Connettiti con Renovato 21

Militaria

La Germania ha preparato lo scenario del conflitto Russia-NATO

Pubblicato

il

Il governo tedesco ha preparato un modello per un potenziale attacco russo alla NATO. Lo riporta il tabloid tedesco Bild, secondo cui le autorità di Berlino hanno descritto quattro fasi distinte, che culminano in potenziali attacchi nucleari contro gli Stati membri della NATO.

 

In un articolo di mercoledì la Bild ha affermato di aver ottenuto un’analisi dei rischi di 13 pagine per la protezione civile presumibilmente preparata per il parlamento tedesco.

 

La Germania sarebbe tra i principali obiettivi in ​​caso di un attacco russo alla NATO, secondo lo scenario rivelato dal giornale, e i funzionari riterrebbero tale rischio «plausibile».

Sostieni Renovatio 21

La prima fase di un attacco da parte di Mosca implicherebbe presumibilmente una campagna di disinformazione volta a dividere la popolazione tedesca e destabilizzare la società. Inoltre, la Russia condurrebbe presumibilmente attacchi informatici contro infrastrutture critiche.

 

Secondo Bild, il Cremlino schiererebbe quindi truppe al confine con la NATO – una mossa rispecchiata dal blocco militare guidato dagli Stati Uniti. Parallelamente si svolgerebbero attacchi informatici e sabotaggi sul suolo tedesco, con l’obiettivo di prendere di mira anche i satelliti.

 

La fase tre comporterebbe «attacchi selettivi con armi convenzionali e mezzi non convenzionali, anche contro obiettivi sul territorio della Germania», hanno affermato i media.

 

Il culmine dell’ipotetica invasione russa vedrebbe «ostilità terrestri, marittime e aeree sul territorio tedesco», con il conflitto che assumerebbe una scala globale, era stato previsto. L’articolo afferma inoltre che il governo tedesco non ha escluso l’uso di armi chimiche e nucleari da parte della Russia.

 

Le affermazioni fanno seguito ad un articolo della Bild del mese scorso in cui descriveva mese per mese un possibile «percorso verso il conflitto» tra NATO e Russia, sostenendo che Mosca potrebbe lanciare un «attacco aperto» nel 2025.

 

All’epoca, commentando il pezzo, il portavoce del Cremlino Demetrio Peskov dichiarò che la Bild «non esita a pubblicare varie bufale».

 

Tuttavia, negli ultimi mesi il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha più volte previsto che la Russia potrebbe attaccare la NATO nel giro di cinque-otto anni.

 

A gennaio, il ministro degli Esteri svedese Tobias Billstrom ha invitato i suoi connazionali a prepararsi per un potenziale confronto militare tra NATO e Russia; anche il segretario alla Difesa britannico Grant Shapps ha previsto un conflitto globale tra l’Occidente e Russia, Cina, Iran e Corea del Nord entro cinque anni. L’anno passato era stato l’allora viceministro polacco Marcin Ocepa a parlare di una guerra contro Mosca in uno spazio di tempo che andava da 3 o 10 anni.

Sostieni Renovatio 21

Il presidente russo Vladimir Putin ha insistito a dicembre sul fatto che Mosca «non ha alcun interesse… geopolitico, economico o militare… a dichiarare guerra alla NATO». La scorsa settimana Putin ha ribadito che l’Occidente sta corteggiando la prospettiva di una guerra nucleare con conseguente distruzione della civiltà.

 

Come riportato da Renovatio 21, la Germania sta tentando in modo evidente una rimilitarizzazione (fenomeno per evitare il quale, si diceva, era stata creata la NATO) con espansione in Paesi chiave come la Lituania e investimenti in munizioni (22 miliardi entro il 2031), nonostante i problemi di reclutamento e i malumori delle truppe.

 

Nel 2022 Germania ha cambiato la Grundgesetz, la Costituzione tedesca, per potere allocare più danaro alle forze armate.

 

Ad agosto la Germania si era resa protagonista di una ridicola proposta di pace, con Scholz che in TV annunciava il suo geniale piano di richieste a Mosca, che coincideva al 100% con i propositi munchauseniani di Zelens’kyj.

 

L’articolo della Bild arriva nel momento in cui le testate governative russe RT e Sputnik hanno pubblicato l’audio trapelato in cui alti gradi militari tedeschi discutono della distruzione del ponte di Crimea.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21



Immagine di NATO North Atlantic Treaty Organization via Flickr pubblicata su licenza Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic

 

Continua a leggere

Militaria

L’esercito statunitense chiede l’uso di armi ipersoniche contro l’Iran

Pubblicato

il

Da

L’esercito statunitense avrebbe richiesto il dispiegamento di armi ipersoniche contro l’Iran. Lo riporta Bloomberg, che cita una fonte con «conoscenza diretta della questione», l   Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) vorrebbe impiegare il sistema missilistico ipersonico a lungo raggio dell’esercito, noto come Dark Eagle («aquila oscura»), sviluppato da Lockheed Martin ed hanno una ortata segnalata fino a 3.000 km. Non è stato ancora dato alcun annuncio pubblico di tale escalation, né alcun funzionario ha confermato la notizia.   Una possibile giustificazione è che i lanciatori di missili balistici iraniani potrebbero essere stati spostati oltre la portata di 300 miglia (circa 480 km) del missile Precision Strike Missile dell’esercito. Tuttavia, questa situazione potrebbe essere sfruttata come opportunità per testare sul campo l’atteso ingresso degli Stati Uniti nel settore delle armi ipersoniche.   Fox News Digital (FND) ha citato un funzionario della difesa che ha spiegato che il sistema ha raggiunto la capacità operativa iniziale, segnando la prima volta che gli Stati Uniti dispongono di un’arma ipersonica terrestre potenzialmente utilizzabile.   Secondo FND, un funzionario del Pentagono ha dichiarato: «L’impiego e la scalabilità delle armi ipersoniche rappresentano una priorità assoluta per il Dipartimento della Guerra, e stiamo procedendo a ritmo serrato. L’ipersonica su larga scala è stata designata come una delle aree tecnologiche critiche del Dipartimento dal Chief Technology Officer Emil Michael, al fine di concentrare le risorse sulla fornitura di soluzioni ipersoniche letali ed economicamente vantaggiose per i militari».   «Il Test Resource Management Center (TRMC) del Dipartimento sta lavorando per potenziare le strutture di collaudo e istituire nuove sedi di prova non tradizionali. Allo stesso tempo, il Dipartimento sta predisponendo il proprio sistema di acquisizione in un’ottica di guerra per creare una solida e reattiva base industriale in grado di fornire rapidamente queste tecnologie avanzate».   Come riportato da Renovatio 21, in settimana si erano avute le dichiarazioni di alti funzionari del Pentagono secondo cui gli Stati Uniti avranno difficoltà a difendersi dai sistemi missilistici avanzati sviluppati da Cina e Russia.

Sostieni Renovatio 21

Come riportato da Renovatio 21, due anni fa era emersa la volontà americana di schierare i Dark Eagle in Germania a fronte della guerra ucraina in corso.   Come riportato da Renovatio 21, in questi anni gli USA avevano cancellato alcuni test sulla tecnologia missilistica supersonica. A settembre 2023 era emerso che lo schieramento del Dark Eagle è stato ritardato a causa di un test critico del suo veicolo planante.   Al ritardo degli USA nel settore ipersonico si aggiunge una beffa emersa con uno scoop del Washington Post: i sistemi ipersonici della Cina Popolare, che sarebbero praticamente pronti, sarebbero stati sviluppati con tecnologia tranquillamente venduta e trasferita da società americane.   A fine 2022 l’ammiraglio Charles Richard, il comandante uscente del Comando Strategico degli Stati Uniti, aveva lasciato trasparire la sua preoccupazione riguardo il fatto che l’attuale costrutto di deterrenza nucleare degli Stati Uniti possa non funzionare sia contro la Russia che contro la Cina, che descrive come potenze nucleari «quasi pari» con cui gli Stati Uniti sono in concorrenza.   Le armi ipersoniche sarebbero però già disponibili ad una schiera di Paesi tradizionalmente ostili a Washington come RussiaNord CoreaIran. Anche gli Houthi yemeniti di recente hanno comunicato, non si sa con quale livello di verità, di disporre di missili ipersonici.   La tecnologia missilistica ipersonica ha fatto saltare l’equilibrio tra superpotenze atomiche e il concetto di deterrenza.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Continua a leggere

Droni

Contratti col Pentagono, i Trump si arricchiscono con droni e robot umanoidi

Pubblicato

il

Da

L’aeronautica militare statunitense acquisterà droni intercettori da un’azienda in parte di proprietà dei due figli maggiori del presidente Donald Trump. Lo riporta Bloomberg.

 

Donald Trump Jr. ed Eric Trump sono comproprietari di Powerus, un’azienda con sede a West Palm Beach, in Florida. Il governo acquisterà un numero imprecisato di intercettori per droni dopo una dimostrazione in Arizona, ha dichiarato Brett Velicovich, presidente e cofondatore di Powerus.

 

Il mese scorso, prima della stipula del contratto, un esperto di etica aveva sollevato la questione del fatto che un’azienda del settore della difesa fosse in parte di proprietà dei figli del presidente.

 

«Si tratta di corruzione», ha dichiarato il mese scorso all’Associated Press Kathleen Clark della Washington University School of Law. «I responsabili delle decisioni governative si sentiranno sotto pressione per utilizzare gli appalti assegnati per arricchire la famiglia del presidente».

Sostieni Renovatio 21

La scorsa settimana, Eric Trump è apparso su Fox Business dopo che la Foundation Industries, di cui è consulente e investitore, si è aggiudicata un contratto da 24 milioni di dollari con il dipartimento della Difesa per la produzione di robot umanoidi da impiegare sul campo di battaglia.

 

«Dobbiamo vincere questa gara», disse Eric Trump all’epoca. «Dobbiamo vincere molte gare, giusto? Mi sono impegnato molto nel settore delle criptovalute perché dovevamo vincere la rivoluzione digitale».

 

Eric Trump si riferiva a World Liberty Financial, società in cui la famiglia Trump detiene una quota di maggioranza. La scorsa settimana, il miliardario Justin Sun ha citato in giudizio la società, sostenendo che vi fosse stata una violazione contrattuale.

 

Come riportato da Renovatio 21, Eric Trump in passato ha dichiarato che con cripto e blockchain le banche potrebbero estinguersi nel giro di 10 anni.

 

figli di Trump erano con il vicepresidente JD Vance ad una convention sul Bitcoin a Las Vegas nel 2025.

 

Come riportato da Renovatio 21, a fine campagna elettorale Eric Trump disse che gli account dei social media appartenenti ai familiari di Donald Trump erano stati compromessi e hanno pubblicato post falsi che pubblicizzavano un’iniziativa di famiglia in materia di criptovaluta che deve ancora essere svelata. I post su X sembravano provenire dagli account di Lara Trump, co-presidente del Republican National Committee, e Tiffany, la più giovane delle due figlie del candidato repubblicano. I brevi messaggi, che nel frattempo sono stati rimossi, facevano riferimento a World Liberty Financial e promuovevano un indirizzo di sito web insieme a un token che dichiarava di far parte del progetto.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

Continua a leggere

Militaria

Il Pentagono ammette di non avere «alcuna difesa» contro le armi ipersoniche russe e cinesi

Pubblicato

il

Da

Gli Stati Uniti avranno difficoltà a difendersi dai sistemi missilistici avanzati sviluppati da Cina e Russia, hanno dichiarato alti funzionari del Pentagono ai legislatori, chiedendo al contempo i finanziamenti per il proposto programma di difesa missilistica Golden Dome.   Il presidente Donald Trump ha presentato l’iniziativa poco dopo il suo insediamento, nel gennaio 2025, proponendo un investimento su larga scala – potenzialmente pari a centinaia di miliardi di dollari nel prossimo decennio – per espandere le capacità terrestri e spaziali.   L’aggiornamento è urgentemente necessario, poiché gli Stati Uniti dispongono di «un sistema di difesa nazionale terrestre a singolo strato molto limitato, progettato specificamente contro attacchi non autorizzati su piccola scala», ha dichiarato lunedì Marc Berkowitz, Sottosegretario alla Guerra per la Politica Spaziale, durante un’audizione della commissione per i servizi armati del Senato.   Il Paese si troverebbe ad affrontare seri problemi a causa dei missili balistici e «attualmente non dispone di alcuna difesa contro le armi ipersoniche o i missili da crociera», ha sottolineato.

Sostieni Renovatio 21

Michael Guetlein, a capo del programma Golden Dome all’interno della US Space Force, ha testimoniato che sia la Cina che la Russia continuano a modernizzare ed espandere i propri arsenali missilistici, facendo riferimento al dispiegamento di veicoli plananti ipersonici – testate capaci di manovrare ad alta velocità nell’atmosfera dopo il lancio – nonché allo sviluppo da parte della Russia del missile da crociera a propulsione nucleare Burevestnik.   Questi sistemi, ha affermato Guetlein, sono «progettati per mettere alla prova le capacità di tracciamento e ingaggio dei nostri sensori» e garantire una «capacità di attacco reattiva e resiliente».   Mosca ha affermato che i suoi investimenti in armi strategiche avanzate sono stati in gran parte una risposta al ritiro degli Stati Uniti dal Trattato sui missili antibalistici (ABM) del 1972, avvenuto sotto la presidenza di George W. Bush. La mossa di Washington era necessaria per sviluppare un sistema nazionale di difesa missilistica antibalistica.   Mentre gli Stati Uniti hanno insistito sul fatto che lo scudo fosse destinato a contrastare minacce limitate provenienti da Paesi come la Corea del Nord o l’Iran, i funzionari russi hanno a lungo avvertito che esso stava minando la deterrenza nucleare, consentendo un potenziale attacco preventivo devastante. In tale scenario, sosteneva Mosca, i missili intercettori americani avrebbero potuto essere utilizzati per neutralizzare un attacco di rappresaglia da parte di eventuali missili russi sopravvissuti.   La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha sollevato interrogativi sulla capacità di difesa missilistica di Washington, con notizie che suggeriscono che le scorte di intercettori utilizzate in sistemi come THAAD e Patriot si siano notevolmente ridotte, richiedendo potenzialmente anni per essere ricostituite.   Secondo le stime iniziali dell’amministrazione Trump, il sistema Golden Dome dovrebbe costare circa 175 miliardi di dollari nel prossimo decennio, sebbene le proiezioni del Pentagono siano poi salite a circa 185 miliardi di dollari e alcuni analisti avvertano che il prezzo finale potrebbe essere sostanzialmente più alto.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di U.S. Missile Defense Agency via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
Continua a leggere

Più popolari