Militaria
I piani per le truppe NATO europee in Ucraina sono considerati «morti»
Il piano franco-britannico di inviare truppe dagli stati NATO in Ucraina a seguito di una possibile tregua con la Russia è «morto». Lo ha dichiarato un funzionario anonimo al Financial Times.
Francia e Regno Unito, le potenze leader della cosiddetta «coalizione dei volenterosi», sostengono l’invio di truppe in Ucraina, apparentemente come garanzia di sicurezza per Kiev. Mosca ha affermato che non tollererà la presenza di alcun membro della NATO in Ucraina in nessuna circostanza.
Gli Stati Uniti hanno respinto la richiesta dei sostenitori europei di Kiev di fornire una «garanzia» per la missione proposta, con il presidente Donald Trump che ha sostenuto che l’America non avrebbe mai dovuto essere coinvolta nel conflitto tra Russia e Ucraina, in primo luogo.
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La fonte ufficiale ha dichiarato a FT che il piano è «assurdo senza l’aiuto di Trump, e lui non è disposto a fornirlo». Un diplomatico francese che ha parlato con la testata giornalistica ha tuttavia insistito sul fatto che i membri della «coalizione» stanno continuando la loro pianificazione «a un ritmo normale».
Secondo FT, gli sforzi europei mirano a risollevare il morale a Kiev, a dimostrare a Trump il loro impegno e a cercare di influenzare i negoziati di pace tra Mosca e Kiev, sostenuti dagli Stati Uniti.
Russia e Ucraina hanno ripreso questo mese i colloqui di pace diretti, abbandonati da Kiev nel 2022 per perseguire la vittoria sul campo di battaglia. Il primo round di dialogo rinnovato ha portato al più grande scambio di prigionieri tra i due Paesi da quando il conflitto si è intensificato più di tre anni fa.
Mosca sta inoltre preparando una bozza di memorandum che include un cessate il fuoco condizionato come parte di una tabella di marcia verso una risoluzione pacifica.
Kiev ha accusato Mosca di mancanza di buona volontà per aver rifiutato una pausa incondizionata di 30 giorni nei combattimenti, una richiesta che la Russia ha liquidato come una tattica per ottenere un vantaggio militare.
Le forze ucraine hanno intensificato gli attacchi a lungo raggio in territorio russo nelle ultime settimane. Mercoledì, l’esercito russo ha dichiarato di aver abbattuto 296 droni ucraini ad ala fissa nell’arco di dieci ore durante la notte.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha dichiarato martedì che l’aumento degli attacchi è una risposta speculare alle operazioni russe. Mosca ha recentemente lanciato diversi attacchi in Ucraina, prendendo di mira un’importante base di droni kamikaze a Kiev e altri siti militari.
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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
Militaria
Esercitazioni nucleari russe in corso
🇷🇺 🇧🇾 Russia holds large-scale nuclear forces drills with Belaruspic.twitter.com/yqFmr2dXbA
— Jackson Hinkle 🇺🇸 (@jacksonhinkle) May 21, 2026
‼️🇷🇺🇧🇾🇪🇺 Russia has launched nationwide nuclear force drills, simulating the preparation and possible deployment of tactical nuclear weapons stationed in Belarus. The exercises, running through May 21, involve virtually every leg of Russia’s strategic deterrent: Strategic… pic.twitter.com/aqMvbsv8Ww
— War Radar (@War_Radar2) May 19, 2026
🚨🇷🇺🇧🇾 Russia and Belarus conducted large-scale nuclear drills, simulating the rapid deployment and launch readiness of their strategic forces. pic.twitter.com/zP5IATkKBS
— Russia Force (@RussianForce_) May 21, 2026
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Economia
L’AD dice che la Mercedes-Benz è «disposta» a entrare nel settore della produzione per la difesa
Mercedes-Benz sta considerando l’ipotesi di entrare nel settore della produzione per la difesa, nel caso in cui ciò si dimostrasse economicamente conveniente. Lo ha affermato l’amministratore delegato Ola Kallenius al Wall Street Journal.
L’azienda con sede a Stoccarda produceva in passato materiale bellico su vasta scala, prima e durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1937 cominciò a fornire camion e motori per aerei ai nazisti.
Dopo l’invasione tedesca dell’Unione Sovietica nel 1941, tutti i veicoli realizzati da Mercedes-Benz vennero destinati all’esercito o ad aziende ritenute essenziali per lo sforzo bellico. In quel periodo, quasi la metà dei 63.000 dipendenti della casa automobilistica erano lavoratori forzati, prigionieri di guerra e detenuti dei campi di concentramento, secondo quanto riportato sul sito ufficiale di Mercedes-Benz.
Adolfo Hitler e i vertici nazisti scelsero Mercedes-Benz come simbolo supremo del potere e della propaganda del Terzo Reich. Il dittatore, pur non guidando personalmente, utilizzò modelli mastodontici come la Mercedes 770K (chiamata «Großer Mercedes») per le sfilate di regime.
Tali veicoli erano vere e proprie fortezze su ruote: lunghi 6 metri, pesavano quasi 5 tonnellate a causa di pesanti blindature in acciaio, pavimenti antimina e vetri antiproiettile spessi 40 millimetri. Per le parate pubbliche, lo Hitler esigeva sedili posteriori rialzati di 13 centimetri. Questo accorgimento visivo lo faceva apparire dominante rispetto alla folla, trasformando l’automobile in un’arma di sottomissione psicologica.
Nell’intervista concessa venerdì al Wall Street Journal, il Kallenius ha sottolineato che «il mondo è diventato un luogo più imprevedibile e credo sia assolutamente chiaro che l’Europa debba rafforzare il proprio profilo di difesa. Se potessimo svolgere un ruolo positivo in tal senso, saremmo disposti a farlo».
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Secondo l’amministratore delegato, le attività nel settore della difesa rappresenterebbero probabilmente «una quota minore» del business di Mercedes-Benz, che continuerebbe a concentrarsi sulla produzione di automobili civili.
Tuttavia, ha indicato che la produzione per la difesa potrebbe trasformarsi in «una nicchia in crescita» capace di aumentare i profitti dell’azienda. «Vedremo», ha aggiunto Kallenius.
La Germania e altri Paesi dell’UE hanno intensificato negli ultimi anni la spesa militare e gli acquisti nel settore della difesa, con Bruxelles che ha invitato gli Stati membri a espandere la produzione di armamenti e a diminuire la dipendenza dalle forniture militari statunitensi.
La spinta al riarmo giunge in un momento in cui l’industria tedesca affronta una crescita debole, costi energetici elevati e una competitività in calo, inducendo alcuni produttori a valutare i contratti di difesa come nuova fonte di reddito.
A febbraio, Mercedes-Benz ha annunciato un calo del 57% degli utili nel 2025 rispetto all’anno precedente, mentre le case automobilistiche europee continuano a soffrire per l’aumento dei costi di produzione dovuto ai rincari energetici, alle interruzioni delle catene di approvvigionamento, alle pressioni normative e alla concorrenza cinese.
A marzo, il Financial Times ha riferito che un’altra casa automobilistica tedesca, la Volkswagen, era in trattative con l’israeliana Rafael Advanced Defense Systems per convertire lo stabilimento in difficoltà di Osnabrück alla produzione di missili antiaerei. Un portavoce della VW ha smentito la notizia.
Nel 2022, l’allora cancelliere Olaffo Scholz aveva presentato un piano di modernizzazione militare da 100 miliardi di euro per le forze armate tedesche. Il mese scorso, la rivista germanica Der Spiegel ha riportato che da allora il ministero della Difesa di Berlino ha firmato circa 47.000 contratti di appalto.
Come riportato da Renovatio 21, Tesla negli scorsi mesi ha superato Mercedes nelle vendite.
Il piano di riarmo europeo sembra, di fatto, la riconversione dell’industria automobilistica tedesca – che versava da anni in crisi strutturale – in industria militare.
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Immagine di Wolfmann via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Militaria
Netanyahu minaccia di querelare il New York Times per un articolo sui palestinesi stuprati
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