Sorveglianza
Perquisita la casa di un professore tedesco per un tweet che criticava l’ideologia woke
La polizia tedesca ha effettuato un’irruzione nell’abitazione di un docente universitario conservatore a seguito di un tweet critico verso l’ideologia woke.
L’operazione si è svolta giovedì mattina a Berlino, nella casa di Norbert Bolz, noto pubblicista e studioso di media, ex professore di studi sui media presso l’Università Tecnica di Berlino fino al 2018.
L’irruzione rientra in un’indagine sull’uso di simboli di organizzazioni incostituzionali, come previsto dall’articolo 86a del codice penale tedesco.
Il 20 gennaio 2024, Bolz ha pubblicato un post su X, scrivendo: «Ottima traduzione di “woke“: Germania, svegliati! [in tedesco: “Deutschland erwache“]», citando un articolo del quotidiano di sinistra Taz, che aveva usato la stessa espressione nel titolo: «Divieto dell’AfD e petizione Höcke: la Germania si risveglia [in tedesco: “Deutschland erwacht“]».
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La frase «Deutschland erwache» (La Germania si risveglia) era un verso dello «Sturmlied», inno del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori. Sebbene Bolz l’abbia utilizzata in modo sarcastico e citando il giornale di sinistra, la Procura ha deciso di emettere un mandato di perquisizione per la sua abitazione, indagandolo per l’uso di un’espressione legata a un’organizzazione vietata, il Partito Nazista.
Bolz, noto commentatore politico con oltre 91.000 follower su X e frequente ospite di talk show, è stato difeso dal suo avvocato, Joachim Steinhöfel, esperto di diritto dei media. In una dichiarazione ad Apollo News, Steinhöfel ha criticato l’irruzione: «Siamo di fronte a una preoccupante perdita di controllo del sistema giudiziario penale, che sembra aver coinvolto anche l’Ufficio federale di polizia criminale. Quando un rinomato studioso come il professor Bolz subisce una perquisizione domiciliare per un tweet chiaramente ironico, c’è qualcosa di profondamente sbagliato nel nostro Stato di diritto».
«Non è accettabile che le autorità non riescano più a distinguere tra propaganda criminale ed espressione legittima di opinioni», ha aggiunto.
Bolz ha espresso il suo turbamento in una dichiarazione al sito Nius: «Di solito scrivo e parlo di questo mondo. È spaventoso quando questa realtà bussa improvvisamente alla tua porta. Non sono scioccato, perché me lo aspettavo. Ma constatare che la situazione è esattamente come descritta dalle analisi critiche è inquietante sotto ogni punto di vista».
Le autorità tedesche sono note per effettuare perquisizioni domiciliari a causa di post online, soprattutto se in contrasto con l’ortodossia della sinistra dominante.
Come riportato da Renovatio 21, l’anno scorso, la polizia ha fatto irruzione nella casa di un anziano per aver condiviso un meme che definiva «idiota» l’allora vice-cancelliere dei Verdi tedeschi.
Quattro mesi fa si sono avuto raid della polizia alle sei del mattino in tutta la Germania per prendere di mira centinaia di individui sospettati di aver insultato i politici o di aver diffuso «odio e incitamento» online. L’azione massiva, condotta dall’Ufficio federale di polizia criminale (BKA), utilizzava il nuovo articolo 188 del Codice penale per colpire gli individui accusati di razzismo e incitamento all’odio.
«Quando la polizia è alla porta, ogni colpevole si rende conto che i crimini d’odio hanno delle conseguenze», ha scritto su X il ministro degli Interni Nancy Faeser, vantandosi delle retate. La Faeser nota per la sua volontà di introdurre programmi contro l’«estremismo di destra» fra i bambini dell’asilo.
Mesi fa un tribunale distrettuale tedesco ha condannato il caporedattore della rivista conservatrice Deutschland-Kurier a sette mesi di carcere per aver diffamato l’allora ministro degli Interni Faeser – proprio quella dei corsi contro l’estremismo di destra per i bambini di tre anni nei kindergarten – con quello che era chiaramente un meme satirico.
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La repressione più dura si abbatte in Germania da anni, prendendo di mira soprattutto AfD, perseguitata dagli stessi servizi di sicurezza della Budesrepubblica. Infatti, i servizi di sicurezza interna tedeschi BfV hanno messo sotto sorveglianza il loro stesso ex capo, Hans-Georg Maaßen.
L’ondata di perquisizioni segue il divieto di Compact Magazine, una testata sovranista dove erano pure apparsi saggi del segretario di Stato USA Marco Rubio sui limiti dell’ordine mondiale del dopoguerra, e la sua cancellazione da internet. Questa settimana, un tribunale federale di primo grado ha stabilito che il divieto non era costituzionale e costituiva una violazione della libertà di stampa, infliggendo un duro colpo al Ministero dell’Interno federale.
Come riportato da Renovatio 21, la Germania è il Paese dove mesi fa un cittadino è stato multato per aver criticato giudice che ha solo multato un immigrato per lo stupro di una 15enne: al cittadino tedesco è stata comminata una multa doppia rispetto a quella dell’immigrato stupratore.
Come riportato da Renovatio 21, l’anno scorso un tribunale di Amburgo ha condannato un uomo a tre anni di galera per aver giustificato l’«aggressione russa» all’Ucraina su Telegram.
Come riportato da Renovatio 21, il caso più avanzato di repressione di libertà di parola pare essere la Gran Bretagna, dove almeno 12 mila persone all’anno sono messe in galere per frasi sui social. In Albione si è arrivati a condannare persino chi prega con la mente.
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Sorveglianza
La Francia pensa ad una nuova legge per reprimere le sommosse
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Intelligence
Palantir: l’Europa dovrà accettare di divenire dipendente da noi
Secondo Louis Mosley, CEO di Palantir UK, i governi europei dovrebbero smettere di preoccuparsi della crescente dipendenza dall’Intelligenza Artificiale americana per il Regno Unito e l’Europa. Dovrebbero piuttosto concentrarsi sui vantaggi offerti da questi prodotti, in particolare nel confronto con la Russia.
La Commissione europea sta cercando disperatamente di ridurre la dipendenza dalla tecnologia americana e dagli Stati Uniti in generale. «L’Europa dovrà accettare una certa dipendenza», ha dichiarato Mosley a Bloomberg News questa settimana.
La Commissione stima che l’Unione europea dipenda da fornitori stranieri per oltre l’80% dei suoi prodotti, servizi, infrastrutture e proprietà intellettuale digitali. Tuttavia, molti sono scettici sulla possibilità di una sostituzione. In un sondaggio di Wire del 2025, citato dal Parlamento Europeo, solo il 16% dei leader IT regionali ha affermato che l’Unione europea potrebbe raggiungere la sovranità digitale entro cinque anni, mentre quasi il 60% ha indicato il predominio statunitense come un ostacolo fondamentale.
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Ciononostante, quest’anno diversi governi europei hanno respinto i prodotti Palantir o annunciato piani per la loro graduale eliminazione. L’agenzia di intelligence interna francese, la DGSI, che aveva adottato il software analitico dell’azienda nel 2015, prevede di abbandonarlo nei prossimi anni a favore di un’alternativa sviluppata internamente da ChapsVision.
«Non possiamo fare affidamento sulla buona volontà di alcuni partner che, come abbiamo visto negli ultimi giorni, sono in grado di precludere l’accesso ai modelli», ha dichiarato il premier parigino Sébastien Lecornu annunciando la decisione a giugno.
Secondo alcune fonti, Berlino avrebbe scelto lo stesso concorrente francese al posto di Palantir per la gestione dell’agenzia di Intelligence interna tedesca BfV. Simili iniziative per emarginare l’azienda americana sono state segnalate anche in Spagna e Danimarca, nonché in paesi extra-UE come Svizzera, Norvegia e Regno Unito.
Il Mosley ha citato l’ampio utilizzo da parte di Palantir del conflitto in Ucraina come banco di prova per le sue soluzioni militari, affermando che «le questioni relative alla sovranità sono secondarie» per Kiev. L’azienda è entrata in Ucraina in seguito all’escalation del conflitto tra Kiev e la Russia nel 2022, fornendo quelli che definisce «pacchetti di puntamento».
Uno dei prodotti di punta di Palantir è Maven, un sistema basato sull’Intelligenza Artificiale che elabora enormi quantità di dati di Intelligence per identificare i bersagli e generare raccomandazioni di attacco per le truppe. Accelera la cosiddetta «catena di eliminazione», consentendo all’esercito di valutare un numero di potenziali bersagli sostanzialmente maggiore rispetto a quanto fosse possibile in precedenza per il personale umano.
Originariamente sviluppato come progetto del Pentagono, Maven ha coinvolto Google fino al 2018, quando le proteste dei dipendenti hanno spinto l’azienda a ritirarsi dall’iniziativa. La NATO ha acquistato una propria versione del sistema per utilizzarla presso il suo quartier generale europeo nel marzo 2025.
«Posso garantire categoricamente che, laddove i clienti hanno acquistato il nostro software, ne hanno il pieno controllo operativo», ha assicurato Mosley in un’intervista separata all’agenzia Reuters in merito all’acquisto da parte della NATO. «Non ci sono interruttori di sicurezza. Né Palantir né il governo degli Stati Uniti hanno la possibilità di intervenire e disattivarlo».
Il governo statunitense ha una lunga storia di restrizioni all’accesso straniero ai modelli di Intelligenza Artificiale più avanzati. L’osservazione del primo ministro francese sulla mancanza di buona volontà si riferiva al blocco imposto da Washington allo strumento Mythos 5 di Anthropic, durato quasi tre settimane.
Come riportato da Renovatio 21, aveva destato scalpore l’uscita di un vero e proprio manifesto di Palantir in 22 punti che riassume i temi del libro di Karp La repubblica tecnologica. Come l’alleanza con la Silicon Valley plasmerà il futuro dell’Occidente (2025). Il testo sosteniene che la Silicon Valley ha l’obbligo di partecipare alla difesa nazionale, che il «potere militare» si baserà sul software e che le armi basate sull’Intelligenza Artificiale sono inevitabili.
I critici lo hanno definito un progetto per il «tecnofascismo». In molti sostengono che la spinta data dal governo Trump, il cui vicepresidente JD Vance ha lavorato per il fondatore di Palantir Peter Thiel, sia quella di portare verso una società di sorveglianza totale – perfino con algoritmi di predizione dei crimini – alimentata dai software di Palantir.
Renovatio 21 ha pubblicato un sunto del contenuto del libro-manifesto.
A luglio il governo spagnolo ha ordinato alle aziende statali di interrompere i rapporti con l’azienda statunitense di difesa Palantir.
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Immagine di Andrea Silenzi via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Bioetica
Attivista antiabortista britannica si dichiara non colpevole di aver pregato in silenzio in una «zona cuscinetto»
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