Oligarcato
La polizia irrompe a casa di Soros, ma è uno «scherzo»
La polizia è stata chiamata lo scorso sabato nella casa di Long Island dello speculatore miliardario George Soros, ma si trattava dello «scherzo» di una persona che aveva telefonato i servizi di emergenza sanitaria sostenendo che aveva appena sparato a sua moglie. Lo ha rivelato lunedì ai giornalisti la polizia di Southampton.
L’allarme era fasullo: si tratta di un episodio del cosiddetto «swatting», nel quale cioè si simula un allarme chiamando le autorità per far piombare agenti armati a casa di qualcuno. È stato registrato un chiaro incrementi di tali incidenti durante le vacanze di quest’anno.
Un agente che ha risposto alla scena nella tenuta di Soros in Old Town Road ha affermato di aver «parlato con la sicurezza e perquisito i locali. Si trattava di un problema negativo», ha rivelato una registrazione del traffico radio della polizia ottenuta dal New York Post.
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Non è noto se Soros o qualcuno dei membri della sua famiglia, che sono stati fotografati in vacanza alle Barbados la scorsa settimana, fossero a casa al momento dello scherzo telefonico.
Diversi legislatori statunitensi sono stati swattati a Natale, tra cui la deputata repubblicana della Georgia Marjorie Taylor Greene, la cui casa è stata visitata dalla polizia dopo che un uomo ha chiamato i servizi di emergenza sostenendo di aver sparato alla sua ragazza lì e minacciato il suicidio. Secondo quanto riferito, tre senatori repubblicani e un democratico furono presi di mira da scherzi simili quel giorno.
Anche il sindaco di Boston Michelle Wu è stata visitata dalla polizia a Natale in risposta a una falsa segnalazione al sistema di informazione 311 della città, secondo la quale un uomo aveva legato e sparato alla moglie all’interno della casa.
La polizia e i servizi di emergenza si sono accorti che si trattava della casa del sindaco solo al loro arrivo. La Wu aveva recentemente fatto notizia per aver ospitato e poi difeso l’esistenza di una festa festiva non consentita ai bianchi per i funzionari eletti del Massachusetts.
Giovedì, il vicegovernatore della Georgia Burt Jones è stato schiacciato a casa sua e nel suo ufficio è stato lanciato un messaggio di minaccia di bomba che si è rivelato falso. Mercoledì sera il senatore repubblicano della Florida Rick Scott ha mandato dei poliziotti a casa sua a seguito di una telefonata in cui affermava che un uomo aveva sparato a sua moglie tre volte con un AR-15 per averlo tradito.
In quello che potrebbe essere stato il primo incidente di «meta-swatting», lo studioso di diritto Jonathan Turley è stato visitato dalla polizia venerdì in risposta a una falsa chiamata ai servizi di emergenza alla polizia della contea di Fairfax in merito a una sparatoria. solo il giorno prima aveva denunciato la pratica dello swatting in un’intervista a Fox News Digital, definendola «un crimine che prospera perché non c’è un deterrente sufficiente».
Open Society, il sistema di fondazioni «filantropiche» di Soros ora passato nelle mani del figlio Alex (già ricevuto da Bergoglio), sotto la nuova gestione ha annunciato licenziamenti di massa per almeno il 40% del personale chiudendo la maggior parte dei progetti in UE, mentre continuano i finanziamenti all’Ucraina, di cui lo speculatore prevede la «vittoria finale». La Russia intanto mette al bando le ONG da lui finanziate.
In una storia emersa nel 2021, si è appreso che sei donne accusavano di violenza sessuale l’ex manager finanziario e braccio destro di George Soros Howard Rubin. «Secondo le vittime, Rubin, 66 anni, sposato, pagava loro anche 5.000 dollari per sessioni sadomaso nella prigione sotterranea che aveva costruito nel suo appartamento di Manhattan» aveva scritto il quotidiano britannico Daily Mail.
Mesi fa, davanti ad una improvvisa e non veritiera notizia della sua morte, Soros scrisse su Twitter che era ancora vivo, causando un grande sentimento di delusione e amarezza in rete.
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Oligarcato
Re Carlo perde il titolo di «Difensore della Fede»
Secondo il rapporto annuale sulle finanze reali del Regno Unito, Buckingham Palace ha eliminato il titolo di «Difensore della Fede» dalla descrizione ufficiale dell’incarico di Re Carlo, sostituendo la denominazione vecchia di 500 anni con un impegno più vago a salvaguardare la religione nella «nazione multireligiosa» britannica.
Il rapporto del Sovereign Grant per il biennio 2025-2026, pubblicato venerdì, stabilisce che «Sua Maestà è il Governatore Supremo della Chiesa d’Inghilterra e protegge lo spazio per la fede all’interno della nazione multireligiosa». La formulazione, tuttavia, differisce significativamente dalla versione dell’anno scorso che descriveva Carlo come «Capo della Chiesa d’Inghilterra e Difensore della Fede». Il titolo, tuttavia, rimane sul sito web della famiglia reale.
L’espressione «Difensore della Fede» risale al 1521, quando papa Leone X la concesse a Enrico VIII dopo che il re si era schierato apertamente contro la Riforma di Martin Lutero. Poi, come noto, purtroppo cambiò idea, forse per una malattia od un trauma che ne alterava la psiche, divenendo motore dello scisma anglicano per divorziare e sposare una donna, Anna Bolena, che poi farà decapitare.
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Curioso che il titolo di supposto «Difensore della Fede» sparisca proprio mentre un altro papa Leone, il XIV, lo invita in Cappella Sistina per pregare con lui, per poi ricevere a San Pietro la grottesca «vescovessa» di Canterbury messa in testa alla oramai svuotata (di fedeli, di significato) chiesa scismatica d’Inghilterra. Va ricordato inoltre che papa Prevost ha cnominato Carlo III «confratello reale» di San Paolo fuori le Mura, una delle quattro basiliche papali. A tal proposito, a Carlo sarà concesso l’uso di una cattedra speciale e permanente.
Questo cambiamento riaccende un dibattito che accompagna Carlo da tre decenni. Nel 1994, quando era ancora principe di Galles, suggerì di preferire essere «difensore della fede» piuttosto che «difensore della Fede», indicando di voler rappresentare tutte le religioni, non solo il cristianesimo.
Durante la sua incoronazione nel 2023, non ha modificato il giuramento a questo proposito, ma il preambolo del voto affermava che la Chiesa d’Inghilterra «cercherà di promuovere un ambiente in cui le persone di tutte le fedi e credenze possano vivere liberamente».
In passato, i messaggi a sfondo religioso avevano già messo Carlo nei guai dopo che, a febbraio, aveva registrato un messaggio di auguri per il Ramadan rivolto ai musulmani britannici, ma si era rifiutato di inviare un messaggio personale per Pasqua, attirando le accuse di commentatori cristiani che lo ritenevano intenzionato a emarginare la chiesa di cui è formalmente a capo.
In seguito alle polemiche, l’account social della famiglia reale ha pubblicato un breve messaggio di «Buona Pasqua», sebbene Carlo non abbia mai pronunciato un discorso personale.
Per fare un confronto, la regina Elisabetta II non ha mai registrato un messaggio per il Ramadan e ha diffuso un solo messaggio dedicato alla Pasqua durante il suo regno, in occasione del lockdown per il COVID del 2020. Tradizionalmente, inoltre, registrava messaggi natalizi che menzionavano anche altre fedi oltre al cristianesimo.
L’ultimo emendamento giunge dopo che un sondaggio IPSOS della scorsa settimana ha rilevato un sostegno alla monarchia pari al 55%, la cifra più bassa degli ultimi decenni, in calo rispetto al picco dell’80% raggiunto nel 2012.
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Più che le premure religiose, per il sovrano contano altri progetti.
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa re Carlo ha annunciato che il Regno Unito procederà con l’introduzione di un sistema di identificazione digitale per «modernizzare» i servizi pubblici, nonostante le forti controversie sulle implicazioni per la libertà e la privacy.
La storia del Carlo, come universalmente noto, ma per qualche ragione non considerato, non è stata limpidissima, dalla morte Diana ai milioni presi dalla famiglia Bin Laden in buste di plastica. Un anno fa emerse che nel 1983 l’allora principe di Galles aveva ricevuto un premio da un veterano nazista, una laurea ad honorem presso l’università dell’Alberta, in Canada.
Andrebbero anche ricordati l’amicizia, e le donazioni milionarie, che a Carlo fece il misterioso petroliere americano (per qualcuno spia KGB) Armand Hammer: quando nel 1988 la piattaforma petrolifera marina Piper Alpha della Occidental Petroleum collassò nelle fiamme a 200 miglia da Aberdeen uccidendo 160 persone, il futuro re si precipitò a difendere Hammer, che se la cavò alla grande. Sulla questione della dinastia degli Hammer, miliardari ebrei americani di origini russe a cui fu permesso per qualche motivo di restare vicini al Cremlino, andrebbe scritto un articolo a parte, specie dopo le accuse, sulle quali oltre ai presunti stupri i giornali hanno pure fatto aleggiare lo spettro di perversioni cannibalistiche, del nipote divo di Hollywood Armie Hammer.
Per non parlare dell’amicizia personale con Jimmy Savile, il popolare DJ e conduttore TV della BBC che, secondo accuse emerse appena dopo la sua morte nel 2011 ma che circolavano come voci da decenni, avrebbe abusato in istituti scolastici e manicomiali di cui era donatore, di qualcosa come 400 ragazzine.
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Immagine di Prime Minister’s Office of the United Kingdom via Wikimedia pubblicate su licenza Open Government Licence v3.0
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