Vaccini
Feti nei barili: una storia che sparirà immediatamente
Avrete sentito la storia dei feti trovati ieri in un barile a Granarolo, in provincia di Bologna.
Un ragazzo che recupera ferro vecchio e altri materiali nelle industrie si reca presso un capannone per eseguire una raccolta. Gli viene detto di portare via anche dei bidoni gialli, sono una quarantina, tutti accatastati lungo un muro, tra altri rifiuti. Il suo compito sarebbe di «smaltirli da qualche parte». Lui ne apre uno: è pieno di un liquido di colore verde. Dentro vi galleggia un feto umano.
Il ragazzo si spaventa. Filma la situazione, poi chiama la polizia.
Lo scoop è de Il Resto del Carlino. Il procuratore capo parla di storia «tutta da verificare». Il sindaco non commenta.
«La formaldeide viene utilizzata solo nei casi, molto rari e peraltro non previsti nelle strutture bolognesi, in cui i corpi vengano donati alla scienza per scopi di ricerca»
La notizia si diffonde. Si aggancia anche l’edizione bolognese di Repubblica che racconta che «sono stati ascoltati alcuni dipendenti del policlinico Sant’Orsola, per esempio, per capire come funzioni lo smaltimento dei rifiuti biologici provenienti dagli ospedali».
Al Sant’Orsola del resto di feti ed embrioni se ne intendono, c’è un bel servizio di Fisiopatologia della Riproduzione, cioè procreazione medicalmente assistita, cioè riproduzione artificiale, cioè bambini in provetta – ricordiamo anche il record mondiale, quando il dottor Flamigni creò nel 1987 sperimentò la prima gravidanza extracorporea, facendo attecchire un embrione in un utero asportato e tenuto in vita… ma stiamo divagando.
«Tuttavia, è emerso che solitamente i resti umani vengono cremati, e che nel caso di bimbi che non sono nati vivi il corpo viene messo a disposizione delle famiglie per l’eventuale inumazione». Non siamo sicuri che qui il giornale parli di feti abortiti, però pazienza.
E così il mistero rimane: «La formaldeide viene utilizzata solo nei casi, molto rari e peraltro non previsti nelle strutture bolognesi, in cui i corpi vengano donati alla scienza per scopi di ricerca. Tra l’altro, esistono registri specifici in cui vengono annotate tutte le operazioni di questo genere. E ovviamente, di questi resti non c’è traccia» continua Repubblica.
Insomma, un bell’enigma, anzi, un vero giallo – perché di mezzo ci sono dei morti.
Più tardi Il Resto del Carlino torna alla carica con più informazioni: «la polizia prova a risalire agli anelli di questo percorso: i feti – conservati all’interno di una dozzina di bidoni gialli con l’etichetta del simbolo dei rifiuti biologici speciali – proverrebbero da una struttura universitaria, una biblioteca di anatomia, che con ogni probabilità li conservava per motivi di studio e di ricerca».
Ci si può quindi tenere dei feti per ricerca? C’è un qualche registro da compilare? È possibile smaltirli così?
Ah sì? Ci si può quindi tenere dei feti per ricerca? C’è un qualche registro da compilare? È possibile smaltirli così?
Comincia a prendere forma una storia: un’azienda di traslochi anni fa avrebbe fatto un sgombero, e dimenticato in quel capannone i bidoni contenenti piccoli esseri umani… Il rettore dichiara subito che stanno «conducendo le opportune verifiche interne », offre il pieno sostegno alle forze dell’ordine.
Al TG regionale Emilia-Romagna, secondo sempre il Carlino, sarebbe andata in onda anche la testimonianza del titolare, «è tutto regolare, è roba di un museo, non c’è nulla di nascosto… Sono lì in magazzino da non so quanti anni e se avessi voluto liberarmene lo avrei fatto da tempo».
Esistono musei con feti in formaldeide? Sarebbe strano, perché sappiamo esservi polemiche infuocate per quelle mostre che mostrano cadaveri plastinati, in Italia è all’estero.
Museo, università… non è dato sapere. Forse non importa nemmeno.
Perché «l’ipotesi di reato per cui si procede sarebbe lo smaltimento illegale di rifiuti biologici». Per lo meno al momento.
Dov’è la dignità di quegli esseri umani finiti in un barile, e prima ancora umiliati chissà in che modo?
Non si fa menzione, almeno per il momento, della quantità di leggi che l’ordinamento ha riguardo ai cadaveri: per esempio, l’articolo 410 Codice Penale, il «vilipendio di cadavere». Oppure l’art. 412, l’Occultamento di cadavere». Art. 413, «uso illegittimo di cadavere». Interessante, quest’ultimo: «Chiunque disseziona o altrimenti adopera un cadavere, o una parte di esso, a scopi scientifici o didattici, in casi non consentiti dalla legge, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire cinquemila». Sembrebbe il caso, sperando che la multa non sia fatta con il cambio euro-lira del 2002, sarebbero circa €2,50.
È possibile evitare di pensare a questi reati forse perché un feto non è un cadavere? Forse perché un feto non è un essere umano? Forse perché il feto non è un cittadino? Forse. Tuttavia da qualche parte anche il feto è tutelato dalla nostre legge: ecco il curator ventris, colui che può essere nominato per tutelare gli interessi di un concepito (art. 643 Codice Civile, «Amministrazione in caso di eredi nascituri»)
«Chiunque disseziona o altrimenti adopera un cadavere, o una parte di esso, a scopi scientifici o didattici, in casi non consentiti dalla legge, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire cinquemila» Art. 413 C. P., «uso illegittimo di cadavere»
E poi, non ci dimentichiamo la carta dei diritti UE: art. 1, «Dignità umana»: «La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata».
Troviamo eco anche nella nostra Costituzione, già più bella del mondo, all’art. 2: «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo».
Dov’è la dignità di quegli esseri umani finiti in un barile, e prima ancora umiliati chissà in che modo?
Non ci stupiamo: le costituzioni, leggi potrebbero non valere più nulla, lo abbiamo imparato. Soprattutto, non vale più nulla la legge naturale. Quella legge inviolabile iscritta nel cuore di ogni essere umano, che in natura reagisce dinanzi alla visione di un feto abbandonato in un barile come ha fatto il ragazzo di questa storia: con choc e orrore.
Qualcuno, tuttavia, vuole che a questo orrore noi ci abituiamo
Qualcuno, tuttavia, vuole che a questo orrore noi ci abituiamo, come del resto ci sono abituati gli «scienziati» (fidati della scienza!) che con i feti lavorano tutti i giorni, più o meno legalmente squartandoli per esperimenti o per altri scopi, come la produzione di linee cellulare per uso scientifico e farmaceutico: le cellule HEK-293, usate praticamente in tutti i vaccini COVID in circolazione (incluso quello russo), sono state create così.
Fu un grosso scandalo, anni fa, quando David Daleiden, un’attivista pro-life, fece scoprire al mondo, grazie a delle telecamere nascoste, che la multinazionale dell’aborto Planned Parenthood si rivendeva i feti abortiti per enti e società che li utilizzavano per esperimenti ed altro. Una ragazza che divenne informatrice di Daleiden raccontò che al primo giorno di lavoro svenne – e in effetti le immagini che portò con sé sono sconvolgenti. Il collega più esperto le disse di non preoccuparsi, si sarebbe abituata. Doveva semplicemente continuare a sezionare piccoli cervelli, occhi, reni, gambette, polmoni, etc.
Ab assuetis non fit passio. Dalle cose abituali non nasce la passione. Ci si può abituare anche allo squartamento di bambini innocenti.
Solo che, al momento, non è possibile. Anzi: considerate quanta fatica hanno fatto media, pharma, politica e chiesa cattolica per allontanarvi dall’idea che questo vaccino avesse a che fare con l’aborto. Per la stragrande maggioranza, si tratta di una fake news: né questo né nessun altro vaccino c’entra qualcosa con l’aborto. Una campagna massiva, martellante. Certo, una delle menzogne più plateali mai raccontate, alla faccia dei bugiardini.
Facile capire perché: se si scoperchia il barile, come ha fatto il povero ragazzo, è facile che molti restino scioccati. E, magari, cambino idea. Una parte consistente della narrazione pandemica si incrinerebbe. Potrebbe addirittura nascere qualche sospetto: ma se fanno i vaccini con i sacrifici dei feti… cos’altro ci fanno? Cosa? Davvero Biden ha ripristinato l’uso di utilizzo dei feti per «umanizzare» i topo con organi umani?
Magari salterebbe fuori la storia delle creme di bellezza, registrata in alcuni libri come «leggenda metropolitana», tuttavia raccontata a chi scrive anche da ricercatori di staminali stranieri.
E guardando quel piccolo essere umano morto che galleggia nel liquido, non è che qualcuno può cominciare a pensare che sia legittimo non aver a che fare con niente che sia legato anche solo lontanamente a questa cosa orrenda? Farmaci, prodotti vari, pratiche mediche… trasfusioni di sangue? A Bologna quest’ultimo problema lo hanno affrontato di recente. Mai che la visione del feto che galleggi faccia segnare qualche punto ai maledetti no vax.
No, non è possibile, al barile va rimesso il coperchio.
Non è tempo di scandalizzare la gente, come faceva un tempo una celebre politica italiana che si vantava di mettere i feti in un barattolo.
È tempo di rasserenare il pubblico. Va tutto bene, rimettete il coperchio, presto. Non pensateci. Si tratta di roba scientifica, dell’università. Fidatevi della scienza. Non bisogna fare tante domande.
E poi erano davvero esseri umani?
In un Paese che garantisce l’aborto come un diritto, non lo erano. Quindi, secondo una logica utilitaristica (ed ecologica: gli scarti si riutilizzano!), sarebbero tranquillamente utilizzabili per ogni sorta di esperimento. Non essendo umani, non sono coperti dalle leggi che tutelano la dignità umana. In realtà, non sono neppure cadaveri.
Voi capite: nessuno ha davvero voglia di cominciare a fare questo discorso, soprattutto ora. Davvero nessuno: nemmeno le femministe e gli abortisti più radicali. Anche perché lo schifo organolettico di questa storia è enorme.
Nel 2017 si correva il rischio che il vaccino ritirasse fuori la questione dei feti morti. Nel 2022 si rischia che i feti morti ritirino fuori la questione dei vaccini
Soprattutto, è l’autorità che non ha intenzione di dover discutere di questa cosa. Né lo Stato, né la Chiesa hanno intenzione di riaprire questa pagina, che dovettero affrontare già nel 2017 con la legge Lorenzin che implica un vaccino che contiene (sì, contiene, materialmente, non c’entra l’uso nei test: è nelle fiale e poi nei corpi dei vostri figli) cellule di feto abortito, le MRC-5. Noi c’eravamo, e ricordiamo bene con che fatica tentarono di chiudere il discorso, con quante balle, con che insistenza.
Nel 2017 si correva il rischio che il vaccino ritirasse fuori la questione dei feti morti. Nel 2022 si rischia che i feti morti ritirino fuori la questione dei vaccini.
Per cui facciamo una scommessa: questa storia sparirà con velocità impressionante. Si inabisserà, non ne sapremo più niente, puf. Coperchio, coperchio.
Già un po’ lo presentiamo nell’aria: nessuno si sta ponendo le vere domande – a cosa servivano quei feti? Perché venivano conservati? Dove sono nati? Perché sono stati abbandonati? Perché sono stati smaltiti? Quanti erano? Quali pratiche hanno subito? L’uso dei feti sta continuando anche oggi nelle stesse strutture da cui provengono i bidoni?
Non so, non percepiamo, a leggere i primi articoli, questa voglia di grande inchiesta, con rivelazioni sconvolgenti almeno quanto la scena descritta in apertura.
Perché a questo punto nemmeno voi, come il feto nel barile, siete esseri umani.
Niente da vedere. Circolare.
Una storia che sparirà in fretta, verrà accantonata e dimenticata come il feto nel barile. O forse anche peggio: la storia potrebbe fare la fine dei feti abortiti con la pillola RU486, che in genere, invece che nella formaldeide, finiscono nel gabinetto di casa, e di qui alle fogne, dove saranno i festosi banchetti di ratti, pesci e anfibi della situazione.
Schifo vero? È la realtà, è il fondamento di prodotti che definiscono la nostra vita – qualche estremista potrebbe dirvi che il vostro green pass certifica che siete passati sopra al problema.
Quei bambini morti sono la concrezione della «libertà» assicurata dalla legge, protetta da quelle stesse persone che vi hanno impedito di uscire di casa per mesi e che ora non vi permettono di andare a lavoro, dove i cani magari possono entrare e voi no.
Perché a questo punto nemmeno voi, come il feto nel barile, siete esseri umani.
Roberto Dal Bosco
Oligarcato
Bill Gates ha usato i fondi destinati ai vaccini per fare pressione sui governi: parla Angela Merkel
Bill Gates ha trasformato le ingenti risorse finanziarie della sua fondazione in una leva politica, usando la propria ricchezza per spingere i governi a spendere di più per le vaccinazioni: ad affermarlo è l’ex cancelliere tedesco Angela Merkel,
Nel podcast di Meckel & Matthes pubblicato da Handelsblatt all’inizio di questo mese, la Merkel ha messo in guardia sul fatto che il potere incontrollato delle multinazionali potrebbe spingere i governi a fare «ciò che le multinazionali ordinano», dichiarando di aver percepito per la prima volta questo pericolo non con l’avvento dell’Intelligenza Artificiale, bensì quando Gates ha costituito la sua fondazione, che disponeva di una somma di denaro «superiore ai bilanci per lo sviluppo dei principali Paesi industrializzati».
Secondo la Merkel, un miliardario non eletto si era di fatto posto su un piano politico con i leader eletti.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
«Fu improvvisamente accolto da alcuni capi di Stato in tutto il mondo con un calore almeno pari a quello riservato a me», ha ricordato la Merkel. «E poi aveva anche il potere – in virtù del suo denaro – di esercitare pressioni morali». Se i governi non avessero fornito finanziamenti sufficienti all’alleanza internazionale per i vaccini, «saremmo stati immediatamente messi in cattiva luce», ha affermato.
Il Gates avrebbe poi detto ai leader africani che «Merkel era stata avara quest’anno», ha ricordato. «E con ciò, aveva acquisito un potere considerevole.»
L’alleanza per i vaccini a cui si riferiva la Merkel è GAVI, la partnership pubblico-privata che coinvolge governi, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’UNICEF, la Banca Mondiale e donatori privati. La Fondazione Gates è stata uno dei partner fondatori, fornendo 750 milioni di dollari di finanziamento iniziale, e da allora ha versato all’organizzazione miliardi di dollari. La Germania è diventata uno dei principali donatori di GAVI durante il suo mandato di cancelliere, impegnandosi a versare 600 milioni di euro per il periodo 2016-2020 e altri 600 milioni di euro per il periodo 2021-2025.
L’ex cancelliere ha affermato che la fondazione si è concentrata soprattutto su alcune aree, tra cui le vaccinazioni. Quando ha chiesto a Gates se fosse il caso di destinare più fondi all’istruzione, lui le ha risposto che i risultati in quel settore sono più difficili da misurare perché insegnanti, Paesi e studenti sono diversi tra loro.
Ciò ha posto i governi di fronte a scelte difficili sui limitati budget per lo sviluppo, ha detto la Merkel. Dovevano comunque finanziare l’istruzione, mentre Gates li spingeva a investire nelle vaccinazioni e nella lotta contro malattie come la malaria. «È questo il tipo di vincolo in cui ci si trova intrappolati», ha detto.
Durante la pandemia di COVID-19, la Fondazione Gates ha collaborato a stretto contatto con le principali organizzazioni sanitarie globali e ha raccolto ingenti finanziamenti per iniziative sanitarie e vaccinali in tutto il mondo. Non solo: lui stesso si è vantato di aver investito sui vaccini mRNA ed averci guadagnato.
La fondazione, originariamente nota come Bill & Melinda Gates Foundation, è stata ribattezzata Gates Foundation dopo che Melinda French Gates si è dimessa dalla carica di co-presidente nel 2024, tre anni dopo il divorzio della coppia. Il loro matrimonio sarebbe stato messo a dura prova, in parte, dai legami di Bill Gates con Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Come riportato da Renovatio 21, Bill e Melinda hanno finanziato con miliardi feticidio e contraccezione in tutto il mondo, anche con ingenti somme donate la multinazionale dell’aborto Planned Parenthood, nel cui board sedeva il padre di Bill Gates, William Gates II. Le donazioni di Melinda, sedicente cattolica, ad enti femministi ed abortisti sono continuati apertamente anche dopo il divorzio.
Pochi giorni dopo le dichiarazioni della Merkel, Gates ha affermato che la sua fondazione aveva abbandonato l’obiettivo di eradicare il morbillo a livello globale, citando la crescente riluttanza a vaccinarsi nei Paesi ricchi. «A un certo punto, la fondazione voleva eradicare il morbillo, ma l’esitazione vaccinale nei Paesi ricchi ha fatto sì che questo non sia più nella nostra lista di obiettivi», ha dichiarato a Reuters, definendo la situazione «piuttosto tragica».
L’anno scorso Gates aveva affermato che avrebbe speso la sua fortuna per «affrontare le sfide dell’Africa», dove iniziative da lui finanziate stanno creando innovazioni come i quantum dots o i cerotti vaccinali per neonati. Gates, con l’OMS di cui è il principale finanziatore, immaginano anche per il Primo Mondo un futuro in cui «i cerotti vaccinali possono essere spediti direttamente a casa della gente».
Negli anni i piani di vaccinazione Gates sono stati accusati di aver diffuso nel Continente Nero la poliomelite. Robert F. Kennedy jr., prima di diventare segretario alla Salute USA, aveva scritto nel 2020 che i vaccini sostenuti da Gates in Africa avevano causato danni irreparabili: «il vaccino DTP dell’OMS ha ucciso più bambini delle malattie che doveva evitare».
L’OMS, l’UNICEF e GAVI sostenuta dalla Fondazione Gates, hanno dichiarato ad aprile di aver vaccinato oltre 18 milioni di bambini africani e asiatici in 36 Paesi. Durante un’audizione al Senato, il segretario alla Salute statunitense Robert F. Kennedy Jr. ha difeso la sua decisione di sospendere i finanziamenti a GAVI, citando l’utilizzo di una versione del vaccino DTP associata a un elevato tasso di gravi effetti collaterali.
Aiuta Renovatio 21
Anche l’Italia finanzia profumatamente GAVI. L’impegno più recente risale al Vertice globale sui vaccini tenutosi a Bruxelles nell’estate 2025, dove l’Italia ha confermato un contributo di 250 milioni di euro a GAVI per il nuovo periodo strategico 2026-2030, noto come «GAVI 6.0». A rappresentare l’Italia è stato Antonio Tajani, Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
L’Italia aveva già assunto impegni significativi verso GAVI negli anni precedenti: per il periodo 2016-2020 aveva stanziato un contributo diretto di 100 milioni di euro su cinque anni, poi nel maggio 2020 questo impegno era stato incrementato con un nuovo contributo diretto di 120 milioni di euro, annunciato dall’allora premier Giuseppe Conte alla conferenza UE di risposta globale al COVID.
A questo si erano aggiunti, nel giugno dello stesso anno, ulteriori 150 milioni di euro tramite l’IFFIm (International Finance Facility for Immunisation), portando il totale complessivo dell’epoca a 287,5 milioni di euro.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di © European Union via Wikimedia riprodotta secondo indicazioni; immagine tagliata.
Vaccini
Israele e Pfizer sapevano che il vaccino COVID causava una patologia cardiaca fatale, ma hanno taciuto per mesi
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Intervalli generalmente brevi tra vaccinazione e lesioni o decessi
Lo studio presenta un’analisi dettagliata dei 531 ricoveri ospedalieri e dei 67 decessi registrati nei dati del Ministero della Salute israeliano, evidenziando come questi casi abbiano coinvolto un numero significativo di pazienti giovani. Tali casi sono stati segnalati a Pfizer nel 2021 e nel 2022. «Gli eventi segnalati hanno riguardato patologie cardiache, neurologiche, infiammatorie e altre gravi categorie cliniche, e hanno coinvolto una percentuale considerevole di individui più giovani: 211 dei 530 casi di ricovero con dati validi sull’età (39,8%) riguardavano pazienti di età inferiore ai 30 anni», afferma lo studio. Tra gli altri risultati chiave dello studio si annoverano:- I due decessi correlati alla miocardite in persone di età inferiore ai 50 anni hanno riguardato una donna di 22 anni e un uomo di 47 anni.
- È stato inoltre identificato un ulteriore decesso di un adulto più giovane, un uomo di 35 anni. La sua cartella clinica indicava un «peggioramento dell’insufficienza cardiaca», ma non menzionava la miocardite.
- La miocardite o la pericardite sono state riscontrate in 250 delle 531 cartelle cliniche di ricovero (47,1%) e in 151 delle 211 cartelle cliniche (71,6%) di pazienti di età inferiore a 30 anni.
- A 48 pazienti di età inferiore ai 18 anni è stata diagnosticata miocardite o pericardite.
- Dei 211 pazienti di età inferiore ai 30 anni, 134 non presentavano «un’anamnesi medica significativa», e a 99 di questi è stata diagnosticata miocardite e pericardite; la maggior parte di essi era di sesso maschile (90 su 99, ovvero il 90,9%).
- Altri eventi cardiaci, tra cui aritmie, sincope e insufficienza cardiaca.
- Disturbi neurologici, tra cui convulsioni, ictus, encefalite, sindrome di Guillain-Barré e paralisi dei nervi cranici.
- Reazioni allergiche, tra cui «sospetta anafilassi».
- Patologie infiammatorie ed ematologiche, tra cui la sindrome infiammatoria multisistemica e la porpora trombocitopenica immunitaria.
- Altre patologie gravi, tra cui insufficienza renale acuta e perdita improvvisa dell’udito.
Aiuta Renovatio 21
Pfizer è stata tenuta al corrente dei decessi avvenuti nel periodo 2021-2022.
I registri del Ministero della Salute israeliano hanno inoltre dimostrato che Pfizer era stata tenuta al corrente dei decessi e dei ricoveri ospedalieri, ricevendo nove segnalazioni di questo tipo tra marzo 2021 e maggio 2022. Il primo rapporto, datato 25 marzo 2021, includeva informazioni su 157 ricoveri ospedalieri e 46 decessi. «Le segnalazioni pervenute a Pfizer, iniziate non oltre il 25 marzo 2021, includevano una percentuale significativa di giovani, molti dei quali senza alcuna anamnesi medica rilevante», afferma lo studio. Eppure, la Pfizer, così come le autorità sanitarie pubbliche di tutto il mondo, hanno tenuto nascoste queste informazioni per settimane o mesi prima di renderle pubbliche. Lo studio ha citato prove documentali di questi ritardi e della conseguente minimizzazione della gravità dei gravi eventi avversi correlati al vaccino. Ad esempio, uno studio pubblicato nell’ottobre 2021 sul New England Journal of Medicine ha rilevato che i primi casi di miocardite sono stati individuati in Israele già nel gennaio 2021, solo un mese dopo la commercializzazione del vaccino Pfizer-BioNTech. Il 28 febbraio 2021, Israele ha allertato i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) e altre autorità sanitarie pubbliche in merito a circa 40 casi di miocardite. Ma queste informazioni sono diventate pubbliche solo nel febbraio 2023, in seguito a una richiesta presentata da CHD al CDC ai sensi del Freedom of Information Act (FOIA). All’inizio di marzo 2021, il CDC è stato allertato in merito a un «elevato numero» di casi di miocardite e pericardite tra i giovani in Israele. Una settimana dopo, i funzionari del CDC e della Food and Drug Administration (FDA) statunitense hanno diffuso una comunicazione interna in merito ai casi di miocardite segnalati in Israele, affermando che non erano disponibili ulteriori dettagli su tali casi. Eppure, il 26 aprile 2021, il CDC e la FDA negarono l’esistenza di «segnali di sicurezza» per la miocardite. Solo il 28 maggio 2021 il CDC emise una raccomandazione a tutti i medici affinché segnalassero «tutti i casi» di miocardite o pericardite. Gli autori dello studio pubblicato sull’EXCLI Journal hanno suggerito che la decisione delle autorità sanitarie pubbliche e di Pfizer di non divulgare queste informazioni «potrebbe aver avuto implicazioni per la consapevolezza clinica e per un processo decisionale informato». L’epidemiologo M. Nathaniel Mead, Ph.D., borsista della Fondazione McCullough, si è detto d’accordo. «Il consenso informato avrebbe dovuto includere un’avvertenza specifica per età e sesso, in modo che i partecipanti potessero rifiutare, posticipare la seconda dose o scegliere diversamente. Molti uomini non hanno mai avuto questa possibilità».Sostieni Renovatio 21
Sono stati nascosti altri decessi correlati ai vaccini?
Lo studio ha rilevato che il set di dati fornito dal ministero della Salute israeliano sembra essere stato rivisto più volte, evidenziando che le versioni successive «hanno aggiunto informazioni cliniche ai dati esistenti, rivisto le diagnosi e le date di segnalazione e omesso alcuni dati». Tra le omissioni figurava un rapporto di decesso contenuto in una versione del database del Ministero della Salute risalente a ottobre 2021, che «non era più presente nella versione di dicembre né in quelle successive». Secondo lo studio, il dataset non contiene alcuna «documentazione metodologica» né «una traccia di controllo formale che identifichi chi ha apportato queste modifiche o le ragioni di esse», rendendo impossibile stabilire, sulla base dei dati disponibili, il motivo di tali revisioni. Rivelazioni successive hanno mostrato che le autorità israeliane hanno continuato a minimizzare i rischi del vaccino contro il COVID-19 fino al 2022 inoltrato. Un video trapelato nel giugno 2022 ha rivelato che i ricercatori avevano condiviso con il Ministero della Salute israeliano dati che mostravano gravi effetti collaterali a lungo termine legati al vaccino Pfizer-BioNTech. Il video suggeriva che il ministero della Salute israeliano non avesse rivelato queste informazioni al comitato di esperti che si riunì più tardi quello stesso mese per decidere se raccomandare il vaccino ai bambini di età inferiore ai 5 anni, né ai responsabili del programma israeliano di richiamo del vaccino contro il COVID-19. Kirsch ha affermato che il ritardo nella pubblicazione dei dati e i dubbi ancora aperti sulle modalità di inserimento e aggiornamento degli stessi sollevano preoccupazioni in materia di responsabilità, che vanno oltre il Ministero della Salute israeliano e Pfizer e coinvolgono l’intera comunità medica. «Nessuno è stato licenziato. Cosa ancora più importante, nessun medico statunitense favorevole ai vaccini ha espresso indignazione per la soppressione dei dati israeliani sulla sicurezza dei vaccini», ha affermato Kirsch. Orient ha affermato che lo studio si aggiunge alle prove a sostegno della sospensione e del ritiro dal mercato dei vaccini a mRNA. «Non vi è alcuna giustificazione per il continuo utilizzo di questi vaccini. Non dovrebbero esserci ulteriori versioni finché non saranno fornite risposte a tutti i quesiti e non sarà dimostrato che i benefici superano i rischi, ammesso che ciò accada. Dovremmo invece concentrarci sulle cure». Michael Nevradakis Ph.D. © 14 settembre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Vaccini
Un membro del CdA di Pfizer ha respinto gli studi sul vaccino anti-COVID durante un briefing della CIA del 2020
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
Durante un briefing con la CIA nel maggio 2020, il dottor Scott Gottlieb, membro del consiglio di amministrazione di Pfizer ed ex commissario della FDA, ha respinto due studi che suggerivano che le infezioni da COVID-19 fossero molto più diffuse e potenzialmente meno letali di quanto indicato dai dati ufficiali, secondo quanto emerge da un memorandum dell’agenzia recentemente pubblicato. Gottlieb, che ha tratto profitto dalla sua posizione nel consiglio di amministrazione, ha ricoperto la carica di commissario della FDA dall’11 maggio 2017 al 5 aprile 2019. È entrato a far parte del consiglio di amministrazione di Pfizer nel giugno del 2019.
Durante un briefing con la CIA nel maggio 2020, il dottor Scott Gottlieb, membro del consiglio di amministrazione di Pfizer ed ex commissario della Food and Drug Administration (FDA) statunitense, ha respinto due studi che suggerivano che le infezioni da COVID-19 fossero molto più diffuse e potenzialmente meno letali di quanto indicato dai dati ufficiali sui casi, secondo quanto emerge da un memorandum dell’agenzia recentemente pubblicato.
Gottlie , che ha tratto profitto dalla sua posizione nel consiglio di amministrazione, ha ricoperto la carica di commissario della FDA dall’11 maggio 2017 al 5 aprile 2019. È entrato a far parte del consiglio di amministrazione di Pfizer nel giugno del 2019.
Il briefing della CIA del 7 maggio 2020 si è svolto appena due giorni dopo che Pfizer aveva annunciato l’avvio di una sperimentazione clinica negli Stati Uniti per quattro potenziali vaccini contro il COVID-19.
Secondo il riassunto esecutivo della CIA, Gottlieb ha ignorato gli studi di sieroprevalenza che hanno analizzato campioni di sangue per determinare quale percentuale di persone residenti in due contee della California, Santa Clara e Los Angeles , avesse già anticorpi contro il COVID-19. Entrambi gli studi hanno riscontrato un numero di infezioni sostanzialmente superiore a quello indicato dai dati ufficiali dei test.
«Riguardo all’immunità di gregge, il dottor Gottlieb sminuisce i due principali studi condotti nelle contee di Los Angeles e Santa Clara, che mostrano un’elevata sieroprevalenza», afferma il riassunto della CIA.
Il senatore Rand Paul (repubblicano del Kentucky) ha richiesto il documento tramite mandato di comparizione nell’ambito della sua indagine sul COVID-19 e sull’ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), Anthony Fauci.
Gottlieb ha ammesso di aver partecipato al briefing, ma ha dichiarato al Daily Caller che i funzionari della CIA erano a conoscenza del suo incarico presso Pfizer.
«Durante il mio primo mandato, alcuni funzionari politici mi chiesero di partecipare a un briefing», ha dichiarato Gottlieb. «Erano i primi giorni della pandemia di COVID, quando si stavano raccogliendo diverse prospettive».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Alcuni studi hanno messo in discussione le prime ipotesi sul COVID
Gli studi condotti in California sono stati tra i primi tentativi di determinare quante persone fossero state effettivamente infettate dal SARS-CoV-2, anziché basarsi esclusivamente sui casi confermati.
Lo studio di Santa Clara, a cui hanno partecipato anche ricercatori di Stanford come Jay Bhattacharya, MD, Ph.D. , ha stimato che circa 53.000 persone fossero state infettate nella contea entro la fine di marzo 2020, rispetto ai circa 1.200 casi confermati in quel momento. I ricercatori hanno stimato un tasso di mortalità per infezione dello 0,17%.
Uno studio separato condotto nella contea di Los Angeles ha stimato che il 4,65% degli adulti presentava anticorpi contro il SARS-CoV-2 tra il 10 e l’11 aprile 2020, indicando che le infezioni erano sostanzialmente più diffuse di quanto suggerissero i numeri dei casi confermati.
Se il virus avesse infettato molte più persone di quanto indicato dai dati ufficiali sui casi, il tasso di mortalità per infezione sarebbe inferiore ai tassi di mortalità per caso che hanno dominato il dibattito pubblico durante i primi mesi della pandemia.
Il promemoria della CIA afferma che Gottlieb concordava sul fatto che i contagi fossero sottostimati, ma respingeva l’entità del problema suggerita dagli studi californiani.
Secondo il promemoria, egli stimava la sieroprevalenza nazionale tra il 20% e il 25%. Affermava che tale livello era insufficiente per stabilire l’immunità di gregge.
Il promemoria è un riassunto dell’agenzia del briefing di Gottlieb, piuttosto che una trascrizione parola per parola, il che significa che potrebbe non riportare con precisione le sue parole.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
«L’immagine» che ha fatto apparire i vaccini necessari
I critici della gestione della pandemia ritengono che l’incontro abbia rappresentato il modo in cui i leader hanno cercato di «vendere» i vaccini contro il COVID-19 al pubblico.
La giornalista investigativa Sonia Elijah , che ha esaminato il materiale della CIA, ha affermato che l’importanza del briefing risiede nella combinazione dei partecipanti, della tempistica e dell’argomento trattato.
Elijah ha dichiarato a The Defender che il briefing della CIA «rientrava nello schema» da lei documentato, ovvero «considerare il pubblico ancora pienamente vulnerabile, usare i casi confermati come misura del rischio e lasciare campo libero per un nuovo prodotto».
Non è stato l’incontro in sé a incrementare la capacità produttiva di Pfizer o a produrre direttamente un particolare risultato politico , ha affermato Elijah. Tuttavia, le implicazioni dell’incontro hanno suggerito un modo per promuovere la necessità dei vaccini.
«Non direi che questo incontro abbia costruito le fabbriche», ha affermato. «Direi piuttosto che l’immagine che ha difeso ha fatto apparire assolutamente necessaria un prodotto destinato all’intera popolazione».
Le prove non dimostrano che i commenti di Gottlieb abbiano indotto gli Stati Uniti a intraprendere una campagna di vaccinazione di massa.
Tuttavia, rivela che un dirigente con legami finanziari con Pfizer stava fornendo consulenza alla CIA sulla pandemia, sulle tecnologie vaccinali e sulle nuove evidenze relative all’immunità di popolazione proprio nel momento in cui Pfizer stava avviando le sperimentazioni sui vaccini negli Stati Uniti.
L’avvocato Robert Barnes ha affermato che le conseguenze di questa e di altre decisioni simili hanno plasmato la risposta al COVID-19 e le sue fasi successive.
«L’alleanza tra la comunità dell’Intelligence e le grandi aziende farmaceutiche ha portato ai lockdown e alle menzogne sul COVID che hanno terrorizzato il mondo», ha dichiarato Barnes a The Defender.
Il dottor Helmut Sterz, ex tossicologo della Pfizer e autore di The Vaccine Mafia, ha affermato che la strategia di nascondere le informazioni sul COVID-19 era guidata dal desiderio di seminare il panico tra il pubblico americano.
«La paura era il fondamento della loro strategia», ha dichiarato Sterz a The Defender. «Una malattia simile all’influenza non avrebbe permesso loro di costruire un modello di business solido».
La CIA, la FDA, la Pfizer e la Gottlieb non hanno risposto alle richieste di commento.
Aiuta Renovatio 21
«Questa sarà sicuramente una mossa redditizia per te»
Il rapporto finanziario di Gottlieb con Pfizer risale a prima della pandemia di COVID-19. Pfizer ha eletto l’ex commissario della FDA nel suo consiglio di amministrazione il 27 giugno 2019. I documenti depositati dalla società presso la SEC nel 2020 mostrano che Gottlieb ha ricevuto 72.438 dollari in contanti e 159.183 dollari in azioni Pfizer durante il suo primo anno parziale nel consiglio di amministrazione. All’inizio del 2020, possedeva 3.737 azioni Pfizer.
All’epoca, la nomina di Gottlieb al consiglio di amministrazione di Pfizer suscitò polemiche. La senatrice Elizabeth Warren (democratica del Massachusetts) criticò la nomina, chiedendo le dimissioni di Gottlieb e sottolineando la necessità di vietare alle aziende farmaceutiche come Pfizer di assumere o retribuire alti funzionari governativi per almeno quattro anni, al fine di prevenire «indebite influenze».
In una dichiarazione del 2 luglio 2019, Warren ha sostenuto che la posizione di Gottlieb presso Pfizer avrebbe potuto creare conflitti di interesse in seguito al suo mandato come commissario della FDA.
Warren ha fatto riferimento alla remunerazione dei membri del consiglio di amministrazione di Pfizer, sottolineando che i consiglieri ricevono compensi in denaro e azioni Pfizer. Ha descritto l’ingresso di Gottlieb nel consiglio di amministrazione come un passo avanti che solleva questioni etiche relative al «passaparola di influenze».
«Questa sarà sicuramente una mossa redditizia per te», scrisse Warren in una lettera a Gottlieb, esortandolo a dimettersi dal consiglio di amministrazione di Pfizer.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
«Il governo ha nascosto i rischi noti per sostenere la narrativa sul COVID»
Il promemoria della riunione della CIA era solo uno dei tanti che collegavano le aziende farmaceutiche ai funzionari governativi che avevano il potere di influenzare gli annunci pubblici relativi al COVID-19.
Il dottor Chris Flowers ha dichiarato a The Defender che la «discrepanza nella comunicazione era ancora più profonda» rispetto alla FDA, e gli ultimi documenti non hanno fatto altro che «confermare ciò che molti sospettavano: il governo ha nascosto rischi noti per sostenere la narrativa del COVID».
«Le dichiarazioni private del dottor Anthony Fauci su mascherine, distanziamento sociale e origini del virus contraddicevano le sue affermazioni pubbliche», ha detto Flowers.
Documenti ottenuti dal Daily Caller mostrano che il NIAID di Fauci ha firmato un accordo con il Centro di Tecnologia Biologica della CIA per condurre ricerche di «microbiologia forense» relative al bioterrorismo, con la CIA che finanzia e aiuta a ottenere campioni, mantenendo al contempo il controllo sulla condivisione dei dati.
Flowers ha affermato che Fauci e la FDA hanno anche nascosto informazioni sui rischi di aborto spontaneo e complicazioni in gravidanza, nonché sui rischi di miocardite causati dai vaccini contro il COVID-19. Ciò ha comportato una mancanza di test di sicurezza per la terapia genica a mRNA e la dipendenza della FDA dalle analisi farmaceutiche, che non indicavano «alcun nuovo segnale di sicurezza grave».
«La piena trasparenza non è negoziabile», ha affermato Flowers. «La luce del sole deve raggiungere ogni angolo prima che quest’epoca venga dimenticata. Fate le vostre ricerche. Mettete in discussione le dichiarazioni ufficiali. La fiducia, se mai tornerà, impiegherà anni a essere ricostruita».
Henrick Karoliszyn, DSW
© 9 settembre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
-



Politica1 settimana faSì, vogliamo i funerali di Stato per Emma Bonino
-



Vaccini1 settimana faI dati sulla mortalità rivelano «segnali di allarme allarmanti» in seguito alla campagna di vaccinazione contro il COVID
-



Morte cerebrale2 settimane faIl test d’apnea: crudele strumento dell’industria della morte cerebrale
-



Misteri1 settimana faStorie misconosciute dell’11 settembre
-



Vaccini2 giorni faIsraele e Pfizer sapevano che il vaccino COVID causava una patologia cardiaca fatale, ma hanno taciuto per mesi
-



Politica6 giorni fa«Il tradimento dei chierici»: quelli che volevano la Bonino presidente
-



Persecuzioni2 settimane faL’UE potrebbe ordinare alla Chiesa cattolica la cancellazione dei registri battesimali
-



Vaccini2 settimane faVaccinazioni dei bambini Amish, i dati dello studio sull’autismo nel 2010 non sono mai stati resi pubblici









