Utero in affitto
Il boom degli uteri in affitto ucraini non si arresta
L’industria della maternità surrogata in Ucraina è fiorente nonostante la guerra in corso. Lo riporta un recente servizio del quotidiano britannico Guardian.
Tuttavia, vari articoli di altre fonti hanno rivelato che l’industria è piena di corruzione e abusi, ma gode della protezione delle autorità di Kiev e Washington.
L’Ucraina è nota da tempo come una capitale dell’utero in affitto e della riproduzione artificiale annessa: secondo un dato mondiale, nel 2018 un quarto dei bambini nati da donne che affittano l’utero era nato in Ucraina.
Tale percentuale è probabilmente aumentata da quando Mosca ha vietato la pratica per le coppie straniere l’anno scorso, con i legislatori russi che citano la necessità di «prevenire la tratta dei nostri figli». Come riportato da Renovatio 21, anche la Georgia, un tempo meta promettente per la riproduzione via grembo surrogato, un mese fa ha messo al bando l’utero in affitto per gli stranieri.
I combattimenti in Ucraina non hanno attenuato la domanda, ha riferito il Guardian la settimana scorsa, osservando che più di 1.000 bambini sono nati nelle cliniche di maternità surrogata ucraine da quando la Russia ha lanciato la sua operazione militare lo scorso anno. La maggior parte dei clienti di queste cliniche, osserva il giornale, proveniva da Italia, Romania, Germania e Gran Bretagna. In particolare, è stato riportato come Londra abbia fornito visti alle affittartici di utero che avessero un contratto con «clienti» britannici.
Come riportato da Renovatio 21, per promuovere il fatto che l’industria della riproduzione artificiale con provette e uteri affittati andava avanti nonostante le bombe, sono stati fatti spot e video vari, in cui è possibile vedere i «prodotti» delle aziende in questione – ossia bambini neonati – protetti da uomini con kalashnikov che li trasportavano in giro per la città in stato di guerra.
Un video mostrava invece come tali «prodotti», pronti per essere consegnati ai loro committenti stranieri, fossero stati trasferiti in un apposito bunker a prova di guerra.
Le donne ucraine sono ben pagate, secondo quanto ha detto al Guardian un medico dell’agenzia, circa 22.000 dollari per portare a termine una gravidanza su committenza. Tuttavia negli ultimi anni è stato riportato che le surrogate sono spesso sottoposte a condizioni di vita spaventose durante la gravidanza.
Una donna ucraina ha detto ad Al Jazeera nel 2018 che l’azienda tedesca le aveva promesso un appartamento per tutta la durata, ma l’ha costretta a condividerlo con altre quattro donne incinte e a condividere un letto per sette mesi della sua gravidanza. Un’altra ha affermato che le donne che hanno lasciato il loro alloggio e non sono riuscite a rientrare prima del coprifuoco sarebbero state soggette a multe, così come le donne che hanno criticato l’azienda o hanno tentato di comunicare con i genitori stranieri.
«Siamo stati trattati come bestiame e derisi dai medici», aveva detto la donna che affittava l’utero. Un dottore a marzo avrebbe ammesso ad un’agenzia investigativa spagnola che la sua azienda cerca deliberatamente donne provenienti da aree più povere, poiché «logicamente devono provenire da luoghi più poveri rispetto ai nostri clienti», riporta RT.
«Non ho incontrato una sola donna con una buona situazione economica che abbia deciso di affrontare questo processo per gentilezza», aveva detto il medico.
«La principale preoccupazione dei sostenitori sul campo in Ucraina è che i legislatori e persino le testate giornalistiche non la considerino una violazione dei diritti umani», ha detto la ricercatrice dell’Università di Princeton Emma Lamberton al sito americano Grayzone, che ha pubblicato un rapporto schiacciante sull’industria questa settimana . «Un governo non vedrebbe mai le violazioni dei diritti umani come gli abusi sui minori come qualcosa che deve essere semplicemente regolamentato… dovrebbe invece essere messo al bando».
Alcuni legislatori ucraini hanno cercato di vietare la maternità surrogata. Viktoria Vahnier, membro del partito «Servo del popolo» del presidente Zelens’kyj, ha presentato l’anno scorso un disegno di legge che avrebbe limitato i servizi di maternità surrogata ai genitori ucraini, ma la misura è stata bocciata in parlamento.
Un’altra deputata ucraina, Oksana Bilozir, ha dichiarato nel 2018 alla trasmissione australiana ABC News che «gli affari e i loro lobbisti» impediscono ai legislatori di limitare la pratica.
L’ex procuratore generale ucraino Yuri Lutsenko ha affermato di aver ricevuto una «lista di intoccabili» dall’allora ambasciatore statunitense Maria Yovanovitch quando è entrato in carica nel 2016. Secondo Lutsenko, questa lista nominava una serie di potenti interessi che Washington non voleva che facesse indagare, scrive RT.
Tuttavia, Lutsenko ha posto agli arresti domiciliari il fondatore di BioTexCom Albert Tochilovsky nel 2018, poiché il suo ufficio ha indagato sulle accuse di frode e tratta di esseri umani contro l’azienda. Lutsenko è stato licenziato due anni dopo e da allora la sua indagine su BioTexCom è stata bloccata, secondo Grayzone.
In un’intervista del 2019 con il sito di notizie ucraino Delo, Tochilovsky ha spiegato che tenere le autorità di regolamentazione lontane dalle sue cliniche era una preoccupazione fondamentale. «La cosa più importante», aveva detto, «è proibire alle forze dell’ordine di interferire con il [nostro] lavoro».
Come riportato da Renovatio 21, Tochilovskyj è altresì un teorico dell’ectogenesi – cioè l’utero artificiale – che secondo lui soppianterà gli uteri in affitto, che sono attualmente il suo core business, tra 5 o 7 anni.
Nel 2021 è stato riportato che una clinica ucraina intendeva aprire alla possibilità di produrre bambini bioingegnerizzati.
Utero in affitto
Democristiano tedesco gay si dimette dopo che ha affittato un utero
Il leader parlamentare del blocco di governo tedesco, Jens Spahn, è stato costretto a dimettersi dopo che lui e suo marito hanno avuto un figlio tramite maternità surrogata. Spahn aveva precedentemente criticato questa pratica, mentre il suo partito conservatore, i cristiano-democratici (CDU, la Democrazia Cristiana Tedesca), si oppone fermamente alla sua legalizzazione in Germania.
Lo scandalo è scoppiato questa settimana quando Spahn e suo marito Daniel Funke hanno dato il benvenuto al loro figlio Georg, nato da una madre surrogata statunitense. «Georg è la nostra più grande gioia. È quasi impossibile descrivere a parole questa sensazione», ha dichiarato Spahn al tabloide tedesco Bild mercoledì.
L’annuncio gioioso è stato immediatamente accolto da una tempesta di critiche, con il parlamentare accusato di «ipocrisia». Diversi critici hanno ricordato dichiarazioni del 2015, quando Spahn disse alla rivista GQ che «in quanto uomo gay e cristiano, trovo personalmente molto difficile accettare l’idea di un utero in affitto».
«Accettare il fatto che non diventerò padre in modo naturale richiede molta umiltà. Non so se ne sarò capace», aveva aggiunto all’epoca.
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La CDU ha ribadito il suo impegno a mantenere la maternità surrogata vietata in Germania anche durante il congresso di partito di febbraio, a cui ha partecipato Spahn. Nella risoluzione conclusiva del congresso, il partito ha affermato che, a causa di «preoccupazioni etiche, legali e pratiche riguardanti la maternità surrogata», ritiene che tale pratica debba rimanere illegale «in Germania al fine di prevenire abusi, sfruttamento e rischi per la salute».
Spahn è finito nel mirino di tutte le fazioni politiche, con il suo collega della CDU, il leader del partito nello stato del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, che ne ha chiesto le dimissioni. «Sostiene che, in quanto privato cittadino, possa agire in modo completamente diverso, in contraddizione con la posizione dichiarata come funzionario eletto della CDU», ha dichiarato Peters al quotidiano Bild. «Questo è assolutamente inaccettabile».
La co-leader del partito di destra Alternativa per la Germania (AfD), Alice Weidel – lei stessa lesbica in una relazione omosessuale con una donna di origine cingalese – ha dichiarato che le dimissioni di Spahn erano «obbligate da tempo», menzionando anche le sue azioni durante il periodo del COVID, quando era ministro della Salute. Spahn era stato accusato di aver utilizzato impropriamente fondi pubblici durante la pandemia, ma l’inchiesta è stata archiviata lo scorso marzo senza alcun risultato.
«Il fatto che ora abbia minato una legge per la quale lui stesso aveva votato ha definitivamente distrutto la sua credibilità», ha scritto Weidel su X.
Come riportato da Renovatio 21, il deputato gaio, paventando la minaccia russa, l’anno passato aveva pure domandato per la Germania l’accesso alle armi atomiche di Francia e Gran Bretagna. Lo Spahn è da annoverarsi tra gli alunni dei Klaus Schwab e del World Economic Forum di Davos.
Sebbene Spahn avesse inizialmente tentato di difendere la sua decisione, sabato ha ceduto prontamente e ha rassegnato le dimissioni. Pur rinunciando al ruolo di leader parlamentare, non ha menzionato la rinuncia al suo mandato di parlamentare. Le dimissioni sono state riconosciute dal cancelliere Friedrich Merch, che le ha definite sia «inevitabili» che «corrette».
«Negli ultimi giorni, ho capito che la mia felicità personale, derivante dalla creazione di una famiglia con mio marito e dalla nascita di mio figlio, è incompatibile con il mio incarico politico», ha dichiarato Spahn in un comunicato diffuso dai media tedeschi.
Sebbene in Germania la maternità surrogata sia punibile con una pena detentiva fino a cinque anni, la responsabilità penale si estende solo ai medici e agli intermediari; pertanto, Spahn e sua moglie non subiranno alcuna conseguenza. Ricorrere alla maternità surrogata all’estero rimane un metodo diffuso tra i tedeschi per aggirare il divieto, poiché sia la procedura in sé che l’allevamento dei figli nati tramite tale metodo sono legali.
Avere un ministro omofilo affittatore di uteri è il degno risultato del democristianismo tedesco, nonché del democristianismo tout court. Compromesso dopo compromesso, si arriva non solo a tollerare ma pure a mettere al posto di potere personaggi che infrangono la dottrina e la morale cristiana in ogni punto possibile.
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In Italia, il caso più noto e pubblico di un esponente politico dichiaratamente omosessuale che ha fatto ricorso all’utero in affitto è quello di Nichi Vendola. L’ex presidente della Regione Puglia, membro di Rifondazione Comunista e fondatore di Sinistra Ecologia Libertà (SEL) ha avuto un figlio nel 2016 insieme al suo compagno canadese Eddy Testa, ricorrendo alla pratica in California, dove la surrogazione di maternità è regolamentata e legale.
Vi era stato anche il caso del senatore messinese del Partito Democratico ed ex presidente nazionale dell’Arcigay Sergio Lo Giudice, che ha avuto un bambino con maternità surrogata negli USA nel 2014. La questione fu al centro di un acceso dibattito parlamentare quando si discuteva il DDL Cirinnà, ossia l’introduzione del nostro ordinamento delle Unioni Civili, che in verità sono Unioni omosessuali, perché a tale istituto non possono accedere le coppie eterosessuate: una bella discriminazione visto che, a differenza del matrimonio tra normosessuali, qui non è previsto l’obbligo di fedeltà, che è naturaliter incluso nei fondamenti del matrimonio religioso e pure, per lo meno al momento, nel «matrimonio civile» celebrato dallo Stato.
La pratica della maternità surrogata è vietata in Italia fin dal 2004 dall’articolo 12 della Legge 40, che dice al comma 1: «Chiunque a qualsiasi titolo utilizza a fini procreativi gameti di soggetti estranei alla coppia richiedente (…) è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 300.000 a 600.000 euro»
Al comma 6 la il testo di legge scrive: «Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro. Se i fatti di cui al periodo precedente, con riferimento alla surrogazione di maternità, sono commessi all’estero, il cittadino italiano è punito secondo la legge italiana».
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Per qualche ragione chi ha affittato uteri all’estero, comprese soprattutto figure di spicco, non è stato oggetto di indagini da parte delle autorità – con qualche caso segnalato per le coppie, anche eterosessuali, di ritorno dall’Ucraina, paradiso della maternità surrogata pure in periodo di guerra.
A fine 2024, il Parlamento italiano ha approvato una legge – che abbiamo descritto come ampiamente tronfiamente retorica, cosmetica – che dichiara l’utero in affitto «reato universale» (espressione che non sappiamo bene come significhi) e che a quanto si capisce dovrebbe estende la punibilità della pratica anche se commessa all’estero da cittadini italiani.
La trovata del governo Meloni, per fare l’occhiolino alle nicchie pro-vita e alle loro ebeti organizzazioni questuanti, di fatto non cambiava in nulla la legge 40, legge già totalmente ingiusta perché pensata dai residui democristiani in Parlamento per sdoganare la fecondazione in provetta, che come sa il lettore di Renovatio 21 oggi uccide più embrioni dell’aborto – alla facciazza dei sedicenti pro-vita.
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Immagine di Heinrich-Böll-Stiftung via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Utero in affitto
Coppia omosessuale fa causa alla madre che si rifiuta di interrompere una gravidanza surrogata
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Gender
Padri omosessuali con otto figli surrogati accusati di stupro e traffico di esseri umani
Una ricca coppia omosessuale, uno dei cui membri è noto come il «primo padre surrogato gay» della Gran Bretagna, ha subito una perquisizione nella propria casa di Danbury ed è stata accusata di stupro, violenza sessuale e tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale. Lo riporta LifeSite.
La Procura della Corona ha annunciato che Barrie Drewitt-Barlow, 57 anni, e Scott Drewitt-Barlow, 32 anni, entrambi di Danbury, nell’Essex, in Inghilterra, sono stati incriminati per molteplici reati legati allo sfruttamento sessuale di giovani maschi.
I due uomini avrebbero dovuto comparire venerdì davanti al tribunale dei magistrati di Chelmsford. Christian Meikle del Crown Prosecution Service ha dichiarato che «Barrie Drewitt-Barlow e Scott Drewitt-Barlow sono stati entrambi accusati di aver organizzato o agevolato il viaggio di un’altra persona allo scopo di sfruttarla, nonché di altri reati sessuali, tra cui lo stupro».
Barrie Drewitt-Barlow, che secondo alcune fonti avrebbe avuto un totale di otto figli tramite maternità surrogata, è stato accusato di tre capi d’imputazione per violenza sessuale su un uomo, quattro capi d’imputazione per stupro di un uomo di età pari o superiore a 16 anni e due capi d’imputazione per aver organizzato o agevolato il viaggio di un’altra persona a scopo di sfruttamento.
Il «marito», Scott Drewitt-Barlow, molto più giovane di lui, è accusato di un reato di violenza sessuale su un uomo, un reato di stupro su un uomo di età pari o superiore a 16 anni e due reati di aver organizzato o agevolato il viaggio di un’altra persona allo scopo di sfruttarla.
Maldon and Tiptree Football Club
Il padre di Drewitt-Barlow fece notizia nel 1999 quando lui e il suo ex «marito» Tony furono riconosciuti come la prima coppia omosessuale nel Regno Unito ad avere figli tramite madre surrogata. Furono anche i primi ad avere un certificato di nascita del bambino con la dicitura «Genitore Uno» e «Genitore Due» anziché «Madre» e «Padre», secondo un articolo del 2021 del The Sun.
Secondo il Times, Serena Berry, parlando per l’accusa, ha dichiarato: «Barrie Drewitt-Barlow ha una relazione con Scott Drewitt-Barlow… sono ciò che si potrebbe definire celebrità, che conducono una vita da milioni di sterline e sono apparsi in molti documentari e reality show. Sono proprietari della squadra di calcio Maldon & Tiptree e hanno altre attività commerciali nella zona dell’Essex e anche all’estero, in altri paesi», ha osservato.
«Si presume che entrambi abbiano preso di mira giovani maschi, li abbiano reclutati, abbiano stretto amicizia con loro e li abbiano plagiati. Li hanno invitati a casa loro e in altri luoghi», ha detto Berry.
In un’intervista video, Barrie Drewitt-Barlow ha confermato di aver stipulato un contratto con una modella di Miami affinché fosse una «donatrice» di ovuli, pagandole, secondo quanto riportato, 50.000 sterline.
Barrie has 8 children he bought from surrogate mothers, including buying donor eggs for £50k from a model in Miami to avoid having an ‘ugly baby’.
Most recently he acquired triplets with his new 25-year-old male partner, who is the ex-boyfriend of his 20 year old daughter. https://t.co/MUfmY5wp3k pic.twitter.com/Yz5wEMNJHk
— Family Education Trust (@FamEdTrust) May 7, 2026
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Durante l’intervista ha ammesso di aver assunto la modella perché desiderava solo figli belli, non brutti. «Ogni volta che vedete due uomini crescere un bambino, sappiate che non hanno nemmeno dovuto superare un controllo dei precedenti», ha osservato l’organizzazione globale per i diritti dei bambini Them Before Us.
«E almeno uno di questi uomini non è biologicamente imparentato con il bambino, il che, statisticamente, lo rende la figura maschile più pericolosa da avere in casa».
Secondo la stampa britannica, i due hanno negato le accuse.
Nel 2019 la figura dell’allora 55enne Barrie Drewitt-Barlow aveva raggiunto le cronache internazionali quando fece sapere di essersi innamorato del fidanzato della figlia, 25 anni, e di volerlo sposare.
«Mi sono innamorato di Scott ed anche lui si è innamorato di me» aveva detto in un’intervista al Sun. «Mi sento stupido alla mia età di provare questi sentimenti per qualcuno diverso da Tony e per di più con metà della mia età. Ma quando sai che qualcosa è giusta, è giusta. Non abbiamo fatto piani precisi, ma vorrei sposare Scott».
I due ora, oltre che «sposati», sono padroni di una squadra di calcio in Inghilterra, il Maldon and Tiptree Football Club, che gioca nell’Isthmian League, un campionato regionale che copre l’area suburbana di Londra.
Il canale televisivo ITV ha accantonato un programma televisivo che avrebbe dovuto trattare dell’ingresso di questi uomini nella proprietà di squadre di calcio.
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