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«La vera Religione trionfa sulla superstizione pagana»: omelia di mons. Viganò nella festa della Purificazione di Maria Santissima

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Renovatio 21 ripubblica l’omelia di monsignor Carlo Maria Viganò per la festa della Purificazione di Maria Santissima.

 

 

 

LUMEN AD REVELATIONEM

Omelia nella festa della Purificazione di Maria Santissima

 

 

Tu es qui restitues hæreditatem meam mihi.
Ps 15, 5

 

I miei occhi hanno visto la tua salvezza, che hai preparato al cospetto di tutti i popoli. Con queste parole il vecchio Simeone loda il Signore per avergli concesso il privilegio di poter assistere al compimento delle Profezie, potendo stringere tra le sue braccia il Messia bambino, condotto al Tempio per essere offerto al Signore secondo le prescrizioni dell’antica Legge. Quel cantico breve ma profondo è ripetuto tutti i giorni a Compieta, perché la preghiera che la Chiesa recita alla fine della giornata ci prepari alla fine del nostro esilio terreno con lo sguardo rivolto a Nostro Signore.

 

La festa odierna era dedicata, sino alla riforma del 1962, alla Purificazione della Beata Vergine, ed era perciò una ricorrenza mariana di indole penitenziale, evidenziata dal colore violaceo dei paramenti; così com’era penitenziale la natura del rito di Purificazione cui tutte le madri ebree dovevano sottoporsi quaranta giorni dopo il parto (Lev 12, 2).

 

Anche la Santa Chiesa conserva nel Rituale Romanum la speciale Benedizione per le puerpere, ormai caduta in disuso ma che sarebbe pia pratica ripristinare nel suo significato spirituale.

 

Come per il rito del Battesimo di Nostro Signore nel Giordano, così anche il rito della Purificazione non aveva strettamente senso né utilità per Maria Santissima, essendo Ella purissima e senza macchia in virtù dell’Immacolata Concezione. Con la Sua sottomissione alla Legge allora vigente, Nostra Signora ci dà un esempio di obbedienza ai precetti religiosi, affinché non dimentichiamo che siamo figli dell’ira e che meritiamo la Grazia solo per i meriti infiniti che il Salvatore ha acquistato per noi con la Sua Passione e Morte sulla Croce.

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La riforma di Roncalli – cui lavorarono molti degli stessi esperti che posero mano alla riforma della Settimana Santa sotto Pio XII e poi all’intero corpus liturgicum con il rito montiniano – modificò la denominazione della festa da Purificazione della Beata Vergine a Presentazione al tempio di Nostro Signore.

 

La motivazione era di impostare la celebrazione in chiave cristocentrica – cosa di per sé lecita e che venne per questo accolta con favore dai parroci. In realtà lo scopo degli autori della riforma del 1962 era di aprire la finestra di Overton conciliare, dischiusa con l’Ordo Hebdomadæ Sanctæ instauratus.

 

Lo scopo inconfessabile, e per questo da tenere rigorosamente occultato per non compromettere i futuri sviluppi, consisteva nell’indebolire il culto della Vergine e dei Santi – come si evince ad esempio dalla riclassificazione delle feste del Santorale – in funzione filoprotestante.

 

Comprendiamo allora come, sotto le apparenze di un cambiamento innocuo e dottrinalmente accettabile, si volesse non tanto enfatizzare la centralità di Nostro Signore nel ciclo liturgico, quanto usarla come pretesto per estrometterne la Madre di Dio, considerata un ostacolo al dialogo ecumenico. Così, per piccoli passi, i novatori riuscirono a far dimenticare la dottrina della Mediazione e della Correndenzione di Maria Santissima, senza negarla esplicitamente.

 

I Cattolici sanno bene che rendere culto di iperdulia alla Vergine nulla toglie al culto di latria dovuto alla Maestà divina, ma anzi propizia il Figlio per mezzo della Sua augustissima Madre, nella Quale Egli ha compiuto meraviglie: quia fecit mihi magna qui potens est. Invece gli eretici mostrano il loro orrore al solo nominare Nostra Signora, perché la Sua umiltà e la Sua obbedienza costituiscono un intollerabile affronto all’orgoglio e alla disobbedienza di Satana, loro padre.

 

E se nella Sua sapienza infinita il Signore ha voluto che fosse la Vergine Immacolata a conculcare il capo dell’antico Serpente, per quale motivo dovremmo noi pretendere – come fanno i Protestanti – di trattare direttamente con Lui, disprezzando la potente Mediatrice che ai piedi della Croce Egli ci ha dato come Madre e Avvocata? Non offenderemmo noi il Signore, trattando con poco riguardo e con diffidenza la gloria di Gerusalemme, la gioia di Israele, l’onorificenza del nostro popolo?

 

Lasciamo da parte queste osservazioni e meditiamo i Misteri di questa festa, nella quale la vera Religione trionfa sulla superstizione soppiantando le preesistenti feste pagane con il rito della Benedizione delle Candele. San Gelasio Papa volle istituire questa festa perché alla fine del sec. V vi erano ancora in Roma persone dedite ai culti degli idoli, che recavano fiaccole per la città.

 

Cristo, Lux mundi, si riappropria dunque del simbolo della luce che i pagani Gli avevano usurpato.

 

In questo senso è significativo ricordare l’interpretazione mistica di Sant’Anselmo: la cera – egli dice – opera delle api, è la carne di Cristo; lo stoppino, che sta dentro, ne è l’anima; e la fiamma, che brilla nella parte superiore, ne è la divinità. Carne, anima, divinità: l’unione di questi elementi ha permesso a Nostro Signore di redimerci come Capo del genere umano, espiando la colpa infinita di Adamo grazie all’infinito valore del Suo Sacrificio, il Sacrificio dell’Uomo-Dio appunto, offerto alla Maestà del Padre in riparazione del Peccato Originale e di tutte le colpe commesse da tutti gli uomini fino alla fine dei tempi.

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Quia viderunt oculi mei salutare tuum, quod parasti ante faciem omnium populorum, dice Simeone. La salvezza è un evento esteso a tutti e, a differenza del popolo che fu l’eletto, il popolo cristiano non si distingue per razza, ma per adozione.

 

Con il Battesimo siamo infatti costituiti figli di Dio, Suoi eredi e coeredi di Cristo, come dice San Paolo (Rom 8, 14-19) e come canta il Salmista: Il Signore è parte della mia eredità e mio calice (Sal 15, 5). Per questo la salvezza è stata preparata al cospetto di tutti i popoli; per questo tutti i popoli sono chiamati a conoscere, adorare e servire il vero Dio. Laudate Dominum omnes gentes (Sal 116, 1), et adorabunt eum omnes reges terrae; omnes gentes servient ei (Sal 71, 11).

 

Lumen ad revelationem gentium, et gloriam plebis tuæ Israël. La rivelazione delle genti e la gloria del popolo di Dio – che è la Santa Chiesa – sono intimamente legate: senza predicazione non c’è rivelazione; e senza rivelazione non c’è gloria per la Gerusalemme celeste, per il nuovo Israele. Ma se le infedeltà della Sinagoga nel riconoscere la luce di Cristo hanno causato la sua caduta e la dispersione dei suoi figli, quanto maggiore potrà essere il disonore per quanti vivono sotto la Nuova ed Eterna Alleanza, sono rinati in Cristo e risorti con Lui, ma non predicano la salvezza che Dio ha realizzato mediante la Passione del Suo divin Figlio?

 

Quando Nostro Signore incontrò gli scribi nel Tempio, spiegando loro il senso delle Scritture e in particolare mostrando loro come le profezie si compissero in Lui, la Sinagoga era ancora fedele all’Alleanza con Dio. Ma quando Egli venne denunciato dal Sinedrio a Ponzio Pilato con l’accusa di blasfemia – essendoSi proclamato Dio – perché fosse messo a morte, i Sommi Sacerdoti avevano rinnegato la Fede, accecati dal timore di perdere il proprio prestigio con la venuta del Messia, che gli Ebrei consideravano come Salvatore non solo spirituale, ma anche e soprattutto temporale e politico. La loro apostasia li portò a tacere quelle verità contenute nell’Antico Testamento, che sconfessavano il loro tentativo di adeguare la Religione alla convenienza del tempo e delle circostanze, e che tanti severi ammonimenti aveva meritato dagli ultimi Profeti di Israele.

 

Il popolo ebreo, tenuto nell’ignoranza dall’autorità religiosa del tempo, era certamente disorientato e scandalizzato, dal momento che la loro semplice Fede insegnava loro che era ormai giunto il tempo della nascita del Messia nella città di Betlemme. Per questo un’intera casta sacerdotale – la tribù di Levi – venne dispersa con la distruzione del Tempio ad opera dell’Imperatore Tito: ancor oggi i figli della Sinagoga sono dispersi nel mondo senza un luogo di culto, e senza poter ricostruire la genealogia dei Leviti per celebrare i sacrifici. Tremendo destino di un popolo, a causa del tradimento dei suoi sacerdoti!

 

Eppure, dinanzi all’evidenza della severità con cui il Signore giudica i Suoi Ministri specialmente quando vengono meno ai loro doveri sacri e ingannano i fedeli, i chierici della Nuova Alleanza sembrano considerare con leggerezza le proprie mancanze, le proprie infedeltà, i propri silenzi dinanzi a chi proclama l’errore e nega o tace la Verità. In costoro troviamo la medesima hybris, la stessa folle presunzione di sfidare il Cielo, che è punita irremissibilmente con la nemesis, fatale punitrice dell’abuso dell’autorità e dell’orgoglio.

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Lo ricordino bene i tiranni di questo mondo, investiti di cariche civili ed ecclesiastiche, e quanti prestano loro servile ossequio per timore di apparire controcorrente o di essere additati come «rigidi», «integralisti», non «inclusivi» e «divisivi». Ci pensino quanti, servendosi fraudolentemente di un’autorità per lo scopo opposto a quello che la legittima, credono di poter spadroneggiare sui loro sudditi: nil inultum remanebit.

 

Accostiamoci dunque al Santo Sacrificio con il santo Timor di Dio, purificandoci dai peccati con il ricorso frequente alla Confessione e recitando con contrizione l’Atto di dolore non appena commettiamo qualche mancanza.

 

La nostra disposizione spirituale ad emendarci e a renderci meno indegni dei divini Misteri ci aiuti ad accogliere con raccoglimento e fervore il Santissimo Sacramento nella Comunione eucaristica: la Luce di Cristo illumini la nostra mente in questi momenti di prova e infiammi il nostro cuore dell’amore di Carità, per essere a nostra volta luce per illuminare le genti.

 

Sia la nostra vita una quotidiana testimonianza di veri figli di Dio, sicché possiamo esclamare con il Salmista: il Signore è mia parte di eredità e mio calice.

 

E così sia.

 

+ Carlo Maria Viganò

Arcivescovo

 

2 Febbraio 2023
In Purificatione Beatæ Mariæ Virginis

 

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Immagine: Vittore Carpaccio, Presentazione di Gesù al Tempio (1510), Gallerie dell’Accademia, Venezia

Immagine di Mongolo1984 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported

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Svizzera, i cappuccini chiudono il convento di Olten fondato nel 1646

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I Cappuccini hanno chiuso definitivamente il loro convento di Olten, dopo 378 anni di presenza nel centro storico, il 10 giugno 2024. L’edificio è stato ceduto al Canton Soletta, che è il nuovo inquilino del luogo.   La partenza è stata inevitabile: gli ultimi sei cappuccini ancora presenti nel convento avevano tutti più di 80 anni. Sono partiti per altre comunità cappuccine svizzere: Wil (San Gallo), Svitto, Lucerna e Delémont (Giura).   La provincia svizzera conta ancora dieci monasteri, rileva cath.ch. Mentre nel 1962 riuniva 820 frati (compresi i novizi) ed è stata per qualche tempo la più grande dell’ordine dei cappuccini, nel 2006 contava solo 234 membri divisi in 24 istituti. Oggi ce ne sono meno di un centinaio.  

L’ordine dei Cappuccini in Svizzera

L’ordine dei Cappuccini fu approvato nel 1528 da papa Clemente VII. Il suo scopo era riscoprire l’ideale francescano: rispetto della regola, povertà reale ed eremitismo, almeno all’inizio. Ben presto si diffuse in Svizzera dove i Cappuccini vollero ravvivare lo spirito francescano, messo a dura prova dalla Riforma. Il primo convento fu fondato vicino a Lugano nel 1535.   Dopo il Ticino, i Cappuccini si diffusero in tutta la Svizzera. Parteciparono attivamente alla Controriforma e si espansero dapprima nei cantoni della Svizzera tedesca, ma ben presto fondarono anche nella Svizzera francese: il convento di Saint-Maurice fu fondato nel 1610, e quello di Sion nel 1631.

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La voce del Dizionario storico della Svizzera ricorda che «l’Illuminismo, la Rivoluzione francese, la Mediazione [imposta da Napoleone, ndr] (vietava l’accoglienza dei novizi), il Sonderbund [guerra tra cantoni cattolici e cantoni protestanti. ndr] e il Kulturkampf provocarono alcune chiusure di conventi e una riduzione del numero (252 membri nel 1857)».   Ma la tendenza finì per invertirsi alla fine del XIX secolo, con nuove fondazioni o rifondazioni. I Cappuccini furono molto attivi nelle missioni interne e furono loro affidate anche delle missioni estere: nel 1921, la Santa Sede affidò loro la missione della Tanzania e delle Seychelles. Il convento di Olten era una base missionaria per l’Africa, l’Indonesia e il Sud America.   Per quanto riguarda il futuro del convento di Olten, che resta di proprietà dell’ordine, la città di Olten e il cantone di Soletta hanno firmato un contratto di affitto fino alla fine del 2026. Come spiega cath.ch: «la città può utilizzare i locali o subaffittarli e deve gestire gli edifici e i giardini». Il noleggio avviene «gratuitamente» secondo il cantone.   Ciò che le persecuzioni non erano riuscite a ottenere è stato purtroppo ottenuto dalla crisi generata dal Concilio Vaticano II. Anche se non si può dire che sia l’unica causa della perdita di vocazioni e della secolarizzazione della società, è certo che vi abbia contribuito in modo significativo.   Articolo previamente apparso su FSSPX.news.

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Immagine da Kapuziner.ch
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Spirito

Ennesimo tabernacolo rubato. Quanti casi così?

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Un prete cattolico spera che una ricompensa in denaro possa incentivare un ladro a restituire un tabernacolo dipinto in oro che contiene il Santissimo Sacramento.

 

Padre Ignacio Llorente della parrocchia di San Michele Arcangelo a Portland, Oregon, ha detto all’affiliato della CBS KOIN-6 che il filmato della telecamera di sicurezza ha ripreso un ladro che faceva irruzione nella chiesa dopo mezzanotte all’inizio di questo mese.

 

«Sono saliti attraverso le scale fino al campanile… e poi sono entrati in una specie di zona uffici», ha detto Llorente. «Alle 4 del mattino entrò nella nostra cappella e prese quello che nella fede cattolica viene chiamato il tabernacolo».

 

Il video della rapina suggerisce che l’uomo fosse afroamericano e che l’abbia rubato forse pensando che fosse oro puro.

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«Non mi interessa la bicicletta, né l’altoparlante, né le altre cose che sono state rubate, ma sì, recuperare il tabernacolo e, più precisamente, l’Ostia Santa che è dentro il tabernacolo», ha osservato Llorente.

 

La parrocchia San Michele ha affisso in tutta la zona volantini con una ricompensa di 1.000 dollari per la restituzione del tabernacolo e dell’ostia consacrata al suo interno. KOIN-6 afferma che la polizia ha effettuato un arresto, ma il sospettato è stato rilasciato.

 

Quella di San Michele non è l’unica chiesa cattolica della diocesi di Portland ad essere stata presa di mira negli ultimi mesi.

 

La sera prima della messa della domenica mattina del 28 aprile, le porte e il marciapiede di San Patrizio, nel nord-ovest di Portland, sono stati dipinti con vernice spray con il messaggio femminista ed abortista «Il mio corpo, la mia scelta».

 

Secondo quanto riferito, la chiesa è stata attaccata due volte in precedenza, una nel giugno 2021 e un’altra nel luglio 2021 durante un’ondata di criminalità perpetrata contro quattro chiese cattoliche a Portland nell’arco di sei settimane quell’estate.

 

Padre Llorente è stato parroco di San Patrizio dal 2012 al 2014. Nato in Ispagna, è membro della Saint John Society. Attualmente studia presso il Seminario del Sacro Cuore per la Licenza in Sacra Teologia.

 

CatholicVote.org ha riferito che ci sono stati oltre 400 attacchi contro chiese cattoliche negli Stati Uniti dal 2020 e che San Patrizio è stato il 252° da maggio 2022.

 

Il «Violence Tracker» di CatholicVote afferma che solo nel 2024 si sono verificati 27 attacchi e solo 25 la percentuale dei casi si conclude con un arresto.

 

Il sito web ha inoltre rilevato che i primi 10 stati con il maggior numero di attacchi contro le chiese cattoliche sono California (55), New York (46), Pennsylvania (25), Texas (22), Colorado (17), New Jersey (17), Ohio (16), Florida (16), Massachusetts (16) e Oregon (15).

 

Come riportato da Renovatio 21, nel quartiere di Brooklyn, Nuova York, un tabernacolo sparì dalla chiesa di Sant’Agostino nel maggio 2022.

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Il furto di tabernacoli, e le annesse profanazioni, è un fenomeno che interessa anche l’Italia.

 

Lo scorso mese a L’Aquila è stato ritrovato un antico tabernacolo rubato durante il grande terremoto che travolse gli Abruzzi nel 2009.

 

A gennaio ladri erano entrati in chiese a Portomaggiore, provincia di Ferrara, rubando anche le ostie.

 

A febbraio vi era stata una condanna per ricettazioni a seguito del caso di un tabernacolo rubato nella chiesa di San Lorenzo in Guinza di Mercatello sul Metauro, in provincia di Pesaro Urbino.

 

A marzo era stata profanata la chiesa di Santa Maria a Nives presso Bovalino Superiore, città metropolitana di Reggio Calabria, con le ostie sparse a terra per la Chiesa.

 

A inizio 2023 venne recuperato nel veronese un tabernacolo esempio di arte popolare lombarda di fine Ottocento.

 

A fine 2023 in una parrocchia venne trafugato il tabernacolo a Galatina, provincia di Lecce.

 

Maggio 2023, San Lorenzo a Parma: tabernacolo forzato ed ostie buttate a terra.

 

Nel 2022 a Cecina, provincia di Livorno, vi è stato la sparizione del tabernacolo della cappella dell’Ospedale.

 

Analogo furto sacrilego alla cappella dell’Ospedale di Maria di Avola, a Siracusa.

 

Nel 2020 è stato rubato il tabernacolo della chiesa di San Sebastiano a Brescia.

 

Nel 2017 venne portato via il tabernacolo della chiesa del Murialdo a Viterbo.

 

Stesso anno, identico furto presso l’Opera Salesiana di Corigliano Calabro, provincia di Cosenza

 

Stesso anno, pochi mesi dopo medesima situazione nella chiesa di San Vincenzo Ferrar di Trebisacce, sempre in provincia di Cosenza.

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Nel 2014 era stato restituito a Pedavena (provincia di Belluno) un tabernacolo rubato nella vicina Norcen nel maggio 1999.

 

Sempre nel 2014 era stato trafugato un tabernacolo dalla cappella di un oratorio di Milano.

 

Nel 2013 fu rubato il tabernacolo della chiesa di Sant’Ampelio a Bordighera, in provincia di Imperia.

 

Nel tardo 2020 vi fu la profanazione di un tabernacolo, con furto della pisside, a Irsina, in provincia di Matera.

 

Sempre nel materano, nel 2010 quattro minorenni furono denunciati per il furto di un tabernacolo.

 

Come riportato da Renovatio 21, due chiese francesi sono state profanate lo scorso mese.

 

Possiamo andare avanti per ore con la lista, ma prima o poi bisognerà rispondere alla domanda: come mai vandali, ladri e ricettatori sembrano concentrarsi proprio su tabernacolo?

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Immagine del tabernacolo nella Cattedrale di Sant’Olavo, Oslo
 
Immagine di Cnyborg via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported

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Arte

Bergoglio incontra i comici goscisti, abortisti, omotransessualisti e vaccinari

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Papa Francesco incontrerà comici di spicco, tra cui Stephen Colbert, Whoopi Goldberg e Jimmy Fallon – tutti personaggi pro-aborto, pro-omotransessualismo e pro-vaccino – in un evento a cui parteciperà anche l’attivista LGBT gesuita padre James Martin.   Lo scorso sabato, il Vaticano ha annunciato che l’evento si svolgerà nel Palazzo Apostolico il 14 giugno alle 8:30. L’incontro «mira a stabilire un legame tra la Chiesa cattolica e gli artisti comici».   Il Vaticano ha sottolineato nel suo annuncio le parole di Francesco tratte da un’intervista televisiva del 2016 con il canale cattolico italiano TV2000. «Il senso dell’umorismo è una grazia che chiedo ogni giorno, e prego quella bella preghiera di San Tommaso Moro: “Dammi, Signore, il senso dell’umorismo”, che io sappia ridere di una battuta… è bella quella preghiera, vero?» aveva detto il sommo pontefice. «È un atteggiamento umano, ma è il più vicino alla grazia di Dio».   L’evento è co-organizzato dal Dicastero per la Cultura e l’Istruzione e dal Dicastero per la Comunicazione.

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L’ elenco di 105 comici provenienti da 15 paesi include nomi noti dell’industria dell’intrattenimento statunitense, tra cui Stephen Colbert, Jimmy Fallon, Whoopi Goldberg, Conan O’Brien. Si tratta di nomi molto conosciuti in USA, magari per i loro programmi notturni con talk show e battute, oggi però considerati da una vasta parte della popolazione americana – in ispecie quella che sostiene Trump – come puri propalatori della propaganda di Washington e dei suoi valori corrotti.   Soprattutto, molti in America riconoscono che questi «artisti» della comicità oltre ad aver venduto l’anima al Deep State e alla Cultura della Morte sono divenuti di fatto incapaci di far ridere.   È previsto che partecipi anche il gesuita filo-omotransessualista padre Martin, precedentemente soprannominato il «cappellano» del volgare e di sinistra «The Colbert Report» di Stephen Colbert ed è stato indicato come «artista» da Vatican News.   La maggior parte di questi eminenti comici statunitensi sono noti per essere favorevoli all’aborto e pro-LGBT. Colbert, un sedicente cattolico che spesso vanta della sua partecipazione in parrocchia, fece un giorno un lungo monologo in cui dichiarava, in chiara violazione dell’insegnamento cattolico che il libero aborto non andava toccato in alcun modo.   Il Colberto sostiene fortemente il cosiddetto matrimonio omosessuale, ha promosso una serie Netflix che sessualizzava i bambini e prendeva in giro Gesù, scrive LifeSiteNews. Il personaggio ha dato prova anche di un classismo totalmente divorziato dalla realtà: nella sua trasmissione, tra applausi scroscianti registrati e risate fasulle, aveva dichiarato che l’aumento del costo della benzina – un effetto contestato duramente all’amministrazione Biden – non lo toccava, perché lui aveva una macchina elettrica Tesla.   Resterà tuttavia negli annali, magari anche come prova al futuro processo di Norimberga 2.0, il balletto pro-vaccino che Colbert allestì per lo show, in cui siringhe giganti ballavano invitando la gente a sottomettersi alla puntura mRNA. Si tratta di una vetta altissima: quando il cringe può trasformarsi in danno biologico di massa.  

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Anche Whoopi Goldberg, che Francesco ha incontrato nell’ottobre del 2023, promuove l’aborto e l’ideologia LGBT e sostiene che l’uccisione dei bambini nel grembo materno che ritiene «non è menzionata» nei Dieci Comandamenti. La Goldberg, che in passate interviste ha affermato di essere ebrea, ha rivelato che in un precedente incontro con il Santo Padre gli ha proposto di prendere parte ad un seguito di Sister Act. Considerando i passati impegni di Bergoglio con la Disney, potrebbe trattarsi di una proposta che l’argentino ha valutato seriamente.   Presente nella ciurma papale anche Chris Rock, stand-up comedian considerato tra i maestri della scena attuale, pur essendo in pista dagli anni Ottanta. In una recente scenetta comica, Chris Rock ha ammesso che l’aborto uccide un bambino, ma ha detto che crede che le donne «dovrebbero avere il diritto di uccidere i bambini». Il Rock, famoso per aver condotto la notte degli Oscar due anni fa ricevendo un enigmatico schiaffo in diretta dall’attore afroamericano Will Smith, apparirebbe nelle liste di Epstein.   Il presentatore e comico Jimmy Fallon ha criticato le politiche pro-vita nel suo programma a tarda notte, riempiendo anche lui il programma di sketch pro-vaccino di infinito cringe. Il Fallon, come altri, è arrivato ad ospitare il plenipotenziario pandemico Anthony Fauci per indottrinare il pubblico su restrizioni ed iniezioni geniche sperimentali  

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Un’altra «artista» statunitense invitata all’evento vaticano è Tig Notaro, una lesbica che ha contratto un matrimonio monosessuato per poi ottenere due gemelli dalla sua «moglie» attraverso la fecondazione in vitro e la maternità surrogata, che la Chiesa cattolica condanna come gravemente immorali. Il Vaticano aveva anche invitato il comico Jim Gaffigan, che si presenta come un fedele cattolico ma ha portato i suoi figli piccoli alla «parata del orgoglio» LGBT di New York nel 2017.   Tutto questo alla faccia del falsi «scoop» sulla condanna papale della «frociaggine» (sic) nei seminari. Come si possa credere ad una «svolta» conservatrice contro il dilagare dei gay in curia, mentre il pontefice incontra questi personaggi e soprattutto padre Martin, non riusciamo a comprenderlo.   Papa Francesco ha segnalato il suo sostegno a padre Martin in molti modi nonostante la promozione dell’omosessualità da parte di quest’ultimo, più recentemente scrivendo la prefazione all’ultimo libro di Martin. Il papa lo ha anche nominato e riconfermato consulente per le Comunicazioni vaticane e ha incontrato Martin più volte, lodando le sue iniziative pro-LGBT.   Padre Martin ha insistito affinché il termine «oggettivamente disordinato» in riferimento all’orientamento omosessuale fosse rimosso dal Catechismo della Chiesa Cattolica e sostituito con «diversamente ordinato». Il gesuita spesso dichiarazioni scandalose sull’omosessualità che violano l’insegnamento cattolico sulla moralità sessuale. Prelati di alto profilo e personalità cattoliche avvertono che Martin sta portando le persone fuori strada e mettendo a rischio le anime incoraggiando l’attività omosessuale e non chiamando le persone alla castità.   Come riportato da Renovatio 21, a poche ore dalla pubblicazione della dichiarazione vaticana Fiducia Supplicans, padre Martin aveva benedetto una «coppia» omosessuale nella residenza dei gesuiti a Nuova York.   Come riportato da Renovatio 21, nel novembre 2022 Bergoglio aveva dapprima concesso un’udienza privata al Martin, per poi elogiarlo pubblicamente durante l’assemblea plenaria del Dicastero per le comunicazioni vaticane.   Un anno fa, il Martin aveva dichiarato in pratica che la dottrina del catechismo sull’omosessualità uccide, in quanto porterebbe taluni alla morte per suicidio. Il papa la scorsa estate gli scrisse una lettera di incoraggiamento: «Vi incoraggio a continuare a lavorare sulla cultura dell’incontro, che accorcia le distanze e ci arricchisce delle nostre differenze, come ha fatto Gesù, che si è fatto vicino a tutti».

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