Spazio
Musk attacca duramente il ministro polacco: «imbecille con la bava»
L’ultra miliardario tecnologico Elone Musk ha definito il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski un «imbecille sbavante» («drooling imbecile») durante un vivace botta e risposta sulla piattaforma X.
Lo scontro è divampato dopo che Sikorski ha accusato Musk di «fare soldi con crimini di guerra» e gli ha chiesto perché non avesse bloccato «l’uso di Starlink da parte dei russi».
In precedenza, Sikorski aveva condiviso un rapporto dell’Institute for the Study of War (ISW), think tank statunitense, secondo cui le forze russe stanno impiegando in misura crescente i terminali Starlink di SpaceX per guidare attacchi con droni in Ucraina. L’ISW ha indicato che modelli di droni quali BM-35, Shahed e Molniya vengono dotati di sistemi Starlink per aumentarne la portata e la precisione.
Hey, big man, @elonmusk, why don’t you stop the Russians from using Starlinks to target Ukrainian cities.
Making money on war crimes may damage your brand. https://t.co/dGO6xdFagL— Radosław Sikorski 🇵🇱🇪🇺 (@sikorskiradek) January 27, 2026
«Ehi, grande uomo, perché non impedisci ai russi di usare Starlink?» ha scritto il Sikorski martedì.
Mercoledì Musk ha risposto: «Questo imbecille sbavante non si rende nemmeno conto che Starlink è la spina dorsale delle comunicazioni militari dell’Ucraina».
This drooling imbecile doesn’t even realize that Starlink is the backbone of Ukraine military communications
— Elon Musk (@elonmusk) January 27, 2026
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Non è la prima volta che i due si scontrano pubblicamente. Lo scorso dicembre Musk, che lo ha chiamato «small man» («piccolo uomo») aveva invocato lo scioglimento dell’Unione Europea, affermando che «la burocrazia dell’UE sta lentamente soffocando l’Europa» e sostenendo che la sovranità dovrebbe tornare ai singoli Stati affinché i governi possano rappresentare meglio i propri cittadini.
Le critiche di Musk verso l’UE si sono ulteriormente inasprite dopo che, la scorsa settimana, l’Unione ha inflitto a X una multa di 120 milioni di euro (163 milioni di dollari) per presunte violazioni dei requisiti di trasparenza previsti dal Digital Services Act (DSA) del 2022. Elone aveva reagito paragonando l’UE al «Quarto Reich».
In risposta all’appello di Musk per lo scioglimento dell’Unione Europea, Sikorski gli aveva suggerito sui social di «andare su Marte».
Lo Sikorski ha una lunga storia di commenti violentemente russofobici e preoccupanti, come quando dichiarò la possibilità di dotare l’Ucraina di armi atomiche. Il Sikorski è sposato con l’americana Anne Applebaum, scrittrice neocon, cioè afferente alla setta politica introdotta nel Deep State americano che ha giurato anche apertamente guerra a Donald Trump.
Lo «small man» fa parte del governo di Donald Tusk, che in seguito ha pur ‘egli dichiarato che anche la Polonia dovrebbe avere le sue atomiche.
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Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
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Economia
Musk, maxi-pagamento da SpaceX con la prima colonia su Marte
SpaceX ha approvato un piano che lega la remunerazione in azioni del fondatore e CEO Elon Musk alla costruzione di una colonia su Marte e alla gestione di data center su larga scala nello spazio, secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, citando documenti aziendali riservati.
Secondo quanto riportato martedì, nell’ambito di questo ambizioso piano, Musk potrebbe ricevere fino a 200 milioni di azioni con diritto di voto multiplo se la società raggiungerà una valutazione di 7.500 miliardi di dollari e contribuirà a stabilire un insediamento umano permanente su Marte con almeno un milione di residenti.
Ulteriori incentivi sono legati allo sviluppo di infrastrutture di calcolo spaziali in grado di fornire almeno 100 terawatt di potenza di elaborazione, un valore grosso modo paragonabile a quello di 100.000 reattori nucleari da un gigawatt in funzione contemporaneamente.
La struttura prevede che Musk non riceva alcuna azione a meno che non vengano raggiunti gli obiettivi. Gli obiettivi non sono vincolati a una scadenza fissa, a condizione che rimanga in azienda. Musk, che ha fondato SpaceX nel 2002 ed è attualmente considerato l’uomo più ricco del mondo con un patrimonio netto stimato di circa 800 miliardi di dollari, percepisce uno stipendio nominale di circa 54.000 dollari all’anno dal 2019, pur detenendo decine di milioni di stock option.
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Il pacchetto di compensi arriva mentre SpaceX si starebbe preparando per una massiccia offerta pubblica iniziale (IPO) a giugno, con una potenziale valutazione stimata intorno a 1.750 miliardi di dollari.
Secondo gli esperti di corporate governance citati da Reuters, l’accordo potrebbe sollevare interrogativi tra gli investitori, soprattutto considerando il ruolo di leadership di Musk in diverse aziende, tra cui il produttore di veicoli elettrici Tesla, dove la sua remunerazione è legata al raggiungimento di obiettivi di performance. Gli analisti ritengono che il piano potrebbe intensificare il controllo su come Musk distribuisce il suo tempo e la sua attenzione tra le diverse attività aziendali.
La scorsa settimana, un’inchiesta del New York Times ha suggerito che SpaceX avesse concesso prestiti a Musk, inclusi prestiti garantiti dalle sue partecipazioni. Il quotidiano ha affermato che Musk avrebbe preso in prestito circa 500 milioni di dollari da SpaceX tra il 2018 e il 2020 a tassi di interesse inferiori a quelli di mercato, utilizzando l’azienda come fonte di finanziamento per altre iniziative come Tesla e SolarCity.
Il giornale neoeboraceno ha descritto l’accordo come una vera e propria trasformazione dell’azienda aerospaziale in un «salvadanaio» per il più ampio impero commerciale di Musk, affermando che quest’ultimo potrebbe dover affrontare un maggiore controllo da parte di Wall Street in vista della quotazione in borsa di SpaceX.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Spazio
La NASA pubblica le prime foto del lato oscuro della Luna
«Una Terra di un blu tenue, con nuvole bianche e luminose, fa da sfondo alla superficie lunare craterizzata», recita la didascalia della foto. «La parte oscura della Terra sta vivendo la notte. Sul lato diurno, si possono osservare nuvole vorticose sopra l’Australia e l’Oceania.»
L’equipaggio ha anche immortalato «L’alba terrestre», ricreando l’iconica foto scattata durante la missione Apollo 8 nel 1968.
Nella nuova serie di immagini è inclusa anche una ripresa dell’eclissi solare che l’equipaggio ha potuto osservare verso la fine del sorvolo.
Gli astronauti hanno indossato visori per l’eclissi per proteggere gli occhi durante l’evento celeste, durato quasi un’ora. Ciononostante, hanno faticato a descrivere a parole ciò a cui stavano assistendo.
«Probabilmente gli esseri umani non si sono evoluti per vedere ciò che stiamo vedendo», ha detto Glover al centro di controllo missione. «È davvero difficile da descrivere.»
Altre foto hanno immortalato primi piani della superficie lunare, inclusi crateri e bacini raramente visti, dal punto di vista dell’equipaggio, che a un certo punto si è avvicinato alla Luna fino a circa 6.400 chilometri.
Durante il sorvolo di lunedì, la capsula Artemis II ha stabilito un nuovo record per la massima distanza dalla Terra mai percorsa da un essere umano: 252.756 miglia, superando il precedente primato stabilito dall’Apollo 13 nel 1970.
Il lato oscuro della Luna è in realtà il lato nascosto o «faccia lontana». Grazie alla rotazione sincrona, la Luna impiega lo stesso tempo a ruotare su se stessa e a orbitare intorno alla Terra (circa 27,3 giorni), mostrando sempre la stessa faccia al nostro pianeta.
Non è mai buio in modo permanente: come il lato visibile, riceve luce solare per metà del tempo lunare. Anzi, è mediamente più chiaro perché manca dei grandi «mari» basaltici scuri tipici della faccia vicina. La sua superficie è molto diversa: estremamente craterizzata, montuosa e priva di vaste pianure laviche. Il bacino Polo Sud-Aitken, il più grande cratere del Sistema Solare, si trova proprio lì.
Fu fotografato per la prima volta nel 1959 dalla sonda sovietica Luna 3. Missioni recenti come la cinese Chang’e-6 hanno riportato campioni che rivelano differenze geologiche profonde: crosta più spessa, attività vulcanica diversa e possibili tracce di un antico oceano di magma comune a tutta la Luna.
Il termine «oscuro» deriva non da una materiale assenza di luce bensì dal mistero che lo ha avvolto per secoli, complice anche suggestioni come quelle dello gruppo psichedelico britannico Pink Floyd, il cui albo più noto, uscito oramai 52 anni or sono, chiamasi effettivamente The Dark Side of The Moon. Oggi, con Artemis e altre missioni, sta diventando sempre meno sconosciuto.
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