Geopolitica
La Russia rimuove i talebani dalla lista dei terroristi
Il rappresentante presidenziale speciale russo per l’Afghanistan, Zamir Kabulov, ha detto ai giornalisti il 4 ottobre che «il ministero degli Esteri [russo], insieme all’FSB [Servizio di sicurezza federale russo] e a una serie di altre agenzie russe, sta ultimando gli ultimi ritocchi legali alla rimozione del movimento talebano dalla lista dei terroristi della Russia».
Il Kabulov ha fatto queste osservazioni al termine di un incontro sull’Afghanistan a Mosca.
In precedenza, quel giorno, il direttore dell’FSB Alexander Bortnikov ha detto che «i talebani sono pronti a combattere l’ala più pericolosa dello Stato Islamico (IS), l’ISIS-K», secondo la dichiarazione rilasciata all’agenzia di stampa TASS.
Si tratta di una decisione importante da parte della Russia, che aveva inserito i talebani nella sua lista di organizzazioni terroristiche nel 2003.
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Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha detto, parlando al suo incontro con il ministro degli Esteri di Kabul Amir Khan Muttaqi: «Partiamo dal fatto che l’Afghanistan si sta inserendo sempre più organicamente nella nostra ampia famiglia regionale. E tutti i partecipanti all’incontro odierno, a modo loro, con caratteristiche nazionali, hanno parlato della necessità che l’Afghanistan ritorni finalmente a questa famiglia regionale, e tutti gli stati nel nostro formato hanno espresso la loro disponibilità e determinazione a fornire ogni possibile assistenza a questo scopo».
Nell’incontro tra Lavrov e il suo omologo nel governo ad interim dell’Afghanistan, si sarebbe discusso anche di droga e terrorismo, secondo Kabulov.
Come riportato da Renovatio 21, l’ISIS ha rivendicato l’attacco del settembre 2022 fuori dall’ambasciata russa a Kabul, dove un attentatore ha detonato un ordigno e due membri del corpo diplomatico sono stati uccisi. Il bilancio parziale sarebbe di almeno una decina di vittime.
Come riportato da Renovatio 21, due settimane fa un corteo di automobili su cui viaggiavano l’ambasciatore russo in Pakistan Albert Khorev e altri diplomatici è stato colpito da un’esplosione.
Secondo la vulgata occidentale, sarebbe stato l’ISIS-K a procurare la strage del centro commerciale Crocus a Mosca lo scorso aprile. Tuttavia il Cremlino ha dichiarato prove significative» del coinvolgimento di Kiev nell’attacco terroristico.
L’ISIS-K sarebbe dietro all’attentato alla chiesa di Santa Maria a Istanbul, ed è stata sospettata anche della doppia carneficina con oltre 50 morti consumatasi lo scorso ottobre in Pakistan. Sempre nel 2023 l’ISIS-K (la variante locale dell’ISIS) rivendicò un attentato nella provincia di Khyber Pakthunkhwa che uccise 54 persone, la metà delle quali erano bambini.
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Immagine di DFID – UK Department for International Development via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Geopolitica
Colloqui con l’Iran falliti, Trump urla a Netanyahu: «sei completamente pazzo, ti sto salvando il culo, che cazzo stai facendo?»
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Geopolitica
L’esercito americano starebbe guidando segretamente delle navi attraverso lo Stretto di Ormuzzo
Nelle ultime settimane, l’esercito statunitense ha guidato segretamente delle navi attraverso lo Stretto di Ormuzzo. Lo riporta il New York Times, che cita funzionari a conoscenza dei fatti.
In risposta agli attacchi aerei statunitensi e israeliani del 28 febbraio, l’Iran ha chiuso la vitale via navigabile, che in precedenza gestiva circa il 20% delle forniture globali di petrolio e gas naturale liquefatto (GNL), alle navi provenienti da «paesi ostili». Teheran ha poi precisato che le navi di paesi terzi avrebbero potuto transitare pagando un pedaggio e rispettando le istruzioni militari.
Ad aprile, il presidente degli Stati Uniti Donaldo Trump aveva annunciato il «Progetto Libertà», finalizzato a scortare navi mercantili in difficoltà provenienti da paesi neutrali. Ha sospeso pubblicamente l’iniziativa meno di 48 ore dopo, a quanto pare in seguito al rifiuto dell’Arabia Saudita di permettere alle forze statunitensi di sorvolare il suo spazio aereo o di utilizzare la base aerea Prince Sultan.
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Secondo il NYT, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha coordinato il passaggio di circa 70 navi commerciali attraverso il canale nelle ultime tre settimane. Un funzionario ha riferito al giornale che la maggior parte delle navi aveva spento i transponder per evitare di essere individuate dalle forze iraniane. Le imbarcazioni avrebbero seguito una rotta più vicina alla costa omanita.
Nonostante il cessate il fuoco raggiunto l’8 aprile, il traffico attraverso questo punto strategico rimane fortemente ridotto, essendo sceso da circa 150 navi al giorno prima del conflitto a meno di dieci.
Decine di migliaia di marinai a bordo di un numero di imbarcazioni compreso tra 1.600 e 2.000, tra cui petroliere e gasiere, rimangono bloccati nel Golfo Persico.
Ad aprile, gli Stati Uniti hanno imposto un blocco ai porti iraniani e da allora hanno intercettato più di 100 navi mercantili. Domenica, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha dichiarato che 28 navi avevano attraversato lo stretto nelle 24 ore precedenti, dopo aver ottenuto l’autorizzazione.
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Geopolitica
Israele penetra più a fondo in Libano e conquista un castello crociato del Medio Evo
תיעודים חדשים: כוחות סיירת גולני במבצר הבופור
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