Geopolitica
Putin e Netanyahu si telefonano prima del voto dell’ONU sulle forze di pace di Gaza
Il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu hanno intrattenuto un colloquio telefonico alla vigilia del voto del Consiglio di sicurezza ONU sull’invio di contingenti di peacekeeping a Gaza.
Sabato il Cremlino ha annunciato che «si è tenuto un ampio confronto sulle dinamiche nel Medio Oriente, inclusi gli sviluppi nella Striscia di Gaza nell’ambito dell’attuazione dell’intesa sul cessate il fuoco e lo scambio di ostaggi». I due leader hanno pure esaminato il programma atomico iraniano e la congiuntura siriana.
L’ufficio di Netanyahu ha emanato un comunicato più sintetico, precisando che il premier israeliano e il presidente russo avevano affrontato «temi regionali».
All’inizio del mese, gli Stati Uniti hanno sottoposto all’esame una bozza di risoluzione che approva il dispiegamento della Forza Internazionale di Stabilizzazione (ISF) a Gaza per almeno due anni e sollecita l’istituzione del cosiddetto Consiglio per la Pace quale autorità transitoria. Venerdì, Egitto, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Turchia, Pakistan e Indonesia hanno espresso un sostegno collettivo alla proposta statunitense.
Mosca ha avanzato un’alternativa che assegna al segretario generale ONU il compito di delineare opzioni per l’esecuzione del piano di pace del presidente USA Donald Trump. La delegazione russa ha censurato il progetto americano per l’assenza di «meccanismi di monitoraggio e verifica» sulla forza di stabilizzazione e per l’omissione della soluzione a due Stati. Ha ribadito che «solamente un approccio autenticamente equilibrato e inclusivo» può assicurare una pace duratura.
Entrambe le risoluzioni dovrebbero essere poste ai voti lunedì.
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Geopolitica
La Von der Leyen: nessuno fa di più per i palestinesi dell’UE
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Geopolitica
Gli iraniani in lutto chiedono vendetta per l’aitollà Khamenei assassinato
In Iran è cominciata una settimana di funerali per la Guida Suprema iraniana, l’Ayatollah Ali Khamenei, durante i quali migliaia di persone in lutto hanno invitato le autorità del Paese a vendicarsi degli Stati Uniti e di Israele per la sua uccisione.
Le cerimonie funebri si sono tenute più di quattro mesi dopo l’assassinio di Khamenei, avvenuto il 28 febbraio, proprio all’inizio dell’ultima aggressione israelo-americana contro l’Iran. È stato ucciso in un raid aereo mirato contro la sua residenza ufficiale a Teheran, insieme a diversi familiari, tra cui il genero, la figlia e la nipotina di 14 mesi.
Le bare contenenti le spoglie di Khamenei e dei suoi familiari sono state esposte nella Grande Moschea dell’Imam Khomeini, nella capitale iraniana, dove alti funzionari e dignitari stranieri hanno reso l’ultimo omaggio.
🇮🇷 There are reportedly over 9 million mourners packed into Tehran for the funeral of Ayatollah Khamenei
For context, that’s equivalent to around 10% of Iran’s entire population
Source: Middle East Spectator / Writer: Ian https://t.co/ZhRHPj631M pic.twitter.com/xsLjTlUDzS
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) July 5, 2026
The Western media told the world that the Iranian people despised their government and their Leader. Yet these scenes tell a different story. This is only the beginning of the funeral procession for Sayyid Ali Khamenei, the first wave of a human sea. The crowds have only just… pic.twitter.com/BjGeNjBwzL
— Hassan al-Qadri (@Hassan_alQadri) July 4, 2026
Oh sure, that’s why millions of Iranians are attending Khamenei funeral you stupid fuck:pic.twitter.com/i7gGKC7lBS
— Jim Martin (@JustJimMartin) July 5, 2026
Full video of the funeral prayer for the pure body of the martyred Imam, Grand Ayatollah Sayyid Ali Khamenei led by Grand Ayatollah Jafar Subhani#WeMustRise#MartyrKhamenei pic.twitter.com/B2QfAaam6w
— Khamenei Media (@Khamenei_m) July 5, 2026
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Migliaia di fedeli si sono radunati fuori dalla moschea, molti dei quali sventolavano bandiere nazionali iraniane, oltre a bandiere rosso sangue, un simbolo importante nell’Islam sciita. La bandiera, chiamata «Ya la-Tharat al-Husayn», risale alla fine del VII secolo, quando fu issata per la prima volta dopo la battaglia di Karbala in segno di vendetta per la morte dell’Imam Husayn ibn Ali.
I presenti sono stati sentiti scandire slogan come «Morte all’America» e «Morte a Israele», oltre a chiedere «vendetta» per i responsabili dell’assassinio di Khamenei.
I funerali proseguiranno per tutta la prossima settimana, e si prevede che circa 30 milioni di persone parteciperanno al lutto per Khamenei in Iran e nel vicino Iraq, dove oltre la metà della popolazione è di fede sciita.
La salma di Khamenei verrà trasportata attraverso almeno cinque città, e si prevede che la processione visiterà numerosi santuari sciiti lungo il percorso, tra cui le città irachene di Karbala e Najaf, che ospitano importanti luoghi sacri sciiti. Il tour si concluderà nella città santa sciita di Mashhad, luogo di nascita del defunto religioso.
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Immagine di Matthias Berg via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 4.0
Geopolitica
Putin: Russia e Stati Uniti hanno una «responsabilità speciale» per la sicurezza globale
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