Spazio
La Cina sta sviluppando armi anti-Starlink
La Repubblica Popolare Cinese avanza nell’area delle armi ASAT, o armi anti satellite.
Presso l’Istituto di tecnologia nucleare di Xi’an sarebbe stato sviluppato un nuovo dispositivo compatto ad alta potenza per armi a microonde, denominato TPG1000Cs, che potrebbe costituire una delle minacce più serie per la costellazione satellitare Starlink. Lo riporta il quotidiano di Hong Kongo South China Morning Post.
Il sistema è in grado di generare 20 gigawatt di potenza per un’intera durata di un minuto. Il TPG1000Cs rappresenta il primo driver compatto al mondo per armi a microonde ad alta potenza (HPM) e è stato realizzato presso il Northwest Institute of Nuclear Technology. Può erogare fino a 20 gigawatt di potenza per un massimo di un minuto.
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Con una lunghezza di soli quattro metri e un peso di circa cinque tonnellate, il dispositivo è sufficientemente compatto da poter essere installato su camion, navi da guerra, aerei o persino satelliti. Secondo alcuni esperti cinesi, un’arma a microonde terrestre con una potenza superiore a 1 gigawatt potrebbe interrompere gravemente o addirittura danneggiare i satelliti in orbita terrestre bassa, come quelli di Starlink impiegati nel conflitto russo-ucraino.
I sistemi analoghi noti in precedenza potevano operare al massimo per tre secondi e risultavano molto più ingombranti. Ad esempio, il motore russo Sinus-7 funzionava per circa un secondo, erogava intorno a 100 impulsi per colpo e pesava fino a 10 tonnellate.
La Cina ha più volte sottolineato che Starlink rappresenta una minaccia significativa per la sua sicurezza nazionale. I ricercatori militari cinesi stanno sviluppando armi specifiche «anti-Starlink», tra cui sistemi a microonde ad alta potenza e laser, in grado di contrastare a basso costo le grandi costellazioni di satelliti in orbita bassa, qualora necessario.
SpaceX ha ridotto l’altitudine orbitale dei suoi satelliti Starlink per minimizzare il rischio di collisioni. Tuttavia, questa scelta li rende più esposti agli attacchi da armi a energia diretta terrestri. Se la Cina decidesse di schierare il TPG1000Cs anche nello spazio, gli attacchi invisibili potrebbero risultare ancora più distruttivi.
Come riportato da Renovatio 21, anni fa scienziati cinesi hanno minacciato apertis verbis di distruggere i satelliti Starlink. Stazioni di comunicazione Starlink vicine a Bakhmut sono state distrutte quest’estate dalle forze russe. La Russia sta inoltre approntando armi laser ASAT (anti satellite).
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Come riportato da Renovatio 21, nel dicembre 2024 alcuni ricercatori cinesi sostengono che utilizzando la radiazione emessa dalla costellazione Starlink di SpaceX, possono rilevare i caccia stealth nemici.
Il valore militare di Starlink si era visto poco dopo l’inizio dell’operazione militare russa in Ucraina, quando il magnate della tecnologia aveva fornito a Kiev i terminali statellitari.
Tuttavia, successivamente Musk ha impedito all’esercito ucraino di utilizzare la rete per guidare gli attacchi dei droni sulle navi russe nel Mar Nero, sostenendo che l’attacco avrebbe potuto agire da innesco della Terza Guerra Mondiale. In risposta, il regime Zelens’kyj lo ha definito «malvagio».
Come riportato da Renovatio 21, a ottobre di due anni fa il ministro israeliano delle comunicazioni Shlomo Kahri aveva promesso che «Israele utilizzerà tutti i mezzi a sua disposizione per combattere» la prevista fornitura dell’accesso internet Starlink a Gaza che aveva suggerito il Musko.
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Immagine di Mark Lewinsky via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Spazio
Il capo NASA nel laboratorio nucleare per battere la Cina nella corsa alla Luna e a Marte
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Spazio
Il Comando Spaziale degli Stati Uniti progetta armi nello spazio
Il generale Stephen Whiting, a capo dello U.S. Space Command (SPACECOM), intende disporre di armi nello spazio. Lo riporta Breaking Defense.
«Siamo un comando combattente e lottiamo per vincere le guerre. Per vincere, abbiamo bisogno di capacità di fuoco credibili e riconosciute, sia cinetiche che non cinetiche. Sono una componente chiave per stabilire la superiorità spaziale e ripristinare una deterrenza credibile», ha dichiarato ieri al simposio annuale dell’Esercito sulla Difesa Spaziale e Missilistica a Huntsville, in Alabama.
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Le due priorità principali dello SPACECOM per gli anni fiscali 2029-2033 sono le «capacità di fuoco spaziale integrate» e la capacità di contrastare grandi costellazioni di satelliti in orbita terrestre bassa (LEO) al fine di affermare la superiorità spaziale, ha spiegato lo Whiting, che ha fornito esempi delle armi che il comando sta cercando, né ha definito il termine «capacità di fuoco spaziale», sebbene probabilmente si riferisca ad armi progettate per attaccare satelliti in orbita e/o per colpire obiettivi terrestri dallo spazio.
Il vice di Whiting, il tenente generale Rick Zellman, ha dichiarato l’11 agosto al simposio che le forze armate statunitensi hanno ora l’approvazione «politica» per tre tipi fondamentali di attacchi spaziali: attacchi terra-spazio che «conduciamo da anni» con «sistemi di disturbo delle comunicazioni»; attacchi spazio-spazio noti come «guerra orbitale»; e armi spazio-terra, dal momento che l’amministrazione Trump prevede di costruire intercettori spaziali per lo scudo antimissile Golden Dome.
Tuttavia, secondo Breaking Defense, l’amministrazione Trump continua a sostenere la moratoria dell’era Biden sui test distruttivi antisatellite, alla quale hanno aderito altre 40 potenze. Non viene chiarito come l’amministrazione Trump intenda risolvere il paradosso derivante dal suo sostegno al divieto di test antisatellite, mentre il suo comando combattente spaziale richiede armi nello spazio destinate, tra le altre cose, alla distruzione dei satelliti.
Una guerra spaziale, va ricordato, potrebbe impedire all’umanità l’accesso allo spazio per secoli o millenni, a causa dei detriti e della conseguente sindrome di Kessler, una condizione di pericolo costante a causa di spazzatura cosmica che renderebbe impossibile per l’umanità di uscire dall’atmosfera per secoli o perfino per millenni.. Tuttavia, pare che gli eserciti si stiano davvero preparando alla guerra orbitale.
Come riportato da Renovatio 21, un anno fa le forze armate cinesi avevano dichiarato che gli USA rappresentano la «massima minaccia alla sicurezza nello spazio». I vertici dei programmi spaziali americani negli anni hanno invece accusato che la Cina, che effettivamente vi ha piantato bandiera, potrebbe reclamare parti della Luna. Pochi mesi fa l’Esercito di Liberazione del Popolo era tornato ad attaccare come «militarizzazione dello spazio» il progetto Golden Dome di Trump.
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Come riportato da Renovatio 21, a giugno la NASA ha reso noti i piani per una base lunare.
Attualmente le principali potenze mondiali intensificano gli sforzi per stabilire una presenza permanente sulla Luna. Cina e Russia stanno collaborando allo sviluppo di una Stazione Internazionale di Ricerca Lunare (ILRS), mentre Mosca prevede di realizzare entro il 2036 un impianto a propulsione nucleare per sostenere la base. In reazione l’amministrazione Trump accelera la costruzione del reattore nucleare lunare.
Come riportato da Renovatio 21, scienziati cinesi lavorano su un sistema di lancio magnetico per trasportare materiali dalla Luna alla Terra.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Elon Musk impedisce all’Ucraina di utilizzare Starlink per attacchi in profondità in Russia
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