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Essere genitori

Kennedy: «nessuno, obbedendo, ha mai trovato la via d’uscita dal totalitarismo»

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Ogni potere che lo Stato acquisisce usando questa pandemia come pretesto porterà infine all’abuso al massimo effetto possibile. E questa è una legge certa come la gravità.

 

Nessuno, continuando ad obbedire, ha trovato la propria via d’uscita dal totalitarismo.

 

Ogni volta che obbedisci le richieste diventeranno sempre più grandi.

 

Dobbiamo decidere qui e ora questa è la collina sulla quale dobbiamo morire.

 

Sono venuti a prendere i nostri lavori. Sono venuti a prendere i trasporti. Ora stanno venendo a prendere i nostri figli. Abbiamo l’obbligo come genitori di proteggerli

 

Non c’è mai stato un governo nella Storia che ha detto al suo popolo: chiederemo ai bambini di sacrificare se stessi e prendersi il rischio di salvare gli anziani.

 

È il contrario! Gli anziani, i maturi Gli adulti hanno sempre messo se stessi a rischio per proteggere i loro figli.

 

È una questione etica, è una questione morale, è una questione di carattere per ciascuno di noi, ed è una questione di preservazione della democrazia e della salute pubblica.

 

Dobbiamo alzarci ora, e fare tutto ciò che possiamo per bloccare questi giochi di potere di forze autoritarie all’interno della nostra società che stanno cercando di rubarci la salute dei nostri bambini.

 

 

Robert F. Kennedy jr

 

Essere genitori

Bambini alla TV del Quebec: «chiamate la polizia» contro i non vaccinati, «bisogna togliere loro ogni cosa»

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Due bambini, intervistati in una trasmissione TV del Quebec, dichiarano che bisogna «chiamare la polizia» per i non vaccinati, e che bisogna «tagliere loro ogni cosa» esattamente «come il governo sta facendo in questo momento».

 

L’inquietante clip, che sta facendo il giro della rete, viene da una trasmissione di un network francofono canadese che trasmette in Quebec e in alcune zone dell’Ontario e del  Nuovo Brunswick

 

Entrambi i bambini a domanda rispondono di essere vaccinati «con una dose».

 

«Cosa bisogna fare con le persone che non vogliono farsi vaccinare?» chiede l’adulta intervistatrice. «Bisognerebbe chiamare la polizia» risponde il bambino biondo

«Cosa bisogna fare con le persone che non vogliono farsi vaccinare?» chiede l’adulta intervistatrice.

 

«Bisognerebbe chiamare la polizia» risponde il bambino biondo.

 

Poi interviene l’altra bambina in studio. Riferendosi ai non vaccinati, dice che «se non hanno fatto il vaccino, possono mettere molte persone in pericolo».

 

Poi ripete incredibilmente la linea di esclusione sociale implementata dalle autorità canadesi.

 

«Come il governo sta facendo in questo momento, dovremmo tagliare loro ogni cosa, gradualmente fino al momento in cui si faranno vaccinare»

«Come il governo sta facendo in questo momento, dovremmo tagliare loro ogni cosa, gradualmente fino al momento in cui si faranno vaccinare».

 

Applausi scroscianti in studio, e sorridenti ringraziamenti della conduttrice.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’opinione pubblica canadese è particolarmente severa con i non vaccinati, al punto che un sondaggio ha rivelato che «Il 27% sosterrebbe il carcere fino a cinque giorni per aver messo in pericolo gli altri e sopraffatto il sistema sanitario».

 

Molti utenti hanno notato che, come riconosciuto scherzosamente da una delle signore presenti in video, questi bambini sembrano indottrinati, come in un sistema totalitario.

 

Colpisce il richiamo alle forze dell’ordine – i non vaccinati percepiti come minaccia – ma ancora di più la ripetizione sincera delle politiche del governo, da sostenere con passione.

 

Alcuni commentatori hanno fatto riferimento ad altri tristi contesti, quelli in cui operavano i bambini soldato – dalla Cambogia ai Paesi africani con scontri etnici cruenti, dalla Rivoluzione Culturale in Cina agli ultimi giorni del III Reich i bambini si sono sempre rivelati servitori ubbidienti del potere, hanno una psiche più facile da plasmare, e probabilmente meno problemi con la coscienza con è ancora del tutto formata.

 

Il «conformismo» naturale dei bambini (che sono, in fondo, esseri umani ancora immaturi) si esprime nelle mode e nei giochi, dove tutti di fatto seguono  le tendenze maggioritarie, con poche eccezioni. Un potere senza morale può pensare di usarli in battaglia come servitori spietati dei propri fini.

 

Ad un canale TV del Quebec era apparso qualche giorno fa anche il premier Justin Trudeau, che aveva enigmaticamente definito i non vaccinati come «misogini» e «razzisti», per poi arrivare a chiedersi se era il caso di «tollerare queste persone».

 

 

 

 

 

 

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CRISPR

Con il CRISPR i bambini avranno più di due genitori biologici: parola di esperto

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Amy Webb, sedicente futurologa membro dell’Atlantic Council, ha annunciato che la genitorialità così come la conosciamo – padre, madre, figlio – sta per essere resa obsoleta. L’esser genitori sta cioè per subire, con la parola del gergo della Silicon Valley, una disruption: verrà disintermediata, sostituita.

 

Tali predizioni riecheggiano in un’ampia intervista che la Webb ha concesso al potente quotidiano del patron di Amazon Jeff Bezos, il Washington Post. La futurologa ha predetto che la scienza della procreazione cambierà in modo significativo il modo in cui avremo i bambini e potrebbe persino cambiare il numero massimo di genitori biologici che una persona può avere.

 

«Quello di cui stiamo parlando qui è una tecnologia che sblocca la nostra capacità di essere più selettivi e di progettare intenzionalmente la vita», ha detto la Webb, discutendo del suo nuovo libro The Genesis Machine, scritto in collaborazione con il genetista Andrew Hessel.

 

«Forse significherà che una persona userà il proprio materiale genetico per portare a termine un embrione; forse sbloccherà opportunità per selezionare tratti da più di due genitori».

 

«Tutte le strade su questo sentiero portano all’eugenetica»

C’è un termine per definire sinteticamente quanto dice: «Eugenetica». Idea nata e praticata in ambito anglosassone un secolo e mezzo fa, poi copiata da Adolf Hitler. Da lì l’eugenetica non ha più goduto di buone pubbliche relazioni.

 

Nell’intervista, la Webb ride a nominarla, ma ammette che la direzione è quella.  «Tutte le strade su questo sentiero portano all’eugenetica» dice la Webb ridendo.

 

«I timori che sarà Gattaca [dal titolo di un film distopico del 1999 su una società interamente basata sulla selezione genetica ndr]: le nazioni possono progettare intenzionalmente le popolazioni».

 

Da qui, si passa a parlare anche di una «geopolitica eugenetica» di cui francamente si ha sempre un certo pudore a nominare.

 

«Senti, dobbiamo riconoscere i vantaggi geopolitici che alcuni paesi potrebbero provare aumentando l’intelligenza e le caratteristiche fisiche della loro popolazione».

«Senti, dobbiamo riconoscere i vantaggi geopolitici che alcuni paesi potrebbero provare aumentando l’intelligenza e le caratteristiche fisiche della loro popolazione».

 

Come riportato da Renovatio 21, l’idea che alcuni Paesi stiano progettando grazie a tecnologie di ingegneria genetica come il CRISPR dei «supersoldati» è una realtà possibile: il direttore dell’Intelligence USA John Ratcliffe denunciò nel 2019 i tentativi cinesi in questo senso.

 

In altre occasioni sono emerse ipotesi sul fatto che Pechino, forte degli esperimenti di bioingegneria umana già avvenuti su suolo cinese (e fintamente condannati da autorità e comunità scientifica internazionale) stia lavorando seriamente ad un programma di eugenetica militare.

 

«Quarant’anni nel futuro, penso che potrebbe essere il caso che ci siano molti genitori per un figlio, o che un 70enne e il loro coniuge di 60 anni decidano di avere un bambino. Perché dovremmo chiuderci a queste possibilità?» si chiede la Webb, che non sembra calcolare minimamente il concetto di legge naturale.

 

«Quarant’anni nel futuro, penso che potrebbe essere il caso che ci siano molti genitori per un figlio, o che un 70enne e il loro coniuge di 60 anni decidano di avere un bambino. Perché dovremmo chiuderci a queste possibilità?»

La legge naturale è l’ordine delle cose così come sono state create – ma il concetto di creazione, di disegno, di autore intelligente della Vita non sono contemplati dagli scientisti che con la pandemia hanno di fatto effettuato un golpe sul pensiero umano e sulla politica mondiale.

 

Tuttavia, bisognerebbe informare la Webb che i bambini con più di un genitore genetico già esistono. La chiamano Three Parents IVF, ossia la fecondazione in provetta con donazione di mitocondri da soggetto terzo rispetto alla coppia. In pratica, l’ovulo fecondato avrà il nucleo di una donna e i mitocondri di un’altra: tre DNA per una creatura. In teoria, serve per prevenire le malattie mitocondriali che la madre (cioè, quella che mette il nucleo dell’oocita) potrebbe passare al figlio.

 

I primi bambini con tre genitori sono nati negli anni ’90 e all’inizio degli anni 2000, i prodotti di una nuova tecnica basata sulla fecondazione in vitro nota come trasferimento ooplasmatico (trasferimento citoplasmatico). Nel 2015, sulla scorta di nuove tecnologie, la Gran Bretagna approvò la creazione di «three person babies», bambini con tre genitori genetici.

 

L’Australia, in pieno lockdown draconiano, trovò il tempo di votare sui bambini prodotti in provetta con triplice genoma ad inizio 2021. La discussione agli antipodi, spesso desiderosi di seguire Londra, andava avanti da anni.

 

Credete forse che oggi, nel 2002, non viviamo in un mondo dove la bioingegnerizzazione in provetta  – con vostri geni selezionati, o geni manipolati, sintetici, o di gatto, cane, coccodrillo, anemone di mare, scimpanzé; con uno, due, tre «genitori» genetici – non possa essere resa obbligatoria?

Anche Singapore e l’Ucraina – quest’ultima divenuta una sorta di Eldorado per fecondazione in vitro e maternità surrogatahanno aperto alla tecnica.

 

Gli effetti a lungo termine sono ovviamente sconosciuti, ma chi siamo noi per giudicare la scienza e il progresso.

 

Anche da noi, vi sono stati ospedali cattolici che hanno cominciato a parlare di studio delle malattie mitocondriali.

 

Credete forse che oggi, nel 2002, non viviamo in un mondo dove la bioingegnerizzazione in provetta  – con vostri geni selezionati, o geni manipolati, sintetici, o di gatto, cane, coccodrillo, anemone di mare, scimpanzé; con uno, due, tre «genitori» genetici – non possa essere resa obbligatoria?

 

 

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Essere genitori

Da madri a matrigne: la mutazione pandemica della maternità

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Il virus, alla fine, è passato anche di qua. Lo hanno accolto in casa i miei figli minori che, vedendo cosa sta succedendo in giro, aspettavano prima o poi la sua venuta. Il che suona vagamente blasfemo, ma così ci hanno ridotti nel fantastico mondo nuovo della tecnocrazia biosecuritaria e della psicopatologia generalizzata. Non fosse stato intercettato con l’epifania della seconda tacca rosa nello stick del tampone – riedizione pandemica dei mitici test di gravidanza che ci hanno tenuto tutti, qualche volta nella vita, col fiato sospeso – nessuno di loro teenager si sarebbe accorto del suo transito, tanto fugace quanto indolore.

 

In tempo di normalità – concetto sepolto – avrebbero continuato ad andare a scuola, come nulla fosse e come sempre si è sempre fatto in compagnia di un raffreddore. Invece, test, DAD e quarantena di famiglia, fino a futuro decreto di scarcerazione da parte dell’autorità competente: quella che elargisce a discrezione brandelli di libertà vigilata.

 

È grossomodo questa l’entità del malanno per il quale una percentuale bulgara di ragazzini è sottoposta – con religioso slancio, con dose variabile di scetticismo, o con la morte nel cuore, a seconda dei casi – alla somministrazione di un farmaco tuttora in fase di sperimentazione.

 

Basta il dato incontrovertibile del carattere sperimentale del trattamento, al netto della sua dannosità, a rendere pazzesca da un lato l’intimidazione esercitata dall’alto, dall’altro l’adesione offerta dal basso

Basta il dato incontrovertibile del carattere sperimentale del trattamento, al netto della sua dannosità, a rendere pazzesca da un lato l’intimidazione esercitata dall’alto, dall’altro l’adesione offerta dal basso.

 

Non c’è proporzione tra il rischio e il beneficio, la vittoria del primo è schiacciante, eppure i superstiti al rito iniziatico-sacrificale sono già una esigua minoranza, e siamo solo a gennaio.

 

L’effetto gregge è implacabile e non concede spazio alle riflessioni più elementari: pur di non fare la parte del diverso, uno accetta a tavolino l’inversione dell’onere della prova sulla propria salute e firma, bendato, un’ipoteca sul proprio futuro.

 

Ma, se si può umanamente comprendere la propensione di un giovanissimo a omologarsi ai suoi pari, a causa della micidiale pressione del gruppo unita alla spinta di una propaganda mediatica senza precedenti e al moltiplicarsi di ricatti criminali, più sconvolgente appare la fenomenologia dell’involuzione adulta, e in particolare di quella materna.

 

Vero è che le istituzioni si esibiscono, da due anni a questa parte, in un crescendo rossiniano di demenza mista a tracotanza, nel cui vortice è risucchiata ogni traccia di cultura giuridica e ogni conquista di civiltà.

 

Bisogna prendere atto di come la forza di gravità delle istituzioni non tenda più verso il bene comune, ma verso male comune

Vero è che bisogna prendere atto di come la forza di gravità delle istituzioni non tenda più verso il bene comune, ma verso male comune, e di come l’inversione di un principio acquisito come questo, e interiorizzato, possa a buon diritto provocare capogiri in chi non abbia già maturato in sé almeno un dubbio pregresso.

 

Vero è, ancora, che il martellamento compulsivo sul senso civico, sull’educazione alla legalità, sul rispetto delle regole quali che siano ha scavato pian piano la pietra forgiata nel senso di giustizia, nel buon senso e nel senso comune, nell’orgoglio e nell’onore, fino a sgretolare un patrimonio di sostanza cristallizzato nel cuore degli individui e nell’anima della collettività.

 

Vero è, infine, che la sbornia libertaria e la ricreazione perenne, la perdita del centro e di ogni riferimento morale, l’edonismo e l’egoismo resi pilastri dell’esistenza, abbiano privato i più di ogni difesa contro la menzogna, lasciando sguarnito un terreno di conquista sterminato.

 

Alla fine, il punto è che non si è più capaci di elaborare un pensiero, di elevare lo sguardo e riconoscere dove abiti la verità delle cose.

Tutto vero.

 

E tuttavia non può non lasciare sbalorditi il pullulare dei concorrenti alle gare di obbedienza sfrenata e masochista, allestite spontaneamente di fronte a disposizioni non solo vessatorie, non solo irragionevoli, non solo arbitrarie, non solo pretestuose, ma autenticamente surreali, idiote, provocatorie e grottesche.

Vero è che la sbornia libertaria e la ricreazione perenne, la perdita del centro e di ogni riferimento morale, l’edonismo e l’egoismo resi pilastri dell’esistenza, abbiano privato i più di ogni difesa contro la menzogna

 

Altrettanti test di obbedienza, sempre più arditi, sempre più folli e temerari, giusto per sperimentare fino a dove può spingersi la prepotenza gratuita.

 

E così si arriva senza colpo ferire alla direttiva con cui l’azienda socio-sanitaria onnipotente, disponendo la temporanea chiusura di un asilo nido, prescrive che gli alunni in quarantena debbano «mantenere lo stato di isolamento», «evitare i contatti con i conviventi», «utilizzare stanza e bagno non condivisi con altre persone con adeguato ricambio d’aria», «assicurare di essere raggiungibili telefonicamente per le attività di sorveglianza sanitaria», «monitorare il proprio stato di salute e, in caso di comparsa di sintomi, contattare il pediatra». E tante grazie per la collaborazione, cari bebè.

 

Il dramma è che ci saranno madri zelanti e zelote che si impegneranno a seguire con la massima diligenza possibile il libretto di istruzioni dell’autorità – chiamiamola così, nel nostro gioco di società – se tocca persino leggere della signora texana che, per evitare che il figlioletto positivo la contagi, lo trasporta nel bagagliaio dell’auto come nemmeno un cane.

 

Insomma, un potere idiota e beffardo vomita a getto continuo sui sudditi tutta la sua disumanità, distillata in grida sgangherate. E i sudditi ci si rotolano dentro con voluttà morbosa. Ma cosa può spingere la gente a bearsi di tanto degrado?

 

Un potere idiota e beffardo vomita a getto continuo sui sudditi tutta la sua disumanità, distillata in grida sgangherate. E i sudditi ci si rotolano dentro con voluttà morbosa. Ma cosa può spingere la gente a bearsi di tanto degrado?

Non ne scriverei se non avessi toccato con mano in prima persona la metamorfosi di madri fino a ieri presunte amorevoli: parliamo di genitrici sollecite, piene di premure e di ambizioni, pronte a seguire i figli nelle loro prodezze scolastiche, sportive o di varia altra natura.

 

Ebbene, arriva la supposta emergenza e, istantaneamente, le signore si mostrificano in ossequio ai deliri del despota di turno.

 

Il luogo per eccellenza delle confessioni più incredibili sono le famigerate chat scolastiche, dove si sono potuti leggere racconti dell’orrore, seguiti da applausi in effige (file di manine gialle battenti) e parole compunte di comprensione e di stima.

 

Ed ecco si legge di figli positivi al fatidico test – sintomatici o no – chiusi in camera per giorni e giorni, in compagnia del telefonino o dell’iPad, avvicinati solo con bardature da palombaro per la consegna del rancio; di figli relegati in capanni in giardino allestiti come ricovero di fortuna; di figli costretti a indossare continuativamente il bavaglio in casa, anche nel sonno, e stare a distanza; di figli spediti in terrazza per la mezzora d’aria senza bavaglio; di figli tamponati a ripetizione senza un perché.

 

Prodezze riferite tutte con compiacimento e raccolte tutte con sentita ammirazione dalla colleganza conforme. Così si comportano le brave persone, quelle serie, diligenti, che hanno a cuore la salute dei propri simili. Applausi, manine.

 

Ma cosa può essere esploso nella testa di queste signore? Quale incantesimo può ridurre una madre a vedere suo figlio come un oggetto da scansare, un pericolo da cui difendere se stessa?

Ma cosa può essere esploso nella testa di queste signore? Quale incantesimo può ridurre una madre a vedere suo figlio come un oggetto da scansare, un pericolo da cui difendere se stessa?

 

Atteggiamenti del genere, al di fuori da ogni immaginazione, e ancor più la loro accettazione diffusa, presuppongono non soltanto un totale azzeramento critico e cognitivo, ma anche e soprattutto un annientamento umano e affettivo che, solo, può fare da anticamera all’instaurazione della barbarie.

 

È valso per i nostri vecchi, condannati alla reclusione negli istituti concentrazionari e alla solitudine siderale in punto di morte.

 

Vale, ancor più, per i cuccioli d’uomo, verso i quali quantomeno l’istinto dovrebbe funzionare da antidoto all’abbandono.

 

La facilità e la velocità con cui si è manifestata questa combinazione tra lobotomia e sterilizzazione emotiva si spiegano solo guardando a un processo che viene da molto lontano. Viene da una programmatica demolizione della figura femminile e della sua essenza più profonda, del suo ruolo e della sua attitudine naturale.

 

Il martellamento ossessivo sui cervelli a suon di pari opportunità, emancipazione, uguaglianza; l’elevazione della carriera a obiettivo fondamentale della vita; la cosiddetta pianificazione familiare; l’aborto libero e legalizzato, la selezione degli imperfetti; la fabbricazione in laboratorio di esseri umani su ordinazione, la separazione biologica tra sesso e procreazione nel nuovo paradigma della fertilizzazione su modello zootecnico.

 

Un grumo di artificio è stato innestato nella testa delle masse e sta producendo i suoi frutti avariati. Fino a tollerare che una mamma, anziché proiettarsi fisicamente sul figlio malato, o triste, o indifeso di fronte a un mondo farneticante, e curarlo prima di tutto con il calore della sua prossimità facendogli da scudo contro ogni male, lo isoli e lo allontani da sé.

 

Col concorso esterno delle istituzioni di ogni ordine e grado, spento ogni recettore di umanità, stiamo diventando dei mostri senz’anima.

 

È in via di allestimento il futuro psichedelico e allucinato di cui mai e poi mai ci presteremo a essere parte.

 

 

Elisabetta Frezza

 

 

 

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