Epidemie
La super-gonorrea colpisce la Gran Bretagna
Un caso che gli esperti di gonorrea definiscono «il peggiore di tutti i tempi» sconvolge il Regno Unito.
I giornali britannici hanno riportato lo scorso 29 marzo la vicenda di un uomo infettato da un tipo di gonorrea resistente agli antibiotici, chiamata anche super-gonorrea.
Quando costui ha manifestato i sintomi un mese dopo un incontro sessuale con una donna nel sud-est asiatico, l’uomo (non identificato dai media) ha richiesto cure mediche, ed è stato quindi trattato con la combinazione di antibiotici attualmente usati per trattare il ceppo più testardo della malattia a trasmissione sessuale, l’Azitromicina e il Ceftriaxone.
I farmaci tuttavia non hanno funzionato.
Il peggiore caso di gonorrea di tutti i tempi, un tipo di gonorrea resistente agli antibiotici, chiamata anche super-gonorrea
La dottoressa Gwenda Hughes di Public Health England ha dichiarato ai giornalisti che «questa è la prima volta che un caso ha mostrato una tale resistenza ad entrambi questi farmaci e alla maggior parte degli altri antibiotici comunemente usati. Stiamo seguendo questo caso per garantire che l’infezione fosse efficacemente trattato con altre opzioni e il rischio di qualsiasi trasmissione in avanti è ridotto al minimo».
Il partner femminile regolare nel Regno Unito non ha contratto la malattia, ma i funzionari sanitari stanno ora cercando di trovare i suoi altri contatti sessuali in modo che possano essere avvertiti e la malattia possa essere contenuta.
I medici del paziente stanno provando un ultimo antibiotico, l’Ertapenem, nel tentativo di curarlo, e sapranno in un mese se è stato o meno efficace.
La BBC ha citato la dott.ssa Olwen Williams, presidente dell’Associazione britannica per la salute sessuale e l’HIV, affermando che «l’emergere di questa nuova varietà di gonorrea altamente resistente è di enorme preoccupazione ed è uno sviluppo significativo».
Il Telegraph ha riferito che l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie concordano che questa «super-gonorrea» resistente agli antibiotici è una «prima mondiale».
L’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie concordano che questa «super-gonorrea» resistente agli antibiotici è una «prima mondiale».
Finora non sono stati trovati altri casi in Europa.
La gonorrea, che è la seconda malattia sessualmente trasmissibile più diffusa nel Regno Unito, è causata da un batterio chiamato Neisseria gonorrhoeae.
Uno su dieci uomini infetti e tre quarti delle donne infette non mostrano mai sintomi riconoscibili. Tuttavia, se non trattato può portare a infertilità, malattia infiammatoria pelvica e un aumento del rischio di gravidanza ectopica. Può anche aumentare le probabilità di donare o contrarre l’HIV-AIDS.
La gonorrea può essere diffusa per via orale, anale e vaginale.
Il Centro americano per il controllo delle malattie (il famoso CDC) afferma che la gonorrea è una delle principali preoccupazioni per la salute negli Stati Uniti. Più di 800.000 nuove infezioni si verificano ogni anno. È particolarmente comune tra le persone di età compresa tra i 15 ei 24 anni.
Gli scienziati da anni avvertono della possibilità dello sviluppo di una forma inguaribile di super-gonorrea.
Anche se è in giro da decenni, la gonorrea è diventata più difficile da trattare.
Ogni volta che un nuovo farmaco viene usato per trattare la malattia, il batterio si adatta.
Negli anni ’90, il trattamento con penicillina e tetraciclina divenne inefficace e i medici iniziarono a usare i fluorochinoloni. Un decennio dopo, anche essi divennero gradualmente inefficaci. Il CDC ha quindi raccomandato le cefalosporine, ma ora solo due di esse, azitromicina e ceftriaxone utilizzate insieme, sono considerate efficaci.
La rivoluzione sessuale è finita e i microbi hanno vinto
«Poco rimane tra noi e la gonorrea inguaribile» dice il CDC in questo spaventoso video.
Una cosa che si frappone tra noi e qualsiasi malattia sessualmente trasmissibile è il recupero di una sana etica sessuale, o così dice l’editorialista John Robson nel Canada’s National Post nel 2016.
Citando la famosa dichiarazione di P.J. O’Rourke secondo cui «la rivoluzione sessuale è finita e i microbi hanno vinto», Robson dice di sapere cosa protegge i suoi lettori dalla gonorrea resistente ai farmaci: «la monogamia».
«So anche che cosa non ci protegge, il credere che la scienza ci abbia resi come dei, o almeno simili agli dei, e che attraverso la volontà politica ci si possa lunghe e salutari ricerche di piacere con uscite pianificate ed indolori. Non è così, così come non vi sono pillole della felicità in grado di riparare una vita miserabile».
Epidemie
Avanzamenti della Commissione COVID. Intervista al dottor Giacomini
La Commissione parlamentare COVID sta andando avanti. Mercoledì alla Camera dei Deputati vi è stata un’udienza riguardante i danni da vaccino. Vi ha partecipato il dottor Dario Giacomini, presidente dell’associazione ContiamoCi!, che si è spesa sin dall’inizio per riportare il dibattito pubblico nell’alveo di una corretta comunicazione scientifica, tutelando al contempo i diritti costituzionali calpestati durante il biennio pandemico.
Dottor Giacomini, di cosa si è parlato ieri in Commissione?
Abbiamo portato della documentazione che dimostrava che le istituzioni, nello specifico il ministero della Salute, già dal 2021 conoscevano il problema degli eventi avversi. Le circolari ministeriali già riconoscevano l’esistenza della questione.
Quali effetti avversi erano già noti al ministero della Salute?
Oltre alle possibili reazioni allergiche legati alla composizione del siero, erano note alcune patologie quali la sindrome da perdita capillare, la sindrome di Guillain-Barré, le miocarditi, le pericarditi, la sindrome trombotica trombocitopenica.
Può farci un esempio di un documento che già conteneva questa informazione?
La circolare del ministero della Salute del 4 agosto 2021. Siamo ad otto mesi dal lancio della vaccinazione nazionale.
E cosa ha fatto il ministero?
Il ministero conosceva queste cose. Ma diceva che la vaccinazione doveva andare avanti: semplicemente, suggeriva di cambiare marca di vaccino. In pratica, le reazioni ai sieri non implicavano la sospensione della vaccinazione, ma il cambio di etichetta del siero: se ti ha fatto male il Pfizer, fai il Moderna.
Perché non si sono fermati?
Posso dire che il ministero sembrava più preoccupato dal garantire inderogabilmente la continuazione della campagna vaccinale nazionale invece che la salute del singolo cittadino a cui pure veniva riconosciuto ufficialmente un danno da vaccino. La stessa questione si è avuta con le donne in gravidanza. Si decise di proseguire con le donne incinte nonostante l’assenza totale di studi riguardo gli effetti su questa popolazione. La stessa circolare insiste che qualora il soggetto fosse guarito dalla malattia, cioè avesse l’immunità naturale, il titolo anticorpale non va ritenuto un parametro di esclusione dalla vaccinazione COVID.
Cioè secondo la circolare se avevi fatto la malattia dovevi comunque fare il vaccino?
Sì, dovevi farti il vaccino per avere gli anticorpi – anticorpi vaccinali, quindi indotti artificialmente su un frammento del patogeno – e invece gli anticorpi prodotti dall’immunità naturale non possono essere presi in considerazione. La sensazione è che bisognava vaccinare davvero tutti.
Perché?
Il sospetto che mi viene è che non bisognava avere una popolazione di controllo, cioè un gruppo di persone non vaccinate – parliamo di decine di milioni di cittadini che erano guariti e quindi avevano l’immunità naturale. Essi avrebbero dimostrato che si poteva sopravvivere al virus senza il siero. La politica invece doveva dimostrare la qualità salvifica della vaccinazione. Senza gruppo di controllo dei guariti, che sono stati inoculati anche loro, non è possibile nessun raffronto e quindi si può portare avanti la narrazione del vaccino unico strumento per uscire dalla pandemia.
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Quali altri elementi vi sono in questo processo?
Un altro elemento che ci fa capire come potrebbe esserci stata consapevolezza dei possibili eventi avversi anche letali è lo scudo penale stabilito con l’articolo 3 del DL 44/2021: si normava il fatto che qualora vi fosse un evento avverso anche mortale il medico vaccinatore sarebbe stato esentato da qualsiasi responsabilità, era sufficiente che avesse rispetto per le linee guida e le circolari ministeriali.
A cosa ha portato tutto questo?
Tutto questo ha portato ad una profonda sfiducia da parte del cittadino nei confronti delle istituzioni e della scienza medica, perché la regia politica ed ideologica diviene evidente, così come l’omissione di informazioni che pure erano presenti nella comunicazioni all’interno delle istituzioni. Ricordiamo com’erano quei mesi: c’era la censura e se dicevi le stesse cose contenute nella circolare ministeriali venivi etichettato come pericoloso «no-vax».
Quindi i sieri sono «sicuri ed efficaci»?
Questi farmaci per la loro stessa composizione possono avere effetti avversi: l’mRNA può raggiungere tutti i tessuti e non conosciamo le diverse reazioni di questi alla sostanza. Tutto questo era noto ma non si poteva comunicare all’esterno perché non si doveva spegnere quello che il ministro Speranza avrebbe definito, in una registrazione della riunione del CTS a seguito della morte di Camilla Canepa, l’«entusiasmo vaccinale».
Cosa è successo durante l’udienza?
Dopo la relazione mia e del vicepresidente di ContiamoCi! Marco Cosentino, vi è stato l’intervento della senatrice del PD Ylenia Zambito. Ha avuto il coraggio di dire che non c’era alcun obbligo vaccinale. Mi è toccato ricordarle, insieme all’onorevole Bagnai, che non solo l’obbligo c’era, ma c’era pure sanzioni amministrative, sproporzionate ed irragionevoli, che avevano portato alla fame milioni di cittadini che non potevano più lavorare. Tantissimi si sono piegati a questa «coercizione amministrativa», che per quanto mi riguarda era solo un enorme «ricatto».
Solo un ricatto?
Di più. Per me quello che c’è stato è stata una guerra civile. Per la prima volta, lo Stato ha disconosciuto milioni dei suoi cittadini e li ha perseguitati solo perché volevano liberamente decidere riguardo al proprio corpo – cosa peraltro sancita dall’articolo 32 della Costituzione.
Dicono che la vaccinazione ha salvato milioni di vite.
Quand’anche fosse vero, il salvare le milioni di vite non può passare attraverso il sacrificio coatto di una minoranza che viene mandata a morire. Lo Stato non lo può fare. La Costituzione su questo è chiara. Dovevi assumerti il rischio, di una malattia da reazione avversa o perfino della morte, senza alternativa. Dovevi accettare la roulette russa. Tutto questo facendoti pure firmare un consenso informato che informato non era.
I politici vaccinisti stanno cambiando idea?
Ho avuto l’impressione che le forze politiche che in quegli anni hanno avallato la discriminazione e la coercizione oggi non possono più difendere queste posizioni, cercando di mettere nel dimenticatoio quella stagione. Del resto sono posizioni indifendibili: la letteratura scientifica, i casi sanitari in tutto il Paese, la Costituzione – di cui si sono detti paladini nell’ultimo referendum – violata in tantissime sue parti. Rispetto al 2024 quando andammo in Commissione COVID la prima volta, quando erano belli agguerriti, mi sono parsi più sulla difensiva, più remissivi. Hanno le armi spuntate: di fronte a relazioni rigorose e pacate non hanno la possibilità di controbattere nulla.
Quale valore ha la Commissione in questo momento?
I lavori della Commissione continuano ad essere silenziati dalla grande stampa. Invece un evento che ha sconvolto la vita di tutti gli italiani, comunque la si pensi, non può essere messo in un cassetto da chiudere per sempre. Abbiamo un obbligo civile, morale di analizzare tutto quello che è successo e far emergere le verità che sono state taciute, al fine di dare ai cittadini gli elementi. Se siamo ancora in una democrazia, dobbiamo avere il coraggio di cercare la verità. Qualsiasi siano le conclusioni che arriveranno alla fine di questo percorso.
Cosa vuole dire ai lettori di Renovatio 21?
Che il perno deve essere il lavoratore, l’uomo che fa, che crea il proprio destino. Quindi invitiamo tutti a sostenere l’azione del sindacato DI.CO.SI. ContiamoCi! per difendere il diritto al lavoro che non deve mai più essere calpestato nel nome di una spinta emergenziale, che, guarda caso, oggi si sta riproponendo in altre forme. Perché il fine ultimo metapolitico di tutto questo è quello di spogliare l’uomo della sua libertà. Togliere il lavoro significa togliere la libertà, e quindi avere un popolo facilmente controllabile di schiavi.
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Immagine della Presidenza della Repubblica Italiana via Wikimedia; fonte Quirinale.it; immagine modificata
Epidemie
Pfizer vuole il vaccino contro il Lyme, mentre aumentano le zecche e le allergie alla carne dalla sindrome alfa-gal
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Indurre l’intolleranza alla carne con la bioingegneria umana. Per il bene dell’ambiente
Parola del dottor Matthew Liao, bioeticista legato al World Economic Forum Sottotitoli di Renovatio 21 pic.twitter.com/J83Q1YUMuD — Renovatio 21 (@21_renovatio) August 23, 2023
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Epidemie
Virus sconosciuto e per il quale non esiste un vaccino si sta diffondendo negli Stati Uniti
Secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, il metapneumovirus umano (HMPV) si sta diffondendo negli Stati Uniti, in particolare in California e nella regione dei Grandi Laghi. Lo riporta Epoch Times.
I sintomi includono tosse, febbre e congestione nasale e, a differenza di virus respiratori più noti, per l’HMPV non esistono vaccini o trattamenti conosciuti, ha affermato il CDC.
I pazienti ricoverati in ospedale ricevono in genere cure di supporto, o ossigeno se necessario, e liquidi per via endovenosa per prevenire o trattare la disidratazione.
Dei test nazionali risultati positivi ai virus respiratori nella settimana conclusasi il 28 febbraio, il 5% è risultato positivo all’HMPV, la percentuale più alta per l’HMPV da metà 2025. La percentuale è inferiore a quella dell’influenza e del virus respiratorio sinciziale (VRS), ma superiore a quella del COVID-19, secondo il National Respiratory and Enteric Virus Surveillance System.
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La California e il Nuovo Jersey sono tra gli stati che hanno recentemente segnalato casi di HMPV. Secondo l’ente di controllo epidemico statunitense CDC, casi sono stati registrati in tutte le regioni del paese.
Specialisti affermano che i sintomi sono solitamente lievi, ma che il virus può portare a complicazioni più gravi, in particolare nei bambini piccoli, negli anziani e in altre persone con un sistema immunitario più debole.
Secondo uno studio pubblicato a febbraio, i ricercatori della Facoltà di Sanità Pubblica dell’Università di Pittsburgh e di altre istituzioni hanno affermato che l’HMPV inizia solitamente a circolare più tardi nella stagione rispetto all’influenza e al virus respiratorio sinciziale.
Gli scienziati hanno scoperto che il virus raggiunge il picco anche più tardi, spesso ad aprile, e affermano che lo studio dimostra che l’HMPV è «una causa importante» di sintomi respiratori sia nei bambini che negli adulti.
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