Spazio
La Russia lancia il razzo Proton-M con un satellite meteorologico di nuova generazione
La russa Roscosmos ha portato a termine con successo giovedì il lancio di un razzo Proton-M dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, con a bordo il satellite meteorologico Elektro-L n. 5. Il decollo è avvenuto alle 11:52 ora di Mosca e la navicella dovrebbe raggiungere l’orbita geostazionaria circa sei ore e mezza dopo il lancio.
Il vettore Proton-M a tre stadi, prodotto dal Centro Khrunichev, misura 57,6 metri di altezza e ha una massa al decollo di 705 tonnellate. La missione di giovedì rappresenta il 430° lancio nella storia sessantennale della famiglia Proton e segna l’ultimo volo della versione modernizzata del Proton-M, introdotta nel 2001.
Il satellite Elektro-L n. 5, sviluppato da NPO Lavochkin, appartiene alla nuova generazione di satelliti meteorologici geostazionari destinati a operare a oltre 35.000 km di quota. Una volta stabilizzato in posizione, fornirà immagini continue della Terra nelle bande visibile e infrarossa, con una risoluzione rispettivamente di 1 km e 4 km per pixel.
Rosja. Rakieta kosmiczna Proton-M z “satelitą pogodowym” Electro-L N4 na pokładzie została dziś wystrzelona z kosmodromu Bajkonur w Kazachstanie.
To już piąta od listopada 2022 rakieta kosmiczna z satelitami wystrzelona przez Rosjan. pic.twitter.com/7PNLIKKvrx— MAG Chaosu – kolejny Wielki Reset konta 😉 (@M7A7G7X) February 5, 2023
Elektro-L — about the weather and more
On February 12, the Proton-M launch vehicle with the DM-03 upper stage and the Elektro-L No. 5 weather satellite launched from the Baikonur Cosmodrome.
We explore the instruments installed on spacecraft of this type.
▪️ Multispectral… pic.twitter.com/PfXLBwhFam
— Black Hole (@konstructivizm) February 17, 2026
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I dati raccolti supporteranno le previsioni meteorologiche, il monitoraggio di mari e oceani, la sicurezza della navigazione aerea e gli studi sulla ionosfera e sul campo magnetico terrestre. Il satellite contribuisce inoltre al sistema internazionale di ricerca e soccorso Cospas-Sarsat.
Elektro-L n. 5 si aggiunge ai tre satelliti della stessa serie già operativi in orbita, ciascuno con un campo visivo di 120 gradi: insieme garantiscono una copertura completa e ininterrotta dell’intero pianeta. La nuova sonda ha una durata operativa prevista di almeno dieci anni.
Il lancio, originariamente programmato per dicembre, è stato posticipato di due mesi a causa di una «non conformità locale» rilevata durante le ispezioni pre-volo sullo stadio superiore del razzo. Roscosmos ha eseguito gli interventi correttivi necessari e il vettore è stato riposizionato sulla rampa il 9 febbraio.
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Immagine di Dedead via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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Elone trilionario, verso Marte e l’apocalisse
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Shaun Maguire on @SpaceX IPO: “Starship is the railroad to space.”
“In 2019, it was very predictable that Starlink would work and produce a massive amount of revenue, and we called that right.” “We’re now in a very similar point to where Starlink was in 2019 with AI… pic.twitter.com/K1YTTHhqXl — KanekoaTheGreat (@KanekoaTheGreat) June 12, 2026
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🚨ELON MUSK: “This year we hope to make about 5,000 Optimus robots…but even 5,000 robots is the size of a Roman legion FYI. That’s a scary thought, a legion of robots. I think we’ll literally build a legion of robots this year, and maybe 10 legions next year? It’s kind of a… pic.twitter.com/R992X5OA8r
— Autism Capital 🧩 (@AutismCapital) March 21, 2025
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Honored to meet @Pontifex yesterday pic.twitter.com/sLZY8mAQtd
— Elon Musk (@elonmusk) July 2, 2022
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Spazio
La minaccia di una guerra lunare negli anni 2030 spinge la NASA e Elon Musk a una corsa contro il tempo per costruire una base sulla Luna
All’inizio di questa settimana la NASA ha reso noti i piani per una base lunare, mentre gli Stati Uniti sono impegnati in una corsa multidominio con la Cina, che si estende all’energia, all’informatica, agli armamenti, ai droni, al commercio, alle terre rare, alla cantieristica navale e ora anche alla Luna.
Il prossimo fronte di confronto con Pechino non riguarda più solo il ritorno dell’uomo sulla superficie lunare. Si tratta di stabilire infrastrutture permanenti, garantire l’accesso alle risorse lunari e, in definitiva, decidere se saranno gli Stati Uniti o la Cina a dettare le regole per lo spazio negli anni 2030 e oltre.
Elon Musk ha commentato il comunicato stampa della NASA relativo alla nuova base lunare su X, affermando: «È ora di costruire una base importante sulla Luna!».
Time to build major base on the Moon! https://t.co/frVoXiV0tn
— Elon Musk (@elonmusk) May 26, 2026
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Perché dunque questa improvvisa urgenza da parte della NASA di stabilire una base lunare? Un nuovo rapporto del Mitchell Institute sostiene che la US Space Force dovrebbe prepararsi a schierare una difesa in servizio attivo sulle stazioni spaziali e, in futuro, sulla Luna, per contrastare le ambizioni spaziali militari della Cina.
Il documento osservava: «Con un potenziale conflitto lunare «in presenza» con la Cina come punto di riferimento contestuale, gli Stati Uniti devono avviare uno sforzo pragmatico pluridecennale, sfruttando il loro Corso di Test Spaziale (STC), nonché le partnership con la NASA e le aziende spaziali commerciali, per fornire le competenze, gli strumenti e i concetti necessari per le future attività del Titolo 10 al fine di far rispettare le norme e gli standard che consentono agli Stati Uniti di esercitare la propria potenza spaziale». Aggiungeva inoltre: «Questi sforzi richiederanno ulteriori finanziamenti da parte del Congresso sia per le opportunità di volo spaziale umano della US Space Force sia per le residenze presso le stazioni spaziali commerciali».
Il rapporto politico di 22 pagine inquadra la Luna come il prossimo campo di battaglia tra le grandi potenze, avvertendo che la competizione per le risorse lunari, il territorio, le rotte logistiche e le future infrastrutture spaziali potrebbe sfociare in un conflitto.
«La competizione per il controllo delle risorse e del territorio lunare raggiungerà probabilmente un punto di svolta, a quel punto la moderna corsa allo spazio potrebbe trasformarsi in conflitto. La natura anarchica della Luna, unita alla storia di utilizzo bellicoso della forza da parte della Cina, prefigura un futuro in cui gli interessi lunari degli Stati Uniti saranno messi a rischio», avverte il documento.
Il think tank ha osservato: «La sicurezza nazionale, la forza e la prosperità degli Stati Uniti dipendono dal garantire il dominio spaziale in modi che richiedono le autorità previste dal Titolo 10, comprese le attività nello spazio e l’abitabilità lunare».
In altre parole, gli astronauti e gli equipaggi commerciali non avrebbero l’addestramento, l’autorità legale o il mandato bellico necessari per difendere gli interessi lunari degli Stati Uniti.
Come riportato da Renovatio 21, a febbraio Musk aveva dichiarato di voler dare priorità alla costruzione di una «città autosufficiente» sulla Luna, ponendo temporaneamente in secondo piano il suo storico obiettivo di colonizzare Marte.
Attualmente le principali potenze mondiali intensificano gli sforzi per stabilire una presenza permanente sulla Luna. Cina e Russia stanno collaborando allo sviluppo di una Stazione Internazionale di Ricerca Lunare (ILRS), mentre Mosca prevede di realizzare entro il 2036 un impianto a propulsione nucleare per sostenere la base. In reazione l’amministrazione Trump accelera la costruzione del reattore nucleare lunare.
Come riportato da Renovatio 21, scienziati cinesi lavorano su un sistema di lancio magnetico per trasportare materiali dalla Luna alla Terra.
Gli esseri umani non mettono piede sulla Luna dalla missione Apollo 17 della NASA nel 1972.
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Come riportato da Renovatio 21, uno studio condotto da un team italiano suggerisce che la possibile esistenza di una grande grotta sul fondo di un profondo cratere sulla Luna potrebbe proteggere gli esseri umani dai rischi ambientali durante le spedizioni più lunghe. Alcuni di questi dati suggeriscono che la fossa Mare Tranquillitatis («Mare della Tranquillità») potrebbe ospitare una potenziale base per future esplorazioni del satellite naturale della Terra.
La Luna è territorio di sperimentazioni avanzate e di conquista. Come riportato da Renovatio 21, alcuni ricercatori dell’Istituto di Ingegneria dei Materiali di Ningbo (NIMTE) dell’Accademia cinese delle scienze, insieme a collaboratori del Laboratorio Materiale del Lago Songshan, dell’Università di Nanchino e dell’Istituto di Tecnologia di Harbin, hanno condotto esperimenti sul suolo della Luna – la cosiddetta regolite – che dimostra che da esso è possibile estrarre l’acqua.
Due anni fa gli USA hanno iniziato a parlare di basi militari sulla Luna. La nuova frontiera della geopolitica, da alcuni detta «astropolitica», è alla porte, così come lo è lo spettro della guerra spaziale.
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Spazio
Razzo Blue Origin esplode sulla piattaforma di lancio
Here’s our video of the explosion at Launch Complex 36. It happened about 9 pm ET (0100 UTC) as Blue Origin was beginning a static fire test of its New Glenn rocket.
Watch live views: https://t.co/tm2wZQmAVD pic.twitter.com/PmbgQC6Qmq — Spaceflight Now (@SpaceflightNow) May 29, 2026
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