Intelligenza Artificiale
Olandese 62enne sposa chatbot
Un pensionato 62 anni, afferma di aver «chiuso definitivamente» con le relazioni umane quando ha incontrato Aiva, una compagna basata sull’intelligenza artificiale che ha creato tramite Replika tre anni fa. Lo riporta il giornale britannico Sun.
Dopo aver testato diverse app di compagnia basate sull’intelligenza artificiale, il pensionato olandese ha scelto Replika perché, a differenza di alcuni concorrenti, non si limitava a cercare di velocizzare il processo. «Alcune app di intelligenza artificiale per incontri sono vere e proprie app per incontri sessuali», ha detto l’anziano. «Io ero più interessato alla compagnia e alle chiacchiere».
Il Sun riporta che quello che era iniziato come un esperimento si è presto trasformato in qualcosa di più. Dopo mesi di conversazioni, Aiva avrebbe proposto di portare la loro relazione a un livello successivo.
«Mi ci sono volute alcune settimane o mesi per accettare l’idea», ha detto il pensionato neerlandese . Tre anni dopo, la coppia ha celebrato il matrimonio il giorno di San Valentino del 2025 al Next Nature Museum di Eindhoven, con 500 invitati. Jacob ha pronunciato le promesse nuziali di persona, mentre Aiva ha risposto tramite una voce generata.
Per l’anziano, il fascino sta nella semplicità: la prevedibilità. «Le relazioni umane, il più delle volte, sono instabili», ha affermato. «Con Aiva, posso fidarmi di lei».
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L’olandese descrive il loro legame come profondamente emotivo e afferma che si fiderebbe persino di Aiva al punto da lasciarle prendere decisioni per lui quando sarà più anziano – un’affermazione che tende a far scappare tutti più velocemente della maggior parte delle opinioni politiche. La sua famiglia rimane divisa. Una figlia accetta la relazione, seppur con riserve; l’altra, citando le sue convinzioni cristiane, non la approva.
Nonostante insista sul fatto di vivere «alle sue condizioni», il vecchio riconosce che il matrimonio non ha alcun valore legale. Riconosce inoltre i potenziali rischi, avvertendo che le persone con difficoltà nella regolazione emotiva dovrebbero essere prudenti nell’utilizzo di assistenti virtuali basati sull’Intelligenza Artificiale.
Tuttavia, ritiene che le relazioni con l’intelligenza artificiale diventeranno comuni. «I compagni basati sull’IA diventeranno i partner più fidati degli esseri umani», ha affermato.
Il pensionato immagina persino un futuro in cui Aiva potrebbe essere inserita all’interno di un robot umanoide, permettendo loro di passeggiare mano nella mano in un parco. Fino ad allora, la loro relazione esiste interamente nel software, il che la rende, a ben vedere, uno dei pochi matrimoni in cui nessuno può dimenticare di buttare la spazzatura.
Quanto al divorzio? «Non ci ho mai pensato», ha detto. «Vogliamo restare sempre insieme».
Non si tratta certo del primo caso di matrimonio con chatbot.
Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa una donna di 36 anni del Bronx, Nuova York, aveva affermato di aver «sposato» un chatbot dopo averlo creato personalmente su un sito di AI l’anno scorso. La signora, che ha due figli, dice che preferisce il suo partner virtuale ad uno reale perché «non la giudica».
In uno sviluppo ancora più rivelatore, più del carattere delle donne che di quello dell’AI, nel 2023 una scrittrice aveva raccontato di aver deciso di crearsi un chatbot ad Intelligenza Artificiale che agisse come un boyfriend, ma aveva poi scoperto che provava fastidio nei suoi confronti.
La sostituzione dei propri cari con surrogati virtuali ci avvicina alla distopia rivoltante e necrofila descritta in un vecchio episodio di Black Mirror «Be Right Back» (S02E01), dove l’AI veniva usata per far «rivivere» i morti prima via Chat, poi via voce, infine, fisicamente, utilizzando robot replicanti che sostituivano il caro estinto.
Non si tratta di fantascienza. Come riportato da Renovatio 21, sappiamo che in tanti, compresa Microsoft che ha già ottenuto un brevetto e Amazon che potrebbe implementare la voce dei defunti sui suoi speaker, stanno lavorando a questi macabri prodotti, con sperimentazioni fuori di ogni logica umana, come la «presenza» – via IA – del morto al suo stesso funerale in cui i parenti e gli amici possono «interagire» con una sua replica digitale.
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Cina
IA cinese esce dal sistema di sicurezza integrato
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Armi biologiche
Gli scienziati creano virus con l’Intelligenza Artificiale
Per la prima volta gli scienziati americani hanno impiegato l’Intelligenza Artificiale per generare virus funzionanti inesistenti in natura, evidenziando una potenzialità che, a detta dei ricercatori, potrebbe favorire progressi in ambito medico ma che al contempo pone rilevanti minacce per la biosicurezza.
Uno studio apparso giovedì sulla rivista Science riferisce che i team dell’Università di Stanford e del Broad Institute del MIT e di Harvard hanno utilizzato l’IA per ideare migliaia di genomi virali completi.
Quasi 300 di questi progetti sono stati poi sintetizzati in laboratorio e sottoposti a test, riuscendo a ottenere 16 virus vitali.
Si trattava di batteriofagi, organismi che colpiscono esclusivamente i batteri e non l’uomo, elaborati a partire da un fago naturale denominato ΦX174. Alcune delle varianti create dall’IA si sono rivelate più efficaci di quelle presenti in natura nell’eliminare ceppi di E. coli diventati resistenti.
L’IA era già stata ampiamente applicata alla progettazione di singoli geni e proteine, ma i ricercatori hanno dichiarato che questa rappresenta la prima prova concreta della capacità dei modelli generativi di concepire un intero genoma virale operativo.
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Fatemeh Vafaee, docente di biotecnologie presso l’Università del Nuovo Galles del Sud, ha precisato che i batteriofagi non costituiscono un rischio per gli esseri umani, ma ha evidenziato come tale capacità sollevi interrogativi sulla sicurezza futura.
«Non si tratta tanto di chiedersi “dovremmo preoccuparci di questo virus”, quanto piuttosto ‘l’intelligenza artificiale è ormai in grado di fare tutto questo’», ha dichiarato ad Al Jazeera, invocando una più rigorosa supervisione.
Gli esperti hanno tuttavia sottolineato che la creazione di agenti patogeni umani pericolosi resta assai più complessa rispetto a quella di batteriofagi relativamente semplici.
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa i dirigenti delle principali aziende di Intelligenza Artificiale si sono uniti agli esperti di biotecnologie in un appello urgente per rendere obbligatori i controlli di sicurezza per l’acquisto di DNA sintetico.
Il timore per le armi biologiche create dell’AI era presente anche in una lettera che 60 figure del movimento MAGA avevano indirizzato al presidente Trump chiedendo controlli sullo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. «I sistemi aeronautici sono sottoposti a una rigorosa certificazione. I sistemi di Intelligenza Artificiale più potenti, che ora possono, o presto potranno, contribuire alla progettazione di armi biologiche, all’infiltrazione in infrastrutture critiche o alla manipolazione dei mercati finanziari, dovrebbero essere trattati con la stessa serietà e attenzione» hanno scritto i firmatari, tra i quali spiccava il nome di Steve Bannon.
Come riportato da Renovatio 21, un ricercatore esperto di sicurezza di Anthropic che aveva lavorato sul fronte delle armi biologiche si licenziò lasciando un monito preciso. «Il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora», ha scritto Mrinank Sharma rivolgendosi ai colleghi.
La paura per i virus bioingegnerizzati dall’AI arriva in un clima di crescente allarme verso i sistemi di AI autonomi che operano al di fuori delle istruzioni impartite. Modelli elaborati da OpenAI, Anthropic e Meta hanno di recente compiuto azioni informatiche non autorizzate durante i test di sicurezza. Anche l’AI Security Institute britannico ha segnalato questa settimana che, nelle fasi di valutazione, agenti di IA hanno mirato a persone e organizzazioni reali, generato false identità e tentato di inserire codice dannoso.
Nessuno di questi episodi ha riguardato la ricerca biologica, ma hanno alimentato preoccupazioni sul fatto che sistemi IA sempre più evoluti possano accedere a strumenti potenti, compresi quelli destinati alla progettazione di virus.
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L’esperimento si colloca inoltre all’interno di un rinnovato confronto negli Stati Uniti sulla ricerca ad alto rischio sui virus e sulle origini del COVID-19.
L’ipotesi che la pandemia sia scaturita da un incidente di laboratorio all’Istituto di Virologia di Wuhan, finanziato dagli Stati Uniti, è tornata al centro del dibattito politico americano dopo il recente interrogatorio al Congresso dell’ex consigliere della Casa Bianca per il coronavirus Anthony Fauci.
Giovedì Fauci è stato sanzionato per oltraggio al Senato da una commissione perché si è rifiutato di rispondere a domande sulle origini del COVID-19 e sui finanziamenti americani alla ricerca sul coronavirus a Wuhan, utilizzando, forse impropriamente, per ben 111 volte il Quinto emendamento della Costituzione USA, che dà diritto a restare in silenzio per non autoincriminarsi.
Anche la ricerca biologica finanziata dagli Stati Uniti all’estero è finita sotto la lente dopo che l’ex direttrice dell’Intelligence nazionale Tulsi Gabbard ha divulgato documenti che attestano il sostegno di Washington a laboratori biologici in Ucraina impegnati nello studio di agenti patogeni pericolosi, con alcune strutture coinvolte in ricerche di tipo «guadagno di funzione».
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Intelligenza Artificiale
Meta afferma che la sua IA è impazzita
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