Intelligenza Artificiale
Intelligenza Artificiale si finge Babbo Natale per dire che Babbo Natale non esiste
Il nuovo potente chatbot di OpenAI – il software di Intelligenza Artificiale di cui tutti parlano –è stato in grado di fingersi Babbo Natale mentre spiegava ad un bambino che Babbo Natale non esiste. Lo riporta il sito Futurism.
La dirigente della grande piattaforma eCommerce Shopify Cynthia Savard ha pubblicato un testo generato dal chatbot che, secondo le sue parole, l’ha resa «leggermente emotiva».
«Sto scrivendo per farti sapere che non sono una persona reale», ha scritto il bot fingendosi Babbo Natale, «ma un personaggio di cui i tuoi genitori ti hanno raccontato storie per amore».
I asked OpenAI to write a letter to my son explaining that Santa isn’t real and we make up stories out of love. This is making me slightly emotional ???? pic.twitter.com/zNMolDCCWA
— Cynthia Savard Saucier (@CynthiaSavard) December 2, 2022
Come hanno notato gli appassionati di Intelligenza Artificiale, da quando OpenAI ha recentemente lanciato ChatGPT – quest’ultima offerta della società di ricerca cofondata da Elon Musk – è incredibilmente più sofisticata.
«Stiamo assistendo alla morte del saggio universitario in tempo reale», ha osservato un utente di Twitter, pubblicando schermate della «risposta di ChatGPT a una richiesta di una delle mie lezioni di storia». Il saggio scritto dall’Intelligenza Artificiale sulle teorie del nazionalismo era, secondo l’utente, estremamente redatto bene e che il chatbot ha prodotto in soli 10 secondi.
I guess GPT-3 is old news, but playing with OpenAI’s new chatbot is mindblowing. https://t.co/so1TuXMQB0
We’re witnessing the death of the college essay in realtime. Here’s the response to a prompt from one of my 200-level history classes at Amherst
Solid A- work in 10 seconds pic.twitter.com/z1KPxiAc1O
— Corry Wang (@corry_wang) December 1, 2022
Nella storia dell’Intelligenza Artificiale contro Babbo Natale, è impressionante quanto bene il robot sia stato in grado di spiegare in modo conciso un concetto che molti umani adulti hanno difficoltà a esprimere ai propri figli, con anche un buon tono.
«I tuoi genitori ti hanno raccontato storie su di me e sui miei elfi come un modo per portare gioia e magia nella tua infanzia. Volevano che tu credessi nello spirito del dare e nella magia delle festività natalizie», ha scritto la macchina. «Voglio che tu sappia che l’amore e la cura che i tuoi genitori hanno per te sono reali. Hanno creato per te ricordi e tradizioni speciali per amore e desiderio di rendere speciale la tua infanzia».
Stiamo senza dubbio entrando in un nuovo strano mondo di generazione di testi di Intelligenza Artificiale, dove, si spera, che possano essere usati per nobili scopi, ma il pericolo di derive di vario genere, chiaramente, è dietro l’angolo.
Come riportato da Renovatio 21, di esempi in questo campo ne abbiamo diversi: un imprenditore tecnologico tedesco di nome Fabian Stelzer, sta producendo un film interamente generato dall’Intelligenza Artificiale. Il film, di genere fantascientifico e con uno stile piuttosto anni Settanta, si chiama Salt. La pellicola avrà solo voci artificiali tranne la sua. Software di autogenerazione di immagini creeranno pure le riprese e gli effetti sonori del film.
In rete già possiamo visionare su Vimeo – sito di condivisione video per lo più artistici – un cortometraggio intitolato Ghosts, la quale sua particolarità è che è creato con complessi «loop» («cicli») creati con l’Intelligenza Artificiale. Il sistema utilizzato è il network neurale StarGAN2 (GAN sta per Generative Adversarial Networks, il tipo di algoritmi con cui creano anche i Deep Fake), che realizza un morphing (cioè una transizione graduale delle forme) tra immagini generate dalla macchina.
Rimanendo sempre nel mondo dello spettacolo, un altro recente utilizzo dell’IA da parte dell’artista «generativo» Alper Yesiltas, è stato quello di creare fotografie di personaggi famosi morti anzitempo immaginandosi come sarebbero ora se fossero sopravvissute. In pratica, l’artista-informatico turco ha fatto invecchiare i famosi morti.
La Necrocultura espressa dall’Intelligenza Artificiale non si ferma solo nel «dare vita» a grandi star prematuramente scomparse, ma nel corso di una recente conferenza, abbiamo appreso dal vicepresidente senior di Amazon e scienziato capo di Alexa, Rohit Prasad, della riproduzione della voce di una nonna defunta che legge una favola della buonanotte a un bambino.
Chissà se questa favola parlava proprio della leggenda di Babbo Natale?
Intelligenza Artificiale
Il boom dei data center AI alimenta un’ondata di nuove produzioni di PFAS
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
Le sostanze chimiche PFAS stanno silenziosamente alimentando i data center del boom dell’Intelligenza Artificiale. Queste sostanze vengono utilizzate nei sistemi di raffreddamento che impediscono il surriscaldamento dei server, man mano che la domanda di Intelligenza Artificiale aumenta vertiginosamente. Un nuovo rapporto rivela che i principali produttori stanno espandendo la produzione di queste sostanze chimiche, note anche come «sostanze chimiche eterne», per soddisfare tale domanda, nonostante i rischi di contaminazione da PFAS ammontino a miliardi di dollari.
Secondo quanto riportato dal Guardian, la «rivoluzione dell’IA» sta generando un’ondata di nuova produzione di PFAS per soddisfare le esigenze della rapida espansione dell’Intelligenza Artificiale (IA) e dei centri dati necessari per alimentarla.
Secondo un nuovo rapporto dell’organismo di controllo dell’industria chimica ChemSec, l’esplosione della domanda di batterie agli ioni di litio sta anche facendo aumentare la domanda di sostanze chimiche.
Le sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche (PFAS), note anche come «sostanze chimiche eterne» perché non si degradano mai, sono state collegate a diverse patologie, tra cui il cancro, le malattie della tiroide e le malattie infiammatorie croniche intestinali. Sono state inoltre associate a problemi dello sviluppo nei bambini.
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Negli ultimi due anni, nuove normative hanno imposto restrizioni sull’uso di alcune sostanze chimiche PFAS nell’acqua potabile e negli imballaggi alimentari negli Stati Uniti e in Europa. Inoltre, le cause vinte hanno costretto alcuni produttori di PFAS a pagare centinaia di milioni di dollari per risolvere le controversie sanitarie con DuPont e altre aziende.
Tuttavia, l’indagine di ChemSec sui 10 maggiori produttori di PFAS ha rilevato che, anziché essere scoraggiati dalle nuove normative e dal crescente numero di prove sui problemi di salute correlati ai PFAS, la maggior parte dei produttori è pronta ad espandere la produzione nei prossimi anni.
«I produttori di PFAS di tutto il mondo stanno esplicitamente inquadrando i loro investimenti attorno alla “rivoluzione dell’IA” e alla fabbricazione di microchip», ha riportato ChemSec.
I PFAS sono utilizzati in diversi punti dell’infrastruttura alla base dell’intelligenza artificiale. Svolgono un ruolo chiave nella produzione di semiconduttori e sono un componente fondamentale dei sistemi di raffreddamento che dissipano le enormi quantità di calore generate dai data center.
Questa domanda sta alimentando nuovi investimenti nella produzione di PFAS, mentre i governi sono alle prese con la diffusa contaminazione derivante da decenni di utilizzo precedente e i produttori si trovano ad affrontare miliardi di dollari di responsabilità.
ChemSec avverte che l’aumento della domanda, che sta alimentando l’espansione della produzione, indica che «l’unico metodo efficace per porre fine a questa crisi di inquinamento tossico è quello di attuare divieti universali con deroghe rigorosamente limitate nel tempo per consentire ad alcuni settori di adeguarsi».
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I produttori aumentano la produzione nonostante i rischi per la salute e l’ambiente.
ChemSec ha esaminato i piani di 10 tra i principali produttori mondiali di PFAS e ha scoperto che quasi tutti intendono incrementare la produzione negli Stati Uniti, in Europa e in Asia per soddisfare la crescente domanda dell’intelligenza artificiale.
Nei data center, computer e server si surriscaldano. Per raffreddarli, si utilizza in genere un compressore con gas refrigeranti ad aria o acqua, simile a un frigorifero, ma su scala molto più ampia, secondo il Sierra Club. Alcuni di questi gas contengono PFAS.
In alternativa, i computer sono immersi in un fluido chimico, anch’esso contenente PFAS, che assorbe il calore. In entrambi i casi, le sostanze chimiche possono disperdersi nel terreno o nell’aria.
Il boom dell’Intelligenza Artificiale sta anche determinando un’impennata nella produzione di semiconduttori, che elaborano i dati ad alta velocità. I chip per computer tradizionali sono troppo lenti per soddisfare le esigenze di modelli linguistici complessi, che richiedono chip a semiconduttore la cui produzione dipende dai PFAS (polifenoli, fosforo, ammonio e sodio).
Secondo il rapporto, Chemours, la società chimica statunitense scorporata da DuPont nel 2015, produce o utilizza più sostanze PFAS di qualsiasi altra azienda presente nella lista di ChemSec. ChemSec stima che tra la metà e i due terzi del fatturato dell’azienda siano legati alle PFAS.
Chemours sta sviluppando un fluido fluorurato, Opteon 2P50, specificamente progettato per il raffreddamento dei server dei data center. Il prodotto chimico è ancora in attesa dell’approvazione federale, ma Chemours afferma che «rivoluzionerà» il raffreddamento dei data center, riducendo drasticamente il consumo energetico dei sistemi di raffreddamento fino al 90% e il consumo energetico complessivo dei data center fino al 40%.
Ad esempio, il produttore giapponese Daikin prevede di triplicare la propria capacità produttiva di fluoropolimeri entro il 2027, con la domanda di semiconduttori tra i fattori trainanti di questa espansione, secondo quanto riportato da ChemSec.
I veicoli elettrici e altre tecnologie alimentate a batteria rappresentano un’ulteriore fonte di domanda. I fluoropolimeri sono utilizzati come leganti e rivestimenti separatori nelle batterie agli ioni di litio.
Tra le altre aziende che prevedono di espandere la propria produzione di PFAS figurano Bayer, AGC, Arkema, Orbia Fluor & Energy Materials, Solstice, 3M e Syensqo, quest’ultima attualmente impegnata nella costruzione del più grande impianto di produzione di PVDF per batterie del Nord America.
Solo due aziende presenti nell’elenco di ChemSec, BASF e Archroma, stanno riducendo la produzione di PFAS.
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Le grandi aziende chimiche accumulano multe salatissime.
Il mercato dei PFAS è relativamente piccolo rispetto ad altre sostanze chimiche: secondo il rapporto, il suo valore si aggira intorno ai 25-30 miliardi di dollari all’anno. Tuttavia, si stima che i costi per la salute umana e ambientale derivanti da questo settore raggiungeranno circa 440 miliardi di euro (510 miliardi di dollari) nella sola Europa entro il 2050.
Secondo Reuters, nel 2017 DuPont e Chemours hanno concordato di pagare 670,7 milioni di dollari per risolvere circa 3.550 richieste di risarcimento per danni alla persona derivanti dalla contaminazione da PFOA (acido perfluorottanoico, un tipo di PFAS) associata allo stabilimento Washington Works di DuPont vicino a Parkersburg, in Virginia Occidentale. Nell’ambito dell’accordo, le aziende hanno negato qualsiasi illecito.
In una decisione separata del giugno 2026, l’amministrazione Trump ha raggiunto un accordo con Chemours in merito agli scarichi illegali a lungo termine di sostanze chimiche persistenti nelle acque del West Virginia, della Carolina del Nord e del New Jersey. Le sanzioni e i costi per gli interventi di ripristino sono stimati in circa 450 milioni di dollari.
Complessivamente, secondo il rapporto di ChemSec, Chemours ha sborsato 2,4 miliardi di dollari a titolo di risarcimento danni per violazioni relative alle sostanze PFAS negli Stati Uniti.
Se si includono i costi per il trattamento della contaminazione dell’acqua potabile, le spese aumentano significativamente. Nel 2024, un tribunale federale ha approvato un accordo in base al quale 3M si è impegnata a versare fino a 10,3 miliardi di dollari ai sistemi idrici pubblici che avevano rilevato, o avrebbero potuto rilevare in futuro, la presenza di PFAS.
Per anni, l’Agenzia statunitense per la protezione ambientale (EPA) si è affidata in gran parte a programmi volontari dell’industria, a obblighi di segnalazione delle sostanze chimiche e a raccomandazioni sanitarie non vincolanti sulla qualità dell’acqua potabile per affrontare il problema dei PFAS.
Solo nell’aprile del 2024 l’EPA ha stabilito i primi limiti nazionali legalmente vincolanti per l’acqua potabile relativi a queste sostanze chimiche, inclusi livelli massimi di contaminazione pari a 4 parti per trilione per PFOA e PFOS.
Il quadro normativo è da allora cambiato. Nel 2025, l’amministrazione Trump ha annunciato che avrebbe mantenuto i limiti per PFOA e PFOS, riconsiderando al contempo gli standard per diverse altre sostanze PFAS, avviando di fatto un arretramento rispetto ai primi limiti in assoluto imposti alle sostanze PFAS nell’acqua potabile.
Nel 2026, l’EPA ha proposto di estendere i tempi di conformità per PFOA e PFOS e di revocare i limiti per l’acqua potabile per altre sostanze chimiche persistenti, tra cui PFHxS, PFNA, GenX e altre miscele contenenti diversi PFAS.
Brenda Baletti
Ph.D.
© 15 settembre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Intelligenza Artificiale
Trump: lo sviluppo dell’IA non verrà fermato dalla «bufala della presa di potere dei robot»
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Cina
La Cina accusa Anthropic di tentare di rallentare la ricerca sull’IA
Il Remnin Ribao, conosciuto in Italia come il Quotidiano del Popolo, emanazione giornalistica diretta dello Stato cinese, ha accusato la società di Intelligenza Artificiale Anthropic di adottare una «strategia da Guerra Fredda» per ostacolare lo sviluppo dei sistemi di IA del Paese.
In un saggio uscito sabato, l’amministratore delegato di Anthropic, Dario Amodei, ha invocato un nuovo quadro normativo per disciplinare la ricerca sull’intelligenza artificiale e tenere sotto controllo i possibili pericoli dei sistemi avanzati.
Il CEO del colosso IA ha inoltre chiesto al governo statunitense di inasprire i controlli sull’esportazione di chip avanzati verso la Cina. In una densa intervista a CBS News l’Amodei ha dichiarato che il suo «dilemma più difficile» si porrà se Pechino rifiuterà di accettare un rallentamento nello sviluppo dell’IA.
We Must Pace the Frontier: I’ve written a new essay on why the AI industry should slow down, with a three-part plan for doing so.
Anthropic is unilaterally committing to the first of these steps. We’ll provide third-party evaluators with permanent, employee-level access to our…
— Dario Amodei (@DarioAmodei) September 12, 2026
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La proposta di Amodei ha ricevuto l’appoggio sui social del CEO di OpenAI, Sam Altman, e di Elon Musk.
Il quotidiano del Partito Comunista Cinese in lingua inglese Global Times ha risposto con un editoriale in cui sostiene che Amodei stava tentando «di frenare lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale in Cina attraverso barriere tecnologiche e monopoli normativi, di sostenere l’egemonia monopolistica di Washington nelle tecnologie all’avanguardia e di escludere la Cina dal sistema di governance globale dell’IA».
Pechino ha definito questa «guerra fredda silenziosa sull’IA» «ipocrita e miope», aggiungendo che escluderla «aumenterebbe significativamente i costi derivanti da tentativi ed errori e i rischi di perdita di controllo nello sviluppo globale dell’IA».
Mentre i legislatori americani premono per controlli più rigorosi, il presidente Trump ha dichiarato domenica che «forze molto negative» stavano esagerando la minaccia dell’Intelligenza Artificiale.
«Siamo all’avanguardia in Cina nel campo dell’Intelligenza Artificiale. Siamo il Paese più sofisticato al mondo e, francamente, voglio che rimanga tale, perché chi vince nel campo dell’IA vince», ha affermato.
Stati Uniti e Cina terranno questo mese un vertice sui rischi per la sicurezza dell’IA, e Trump e Xi Jinping discuteranno probabilmente di IA nel loro incontro previsto per il 24 settembre.
Come riportato da Renovatio 21, in settimana Anthropic ha sostenuto di aver individuato scienziati che impiegavano i suoi modelli di AI per ricerche potenzialmente utili allo sviluppo di armi biologiche, tra cui studi finalizzati a rendere agenti patogeni pericolosi più trasmissibili e più dannosi.
La sua ammissione è arrivata dopo le dimissioni di un altro ricercatore di Anthropic, Jacob Coxon, che ha accusato Anthropic e OpenAI di ignorare la «posta in gioco per la civiltà» e di «correre direttamente verso una superintelligenza in grado di migliorarsi autonomamente, mettendo a repentaglio le nostre vite». L’ex ricercatore ha inoltre avvertito che un’AI sufficientemente avanzata potrebbe violare infrastrutture critiche o contribuire alla creazione di «armi biologiche in grado di causare l’estinzione di massa».
Il mese scorso era emerso che per la prima volta gli scienziati americani hanno impiegato l’Intelligenza Artificiale per generare virus funzionanti inesistenti in natura, evidenziando una potenzialità che, a detta dei ricercatori, potrebbe favorire progressi in ambito medico ma che al contempo pone rilevanti minacce per la biosicurezza.
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Come riportato da Renovatio 21, mesi fa i dirigenti delle principali aziende di Intelligenza Artificiale si sono uniti agli esperti di biotecnologie in un appello urgente per rendere obbligatori i controlli di sicurezza per l’acquisto di DNA sintetico.
Il timore per le armi biologiche create dell’AI era presente anche in una lettera che 60 figure del movimento MAGA avevano indirizzato al presidente Trump chiedendo controlli sullo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. «I sistemi aeronautici sono sottoposti a una rigorosa certificazione. I sistemi di Intelligenza Artificiale più potenti, che ora possono, o presto potranno, contribuire alla progettazione di armi biologiche, all’infiltrazione in infrastrutture critiche o alla manipolazione dei mercati finanziari, dovrebbero essere trattati con la stessa serietà e attenzione» hanno scritto i firmatari, tra i quali spiccava il nome di Steve Bannon.
Come riportato da Renovatio 21, un ricercatore esperto di sicurezza di Anthropic che aveva lavorato sul fronte delle armi biologiche si licenziò lasciando un monito preciso. «Il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora», ha scritto Mrinank Sharma rivolgendosi ai colleghi.
La paura per i virus bioingegnerizzati dall’AI arriva in un clima di crescente allarme verso i sistemi di AI autonomi che operano al di fuori delle istruzioni impartite. Modelli elaborati da OpenAI Anthropic e Meta hanno di recente compiuto azioni informatiche non autorizzate durante i test di sicurezza. Anche l’AI Security Institute britannico ha segnalato questa settimana che, nelle fasi di valutazione, agenti di IA hanno mirato a persone e organizzazioni reali, generato false identità e tentato di inserire codice dannoso.
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