Intelligenza Artificiale
I data center per l’IA si stanno diffondendo come un cancro aggressivo
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
La giornalista Maria Zeee riporta che l’impennata nella costruzione di data center negli Stati Uniti sta attirando un rinnovato esame dei costi ambientali e sociali, poiché le comunità lamentano bollette elettriche più salate, problemi di salute e un peggioramento della qualità della vita. I progetti proposti, tra cui un campus di 6.000 acri in Texas e uno sviluppo di 42.000 acri nello Utah, stanno alimentando le richieste di una regolamentazione più rigorosa, maggiore trasparenza e un coinvolgimento significativo delle comunità.
Con l’accelerazione della domanda di Intelligenza Artificiale (IA) e cloud computing, la proliferazione di enormi data center negli Stati Uniti sta sollevando interrogativi sui loro costi ambientali e sociali.
Maria Zeee, conduttrice di Daily Pulse, ha avvertito che, nonostante la crisi energetica in corso, «si stanno diffondendo come un cancro aggressivo e le conseguenze si stanno rivelando mortali».
Al centro del suo rapporto c’è il «Progetto Matador – Il Campus Avanzato per l’Energia e l’Intelligence del Presidente Donald J. Trump», un centro dati proposto nel Texas Panhandle, destinato a diventare il più grande centro dati al mondo.
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Con una superficie che può raggiungere i 6.000 acri, si prevede che l’impianto consumerà, in via prudenziale, 96 miliardi di kilowattora di energia all’anno, pari a oltre la metà del consumo energetico residenziale totale dello stato.
I residenti locali protestano contro il centro a causa dei problemi di inquinamento e della procedura di approvazione accelerata.
Il Texas ospita già almeno 87 data center, con 135 in costruzione e oltre 600 in fase di progettazione.
A livello nazionale sta crescendo l’opposizione ai data center, con le comunità che criticano l’aumento delle bollette elettriche, la pressione sulle reti elettriche esistenti e l’eccessivo consumo di acqua.
Anche chi vive vicino ai data center segnala problemi di salute, tra cui mal di testa e disturbi del sonno.
La ricerca collega l’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche (REM) provenienti dalle linee elettriche ad alta tensione e dalle sottostazioni necessarie ai centri dati alla leucemia infantile e ad altri gravi impatti sulla salute e sull’ambiente.
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Zeee ha pubblicato un report su un data center di Meta AI da 27 miliardi di dollari in Louisiana che illustra l’impatto locale: i residenti segnalano aumenti degli affitti, un afflusso di lavoratori temporanei e un’impennata dell’inquinamento acustico e luminoso. «Spesso i residenti non si rendono conto di cosa stia succedendo finché non è già successo», ha affermato un giornalista locale. «In questo momento è il caos».
Zeee ha sostenuto che lo sviluppo dell’infrastruttura di intelligenza artificiale serve a un obiettivo più ampio di «controllo assoluto» e sorveglianza delle città intelligenti .
Nel frattempo, nella contea di Box Elder, nello Utah, il milionario canadese Kevin O’Leary , star di «Shark Tank», sta proponendo un centro di 40.000 acri, quasi sette volte più grande del Matador Project del governo, che sta ottenendo un’approvazione accelerata dall’autorità statale per lo sviluppo delle installazioni militari, come riportato da Zeee.
Con l’accelerazione degli investimenti nell’IA, crescono le richieste di una regolamentazione più rigorosa, maggiore trasparenza e un contributo significativo da parte della comunità prima che i progetti possano procedere.
Brenda Baletti
Ph.D.
© 6 maggio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Intelligenza Artificiale
L’IA ha «allucinato» la presenza di componenti per armi nucleari in navi cinesi dirette in Iran: ad un passo dalla guerra totale?
Questa primavera, nel pieno della guerra con l’Iran, è circolato all’interno delle forze armate statunitensi un rapporto d’Intelligence secondo cui una nave cinese nel Medio Oriente stava trasportando componenti per un programma di armi nucleari. Lo riporta la CNN, che cita fonti.
Il rapporto era stato messo insieme da un analista di un comando delle forze speciali, e solo poco prima dell’operazione pianificata i funzionari hanno approfondito il rapporto scoprendo che era stato generato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale — e che un chatbot usato dall’analista aveva identificato in modo errato il materiale trasportato dalla nave.
Il Pentagono si è mosso con piani per intercettare la nave, secondo quattro fonti a conoscenza dell’episodio. Secondo due di queste fonti, membri armati delle forze statunitensi si stavano preparando a salire a bordo della nave, e aerei militari erano già in volo.
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Una delle fonti ha definito il rapporto «completamente falso», ma ha anche detto che «ha quasi fatto scoppiare una guerra»: un’operazione statunitense contro una nave cinese avrebbe potuto far precipitare la situazione in un conflitto armato tra le due nazioni.
Secondo alcune fonti citate da testate che hanno ripreso lo scoop, l’informazione iniziale sul carico della nave proveniva dallo US Special Operations Command Pacific, con base alle Hawaii; l’analista avrebbe inserito questi dati in un chatbot per l’analisi, senza che sia chiaro se si trattasse di un sistema commerciale o di uno strumento sviluppato per il governo USA. Il sistema avrebbe combinato dati open-source con informazioni di intelligence classificate, arrivando a una conclusione errata.
L’episodio si inserisce in uno sforzo più vasto, in corso nelle forze armate e nella comunità d’intelligence statunitensi, di integrare l’IA in quasi ogni aspetto del lavoro: dall’analisi degli enormi volumi di dati raccolti alla selezione degli obiettivi per gli attacchi, fino ad applicazioni più ordinarie come la gestione di budget, logistica e catene di approvvigionamento.
Un ex funzionario statunitense citato in alcune riprese della notizia ha osservato che l’IA «permette di arrivare più velocemente a un’idea sbagliata» — riassumendo bene il timore sollevato dall’episodio: l’accelerazione decisionale offerta dall’IA può amplificare errori con conseguenze potenzialmente gravissime.
Nel gergo dell’IA, questo tipo di situazioni vengono definite «allucinazioni». Un’allucinazione nell’intelligenza artificiale è una risposta errata, inventata o fuorviante che un modello presenta con assoluta sicurezza come se fosse un fatto reale.
Una macchina allucinata, quindi, può far scattare la Terza Guerra Mondiale. La domanda è tuttavia un’altra: come sappiamo che si tratti di un errore della macchina, e non di una precisa volontà di spingere il suo creatore, l’umanità, ad una guerra ultra-distruttiva?
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Immagine di 日本防衛省・統合幕僚監部 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution License 4.0 International
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