Droni
Mosca attaccata ancora da droni ucraini
Le forze ucraine hanno fatto un altro tentativo di attaccare la capitale russa con due droni (UAV), che sono stati colpiti fuori città, ha detto giovedì mattina il sindaco di Mosca Sergej Sobjanin. Secondo Sobjanin, il drone è stato abbattuto dalle difese aeree sul distretto di Naro-Fominsk nella regione di Mosca.
Secondo i dati preliminari, nel punto in cui è caduto l’UAV non si sono verificati danni e nessuna persona è rimasta ferita. Sul luogo dell’incidente sono al lavoro gli specialisti dei servizi di emergenza, riporta RT.
Il ministero della Difesa russo ha affermato che alle 6:40 ora locale «è stato sventato un tentativo del regime di Kiev di effettuare un attacco terroristico utilizzando un aereo senza pilota del tipo di un aereo», aggiungendo che nove droni in totale sono stati distrutti su Mosca e Kaluga. Regioni.
Le forze ucraine hanno utilizzato ripetutamente i droni per colpire le infrastrutture civili. Alla fine di novembre, le difese aeree russe hanno respinto un massiccio attacco di droni ucraini nelle regioni di Mosca, Tula, Bryansk, Smolensk e Kaluga. Un totale di 24 UAV sono stati distrutti. Uno dei droni abbattuti si è schiantato contro un condominio a Tula. Secondo i media locali, l’UAV ha colpito un appartamento al 12° piano, ferendo una persona all’interno.
In precedenza, il generale ucraino responsabile delle operazioni UAV, Sergej Baranov, aveva detto che Kiev si stava preparando per una campagna di bombardamenti su larga scala contro la Russia quest’inverno, poiché era prevista una pausa nelle operazioni di combattimento di terra a causa del clima rigido.
Come riportato da Renovatio 21, un attacco massivo di droni in volo su Mosca era stato intercettato tre settimane fa.
Altri raid a base di UAV si sono ripetuti quest’estate e la scorsa primavera, arrivando a colpire il distretto finanziario di Mosca.
Altri attacchi si sono diretti in questi mesi nell’oblast’ di Kursk, colpendo la città di Kurchatov, sede di una importante centrale nucleare russa.
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Immagine di RuED via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Droni
Drone inonda d’acqua cagnone ignaro. Sai che puzza poi
A tech company based in Linyi, Shandong Province, China, showcased the capabilities of its newly developed solar panel cleaning drone by using it to wash a dog on the street. pic.twitter.com/t8gIX2x4D6
— Massimo (@Rainmaker1973) September 16, 2026
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Droni
Il Pentagono invia droni Reaper in Colombia ed Ecuador, aprendo la strada ad attacchi terrestri
Il Pentagono sta trasferendo droni MQ-9 Reaper in Sud America, soprattutto dal Comando Africa degli Stati Uniti, con Colombia ed Ecuador come primi destinatari. Lo riporta il Latin Times. il dispiegamento offre a Washington capacità di sorveglianza e, in determinate condizioni, la possibilità di condurre attacchi di precisione contro obiettivi di narcotraffico a terra. Si andrebbe così ben oltre gli attacchi alle imbarcazioni in mare che hanno caratterizzato la prima fase della campagna.
La Colombia riceverà tre MQ-9 in prestito, con l’opzione di acquistarne un quarto. Il numero di droni destinati all’Ecuador non è stato comunicato. La Costituzione ecuadoriana vieta le basi militari straniere, divieto ribadito dagli elettori con un margine del 60% in un referendum del novembre 2025; eppure i droni risultano già operativi nel Paese.
La rivista ecuadoriana Vistazo ha riferito che i trasferimenti potrebbero estendersi ad altri partner sudamericani.
Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno usato droni in America Latina soprattutto per sorveglianza e lotta al narcotraffico, più che per attacchi armati. Velivoli senza pilota come i Reaper e altri sistemi di ricognizione operano dalla Colombia, dai Caraibi e dal Pacifico orientale, spesso con il supporto delle forze locali, per individuare lanci di coca, piste clandestine e imbarcazioni sospette e passare le coordinate a guardia costiera e marine militari.
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In Colombia la cooperazione militare è storica, dal Plan Colombia in poi, e comprende intelligence aerea e addestramento. Accordi analoghi esistono con Ecuador, Perù e alcuni Stati centroamericani e caraibici.
Nel 2025 l’amministrazione Trump ha ampliato lo schieramento navale e aereo nei Caraibi, con raid contro presunte imbarcazioni di narcotrafficanti al largo del Venezuela che hanno provocato diecine di morti. Il governo li ha definiti operazioni antidroga, mentre molti giuristi e vari governi li hanno contestati come esecuzioni extragiudiziali.
Negli ultimi anni diverse elezioni sudamericane hanno spostato a destra la regione, con governi più vicini a Washington. Il caso simbolo è l’Argentina, dove nel 2023 Javier Milei ha vinto con un programma libertario e si è presentato come alleato di Trump, ricevendo poi anche un sostegno finanziario statunitense.
In Ecuador, Daniel Noboa è stato rieletto nel 2025 puntando sulla linea dura contro le bande criminali, e ha aperto alla cooperazione militare con gli Stati Uniti.
In Bolivia, nel 2025, la fine dell’egemonia del MAS (Movimiento al Socialismo – Instrumento Político por la Soberanía de los Pueblos) ha portato al potere Rodrigo Paz, di centrodestra, favorevole a un riavvicinamento con Washington.
In Cile e in altri Paesi la sicurezza e l’immigrazione hanno spinto l’elettorato verso candidati conservatori.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Droni
Il Pentagono recluta gli operatori di droni
Are you an FPV pilot? We want to hear from you!
The Drone Dominance Program is recruiting service members with FPV experience who would like to be considered as pilots for future Gauntlets and related efforts. Interested? Visit https://t.co/dlfuzlu2c0 to learn more: https://t.co/AyOAxjw9jt — Department of War Innovation Unit (@DIU_x) October 2, 2026
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