ciò non è abbastanza, siamo a rischio di essere umiliati, picchiati, torturati e financo uccisi anche quando siamo a prendere un gelato con i figli o nei momenti di cosiddetto relax. Pensateci, siete sempre le prede di qualcuno o di qualcosa, anche quando volete fuggire da città che di fatto non sono più le vostre.   Per qualcuno non dovete avere pace, in nessun momento della vostra esistenza, dovete essere gli schiavi dello stato e del sistema anarcotirannico che poi sono la stessa cosa.   È un sistema che ha truppe «regolari» per (tar)tassarvi, controllarvi e punirvi aspramente quando vi difendete dalle belve urbane che assalgono voi e i vostri cari, perché, ça va sans dire, quelle medesime belve non sono altro che le truppe «irregolari» dell’anarcotirannia, pronte a farvela pagare amaramente senza regole d’ingaggio se sgarrate, ossia se solo osate uscire di casa o passare per i loro parchi e le loro strade.   Sono truppe votate al male più completo, non arretrano davanti a nulla, non hanno remore di sorta nel commettere le violenze più efferate e sembrano non avere un’anima, sempre che l’anima non l’abbiano ceduta a potenze nemiche da sempre del genere umano.   Pensate alle implicazioni incredibili di tutto ciò per l’esistenza vostra e dei vostri figli e giudicate voi se non sia arrivato finalmente il momento di dire basta.   Victor García 

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Pensiero

La vera natura dei progetti di legge sull’antisemitismo. Intervista al prof. Marini

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In un momento storico in cui i destini del mondo paiono appesi alle mosse del governo di Israele – il gabinetto più estremista e fanaticamente religioso mai espresso dallo Stato di Israele – avanzano, in Italia come in altre parti del mondo, progetti di legge sull’antisemitismo, che finirebbero per rendere illegali finanche le critiche mosse nei confronti delle politiche israeliane. È evidente che, in Italia, un progetto del genere cozza con la libertà di pensiero ed espressione garantita dalla Costituzione repubblicana. Per capire la natura di questo progetto di legge abbiamo sentito il professor Luca Marini, già vicepresidente del Comitato Nazionale di Bioetica, professore di diritto internazionale alla Sapienza Università di Roma, presidente del Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina (CIEB).

 

Professor Marini, da romano Lei è vissuto per forza di cose a contatto con la cultura ebraica. Secondo lei, cosa può spingere, improvvisamente, l’Italia a dotarsi di una legge bipartisan sull’antisemitismo?

Guardi, cominciamo col dire che, personalmente, non ho nulla contro gli ebrei: mio nonno, romano di San Lorenzo, ne aiutò molti in Ungheria, durante la guerra, come agente del Comitato d’Azione Italia Libera, ricordandocelo poi fino allo sfinimento, ma comunque insegnandoci un valore importante. Detto questo, francamente non vedo perché dovrei passare per antisemita solo perché, da docente di diritto internazionale, critico la politica estera israeliana e condanno il genocidio palestinese. In ogni caso, la domanda andrebbe rivolta a chi ha presentato il disegno di legge, perché senz’altro avrà avuto le sue buone ragioni.

 

Lei crede che anche in Italia operi una lobby ebraica forte come in America?

In America, la componente ebraica è indubbiamente molto presente e organizzata, come dimostra Hollywood, la più importante industria statunitense, cosa che forse non può dirsi ancora per l’Italia. Eppure, va ricordato che, qui come oltreoceano, i circuiti accademici, scientifici, tecnologici, industriali, produttivi, commerciali, comunicativi, mediatici, culturali, sociali e politici – quindi, in poche parole, l’intera società civile – sono controllati e, se del caso, manipolati dalla grande finanza transnazionale. E tutti sanno a quali lobby risponde quella finanza. 

 

La formula dell’Alleanza Internazionale per la Memoria dell’Olocausto (AIMO) dice: «Per antisemitismo si intende una determinata percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti, le cui manifestazioni di natura verbale o fisica, sono dirette verso le persone ebree e non ebree, i loro beni etc.». La legge italiana può punire un cittadino per una percezione altrui?

Non scherziamo. Tuttavia, siamo di fronte a una strategia semantica e politica da tempo condivisa e supportata da quella parte della cittadinanza che si crede sveglia e consapevole. Si tratta, ovviamente, di una strategia portata avanti dalle forze euro-globaliste e demo-liberal-progressiste: cioè, guarda caso, quelle più funzionali agli interessi delle lobby di cui sopra.

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Resta il fatto che la formula dell’AIMO, ripresa dalla proposta di legge, considera antisemita non colui a cui non piacciono gli ebrei, ma colui che non piace agli ebrei.

In effetti è un po’ come chiedere all’oste come è il vino. Ma, del resto, di cosa ci meravigliamo? Chi materialmente fa le norme – ossia gli organi legislativi – finisce sempre per subire le spinte gentili di questa o di quella lobby e per decidere al di là e al di sopra della volontà dei soggetti che, di quelle norme, sopporteranno i costi. 

 

Ma, così facendo, non si introduce una categoria etno-spirituale superiore alle altre, una sorta di eccezionalismo ebraico? Di fatto, i cristiani – che subiscono ancora oggi persecuzioni immani – non godono dello stesso favor legislativo. Lo stesso può dirsi per gli altri popoli che magari hanno subito un genocidio: i nativi americani, i cambogiani, o, per restare più vicino casa e nell’attualità, gli armeni

Per favore, se proprio dobbiamo parlare di genocidi, portiamo esempi attuali, perché ce ne sono in abbondanza: dai palestinesi, appunto, ai tibetani ai sahrawi. E magari chiediamoci una buona volta perché i media non ne parlano o perché nessuno, a cominciare dai politici, alzi in dito in loro difesa. 

 

Com’è possibile che la sinistra italiana, che da decenni ha sposato la causa palestinese, non si opponga a questo disegno di legge?

E si meraviglia anche di questo? Una volta, la sinistra italiana era anti-Europa e anti-NATO. Da trent’anni a questa parte, la sinistra italiana è la forza più euro-globalista e demo-liberal-progressista. Il cerchio si chiude ancora una volta. O sbaglio?

 

Con questa legge non sarà possibile criticare le politiche dello Stato di Israele, che di fatto sta destabilizzando il Medio Oriente e il mondo intero perseguendo una guerra su fronti diversi, né ricordare le accuse di genocidio rivolte ai leader ebraici e portate all’attenzione della Corte dell’Aia, né pubblicare le e-mail di Epstein in cui si riportano le espressioni dispregiative verso i goyim, i non ebrei, pronunciate da esponenti della finanza di Nuova York.

Io non mi fascerei la testa prima di romperla. È difficile credere che questa legge possa essere approvata senza un adeguato dibattito in Parlamento, a meno di non voler pensare, maliziosamente, che la lobby da Lei citate in apertura non sia, in effetti, tanto potente quanto pervasiva.

 

Possiamo sperare che, andando palesemente contro più articoli della Costituzione, la Corte costituzionale possa in un secondo tempo smantellare una legge del genere?

Personalmente, prima di arrivare alla Consulta, preferirei che il Parlamento facesse il suo lavoro di rappresentante di un corpo sociale che ha fiducia nei valori costituzionali e si affida a essi, primo tra tutti il diritto fondamentale alla libertà di espressione. 

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Da tempo sentiamo ripetere il mantra sui «valori giudeocristiani», sull’«origine giudeocristiana» e sulla «cultura giudeocristiana» dell’Europa, tanto che la Von der Leyen, in Israele, ha affermato che «i valori dell’Europa si fondano sul Talmud».

Cosa vuole che le dica? L’Europa è il tempio del capitalismo ultra-finanziario e digitale che intende sostituirsi alla politica nella gestione della società civile, con il fine ultimo di abbattere i valori democratici, le libertà fondamentali e la dignità dell’essere umano in quanto ostacoli ai suoi obiettivi di controllo totalitario dell’umanità. E, lo ripeto ancora una volta, tutti sanno a chi risponde quella forma di capitalismo.

 

Un suo collega giurista mancato pochi anni fa, Filippo Sgubbi, parlava di «Diritto penale totale», un sistema in cui diventa possibile punire senza legge, senza verità e senza colpa, dove la condanna è meritata non tanto per quello che il soggetto ha fatto, quanto piuttosto per ciò che quel soggetto è, per il suo ruolo nella società, per la pericolosità dei suoi pensieri.

Che poi, se ci pensa, è proprio quello cui ci ha abituato Mani pulite, la gigantesca messinscena pianificata per distogliere l’attenzione degli italiani dagli sfaceli che l’allora neonata Unione europea avrebbe prodotto con i suoi pareggi di bilancio, la sua normativa antitrust, le sue privatizzazioni, la sua moneta unica, nonché per incanalare l’odio popolare verso bersagli spendibili: ricorda le monetine lanciate contro un ex presidente del Consiglio che, guarda caso, non era filo-europeista? Sarà una coincidenza, ma quell’inchiesta prese il via proprio all’indomani della firma del Trattato di Maastricht.

 

Si sarebbe mai aspettato, durante la sua lunga carriera di accademico del diritto, di vedere l’alba della psicopolizia sulla società occidentale?

Certo che sì. Stiamo assistendo, in modo più esplicito dal COVID in poi, all’instaurazione del totalitarismo biopolitico fondato sulla strumentalizzazione delle evidenze e la propaganda del terrore finalizzate al soggiogamento della società civile. Questa deriva, dissimulata dietro parole chiave efficentiste e moderniste, era evidente già trent’anni fa a chi, come me, seguiva gli sviluppi della normativa europea in tema di biotecnologie. Nel mio caso, le critiche al progresso tecno-scientifico supportato dall’Unione Europea costarono, in tempi non sospetti, cioè vent’anni fa, la destituzione dalla carica di vicepresidente del Comitato Nazionale per la Bioetica: e sarebbe divertente, oltreché calzante in questa sede, ricordare chi venne nominato al posto mio. In ogni caso, per dirla tutta, non c’era bisogno di fare il professore universitario per prefigurare tutto ciò: bastava leggere Bradbury. 

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