Internet
Internet via satellite: dal Brasile la Cina sfida Elon Musk
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
L’azienda di Shanghai SpaceSail vuole raggiungere le aree remote del Brasile grazie a una costellazione alternativa a Starlink che verrà messa in orbita dei prossimi anni. Il Paese dell’America latina al momento è dipendente dai servizi offerta dalla società di Musk, ma già nei mesi scorsi erano emerse tensioni con la Corte suprema.
Pechino si prepara a sfidare Elon Musk a suon di satelliti: l’azienda cinese SpaceSail nei giorni scorsi ha firmato un memorandum di intesa con l’azienda statale del Brasile per le telecomunicazioni, Telebras, per la fornitura di servizi internet a banda larga, un accordo siglato in concomitanza con la visita del presidente cinese Xi Jinping in America latina.
Dopo aver partecipato all’inaugurazione di un megaporto cinese e all’Asia-Pacific Economic Cooperation (APEC) in Perù, Xi è prima volato a Rio de Janeiro per la conferenza dei leader del G20 ed è poi stato ieri accolto a Brasilia, la capitale, dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva.
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I due hanno firmato 37 accordi bilaterali in diversi settori «attraverso cui rinforzare la nostra cooperazione per i prossimi 50 anni in aree come infrastruttura sostenibile, transizione energetica, Intelligenza Artificiale, economia digitale, salute e settore aerospaziale», ha dichiarato il presidente brasiliano in conferenza stampa.
SpaceSail propone di garantire la connessione Internet alle aree remote del Brasile grazie a una costellazione satellitare attualmente in costruzione (chiamata Qianfan o «Mille Vele») composta da migliaia di satelliti che opereranno nell’orbita terrestre bassa (quella che arriva fino a 2mila chilometri dalla superficie del Pianeta). Una rete di sonde che, secondo le stime, sarà operativa a partire dal 2026. L’anno scorso, quasi 6 milioni di persone non avevano ancora accesso a internet in Brasile a causa di mancanza di capacità tecnologiche, costi elevati e, in minima parte, mancanza di servizi disponibili.
La partnership tra SpaceSail e Telebras segna il primo importante successo per la compagnia cinese, che, in base a quanto ha dichiarato su WeChat, è in trattative commerciali con più di 30 Paesi. In questo modo il Brasile – che secondo il quotidiano francese Le Monde ha concesso a SpaceSail l’accesso al Centro per il lancio di satelliti di Alcantara – spera di ridurre la dipendenza da Starlink, di proprietà di SpaceX, già attiva in oltre 100 Paesi, e in possesso del 46% del mercato nazionale brasiliano.
Nei mesi scorsi Musk – che farà parte della nuova amministrazione statunitense una volta che Donald Trump assumerà l’incarico di presidente il prossimo 20 gennaio – era stato coinvolto in una contesa legale con la Corte suprema del Brasile per essersi rifiutato di nominare un rappresentante legale nel Paese e per non aver cancellato alcuni account che avevano deliberatamente diffuso informazioni false e di incitamento all’odio. Starlink era stata coinvolta nella disputa e costretta a pagare una serie di multe, altrimenti avrebbe perso la licenza di operare in Brasile.
Il mese scorso, una delegazione brasiliana ha visitato la sede di SpaceSail a Shanghai. «Sono rimasto impressionato ed entusiasta delle nuove tecnologie che SpaceSail può portare in Brasile», ha scritto – in un post su X – il ministro brasiliano delle comunicazioni, Juscelino Filho. Il quale, in riferimento al recente accordo, ha dichiarato: “Stiamo lavorando affinché la società brasiliana possa avere la possibilità di scegliere tra più di un’azienda che offre un servizio essenziale e fondamentale per la popolazione odierna, soprattutto nelle aree remote».
SpaceSail, che opera anche con il nome di Shanghai Spacecom Satellite Technology, ha come obiettivo di lanciare 15mila sonde spaziali entro il 2030, secondo quanto scrivono i media di Stato cinesi. L’azienda, che a febbraio aveva ottenuto dal governo cinese 925 milioni di dollari di finanziamento, ha finora lanciato due round di 18 satelliti, uno ad agosto e uno a ottobre, ma prevede di averne più di 600 in orbita entro la fine del 2025.
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Il governo cinese ha più volte sottolineato il ruolo di Starlink nella difesa dell’Ucraina contro la Russia. Le tecnologie satellitari hanno infatti potenziali applicazioni anche in campo militare e diversi produttori di armi hanno cominciato a concentrarsi sul lancio di satelliti nello spazio. Anche le forze armate del Brasile sono clienti di Starlink.
Qianfan è però solo uno dei progetti cinesi che mirano a sfidare Starlink nella conquista delle orbite intorno alla terra (già molto affollata secondo gli esperti, con almeno 9mila satelliti negli strati più vicini alla Terra, un numero che entro il 2030 salirà a 40mila in base alle previsioni). Il China Satellite Network Group, per esempio, ha sviluppato la rete Guowang, nota anche come SatNet, che dovrebbe essere composta da 13mila satelliti.
Al momento, però, la sua costruzione non è ancora iniziata.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Economia
Putin legalizza le criptovalute in Russia
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Internet
Deputati indiani chiedono a Zuckerberg di scusarsi
Una commissione parlamentare indiana ha chiesto a Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Meta, di scusarsi per la rimozione, avvenuta la scorsa settimana, di un video del Primo Ministro Narendra Modi rivolto ai giovani del Paese. La rimozione ha scatenato una forte reazione negativa contro il colosso dei social media.
Il presidente della commissione, Nishikant Dubey, membro del Parlamento e del Bharatiya Janata Party di Modi, ha affermato che Zuckerberg dovrebbe scusarsi per la rimozione temporanea del video di Modi su Facebook, aggiungendo che Meta dovrebbe perdere la protezione del «porto sicuro» se non lo farà.
«Il nostro comitato ha affermato due cose e ha chiaramente dichiarato che le scuse devono provenire da Zuckerberg. Se Zuckerberg non le presenterà, allora la protezione prevista dalla Sezione 79 dovrà essergli revocata», ha detto Dubey ai giornalisti al termine della riunione.
La sezione 79 della legge indiana sulle tecnologie dell’informazione protegge i fornitori di servizi internet, le piattaforme di social media e i marketplace online dalla responsabilità legale per i contenuti di terzi, a condizione che agiscano come host neutrali e rispettino le norme di base in materia di sicurezza.
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Sebbene in India una commissione parlamentare non possa punire direttamente nessuno, può presentare raccomandazioni punitive all’intera Assemblea per la votazione finale.
Il responsabile globale delle politiche pubbliche di Meta, la società proprietaria di Facebook e Instagram, è stato recentemente convocato dal Ministero dell’Elettronica e dell’Informatica indiano (MeitY) in merito alla questione.
In India, la base utenti combinata di Facebook, Instagram e WhatsApp supera 1,15 miliardi, rendendo il Paese il mercato più importante per Meta.
La riunione della Commissione parlamentare permanente per le tecnologie dell’informazione è stata convocata per discutere la regolamentazione delle piattaforme di social media e dei media digitali.
I rappresentanti di Meta, YouTube, X, Snapchat, del ministero degli Interni indiano e del MeitY sono comparsi davanti alla commissione. Meta si è scusata davanti alla commissione, affermando che la rimozione del video era dovuta a un errore.
Tuttavia, i membri della commissione hanno assunto una posizione intransigente, con diversi legislatori che hanno affermato che la questione andava oltre le semplici scuse. Secondo quanto riportato, hanno chiesto che i responsabili venissero chiamati a rispondere delle proprie azioni.
«I membri del comitato hanno anche chiesto provvedimenti legali contro il funzionario di Meta responsabile della rimozione del video», si legge in un rapporto dell’agenzia di stampa ANI, che cita alcune fonti.
La scorsa settimana, la polizia di Hyderabad, città del sud dell’India, ha aperto un’indagine contro il responsabile nazionale di Meta e diversi utenti di Facebook e Instagram per post ritenuti offensivi nei confronti di Modi.
Lunedì, i parlamentari hanno chiesto a Meta informazioni dettagliate sui provvedimenti adottati dall’azienda in merito ai contenuti controversi e inappropriati presenti sulle sue piattaforme.
L’India ha inasprito le norme sui contenuti che tutelano le piattaforme online dalla responsabilità per i contenuti generati dagli utenti. Da febbraio, le piattaforme sono tenute a rimuovere i contenuti illegali segnalati dai tribunali o dal governo entro tre ore. In precedenza, il termine era di 36 ore.
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Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso in una nota inviata a Meta, proprietaria di WhatsApp oltre che di Facebook, il governo indiano aveva dichiarato mercoledì che la nuova funzione di cambio nome utente potrebbe aumentare «truffe online, phishing, truffe di arresto digitale e furto d’identità».
In un rapporto pubblicato a marzo, Meta ha affermato che l’India è seconda solo agli Stati Uniti tra i paesi più presi di mira dai truffatori online, confermando così le preoccupazioni di Nuova Delhi.
In India ci sono oltre 500 milioni di utenti WhatsApp, e la piattaforma di messaggistica è la più utilizzata nel Paese di 1,4 miliardi di abitanti. L’India è anche il più grande mercato globale per Telegram, con circa 150 milioni di download.
In India, la base utenti combinata di Facebook, WhatsApp e Instagram supera il miliardo, rendendo il Paese un mercato di primaria importanza per Meta. Gli incidenti di sicurezza informatica sono raddoppiati nel Paese, dove si stima che l’86% delle famiglie sia connesso a Internet, raggiungendo oltre 2 milioni nel 2024 rispetto al 2022.
WhatsApp afferma di aver bloccato oltre 7 milioni di account indiani solo nel mese di maggio.
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Immagine di Anthony Quintano via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Internet
Operazione Blackout: l’FBI ha smantellato 4 dei «più grandi centri di truffa al mondo»
Operation Blackout took down 4 of the largest scam compounds on earth.
$15.2 BILLION seized. Thousands of trafficked workers freed. 8,000 internet terminals shut off. 10,000 Americans already saved from losing their life savings. The mission is results. The end. pic.twitter.com/wN4vTpQwSl — FBI Director Kash Patel (@FBIDirectorKash) July 31, 2026
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