Spazio
La Russia accusata di intercettare e seguire satelliti europei per scopi di intelligence
Secondo quanto riferito da funzionari della sicurezza dell’Unione Europea, nell’ultimo «allarme» lanciato da Mosca in relazione all’Ucraina, satelliti russi avrebbero intercettato le comunicazioni di almeno una dozzina di satelliti europei di alto valore strategico. Lo riporta il Financial Times.
Le informazioni ottenute, tuttavia, riguarderebbero solo comunicazioni che gli operatori satellitari non sono riusciti a proteggere adeguatamente con la crittografia.
I funzionari hanno spiegato al Financial Times che tali intercettazioni potrebbero esporre dati sensibili e, in casi estremi, consentire alla Russia di interferire con le orbite dei satelliti o addirittura di obbligarli a interrompere completamente le operazioni.
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«Due satelliti russi, «Luch-1» e «Luch-2», si sono avvicinati ripetutamente ai satelliti di comunicazione europei e sono riusciti a intercettare informazioni provenienti da almeno dieci satelliti geostazionari chiave posizionati sopra l’Europa», si legge nel rapporto.
Negli ultimi anni era già emerso con chiarezza che le sonde spaziali russe seguivano sempre più da vicino i satelliti europei, in parallelo con l’escalation delle tensioni con l’Occidente legate al conflitto in Ucraina: un segnale evidente che lo spazio sta diventando rapidamente il nuovo teatro di confronto strategico.
Non si tratta inoltre della prima accusa pubblica e dettagliata: già l’anno scorso il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius aveva denunciato che i satelliti russi Luch Olymp stavano seguendo i satelliti tedeschi Intelsat, utilizzati anche da altri governi.
Si afferma che questi velivoli russi rimangano in prossimità dei loro bersagli anche per settimane; in particolare, Luch-2 avrebbe effettuato avvicinamenti ad almeno 17 satelliti. Funzionari tedeschi hanno dichiarato senza giri di parole che questi satelliti russi non hanno scopi civili né innocui, ma sono impiegati chiaramente nel «settore dell’Intelligence dei segnali» (SIGINT).
In questo contesto, emerge con forza la preoccupazione che l’Ucraina e i suoi sostenitori europei siano nettamente inferiori alle capacità spaziali russe. Una pubblicazione ha definito la situazione un vero e proprio «campanello d’allarme».
Secondo FT, è emerso che la Russia dispone di una flotta di circa 200 satelliti a uso militare, mentre l’Ucraina ne aveva uno solo. Questa disparità ha evidenziato non solo la vulnerabilità di Kiev nelle fasi iniziali del conflitto, ma anche un più ampio divario strategico che oggi preoccupa i responsabili politici europei: nei conflitti moderni l’intelligence spaziale non è un optional, ma una condizione essenziale per la sopravvivenza.
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Da allora l’Ucraina ha rafforzato le proprie capacità nazionali e ha ottenuto accesso a immagini provenienti da costellazioni commerciali e alleate.
La lezione è stata recepita a Bruxelles. Il commissario europeo per la difesa e lo spazio, Andrius Kubilius, ha invocato un approccio «big bang» allo spazio, sostenendo che gli investimenti in questo settore devono essere equiparati a quelli per le priorità di difesa tradizionali.
Fin dalle prime fasi del conflitto, il Cremlino aveva avvertito che i satelliti non militari utilizzati dall’Ucraina «rappresentano un coinvolgimento indiretto nei conflitti militari», lasciando intendere che avrebbero potuto diventare obiettivi.
Già nel 2022, il vice capo del dipartimento per il controllo degli armamenti e la non proliferazione del ministero degli Esteri russo, Konstantin Vorontsov, aveva dichiarato che «le infrastrutture quasi civili potrebbero diventare un obiettivo legittimo per rappresaglie».
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Militaria
La Germania vuole i laser spaziali
La Germania prevede di investire 41 miliardi di dollari in equipaggiamenti militari spaziali, inclusi satelliti spia e laser offensivi, come ha dichiarato alla Reuters il generale di divisione Michael Traut, capo del Comando Spaziale Nazionale.
Questa iniziativa rientra in una strategia di riarmo ritenuta necessaria per contrastare Russia e Cina. La principale economia dell’Unione Europea sta però affrontando una crisi strutturale, come definito dal governo.
Berlino pianifica di destinare alla difesa complessivamente 582 miliardi di dollari entro il 2029, in accordo con l’obiettivo del cancelliere Friedrich Merz di rendere la Bundeswehr l’esercito convenzionale più forte d’Europa.
In un’intervista pubblicata martedì, il Traut ha spiegato che gli acquisti comprenderanno oltre cento satelliti di sorveglianza con comunicazioni criptate, oltre a laser, sensori e altri sistemi capaci di interferire con satelliti nemici e relative stazioni di controllo a terra.
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Lo spazio è ormai un ambito operativo, se non addirittura bellico, e siamo pienamente consapevoli che i nostri sistemi e le nostre capacità spaziali devono essere protetti e difesi, ha affermato. Nel 2008 e nel 2014 Russia e Cina avevano proposto un trattato globale per vietare le armi nello spazio, ma l’iniziativa non è mai stata approvata, soprattutto per l’opposizione degli Stati Uniti.
La Germania ha deciso di incrementare fortemente la spesa per la difesa in un periodo di recessione, dopo che la Banca Centrale Tedesco aveva segnalato lo scorso anno il rischio di un deficit di bilancio record dai primi anni Novanta. Ad agosto il cancelliere Federico Merz ha dichiarato che lo stato sociale come lo conosciamo oggi non è più sostenibile. In seguito ha invitato i tedeschi a lavorare di più, sottolineando che i costi del lavoro sono troppo elevati e la produttività troppo bassa.
Come riportato da Renovatio 21, armi laserre sono in dotazione di Israele – come supposta evoluzione del fallimentare scudo missilistico Iron Dome – e della Cina, come concretamente della Russia, che ha testato in periodo di conflitto ucraino il suo Peresvet.
Come riportato da Renovatio 21, in Germania si discute da tempo di riarmo atomico, definito recentemente dalla leader politica Sahra Wagenknecht come «una follia».
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