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Grillo pro-vax, parla Stefano Montanari

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Dopo la notizia di Beppe Grillo firmatario dell cosiddetto «patto per la scienza» indetto dal virologo del San Raffaele, Roberto Burioni, e dal compare Guido Silvestri, guru vaccinale imposto al Movimento, non abbiamo atteso neanche un minuto in più per intervistare il Dr. Stefano Montanari che, suo malgrado, il ragionier Grillo Giuseppe lo ha conosciuto da vicino.

 

Renovatio 21 lo aveva già detto in tempi non sospetti:il Movimento 5 Stelle è sempre stato prostrato ai poteri forti, e in questo caso a Big Pharma. Ora che è scritto nero su bianco, e speriamo che qualche nostro critico finalmente dirà che avevamo ragione. D’altronde non era così difficile indovinarlo, visto le grandi amicizie che la Casaleggio & Associati – vero motore, da sempre, del Movimento – ha sempre coltivato e mantenuto con le lobby.

 

L’inciucio vaccinofilo fra Grillo e Renzi (altro grande firmatario del «patto»), cioè fra Pd e 5 Stelle, ci orienta già verso quello che sarà la prossima colazione nel caso in cui il precario governo giallo-verde dovesse cadere.

 

Per tutto il resto, lasciamo la parola al Dr. Stefano Montanari.

 

Dottor Montanari, ha fatto molto scalpore la notizia che annovera Beppe Grillo fra i firmatari del «patto per la scienza», stilato da Roberto Burioni. Lei ne è stupito?

Sono solo stupito di chi si stupisce. Due personaggi così complementari dovevano necessariamente convolare a giuste nozze.

Sono solo stupito di chi si stupisce. Grillo e Burioni sono due personaggi così complementari dovevano necessariamente convolare a giuste nozze.

Possiamo dunque a dire a tutti, finalmente, con la carta che canta, «ve lo avevamo detto»?

Non c’era bisogno di un profeta o di un genio per prevederlo. Il partito di Grillo aveva già iniziato il suo percorso prima delle elezioni quando accolse con entusiasmo come guida cultural-sanitaria un tale Guido Silvestri, allora sconosciuto dipendente di una delle numerosissime università americane – e nella mente italica università americana è curiosamente sinonimo di qualità anche se molte di loro sono davvero a livelli infimi – inviato da noi per controllare che i grillini camminassero lungo la retta via che tanto piace all’industria farmaceutica.

 

Una persona dotata almeno di buon senso avrebbe immediatamente capito che quell’accostamento era la preparazione a ciò che poco dopo avvenne. Ci furono le elezioni e milioni d’ingenui misero la croce sul partito di Casaleggio, con questo permettendo, in barba alla Costituzione, a personaggi che non aggettivo, di occupare poltrone molto critiche e delicate in parlamento. Subito fu il voltafaccia sui vaccini e questo senza che gli sprovveduti elettori muovessero un dito.

 

È evidente che, forte dell’esperienza delle mancate reazioni che sarebbero dovute piovere addosso al partito se i suoi elettori fossero diversi, Grillo ha compiuto il passo immediatamente successivo dando la sua benedizione a Burioni. Se tra poco ce lo ritroveremo come ministro della ormai solo sarcasticamente ipotetica salute sarà solo un’ovvietà.

 

Grillo ha promesso il suo impegno con queste parole: «Mi impegno a non sostenere o tollerare in alcun modo forme di pseudoscienza e/o di pseudomedicina che mettono a repentaglio la salute pubblica (negazionismo dell’Aids, anti-vaccinismo, terapie non basate sull’evidenza scientifica, etc.)». Suona come un giuramento ed un atto di fedeltà a Big Pharma?

Grillo è un personaggio che di scienza non sa assolutamente nulla e che ha sempre sostenuto, spesso in contraddizione con se stesso, ciò che al momento pareva convenirgli. Sentirlo parlare di pseudoscienza e pseudo medicina come se avesse un briciolo di cultura per giudicare è in linea con il suo mestiere di comico e un pasto normale per i suoi elettori.

 

Un amore, quello fra PD e Movimento 5 Stelle, che finalmente ha fatto il suo coming out. Era nell’aria?

In questo momento sì: era nell’aria, ma questo non toglie che, non appena cambiasse il vento e gli interessi dell’uno e dell’altro non coincidessero più, avremo un’abiura.

Casaleggio non ebbe dubbi: se vuoi vincere devi contare sui cretini che sono tantissimi

 

Crede che ci sarà ancora qualcuno capace di difendere i 5 Stelle e di dire che è tutta una strategia?

Il partito dei grillini è fortissimo. Prendendo in prestito una frase celebre di Winston Churchill, la democrazia è la peggior forma di governo ad eccezione di quelle messe in atto finora. E la democrazia funziona a numeri: non vince chi corre più forte ma chi dispone della squadra più numerosa. E Casaleggio non ebbe dubbi: se vuoi vincere devi contare sui cretini che sono tantissimi.

 

Mi permetta di citare per quanto mi consente la memoria qualcosa che si deve al regista Dino Risi: resosi conto che i cretini sono la maggioranza, un tale fondò il Partito dei Cretini. Nessuno lo votò. Allora cambiò il nome in Partito degli Intelligenti e tutti i cretini gli diedero il voto.

 

Gli elettori del partito delle 5 stelle sono stati mirati con furbizia e sono disposti ad accettare criticamente qualunque cosa. Dunque, a sostenere che anche l’ultima, solo apparentemente incredibile, mossa del loro santone è quanto di meglio si potesse fare saranno a milioni. Restando a Risi, su Grillo disse: “ha capito cosa rende e se la sta inventando. Ha intuito che dire le cose da bar è un’attività redditizia”. E l’italiano medio, quello che fa numero, ha la cultura e la morale del bar.

Dino Risi su Grillo disse: «Ha capito cosa rende e se la sta inventando. Ha intuito che dire le cose da bar è un’attività redditizia»

 

Beppe Grillo, Matteo Renzi, Roberto Burioni, Enrico Mentana, Guido Silvestri, Mina Welby (Associazione Luca Coscioni). Non le sembra un vero e proprio dream team?

C’è solo da chiedersi chi sia il comico che fa più ridere.

 

Qualcuno sosteneva che il Movimento aveva già da tempo preso le distanze da Guido Silvestri, guru vaccinista del partito di Grillo. Eppure, al fianco di Beppe, fra i firmatari del patto e anzi come promotore di esso insieme all’amico Burioni, c’è ancora una volta lui…

Da Silvestri non si scappa. Sarà scaricato solo se, per un miracolo del tutto imprevedibile, gli italiani si rendessero conto del baratro in cui stanno precipitando.

La Chiesa Cattolica è invece coinvolta in modo molto più serio e grave. Come possa fingere d’ignorare l’orrore dei vaccini prodotti con feti abortiti a pagamento per scopi industriali dovrebbe essere materia di meditazione

 

Interessante anche la presenza di Mina Welby, dell’Associazione Luca Coscioni che si batte per aborto, eutanasia, legalizzazione delle droghe, ecc ecc. Tutti leoni per i diritti a morire, a fare ciò che uno si sente di fare, ma contrari alla libertà di scelta vaccinale. Non è che per caso i radicali, una volta creati i danneggiati da vaccino, nel caso in cui dovessero risultare un peso economico e sociale, sapranno come risolvere il problema alla radice, in modo definitivo?

Quanto a filosofia, io sono profondamente laico e rispetto tutte le opinioni. Dove fatico a mantenere il rispetto è quando mi trovo di fronte delinquenti che si prendono gioco del prossimo in nome di una scienza che esiste solo nello squallido copione truffaldino che stanno recitando.

 

La fatica si aggrava quando a soffrire sono i bambini e le assicuro che di danneggiati da vaccini fino al massacro senza ritorno io continuo ad incontrarne quasi quotidianamente. E ancor di più la cosa mi pesa quando, approfittando di certe posizioni di preminenza, c’è chi sponsorizza situazioni che, giudicate sulla base della filosofia stessa di chi della sponsorizzazione è responsabile, sono da condannare senza appello.

 

Se i grillini fanno parte del gruppo ma sono solo ridicoli, la Chiesa Cattolica è invece coinvolta in modo molto più serio e grave. Come possa fingere d’ignorare l’orrore dei vaccini prodotti con feti abortiti a pagamento per scopi industriali dovrebbe essere materia di meditazione.

 

Ma, se mal comune è mezzo gaudio, nemmeno i musulmani e gli ebrei ne escono bene, con la gelatina di maiale correntemente usata come stabilizzante termico nei vaccini e, mi pare, introdurre nel corpo tessuti di maiale è qualcosa che ambedue le religioni condannano in modo pesante. Allora, da laico, io qualche domanda me la pongo.

 

 

Cristiano Lugli

 

 

Stefano Montanari è autore di diversi libri in tema di salute come Vaccini sì o no, Il pianeta impolverato, Il girone delle polveri sottili, e il volume scientifico Case Studies in Nanotoxicology and Particle Toxicology.

Chiediamo al lettore di aiutare l’Associazione Vita al Microscopio con la raccolta fondi per gli strumenti di analisi necessari al lavoro del dottor Montanari e della Dottoressa Gatti.

 

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Politica

AfD stravince le elezioni in Sassonia-Anhalt: sarà ancora perseguitata? Subirà la «melonisierung»?

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Alternativa per la Germania (AfD) ha prevalso nelle elezioni regionali di domenica nello Stato tedesco orientale della Sassonia-Anhalt, ottenendo il 43,8% dei voti, secondo la commissione elettorale locale. L’AfD si appresta a conquistare 39 dei 97 seggi nell’assemblea legislativa regionale, senza però raggiungere la maggioranza di governo.

 

La consultazione è stata contrassegnata da un’affluenza record del 78%, la più elevata dalla riunificazione tedesca del 1990. Secondo i risultati preliminari ufficiali, il partito del cancelliere Friedrich Merz, l’Unione Cristiano-Democratica (CDU), è arrivato secondo con un esito deludente: poco più del 17,2% dei voti e 15 seggi.

 

Ulrich Siegmund, candidato di punta dell’AfD nello Stato, ha dichiarato che il partito ha «scritto la storia» e che l’esito del voto «scuoterà tutta la Germania».

 

«Riconquisteremo il nostro Paese, e cominciamo dalla Sassonia-Anhalt», ha affermato. I tedeschi hanno dato la loro fiducia all’AfD e «non li deluderemo. Non diventeremo come questi altri partiti», ha aggiunto Siegmund.

 


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In precedenza la co-presidente dell’AfD, Alice Weidel, non aveva escluso la possibilità di un governo di coalizione nella regione, anche con i cristiano-democratici di Merz, qualora il partito di destra non avesse ottenuto la maggioranza assoluta.

 

Dopo che gli exit poll hanno assegnato la vittoria all’AfD, Sven Schulze, candidato capolista della CDU in Sassonia-Anhalt e presidente regionale uscente, ha riconosciuto la sconfitta e si è congratulato con gli avversari per il successo elettorale. «Questa è democrazia», ha affermato Schulze, aggiungendo che gli elettori hanno inviato un messaggio chiaro da ascoltare sia a livello regionale sia federale, come riportato dai media tedeschi.

 

Lo Schulze ha attribuito il risultato modesto del proprio partito alle politiche impopolari del governo di coalizione federale, composto da CDU e Partito Socialdemocratico (SPD). Anche il co-leader dell’SPD e vicecancelliere Lars Klingbeil ha parlato di un «segnale a Berlino», insistendo però sulla necessità di proseguire con la cosiddetta politica del «firewall», in base alla quale i principali partiti rifiutano ogni collaborazione con l’AfD.

 

Il co-presidente dell’AfD, Tino Chrupalla – figura politica oggetto di debancarizzazione e pure inquietanti attacchi con siringhe per iniezioni – ha sostenuto che l’esito delle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt dimostra che gli elettori respingono la controversa politica del «firewall» votando contro i partiti tradizionali.

 

Secondo i risultati preliminari, l’SPD si è classificato terzo con il 9,3% dei voti, seguito dai Verdi e dal Partito della Sinistra con rispettivamente l’8,9% e l’8,6%. Anche l’Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW) è riuscita di stretta misura a entrare in parlamento con il 5,3%.

 

Negli ultimi mesi i sondaggi hanno indicato in modo costante l’AfD come il partito più popolare a livello nazionale, con il sostegno del 28% degli intervistati.

 

Il partito, che costituisce la più grande fazione di opposizione nel Bundestag, fonda la propria campagna su una piattaforma anti-immigrazione ed è inoltre fortemente critico verso il sostegno del governo tedesco all’Ucraina e verso le sanzioni contro la Russia.

 

Un sondaggio INSA pubblicato dalla testata germanica Bild a fine agosto indicava che il sostegno al blocco di governo cristiano-democratico CDU-CSU era sceso al 20%, con circa il 78% degli intervistati insoddisfatto del governo di coalizione di Merz.

 

A marzo AfD aveva ottenuto quasi il 20% dei voti alle elezioni regionali nello stato tedesco occidentale della Renania-Palatinato. A fine 2025 il partito aveva triplicato i voti nella land della Renania Settentrionale-Vestfalia (il land del cancelliere Federico Merz) e volava in testa ai sondaggi nazionali come primo partito. Nella cittadina di Ludwigshafen era stato escluso il candidato AfD dalle elezioni, che si sono quindi tenute con la risibile affluenza del 29%.

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Nelle ultime elezioni negli stati di Sassonia e Turingia, l’AfD ha demolito la coalizione di sinistra al potere. In Turingia, ha ottenuto i voti del 37% dei 18-24enni. La crescita del partito ha portato anche a fenomeni di cannibalismo elettorale fra i partiti della coalizione, con la sparizione totale dei Verdi dal Parlamento del land del Brandeburgo.

 

Come riportato da Renovatio 21, Verdi e democristiani avevano segnalato la volontà di bandire l’AfD ancora mesi fa, quando era emerso che era divenuto il secondo partito del Paese e il primo della parte orientale. Nell’ultimo episodio di trasformismo compromissorio democristiano, la CDU si è dichiarata pronta ad allearsi con il partito ecologista per fermare l’avanzata di AfD e del nuovo partito populista di sinistra anti-guerra ed anti immigrati di Sahra Wagenknecht il BSW.

 

Per AfD, tuttavia, la vittoria può aprire a tempi problematici: notoriamente, il partito è stato perseguitato non solo dagli altri partiti, ma pure dagli apparati di sicurezza interna del Paese. Negli scorsi mesi il Bundesamt für Verfassungschutz (BfV) – il servizio di sicurezza interno, che secondo il nome dovrebbe difendere la Costituzione – mette sotto osservazione il partito: ad aprile 2023 era emerso che i servizi avevano etichettato l’organizzazione giovanile AfD come «estrema destra» in modo da poter sorvegliarne i membri. Pochi mesi fa il BfV aveva reiterato la classificazione di AfD come «estremista».

 

Come riportato da Renovatio 21, la caccia dell’Intelligence germanico a AfD è risalente. A livello federale, il partito è soggetto a una classificazione di livello inferiore che consente comunque il monitoraggio, sebbene con controlli giudiziari più rigorosi. Tuttavia, le autorità federali hanno richiesto un innalzamento del livello di sorveglianza per l’AfD, e la decisione finale è attualmente sospesa in attesa dell’esito di un ricorso legale presentato dal partito.

 

Come riportato da Renovatio 21, la Bassa Sassonia aveva inserito la sezione locale di AfD in una lista nera come «priorità di sorveglianza»un mese fa. Un Commissario di polizia del Budestag l’anno scorso aveva chiesto l’epurazione dei membri di AfD dai ranghi della Polizei, mentre il partito veniva escluso dai seggi della presidenza della commissione parlamentare al Bundestaggo di Berlino.

 

Come riportato da Renovatio 21, di recente è emersa una bozza di legge del governo tedesco introdurrebbe una norma che impedirebbe alle persone con opinioni «estremiste» di acquistare una casa.

 

La follia orwelliana in atto in Germania era stata condannata l’anno scorso dal segretario di Stato USA Marco Rubio e dal vicepresidente statunitense JD Vance.

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La persecuzione civile e politica del partito è multidimensionale: nel giugno 2025 l capo della polizia del Bundestag tedesco, Uli Grötsch, ha chiesto che tutti i membri del partito di destra Alternativa per la Germania (AfD) vengano rimossi dal servizio di polizia. Un mese prima l’agenzia di Intelligence interna tedesca ha temporaneamente sospeso la classificazione di AfD come gruppo «estremista di destra confermato», in attesa dell’esito di un ricorso legale. La tregua, tuttavia, arriva in anni di lotta persistente contro la formazione politica sovranista.

 

Il partito, che per i sondaggi è il maggiore del Paese, è escluso dai seggi per la presidenza alla commissione parlamentare del Bundestaggo.

 

A giugno, una ONG tedesca di orientamento liberal-progressista, la Gesellschaft für Freiheitsrechte («Società per i diritti civili») , ha proposto di dichiarare incostituzionale il principale partito populista del Paese

 

Come riportato da Renovatio 21, i leader del partito in passato hanno fatto capire di ritenere l’Europa un progetto fallito, e spingendosi sino a chiedere un referendum per uscire dalla UE. AfD porta avanti apertamente una politica di remigrazione, cioè il rimpatrio di milioni («milionenfach») di immigrati giunti irregolarmente su suolo tedesco

 

Si apre pure quella che sembra pure una prova più grande per il partito: quella di rimanere fedele alle promesse agli elettorali, e non diventare di colpo «moderato» una volta raggiunta la stanza dei bottoni.

 

Il problema, ai vertici dell’AfD, se lo sono già posto, facendo un’ulteriore giuramento ai sostenitori: il partito non subirà una melonisierung, una «melonizzazione» – così disse Chrupalla dopo che l’AfD era stata espulsa dal gruppo Identità e Democrazia (ID) al Parlamento europeo all’inizio di questo mese.

 

Si tratta di un promessa di non poco conto. Come sa il lettore di Renovatio 21sotto il governo Meloni sono aumentati gli sbarchi di immigrati clandestini.

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Ben-Gvir pubblica un video AI con i palestinesi su un nastro trasportatore diretti verso una prigione-mattatoio

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Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, ha pubblicato un video creato con l’Intelligenza Artificiale che mostrava prigionieri palestinesi su un nastro trasportatore diretti verso un campo di prigionia simile a un mattatoio. Il post era accompagnato dalla didascalia «Avevamo promesso, abbiamo mantenuto la promessa».   Il filmato aveva totalizzato oltre 4 milioni di visualizzazioni prima di essere rimosso.   Tuttavia, ltri utenti avevano salvato il video e lo avevano ripubblicato sui social media.  

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Il filmato, dove la figura del ministro appare dominante e sorridente sulla massa di prigionieri, non può non ricordare l’estetica dei campi di concentramento, sulla cui storia lo Stato di Israele ha fondato le sue stesse basi morali, arrivando a giustiziare l’organizzatore dei lager Adolfo Eichmann dopo averlo rapito in Argentina dove era fuggito per vivere da impiegato sotto falso nome.   In particolare, il rullo trasportatore aggiunge, rispetto all’immaginario dei lager, un elemeno nuovo e particolarmente disumanizzante: è esattamente il meccanismo che porta gli animali al macello nei mattatoi. Ancora una volta, vediamo nel linguaggio dello Stato Giudaico una cifra di disumanizzazione dell’altro (che non è più persona, ma «animale»), che, avevamo imparato, era una caratteristica precipua dei nazisti e del genocidio perpetrato contro gli stessi giudei nei campi di sterminio.   Osservatori notano che sebbene i video di Gvir realizzati con l’IA  siano estremi, anche i video reali del funzionario israeliano lo sono.   Ad agosto, Gvir ha mostrato con entusiasmo la sua nuova camera delle esecuzioni per la pena di morte per i palestinesi.   «Stiamo facendo la storia. I terroristi meritano una sola cosa: la morte per impiccagione», ha dichiarato Gvir . «Mi sono insediato promettendo di porre fine ai “campi estivi” nel sistema penitenziario. Questa promessa è stata pienamente mantenuta. Ho promesso di legiferare sulla pena di morte per i terroristi. Anche questo è stato fatto. E ora anche il braccio della morte e la struttura per le impiccagioni stanno iniziando a prendere forma».   Il centro di sterminio dispone anche di «cabine di osservazione» dove gli israeliani possono assistere all’esecuzione.   A inizio maggio 2026, in occasione del suo 50° compleanno, la moglie di Ben-Gvir, Ayala, e i membri del suo partito hanno regalato al ministro delle torte di compleanno decorate con un cappio, a festeggiare l’approvazione della legge sulla pena di morte per i detenuti palestinesi accusati di terrorismo.   Il ministro dello Stato Ebraico famoso per aver affermato che avrebbe garantito che «i terroristi [in prigione] ricevessero il minimo indispensabile» in termini di cibo e per aver sostenuto l’anno scorso che «non esiste un popolo palestinese».   In passato, Ben-Gvir ha già manifestato il suo disprezzo per i prigionieri davanti alle telecamere.   Attivisti australiani che partecipano alla flottiglia umanitaria per Gaza (la Global Sumud Flotilla) accusano le forze di sicurezza israeliane di stupro e tortura in seguito al loro arresto avvenuto a maggio. Il servizio penitenziario israeliano ha negato tali accuse. Il Ben-Gvir è stato ripreso dalle telecamere mentre scherniva i detenuti non combattenti, suscitando l’indignazione pubblica anche del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani. Il ministro israeliano gli ha risposto dicendo oscuramente che «l’Italia è il Paese delle ciabatte».

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In una trasmissione dello scorso mese il Ben Gvir ha dichiarato che Israele dovrebbe effettuare dai 30 ai 40 «assassinii mirati» a Gaza ogni notte.   A giugno il ministro aveva detto che il Libano dovrebbe essere il «parco giochi» di Israele. In precedenza, su X, aveva scritto che «tutto il Libano dovrebbe bruciare», in risposta agli attacchi di Hezbollah.   Come riportato da Renovatio 21, Ben Gvir, come il collega ministro sionista religioso Bezalel Smotrich, ritiene che il popolo palestinese non esista. In questi mesi ha spinto per il ritorno della guerra a Gaza. In varie occasioni si è recato a pregare sulla spianata delle Moschee – atto proibito per gli israeliani – di modo da infiammare gli animi.   L’anno passato, quando il Regno del Belgio pose sanzioni contro lo Stato Ebraico, Ben Gvir disse oscuramente che «i Paesi europei sperimenteranno il terrore».      

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Il presidente zambiano presta giuramento mentre il rivale resta in carcere

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Il presidente dello Zambia Hakainde Hichilema ha iniziato un secondo mandato dopo elezioni segnate da tensioni, durante le quali il suo principale avversario è stato arrestato e un ex ministro è rimasto ucciso.

 

La cerimonia di giuramento si è tenuta martedì allo Stadio Nazionale degli Eroi di Lusaka, con la partecipazione di migliaia di persone e di diversi capi di Stato africani, tra cui quelli di Kenya, Botswana e Zimbabwe.

 

Secondo la Commissione elettorale, Hichilema ha vinto il voto del 13 agosto con circa il 60% dei consensi, superando nettamente Brian Mundubile, candidato dell’opposizione, fermo al 38% circa.

 

Il Mundubile non ha accettato l’esito, sostenendo che ci siano state anomalie nel conteggio, nella trasmissione e nella proclamazione dei voti, e ha dichiarato l’intenzione di contestarlo per via giudiziaria. Il 24 agosto, ultimo giorno utile secondo la Costituzione per presentare un ricorso, i tribunali sono però risultati chiusi e circondati dalle forze dell’ordine. Le autorità hanno giustificato la misura come precauzionale, basata su informazioni di intelligence, mentre Human Rights Watch ha denunciato che in pratica ciò ha reso impossibile qualunque azione legale.

 

Dopo che la polizia aveva fatto irruzione nella sua abitazione il 14 agosto, Mundubile si era reso irreperibile. Nel corso di quell’operazione l’ex ministro Mutotwe Kafwaya ha perso la vita colpito da colpi d’arma da fuoco e undici persone sono finite in stato di fermo. Secondo la versione della polizia, gli agenti — impegnati in un’azione contro una presunta milizia — sarebbero stati fatti bersaglio di spari, e sul posto sarebbero state trovate armi di tipo militare. Il Mundubile ha smentito che i suoi seguaci fossero armati, definendo il blitz un tentativo di attentare alla sua vita.

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Il Mundubile e il suo vice, Makebi Zulu, si sono poi rifugiati per un periodo in una sede delle Nazioni Unite, prima di costituirsi alla polizia. Sono stati in seguito formalmente accusati di tradimento — accusa che respingono — e portati nel penitenziario di massima sicurezza di Mukobeko. L’accusa di insurrezione può, nell’ex Rhodesia del Nord, portare alla pena dell’ergastolo.

 

Ex avvocato e commercialista, il Mundubile fino al 2026 è stato membro del Patriotic Front (PF), il partito che ha governato lo Zambia dal 2011 al 2021, di cui è stato anche capogruppo di governo e poi leader dell’opposizione (2021-2023). Nel 2026, poco prima delle elezioni presidenziali, ha aderito al National Reconciliation Party for Unity and Prosperity (NRPUP), un partito nato da una scissione interna al Patriotic Front, diventandone il candidato presidenziale, sostenuto dalla coalizione Tonse-Pamodzi Alliance.

 

Nel discorso di insediamento, affrontando il tema delle violenze legate al voto, lo Hichilema ha riconosciuto che il confronto politico fa parte della democrazia, ma ha avvertito che la conquista del potere non può giustificare il sacrificio della pace e della stabilità nazionale.

 

Il presidente ha inoltre annunciato l’obiettivo di triplicare l’economia zambiana entro i prossimi cinque anni, puntando su miniere, agricoltura, turismo ed energia, dopo un primo mandato dedicato soprattutto a risanare i conti pubblici. A maggio, il Fondo Monetario Internazionale aveva riconosciuto progressi concreti nella stabilizzazione macroeconomica del Paese: inflazione scesa al 6,8%, riserve valutarie salite a 6,4 miliardi di dollari e accordi di ristrutturazione del debito che coprono circa il 94% del debito ammissibile.

 

Dal ritorno al multipartitismo nel 1991, lo Zambia ha generalmente conosciuto elezioni e passaggi di generalmente potere pacifici, pur non essendo mancati episodi di violenza in passato. Lo stesso Hichilema, quando era all’opposizione, fu arrestato nel 2017 con l’accusa di tradimento e rimase in un carcere di massima sicurezza per quattro mesi, prima che le accuse cadessero e venisse scarcerato.

 

Quattro anni più tardi riuscì a battere l’allora presidente uscente Edgar Lungu, insediandosi come capo dello Stato nell’agosto 2021. Hichilema guida lo United Party for National Development (UPND), fondato nel dicembre 1998 da Anderson Mazoka (ex dirigente della Anglo American Corporation) come scissione dal MMD. L’ideologia del partito prevede liberalismo e agrarianismo, con collocazione politica di centro-destra. Il partito è membro osservatore della Liberal International ed è affiliato all’Africa Liberal Network.

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Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa è morto Guy Scott, ex presidente ad interim dello Zambia e primo capo di Stato bianco nell’Africa subsahariana dalla fine dell’apartheid. Lo Scott era stato prima nel PF per poi dirigere verso l’UPND dello Hichilema.

 

Lo Zambia passa per essere uno dei più tranquilli Paesi post-coloniali del Continente negro.

 

Il Paese una volta decolonizzato adottò immediatamente una politica di pacificazione sociale interrazziale e il presidente Kenneth Kaunda ((1924-2021, detto KK, riverito dalla popolazione di tutte le etnie) proclamò il rifiuto di qualsiasi governo di stampo razzista, bianco o nero che fosse. Le varie comunità di «neri» e «bianchi» furono così coinvolte in modo costruttivo nell’organizzazione del nuovo Stato.

 

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Immagine di THE ONE PEOPLE via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International

 

 

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