Terrorismo
L’esercito somalo uccide 27 miliziani al-Shabaab
Le forze governative somale, supportate da truppe regionali, hanno ucciso 27 combattenti del gruppo militante Al-Shabaab, legato ad Al-Qaeda, in un’offensiva su larga scala nello stato semi-autonomo di Jubaland, come confermato dalle autorità del Paese dell’Africa orientale.
L’operazione ha preso di mira le aree sotto il controllo di Jilib, Hagar e Afmadow, con le forze di terra che avanzavano verso le posizioni dei militanti mentre parallelamente venivano effettuati attacchi aerei da parte di «partner internazionali», ha dichiarato martedì il ministero della Difesa somalo in un comunicato.
Tra le vittime figurano «membri chiave del gruppo terroristico», ha dichiarato il ministero, aggiungendo che le truppe hanno anche «sequestrato armi e attrezzature militari, tra cui mitragliatrici BKM, lanciarazzi RPG e fucili AK-47, nonché mine antiuomo che i terroristi intendevano utilizzare contro i civili».
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Il mese scorso, Mogadiscio ha annunciato che l’Agenzia nazionale di intelligence e sicurezza aveva condotto un raid nella zona di Hantiwadaag, nel distretto di Awdheegle, nella regione del Basso Scebeli, uccidendo un alto esponente del gruppo militante islamista. Secondo le autorità, l’uomo, noto con diversi pseudonimi, tra cui Kamaludin Yunis Mohamed, era stato uno dei principali pianificatori di una serie di attentati mortali, tra cui l’assedio di sei ore al carcere di Godka Jilacow, vicino al palazzo presidenziale di Mogadiscio, avvenuto il 4 ottobre 2025.
Dal 2007, Al-Shabaab conduce un’insurrezione nel Paese del Corno d’Africa, cercando di rovesciare il fragile governo federale e instaurare un proprio regime basato su un’interpretazione intransigente della legge islamica (Sharia). Il gruppo controlla ampie zone del territorio nelle regioni meridionali e centrali della Somalia, compiendo sporadici attentati dinamitardi e attacchi armati contro civili e infrastrutture militari, nonostante le ripetute offensive delle forze nazionali, delle truppe dell’Unione Africana e di altri partner stranieri, tra cui gli Stati Uniti.
Sebbene il Ministero della Difesa non abbia rivelato i partner stranieri coinvolti nell’ultima operazione, il Comando Africa degli Stati Uniti (AFRICOM) ha annunciato numerosi attacchi aerei contro Al-Shabaab in coordinamento con Mogadiscio da quando il presidente Donald Trump si è insediato nel gennaio 2025.
In una dichiarazione rilasciata mercoledì, l’AFRICOM ha affermato di aver condotto un attacco aereo contro Al-Shabaab il 13 aprile vicino a Mido, a circa 90 km a nord-ovest di Kismayo.
«AFRICOM, insieme al governo federale somalo e alle forze armate somale, continua ad agire per indebolire la capacità di al-Shabaab di minacciare le forze statunitensi e i nostri cittadini all’estero», ha aggiunto.
Come riportato da Renovatio 21, le forze somale avevano eliminato un alto leader Al-Shabaab durante un’operazione mirata nella regione del Basso Scebeli.
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Come riportato da Renovatio 21, due anni fa gli Shabaab catturarono un elicottero ONU, uccidendo una persona e prendendone altri in ostaggio.
Nell’agosto 2023, l’Africa Command statunitense aveva effettuato su richiesta del governo somalo un attacco aereo contro i terroristi Shabaab, provocando la morte di 13 militanti del gruppo. A inizio 2023 il Pentagono aveva dichiarato di aver ucciso un alto comandante dell’ISIS in Somalia, eliminando assieme al leader regionale Bilal al-Sudani almeno altri 10 combattenti
Nel 2022 un gruppo di Shabaab ha preso il controllo dell’Hotel Hayat di Mogadiscio, dopo aver fatto detonare tre bombe nella capitale. Nel 2020 un altro attacco in un hotel provocò una strage con almeno 16 morti.
Come noto, gli Shabaab furono recipienti di milioni dati dal governo italiano con il riscatto della cooperante italiana in Kenya nel 2020. Per il rapimento, la procura di Roma ha chiesto a febbraio l’archiviazione dell’indagine, adducendo la mancata collaborazione delle autorità di Nairobi.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Terrorismo
Arma «di livello militare» trovata vicino ad una sinagoga di Parigi
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Terrorismo
Coloni israeliani arrestano deputato USA
Il deputato statunitense Ro Khanna ha dichiarato di essere stato fermato da coloni israeliani armati durante una visita a un villaggio palestinese nella Cisgiordania occupata, sostenendo che le truppe delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) si fossero schierate dalla parte dei coloni anziché aiutare la sua delegazione.
Khanna, un democratico progressista della California, ha spesso criticato il trattamento riservato da Israele ai palestinesi e ha accusato l’alleato degli Stati Uniti di aver commesso un genocidio a Gaza, un’accusa che lo Stato Ebraico respinge.
Secondo il deputato indù, l’incidente è avvenuto mercoledì durante una missione conoscitiva di tre giorni volta a esaminare l’impatto dell’occupazione israeliana sulle comunità palestinesi.
Israeli settlers, brandishing American made M4s, detained me & other Americans on my trip to Palestine.
When the IDF arrived, they sided with the settlers & continued our detention.
They made a huge mistake.
You will be hearing more soon. https://t.co/rZw8bRAn64 pic.twitter.com/4z50Ye4I7K
— Ro Khanna (@RoKhanna) July 11, 2026
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Il Khanna affermato che coloni israeliani mascherati, armati di fucili M4 di fabbricazione statunitense, hanno circondato il furgone su cui viaggiavano lui e la sua squadra mentre si recavano al villaggio palestinese abbandonato di Khirbet Zanuta, dove stavano ispezionando una scuola che, secondo Khanna, era stata distrutta dai coloni israeliani.
Khanna ha riferito all’agenzia Reuters che i coloni hanno bloccato la strada, si sono rifiutati di far andare via il gruppo e li hanno trattenuti per circa 90 minuti.
«Hanno bloccato la strada. Poi hanno chiamato l’IDF e l’IDF era dalla loro parte, non dalla parte degli americani», ha detto Khanna. Figlio di immigrati indiani, Khanna ha affermato che l’inquietante episodio lo ha reso «profondamente consapevole di essere di colore».
«Ho visto l’arroganza negli occhi di quei coloni, ragazzi di 21 e 22 anni con le pistole, che ridevano del fatto di averci arrestato, l’arroganza di quei giovani soldati delle Forze di Difesa Israeliane che vengono finanziati con le mie tasse», ha detto Khanna, aggiungendo che i coloni e i soldati hanno creato «una cultura tossica di oppressione».
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno affermato che i loro soldati non hanno partecipato al blocco della strada e hanno aggiunto che, dopo aver ricevuto una segnalazione di un veicolo che trasportava cittadini stranieri bloccato, «le truppe sono state inviate sul posto, hanno disperso rapidamente i civili israeliani e hanno riaperto la strada bloccata».
Khanna, tuttavia, ha accusato il governo israeliano di «mentire per coprire» le azioni delle truppe e ne ha chiesto l’arresto.
L’incidente è avvenuto poco dopo l’arresto di quattro coloni israeliani per un’aggressione a una troupe della CNN e ad altri giornalisti vicino al villaggio di Sinjil, in Cisgiordania, secondo quanto riferito dalla polizia israeliana. I reporter stavano seguendo il primo anniversario dell’uccisione di Saif Musallet, un palestinese-americano che sarebbe stato picchiato a morte dai coloni nel luglio 2025.
Gli insediamenti israeliani su terre palestinesi sono illegali secondo il diritto internazionale. Le Nazioni Unite hanno ripetutamente condannato Israele per aver permesso l’espansione degli insediamenti.
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Politici, giornalisti e attivisti critici nei confronti di Israele sono stati bloccati all’ingresso nel Paese o alla visita della Cisgiordania. Nel 2019, Israele ha impedito le visite delle deputate statunitensi Ilhan Omar e Rashida Tlaib. Il mese scorso, all’attivista palestinese-americana Linda Sarsour è stato impedito di recarsi in Israele.
Il giornalista americano Tucker Carlson, che aveva dichiarato all’inizio di quest’anno di essere stato brevemente fermato e interrogato all’aeroporto Ben Gurion vicino a Tel Aviv dopo aver intervistato l’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee, ha tuonato contro l’arresto del rappresentante USA chiedendo definitivamente le dimissioni dell’Huckabee, pastore cristiano sionista.
An Amercian member of congress is threatened by foreign terrorists carrying American rifles, backed by a foreign military paid for by American taxpayers, and the US ambassador to that country says not a word in defense of his own countryman, and instead uses his social media… https://t.co/77oAr3PRgE
— Tucker Carlson (@TuckerCarlson) July 11, 2026
«Un membro del Congresso americano viene minacciato da terroristi stranieri armati di fucili americani, sostenuti da un esercito straniero pagato dai contribuenti americani, e l’ambasciatore statunitense in quel paese non proferisce parola in difesa del suo connazionale, utilizzando invece i suoi account sui social media per promuovere le sue insulse apparizioni televisive, che si configurano come propaganda per quello stesso paese straniero» ha scritto il Carlson su X.
«È troppo, troppo offensivo e umiliante per l’America. È così che iniziano le rivoluzioni. Per il bene della nostra nazione, Mike Huckabee dovrebbe essere rimosso immediatamente dal suo incarico».
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Immagine screenshot da Twitter
Terrorismo
Nove morti nell’attentato ad un caffè di Damasco
🇮🇶 WATCH: A massive inferno broke out earlier today in the Al-Hay Al-Sina’I Industrial District of Najaf.
The 2-story building was reportedly used for trading auto parts and supplies. No word yet on any casualties or if foul play was suspected. There is a LOT going on in… — Mario Nawfal (@MarioNawfal) July 2, 2026
🇸🇾 #Syria: An explosive device has detonated at a café near the Palace of Justice in central Damascus.
Several people were killed in the explosion, with many more reported wounded. No group has claimed responsibility for the attack. However, the bombing comes as numerous… pic.twitter.com/MwAKzi6W9S — POPULAR FRONT (@PopularFront_) July 2, 2026
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