Gender
Iran «inferno per gli omosessuali e paradiso per i trans»?
Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.
Al momento, sulla scena mondiale, l’Iran è noto soprattutto per le questioni in Medio Oriente. Tuttavia esiste un altro aspetto della Repubblica islamica dell’Iran. È uno dei paesi leader al mondo per la chirurgia transgender.
L’Iran effettua più interventi chirurgici di riassegnazione del sesso di qualsiasi altro Paese al mondo oltre alla Tailandia.
Ciò potrebbe sembrare strano, poiché gli atti omosessuali sono punibili con la morte. Il presidente iraniano Ebrahim Raisi ha descritto l’omosessualità come una «pratica brutta e spregevole» e parte di una «campagna di propaganda dell’Occidente» nei Paesi musulmani. Sotto i mullah molti omosessuali sono stati impiccati.
Tuttavia, esiste una scappatoia. Nel 1982 l’Ayatollah Khomeini emise una fatwa che legalizzava l’intervento chirurgico di cambio di sesso, sulla base del fatto che l’anima di un uomo poteva esistere nel corpo di una donna. Quindi una soluzione per gli omosessuali è vivere come donne dopo aver subito un intervento chirurgico transgender.
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Due iraniani lo hanno scritto brevemente sull’Iranian Journal of Public Health: «L’Iran può essere definito l’inferno degli omosessuali e il paradiso dei trans in cerca di chirurgia di riassegnazione del sesso».
Di conseguenza, secondo le statistiche ufficiali in Iran ci sono tra i 15.000 e i 20.000 transessuali, anche se potrebbero essere fino a 150.000. Gli autori dell’articolo della rivista hanno spiegato:
«Secondo i giuristi [sciiti], poiché non è possibile cambiare l’anima, ma allo stesso tempo i progressi della medicina hanno reso possibile cambiare il corpo, l’atto di riassegnazione di genere è lecito. Inoltre, secondo la legge civile iraniana, ogni persona riceve una quota di eredità in base al sesso. Ad esempio, una donna trans riceve la stessa eredità di una donna».
Nemmeno una fatwa ha eliminato lo stigma dell’essere trans, ma almeno le persone che hanno subito l’intervento chirurgico non sono in acque calde a livello legale:
«La chirurgia di riassegnazione del sesso, nonostante gli aspetti di minaccia e di risposta alle richieste sociali, è stata in grado di promuovere la salute dei transgender. Diventare una nuova versione di sé che è amata dalla persona ed è considerata una rinascita, la liberazione dalla prigione fisica che non le appartiene, l’accesso ai diritti fondamentali, la possibilità di cambiare nome, ottenere il certificato di nascita e la patente di guida certificato basato sul nuovo genere, scelta degli abiti e infine eliminazione dell’accusa di omosessualità e del rischio di esecuzione (punizione per sodomia) è solo una parte dei benefici derivanti dall’accompagnamento della regola religiosa per le persone transgender».
«In Iran, il Comitato Imam fornisce prestiti senza interessi ad alcune persone idonee a sottoporsi a un intervento chirurgico di riassegnazione di genere, in linea con le raccomandazioni dell’OMS».
Michael Cook
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
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Immagine di Jørn Eriksson via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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Attrice gender dell’Odissea dice che gli animali possono essere trans
Durante un’apparizione al podcast TransLash, Elliot Page già nota come Ellen Page, contestata attrice dell’Odissea di Cristoforo Nolan attualmente nelle sale cinematografiche, ha affermato che le lezioni di biologia vengono usate come arma «contro le persone queer e trans» perché non trattano l’argomento degli «animali queer».
«Il mondo naturale e ciò che impariamo a lezione di biologia, in quanto apparentemente un sistema cis-etero-patriarcale (…) comunque lo si voglia definire, a mio avviso viene usato contro le persone queer e trans, facendoci apparire come disadattati, come se ci fosse qualcosa di sbagliato in noi o come se fossimo una cosa moderna, cosa che ovviamente sappiamo essere falsa», ha dichiarato la/il Page.
L’attrice transessuale hollywoodiana ha poi insistito sul fatto che esistono animali che si identificano come transgender e che gli esseri umani devono liberarsi di quello che Page ha definito uno stigma ingiustificato che circonda queste realtà biologiche. «Gli esseri umani sono l’unica specie così ridicola da sembrare avere un enorme problema con le persone trans», ha concluso
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La/il Page ha anche parlato del suo ruolo di Sinone nell’Odissea nolaniana, un personaggio coinvolto nell’inganno del Cavallo di Troia, che la conduttrice di TransLash, Imara Jones, ha definito un genocidio.
Figlio di Esimo e cugino di Ulisse, Sinone è un personaggio della mitologia greca e romana, celebre per essere la spia greca che convinse i Troiani ad accogliere il Cavallo di Troia all’interno delle mura della città. Il personaggio non compare nell’Odissea originale di Omero. Il personaggio non viene mai menzionato né nell’Iliade né nell’Odissea, bensì nell’Eneide di Virgilio, Sinone si fece catturare intenzionalmente dai Troiani. Raccontò una storia falsa, dicendo di essere fuggito dal campo greco per evitare di essere sacrificato agli dei.
Guadagnata la fiducia del re Priamo, spiegò che il gigantesco cavallo di legno era un’offerta sacra. Una volta introdotto il cavallo in città, di notte, Sinone aprì la botola segreta per far uscire i soldati greci nascosti all’interno, decretando la fine di Troia.
Nella versione cinematografica, in una totale riscrittura del mito Sinone non sa che i soldati sono nascosti all’interno del cavallo: il personaggio interpretato dal trans, insomma, è «innocente». Ciò con buona pace di Dante Alighieri, che nella Divina Commedia colloca Sinone all’Inferno tra i falsari di parola (Inferno, canto XXX, verso 99 e 117: «L’una è la falsa ch’accusò Gioseppo; / l’altr’è ’l falso Sinon greco di Troia: / per febbre aguta gittan tanto leppo (…) “S’io dissi falso, e tu falsasti il conio”, / disse Sinon; «e son qui per un fallo, / e tu per più ch’alcun altro demonio!».
Nell’attuale trasposizione cinematografica tutto, materialmente, è invertito: Sinone affronta Ulisse nell’Ade per il tradimento e le morti che ne sono seguite. «In questa situazione, il mio personaggio non sa che questi uomini sono sul cavallo», ha detto la/il Page, riferendosi al famoso inganno del Cavallo di Troia. «E quindi, nello scontro con Ulisse nell’Ade, in quella scena, lo affronta dicendogli: “Come hai potuto mentirmi? Mi sono sacrificato per te e per questa causa. Come hai potuto mentirmi?” E tutte queste persone dietro di me sono le persone che sono morte per te e per la tua missione».
«Credo che il personaggio di Sinon porti sulle spalle questo terribile peso, ovviamente, e si penta di far parte di tutto questo, oltre a sentirsi, per molti versi, usato e ingannato in questa situazione».
L’Odissea nolaniana ha riscosso un enorme successo commerciale sin dalla sua uscita, conquistando il primo posto al botteghino statunitense nel weekend di apertura e incassando oltre 700 milioni di dollari in tutto il mondo, diventando uno dei film di maggior successo dell’anno e il film di Nolan con il maggiore incasso fino ad oggi.
Tuttavia, poche testimonianze raccolte da Renovatio 21, sia da parte di critici professionisti che di pubblico comune, raccontano di un film pessimo, mancato, che chiaramente non sa dove andare a parare.
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Moltissimi hanno accusato Nolan di aver ceduto alla dittatura del politicamente corretto e del DEI (diversità, equità e inclusione) – attori trans e afroamericani, compresa Elena di Troia, la donna «dalle bianche braccia» interpretata dalla nerissima Lupita Nyong’o – non tanto per scelte personali, ma per aderire a criteri che consentiranno alla pellicola di vincere ai premi Oscar l’anno prossimo. Dal 2024 (96ª edizione dei premi) sono in vigore i Representation and Inclusion Standards , cioè criteri di eleggibilità per la categoria Miglior Film..
Il film è stato inoltre oggetto di critiche per numerose inesattezze storiche, come l’utilizzo di armature non adatte al periodo in cui è ambientata la storia.
In opposizione alla pellicola ora nelle sale, Elon Musk ha dichiarato di essere disposto a finanziare Mel Gibson con 100 milioni di dollari per realizzare un adattamento storicamente accurato dell’Odissea omerica.
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Immagine di PhilipRomano via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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