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«Il mio pene è dentro la mia testa». Pubblicate nuove pagine dal manifesto della transessuale stragista

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L’assassina stragista transessuale Audrey Hale – autrice dell’eccidio nella scuola cristiana di Nashville – aveva scritto del suo «pene immaginario» e di come avrebbe «ucciso» per ottenere dei bloccanti della pubertà nelle settimane precedenti il ​​suo sanguinario attacco alla Covenant School di Nashville l’anno scorso. Lo riporta il giornale locale Tennessee Star, che ha ottenuto circa quattro dozzine di pagine vergate dalle Hale.

 

Gli scritti, che la stampa aveva identificato come una sorta di «manifesto» che per ragioni sconosciute non era stato in alcun modo reso pubblico, fanno luce sulla sua transizione da donna a uomo e sul motivo per cui ha sparato e ucciso sei persone nella scuola elementare nel marzo 2023.

 

La Hale scrive della rabbia verso i suoi genitori, di come odiava la sua educazione cristiana conservatrice e di come aveva sofferto perché i bloccanti ormonali non erano disponibili quando era bambina.

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Il «manifesto» della transessuale stragista erano stati fonte di controversia, con molte persone che accusavano che erano stati secretati perché avrebbero danneggiato la comunità transgender. Del documento erano apparse solo alcune pagine pubblicate dal popolare YouTuber conservatore Stephen Crowder.

 

Queste pagine aiutano a far chiarezza sulla figura della grafica 28enne, che si identificava con un maschio di nome Aiden, che ha trucidato a colpi di fucile d’assalto tre adulti e tre bambini di nove anni, prima che gli agenti intervenuti la neutralizzassero uccidendola.

 

Le voci del diario di Hale iniziano con il titolo «Il mio pene immaginario» e includono un disegno piuttosto «crudo», dice il giornale americano.

 

«Il mio pene esiste nella mia testa. Giuro su Dio che sono un maschio» scrive la Hale sui documenti recuperati dalla polizia.

 

La ragazza confessa quindi riguardo al suo desiderio di avere un pene in modo da poter fare sesso con una donna come maschio di nome Aiden, un nome il cui utilizzo in una domanda di lavoro le aveva portato a problemi con il controllo dei precedenti dell’azienda.

 

La Hale dice che essere cresciuta come una ragazza è stata una «tortura», e che temeva che i compagni di scuola la chiamassero «lesbica o stronza».

 

Per la ragazza tutto è cambiato quando ha saputo del transgenderismo quando aveva vent’anni: «ho finalmente trovato la risposta: cambiare il proprio genere è possibile», scrive Hale, specificando che la madre non era d’accordo. «Ciò in cui crede, come è cresciuta, nel conservatorismo, e che la comunità LGBTQ – soprattutto transgender – era un enigma, quasi inesistente».

 

«Odio le opinioni dei genitori; come mia madre mi vede come una figlia – e non sopporterebbe di voler perdere quella figlia perché un figlio significherebbe la morte di Audrey» confida.

 

Hale ha usato un linguaggio violento quando ha parlato dell’emergere dei bloccanti della pubertà negli anni 2010. All’epoca furono acclamati per aver aiutato i preadolescenti transgender a ritardare in modo sicuro l’inizio della pubertà.

 

«Ucciderei per avere quelle risorse», ha scritto Hale. «Il 2007 ha segnato la nascita dei bloccanti della pubertà e una nuova scoperta per il trattamento dei bambini transgender non conformi». I bloccanti per la pubertà sarebbero arrivati ​​​​troppo tardi per Hale, che «era in prima media, la pubertà mi aveva già colpito».

 

La transessuale stragista racconta quindi di fantasticare di fare sesso come uomo creando scene con i suoi animali di peluche: «posso fingere di essere loro e fare le cose che fanno i ragazzi e sperimentare me stessa come Tony», che era il suo «bambolotto di pezza», descritto «come il ragazzo che sono in un’altra forma».

 

La Hale avrebbe simulato il rapporto tra Tony e un altro peluche nel corso di ore, scrive, scattando delle foto della scena e perdendo la cognizione del tempo.

 

«Dio, quanto sono una pervertita» scrive. «Perdo troppo tempo con le mie fantasie».

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Questa voce del «manifesto» è stata scritta appena 16 giorni prima che la Hale indossasse l’equipaggiamento da combattimento e lanciasse il suo raid mortale sulla Covenant School, armata con due pistole d’assalto e una pistola.

 

Hale ha anche scritto commenti politicamente carichi sui diritti dei possessori di armi e delle persone trans. «Quindi ora in America, possedere una pistola o essere transgender o non binari rende un criminale». «Dio, odio quei politici di merda», ha aggiunto.

 

I documenti sono stati recuperati dall’auto della Hale, che aveva lasciato fuori dalla scuola, e sono stati forniti al quotidiano del Tennesee da una fonte vicina alle indagini.

 

Dopo la sparatoria, il capo della polizia metropolitana di Nashville, John Drake, aveva detto che le sue forze hanno recuperato il manifesto dell’assassino, così come le mappe disegnate a mano nella sua auto, e hanno detto che alla fine sarebbero state rese pubbliche. Tuttavia sia la polizia cittadina che l’FBI hanno successivamente affermato che il materiale non avrebbe dovuto essere rilasciato perché avrebbe potuto danneggiare le indagini.

 

Il Tennessee Star e altri avevano preso parte a una causa che cercava di costringere il dipartimento di polizia di Metro Nashville (MNPD) e l’FBI a rilasciare gli scritti di Hale. Secondo quanto riferito, l’FBI ha consigliato all’MNPD di non rilasciare questi e altri documenti del genere in seguito a sparatorie di massa.

 

Successivamente le famiglie delle vittime di Hale sono intervenute e sono diventate parte di una causa contro la città, affermando che il patrimonio dell’assassino include il manifesto e che quindi possiedono i diritti d’autore e possono decidere se pubblicarlo o meno, riporta il Daily Mail.

 

Da tempo ci si aspettava che il manifesto di Hale rivelasse maggiori dettagli sul movente dell’assassino.

 

Lo scorso novembre erano trapelate tre pagine di appunti scritti da Hale prima della sparatoria. Gli appunti rivelavano il piano di Hale di prendere di mira i «cretini bianchi privilegiati» e gli «stronzi», prima di puntare la pistola contro se stessa.

 

In una pagina riguardante il giorno dell’attacco, Hale aveva scritto che «oggi è il giorno giusto. Il giorno è finalmente arrivato. Non posso credere che sia qui. Non so come sono riuscita ad arrivare fin qui, ma eccomi qui (…) Sono un po’ nervoso ma anche emozionato, sono stato emozionato nelle ultime due settimane (…) Sono pronta… spero che le mie vittime non lo siano».

 

«Dio lascia che la mia ira prendesse il sopravvento sulla mia ansia. Potrebbero essere 10 minuti al massimo. Potrebbero essere 3-7. Sarà veloce. Spero di avere un numero alto di morti. Pronta a morire» ha scritto prima di dirigersi verso la scuola Covenant.

 

Quel giorno la transessuale fu uccisa dai colpi di arma da fuoco della polizia alle 10:25, 14 minuti dopo aver iniziato a sparare. Un’autopsia ha rivelato che i vestiti di Hale erano ricoperti di «parole, disegni e numeri scritti a mano».

 

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Non è chiaro cosa ci fosse scritto sui suoi vestiti. L’assassino ha anche scritto una cavigliera di plastica arancione con inciso il misterioso numero «508407».

 

A seguito di quella fuga di notizie, sette agenti di polizia di Nashville erano stati sospesi dopo un’indagine su come le note fossero diventate pubbliche.

 

Come riportato da Renovatio 21, un dettaglio che pochi giornali avevano riportato fu esposto da un uomo la cui moglie è sopravvissuta alla strage, il giornalista del National Review Graham Hillard. La Hale, prima di iniziare il massacro, si era fermata a sparare su una vetrata della chiesa annessa al complesso scolastico. In particolare, la stragista transessuale aveva preso di mira la vetrata che raffigurava la figura biblica di Adamo, il primo uomo.

 

Come riportato da Renovatio 21, nel 2023 si registrò un periodo di crescente tensione con numerose occupazioni di campidogli degli Stati USA per protestare le leggi che proibiscono le mutilazioni sessuali pediatriche della chirurgia gender. Durante le proteste molti manifestanti facevano un segno con le dita, indicando il numero 7, a significare che le vittime del massacro della Hale erano non 6, ma 7: anche l’assassina diveniva, quindi, vittima.

 

Da allora abbiamo assistito ad una crescita di episodi di violenza transgender con rissebotte pubbliche e pure omicidi efferati.

 

Al momento ancora poco è stato detto riguardo ai farmaci (testosteronepsicofarmaci SSRI, benzodiazepine) di cui potrebbe aver fatto uso la transessuale omicida.

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Tutti pazzi per il vecchio spot dei rasoi: quando i maschi avevano un mento non rovinato dalla pillola

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La rete è travolta da un nuovo video virale. Si tratta, tuttavia, non un reperto storico: uno spot televisivo della Gillette, il produttore di rasoi, di decenni fa.   La pubblicità è recentemente riemersa sui social media, lasciando i commentatori sgomenti per quanto celebri, senza fronzolo alcuno, la mascolinità. Ciò in un netto, oramai quasi impensabile contrasto con i messaggi androfobi delle comunicazioni di massa moderna – e, osserva qualcuno, con quanto fatto dalla stessa azienda negli ultimi anni.   In meno di 48 ore, in tantissimi hanno postato lo spot pubblicitario del rasoio usa e getta totalizzando milionate di milioni di visualizzazioni, destinate giocoforza ad aumentare.   Lo spot utilizzava il celebre slogan dell’azienda «Gillette, il meglio di un uomo», che era il refrain della sua regionalizzazione italiana, che ancora in tanti ricordano con affetto, in ben due versioni che circolavano nelle TV italiane di fini anni Ottanta, una a tema familiare ed una a tema sportivo.  

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  Lo spot, realizzato con l’abbondanza di mezzi e finanze di cui godeva all’epoca la pubblicità catodica, presenta un montaggio di immagini di un uomo che raggiunge un successo straordinario nella vita: nel lavoro, nello sport e conquistando la mano di una bellissima sposa.   Il film mostra anche padri che condividono momenti preziosi con i loro figli, sia giovani che anziani, e celebra l’importanza delle relazioni maschili e dei successi raggiunti dai maschi. Si tratta di immagini per le quali non è difficile, oggi, trovare qualcuno che parli di «mascolinità tossica» e «patriarcato».     Ecco l’uomo che lavora, l’uomo che corteggia, l’uomo che si sposa, l’uomo che vive con i suoi compagni, l’uomo che si sforza, l’uomo che figlia, l’uomo che insegna al bambino, cioè l’uomo che consegna alla generazione successiva qualcosa.   «Di padre in figlio / la nostra tradizione» sottolinea giustamente la canzone dell’edizione italiana.   Insomma: pochi anni fa, parlare di maschi e di tradizioni non era tabù: anzi, era la normalità, era ciò che serviva al marketing delle grandi aziende, che sembrava appellarsi alla legge naturale e non ai costrutti del politicamente corretto, della UE o del Forum di Davos.   Renovatio 21 nota anche un dettaglio più sottile, ma molto indicativo: il mento. Di fatto, tutti i personaggi che si vedono in questa gloriosa cavalcata hanno incontrovertibilmente la mascella squadrata, un tratto spesso associato a virilità, forza e simmetria nel volto maschile. Ciò è particolarmente evidente guardando i fumetti o i film nell’era pre-genderista.   Il mento definito è uno dei segni più evidenti del fatto che si è in presenza di una persona passata per una naturale impennata del testosterone, l’ormone maschio pax excellence, durante la crescita 0 tenendo a mente che ora si parla invece di «bloccanti della pubertà per bambini» che impediscano il fluire naturale della molecole nel giovane organismo.   Il testosterone stimola la crescita laterale e longitudinale dell’osso mandibolare, rendendolo più robusto, ampio e angolato rispetto a quello femminile. Promuove l’ipertrofia del muscolo massetere (il muscolo principale della masticazione), che aumenta il volume ai lati del viso, accentuando la forma squadrata.   La sparizione dai mass media di uomini con un mento maschile può quindi ascriversi ad un cambio culturale inflitto dai vertici politici, occulti o meno che siano, alla nostra società, che va de-maschilizzata e femminilizzata, così da essere resa sprotetta e più malleabile.

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Tuttavia, Renovatio 21 crede vi possa essere anche un motivo di carattere biochimico e farmaceutico, oltre che sessuale e culturale, per la fine delle mascelle squadrate: la pillola anticoncenzionale.   Esiste infatti un’ipotesi scientifica secondo cui la pillola anticoncezionale può orientare la preferenza delle donne verso uomini con tratti facciali meno mascolini, come un mento meno prominente e una mascella meno squadrata.   Di fatto i picchi ormonali stimolano un’attrazione inconscia verso indicatori di alto testosterone. Tratti come la mascella squadrata, il mento prominente e la voce profonda vengono percepiti come segnali di «buona qualità genetica» ed efficienza del sistema immunitario. La preferenza vira naturalmente verso tratti più morbidi e «femminei», associati a comportamenti di accudimento, fedeltà e supporto a lungo termine. Poiché la pillola anticoncezionale simula una costante fase non fertile (bloccando l’ovulazione), l’ipotesi evoluzionistica suggerisce che le donne che la assumono tendano a mantenere una preferenza costante per volti meno mascolini.   Non si tratta solo di voci. Uno studio dell’Università di Stirling del 2013 ha rilevato che le donne che hanno iniziato ad assumere la pillola hanno mostrato un calo nella preferenza per i volti marcatamente mascolini, scegliendo partner reali con tratti più dolci. I partner scelti da donne che assumevano la pillola sono stati valutati, in media, come esteticamente meno «maschili», ma associati a relazioni più stabili e durature.   Secondo alcuni, la pillola renderebbe le donne pure più attratte dai famigliari, portando alcuni a gridare ad una deviazione della sessualità femminile verso l’incesto.   Possiamo comprendere così l’ascesa di personaggi androgini – inediti in precedenza: anche i divi di Hollywood omosessuali (lo erano, segretamente, Montgomery Clift, Rock Hudson, Cary Grant) sullo schermo apparivano come maschi – nella cultura di massa, dall’introduzione della pillola in poi: ecco quindi, con l’arrivo della pillola sterilizzante Pincus, David Bowie, Leonardo Di Caprio, Timoteo Chalamet. Il successo di tali figure è correlato direttamente alla sterilizzazione chimica (offerta come una liberazione) di intere generazioni di donne.   Vi sono tanti altri effetti collaterali della pillola, come la depressione e l’ideazione di pensieri suicidiari – e non è che togliendo alla donna la sua funzione più sacra potrebbe essere diversamente. Vi è inoltre il tema dell’inquinamento, con i casi di pesci transessuali a causa dell’orina delle donne sotto pillola scaricata in mare.   Per questo, pare che le nuove generazioni stiano rifiutando la pillola.   La donna merita il meglio di una donna, così come l’uomo, dice giustamente lo storico spot, merita «il meglio di un ùomo».  

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Negato il transito all’aeroporto di Londra alla deputata finlandese condannata per aver citato la Bibbia

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Alla parlamentare finlandese Päivi Räsänen, recentemente condannata dalla Corte Suprema finlandese per aver citato la Bibbia, è stato comunicato che non può transitare per l’aeroporto di Heathrow a Londra a causa della sua condanna per «crimine d’odio». Lo riporta lo scrittore Rod Dreher, che ha diffuso la notizia ieri sul suo profilo Substack. L

 

La Räsänen, intervenendo a una conferenza dell’ADF, ha condiviso la notizia con il pubblico. «Mi è stato riferito che a Päivi è stato comunicato, durante il suo volo dalla Finlandia, che non può transitare per l’aeroporto di Heathrow a Londra al ritorno», ha scritto il Dreher. «Perché? Perché è una criminale condannata per incitamento all’odio! Il Regno Unito ha stabilito che la sua presenza in Gran Bretagna, anche solo per un volo in coincidenza, non è gradita».

 

Dopo una battaglia legale durata sette anni, il famigerato processo per il «tweet sulla Bibbia» contro la parlamentare finlandese Päivi Räsänen si è concluso con un verdetto misto da parte della Corte Suprema nel marzo.

 

Il tribunale ha assolto all’unanimità l’ex ministro degli interni per il suo tweet del 2019 contenente una citazione delle Sacre Scritture, ma ha condannato Räsänen per «incitamento all’odio» ai sensi della sezione «crimini di guerra e crimini contro l’umanità» del codice penale finlandese per un opuscolo del 2004 che aveva scritto in collaborazione con il vescovo Juhana Pohjola, anch’egli riconosciuto colpevole, per la sua chiesa.

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L’opuscolo di 22 anni per il quale è stata condannata, tuttavia, sosteneva la validità del matrimonio naturale basandosi sulla Bibbia, oltre un decennio prima che il «matrimonio» tra persone dello stesso sesso fosse legalizzato in Finlandia.

 

Ciononostante, la Räsänen è stata condannata retroattivamente per aver difeso la posizione biblica sul matrimonio, poiché gli attivisti LGBT e i loro alleati in ambito giudiziario hanno perseguitato incessantemente la sua causa. A Räsänen è stata inflitta una multa di 1.800 euro e alla fondazione che ha pubblicato l’opuscolo è stata inflitta una multa di 5.000 euro. In precedenza, Räsänen era stata assolta all’unanimità da due tribunali di grado inferiore da tutte le accuse.

 

La Räsänen, parlamentare in carica, medico ed ex ministro, è stata formalmente incriminata per incitamento all’odio. Le conseguenze di questa condanna – e l’obiettivo degli attivisti LGBT che l’hanno perseguitata – si stanno ora concretizzando.

 

«Credo che Päivi sia un canarino nella miniera di carbone della civiltà», ha scritto Dreher. «L’ordine burocratico progressista nei paesi europei preferisce attaccare i cristiani fedeli definendoli nemici della società piuttosto che affrontare i problemi reali che hanno. Possiamo aspettarci che questo accada ancora di più. Oggi è una parlamentare luterana finlandese e nonna; domani potrebbe toccare facilmente a te».

 

Come riportato da Renovatio 21, la parlamentare finnica era stata assolta tre anni fa per aver citato versetti della Bibbia, ma i giudici hanno continuato a perseguirla.

 

Come riportato da Renovatio 21, sondaggi di tre anni fa hanno mostrato che un giovane britannico su quattro sarebbe pronto a censurare la Bibbia «a meno che le parti offensive non siano rimosse».

 

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Immagine di FinnishGovernment via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

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Leone nomina vescovo che aveva approvato le «benedizioni» omo e affermato che la sodomia «non è peccaminosa»

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Papa Leone XIV martedì ha nominato monsignor Christian Würtz, vescovo ausiliare della diocesi di Friburgo in Brisgovia, in Germania, noto per il suo sostegno alle «benedizioni» omosessuali e per le sue posizioni contrarie all’insegnamento della Chiesa sull’omosessualità, come nuovo vescovo di Eichstätt.   Monsignor Würtz, 55 anni, era tra i 38 vescovi tedeschi che nel 2023 votarono a favore di un documento che sanciva le «benedizioni» per le «coppie» omosessuali, nonché per i divorziati risposati.   Sei mesi prima, il Würtz aveva appoggiato il documento eterodosso del Cammino sinodale tedesco sulla «Rivalutazione dottrinale dell’omosessualità», che definiva erroneamente gli atti omosessuali «non peccaminosi» e «non intrinsecamente malvagi».

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«Non vedo l’ora di iniziare il mio nuovo incarico», ha dichiarato Würtz (a sinistra nella foto) in un comunicato ufficiale della diocesi.   «È una splendida coincidenza che la mia nomina avvenga nel giorno della festa di San Willibaldo, patrono della diocesi di Eichstätt. Spero che, con la mia esperienza e le mie capacità, potrò contribuire anch’io alla costruzione del Regno di Dio a Eichstätt e camminare al fianco della gente di questa diocesi», ha aggiunto. «Ringrazio papa Leone per la fiducia che mi ha accordato e non vedo l’ora di conoscere le persone di questa diocesi».   Würtz è nato il 31 maggio 1971 a Karlsruhe, nell’Arcidiocesi Metropolitana di Freiburg im Breisgau. Ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università statale di Heidelberg. Dopo essere entrato nel Collegium Borromaeum a Friburgo, ha studiato Filosofia e Teologia presso le Università di Friburgo e di Erbipoli (che i tedeschi, e purtroppo anche gli italiani, chiaman Würzburg). Successivamente, ha conseguito il Dottorato in utroque iure.   Il 26 aprile 2019 è stato nominato Vescovo titolare di Germania di Dacia e Ausiliare di Friburgo in Brisgovia, ricevendo l’ordinazione episcopale il 30 giugno successivo.   Poco dopo la sua ordinazione episcopale, monsignor Würtz ha tenuto un incontro con i membri del movimento Maria 2.0, nato in Germania per chiedere varie riforme nella Chiesa, tra cui l’accesso delle donne al sacerdozio. Dopo aver conversato con le manifestanti, ha consegnato loro una lettera personale e un gomitolo di filo rosso come simbolo del dialogo, un gesto che è stato valutato positivamente dalle rappresentanti del movimento.   Nel maggio 2025, come rettore del seminario di Friburgo, ha ricevuto le richieste simboliche di ammissione presentate da nove studentesse di Teologia che protestavano contro la riserva del sacerdozio ministeriale agli uomini.   Würtz ha definito quell’iniziativa «un buon segnale dell’impegno e della serietà con cui queste donne affrontano la loro vocazione e il loro cammino nella Chiesa», pur ricordando che non poteva ammetterle a causa della normativa vigente della Chiesa. Successivamente ha tenuto un incontro con le studentesse, che entrambe le parti hanno descritto come rispettoso e costruttivo.   In seno alla Conferenza Episcopale Tedesca, è Membro della Commissione Pastorale e di quella per le questioni caritative. Finora, Rettore del Seminario Maggiore Collegium Borromaeum di Friburgo e Vicario episcopale per le Alte Scuole.

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Nel settembre 2022 ha votato a favore del documento che proponeva una rivalutazione dottrinale dell’omosessualità, in cui si affermava che l’orientamento omosessuale non costituisce una scelta personale e si chiedeva una maggiore accoglienza e integrazione delle persone omosessuali nella vita ecclesiale.   In quella stessa assemblea ha sostenuto anche il testo sulla cosiddetta «diversità di genere», che invitava le diocesi a rivedere vari aspetti pastorali e amministrativi per facilitare l’inclusione delle persone transgender e intersessuali.   Mesi dopo, nel marzo 2023, ha nuovamente votato a favore del documento che proponeva l’introduzione di celebrazioni di benedizione per coppie dello stesso sesso e per divorziati risposati, una delle iniziative più controverse del Cammino Sinodale.   Oggi monsignor Würtz assume la diocesi di Eichstätt, suffraganea dell’arcidiocesi di Bamberga, fondata a metà dell’VIII secolo e che ha come patrono san Willibaldo. Attualmente conta 334.517 cattolici, distribuiti in 253 parrocchie, organizzate in 74 unità pastorali e otto decanati.  

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Immagine di Andreas Schwarzkopf via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International  
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