Politica
L’aiatollà Khamenei sarà sostituito da un estremista
Prima che gli Stati Uniti e Israele lanciassero una guerra contro l’Iran sabato mattina e uccidessero l’ayatollah Ali Khamenei, la CIA aveva valutato che se il leader iraniano fosse stato ucciso, il suo governo sarebbe stato probabilmente sostituito da figure «intransigenti» del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran. Lo riporta l’agenzia Reuters.
La valutazione è stata elaborata nelle ultime due settimane, mentre gli Stati Uniti stavano rafforzando le loro forze nella regione e si preparavano a lanciare la guerra. Il New York Times ha riferito che la CIA stava seguendo Khamenei da mesi e sapeva che si sarebbe recato nel suo complesso a Teheran per incontrare alti funzionari iraniani sabato mattina, dove è stato colpito da un attacco congiunto USA-Israele. Dopo la morte di Khamenei, il governo iraniano ha creato un consiglio, presieduto dall’ayatollah Alireza Arafi, per governare il Paese finché l’«Assemblea degli esperti» iraniana non sceglierà un nuovo leader supremo.
L’uccisione di Khamenei non sembra aver avuto ripercussioni sulle operazioni militari dell’Iran, poiché missili e droni iraniani continuano a colpire obiettivi in tutta la regione, compresi Israele e i paesi che ospitano basi militari statunitensi.
Durante i precedenti scontri con gli Stati Uniti, tra cui la Guerra dei 12 giorni del giugno 2025 e l’assassinio del generale Qassem Soleimani, capo della Forza Quds della Guardia Rivoluzionaria della Repubblica Islamica, da parte del presidente Trump, la risposta dell’Iran agli attacchi statunitensi è stata minima e più simbolica, in quanto ha fornito un preavviso. Ma ora l’Iran ha preso di mira diverse basi statunitensi e non vi è alcun segno che Teheran sia interessata a una de-escalation.
Secondo un reporage non confermato dell’israeliano Ynet, dopo aver ucciso Khamenei, il presidente Trump ha chiesto un cessate il fuoco, ma l’idea è stata respinta dall’Iran.
Trita Parsi, vicepresidente esecutivo del Quincy Institute, afferma che la leadership di Teheran ora ritiene che se accetta un cessate il fuoco senza infliggere costi sufficienti agli Stati Uniti, questi ultimi e Israele attaccheranno di nuovo in futuro. «L’Iran sa che molti nell’apparato di sicurezza americano erano convinti che la moderazione passata dell’Iran riflettesse debolezza e incapacità o riluttanza ad affrontare gli Stati Uniti in una guerra diretta», ha scritto Parsi su X.
«Teheran sta facendo tutto il possibile per dimostrare il contrario, nonostante l’enorme costo che dovrà pagare. Ironicamente, l’assassinio di Khamenei ha facilitato questo cambiamento», ha aggiunto.
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Politica
AfD stravince le elezioni in Sassonia-Anhalt: sarà ancora perseguitata? Subirà la «melonisierung»?
Remarkable scenes in Germany as the @AfD smashes the oppposition by a huge margin in in the eastern state of Saxony-Anhalt
More than twice the ruling parties vote. Of course, discussion in Brussels is now about how to “Stop the AFD” not on listening to the people’s choice.… — Chay Bowes (@BowesChay) September 6, 2026
🇩🇪 AfD has made history in Saxony-Anhalt, surging to around 44% and coming within touching distance of an absolute majority.
The CDU collapsed from 37% to about 18%. Now the only way to keep AfD out of government may be a stretched anti-AfD coalition of CDU, SPD, Greens and the… pic.twitter.com/i2lxMCifW2 — Europa.com (@europa) September 6, 2026
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Politica
Ben-Gvir pubblica un video AI con i palestinesi su un nastro trasportatore diretti verso una prigione-mattatoio
Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, ha pubblicato un video creato con l’Intelligenza Artificiale che mostrava prigionieri palestinesi su un nastro trasportatore diretti verso un campo di prigionia simile a un mattatoio. Il post era accompagnato dalla didascalia «Avevamo promesso, abbiamo mantenuto la promessa».
Il filmato aveva totalizzato oltre 4 milioni di visualizzazioni prima di essere rimosso.
Tuttavia, ltri utenti avevano salvato il video e lo avevano ripubblicato sui social media.
Israel’s national security minister, Ben-Gvir, posted this AI video of Palestinians being sent into a slaughter house on an industrial conveyor belt. It reached 4 million views before he removed it.https://t.co/9CHVNCq32J pic.twitter.com/wDZZ95ftDP
— Glenn Diesen (@Glenn_Diesen) September 2, 2026
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Il filmato, dove la figura del ministro appare dominante e sorridente sulla massa di prigionieri, non può non ricordare l’estetica dei campi di concentramento, sulla cui storia lo Stato di Israele ha fondato le sue stesse basi morali, arrivando a giustiziare l’organizzatore dei lager Adolfo Eichmann dopo averlo rapito in Argentina dove era fuggito per vivere da impiegato sotto falso nome.
In particolare, il rullo trasportatore aggiunge, rispetto all’immaginario dei lager, un elemeno nuovo e particolarmente disumanizzante: è esattamente il meccanismo che porta gli animali al macello nei mattatoi. Ancora una volta, vediamo nel linguaggio dello Stato Giudaico una cifra di disumanizzazione dell’altro (che non è più persona, ma «animale»), che, avevamo imparato, era una caratteristica precipua dei nazisti e del genocidio perpetrato contro gli stessi giudei nei campi di sterminio.
Osservatori notano che sebbene i video di Gvir realizzati con l’IA siano estremi, anche i video reali del funzionario israeliano lo sono.
Ad agosto, Gvir ha mostrato con entusiasmo la sua nuova camera delle esecuzioni per la pena di morte per i palestinesi.
«Stiamo facendo la storia. I terroristi meritano una sola cosa: la morte per impiccagione», ha dichiarato Gvir . «Mi sono insediato promettendo di porre fine ai “campi estivi” nel sistema penitenziario. Questa promessa è stata pienamente mantenuta. Ho promesso di legiferare sulla pena di morte per i terroristi. Anche questo è stato fatto. E ora anche il braccio della morte e la struttura per le impiccagioni stanno iniziando a prendere forma».
“Prometí aprobar una ley de pena de muerte para los palestinos y lo hice, ahora estoy construyendo una instalación para ejecutarlos, pondré cámaras y se podrá ver cómo mueren en directo”.
Itamar Ben Gvir, ministro genocida de “Israel”, está construyendo campos de exterminio para… pic.twitter.com/Nbx551WYAl
— Daniel Mayakovski (@DaniMayakovski) August 19, 2026
Il centro di sterminio dispone anche di «cabine di osservazione» dove gli israeliani possono assistere all’esecuzione.
A inizio maggio 2026, in occasione del suo 50° compleanno, la moglie di Ben-Gvir, Ayala, e i membri del suo partito hanno regalato al ministro delle torte di compleanno decorate con un cappio, a festeggiare l’approvazione della legge sulla pena di morte per i detenuti palestinesi accusati di terrorismo.
Il ministro dello Stato Ebraico famoso per aver affermato che avrebbe garantito che «i terroristi [in prigione] ricevessero il minimo indispensabile» in termini di cibo e per aver sostenuto l’anno scorso che «non esiste un popolo palestinese».
In passato, Ben-Gvir ha già manifestato il suo disprezzo per i prigionieri davanti alle telecamere.
Attivisti australiani che partecipano alla flottiglia umanitaria per Gaza (la Global Sumud Flotilla) accusano le forze di sicurezza israeliane di stupro e tortura in seguito al loro arresto avvenuto a maggio. Il servizio penitenziario israeliano ha negato tali accuse. Il Ben-Gvir è stato ripreso dalle telecamere mentre scherniva i detenuti non combattenti, suscitando l’indignazione pubblica anche del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani. Il ministro israeliano gli ha risposto dicendo oscuramente che «l’Italia è il Paese delle ciabatte».
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In una trasmissione dello scorso mese il Ben Gvir ha dichiarato che Israele dovrebbe effettuare dai 30 ai 40 «assassinii mirati» a Gaza ogni notte.
A giugno il ministro aveva detto che il Libano dovrebbe essere il «parco giochi» di Israele. In precedenza, su X, aveva scritto che «tutto il Libano dovrebbe bruciare», in risposta agli attacchi di Hezbollah.
Come riportato da Renovatio 21, Ben Gvir, come il collega ministro sionista religioso Bezalel Smotrich, ritiene che il popolo palestinese non esista. In questi mesi ha spinto per il ritorno della guerra a Gaza. In varie occasioni si è recato a pregare sulla spianata delle Moschee – atto proibito per gli israeliani – di modo da infiammare gli animi.
L’anno passato, quando il Regno del Belgio pose sanzioni contro lo Stato Ebraico, Ben Gvir disse oscuramente che «i Paesi europei sperimenteranno il terrore».
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Politica
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