Politica
Eroe di guerra israeliano accusa Netanyahu di aver istigato l’assassinio del primo ministro Rabin
Accuse sempre più pesanti contro il premier israeliano Beniamino Netanyahu giungono da un celebrato eroe di guerra israeliano.
Yair Golan, veterano con 40 anni di servizio militare, era un generale di divisione nelle riserve israeliane il 7 ottobre 2023. Quella mattina, saltò in macchina, raccolse un’arma automatica in una base militare, si oppose al massacro e salvò alcuni sopravvissuti. È forse ritenuto l’eroe israeliano più famoso del giorno del massacro del rave.
La scorsa settimana, Netanyahu lo ha accusato di «fare eco alle più vili calunnie antisemite contro i soldati dell’IDF e lo Stato di Israele».
Come riportato da Renovatio 21, il Golan aveva a sua volta Netanyahu e la sua banda di crimini di guerra: «Queste cose sono semplicemente spaventose. Non è possibile che noi, il popolo ebraico, che abbiamo sofferto persecuzioni, pogrom e genocidi nel corso della nostra storia e che abbiamo servito da bussola morale per i valori ebraici e umani, stiamo ora intraprendendo azioni semplicemente inaccettabili»..
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«Israele è sulla strada per diventare uno stato paria tra le nazioni, come il Sudafrica di un tempo, se non torna a comportarsi come un paese sano di mente (…) Un paese sano di mente non fa la guerra contro i civili, non uccide bambini per hobby e non si pone obiettivi che implichino l’espulsione di popolazioni».
La colpa, dice il Golan, ricade sulla banda di Netanyahu, «persone che non hanno nulla a che fare con l’ebraismo – tipi kahanisti [cioè i sionisti estremisti come quelli del partito al potere Otzma Yehudit, ndr], privi di saggezza, moralità e della capacità di gestire uno stato durante un’emergenza. Questo è pericoloso per la nostra stessa esistenza».
Le parole del Golan hanno avuto conseguenze: nelle scorse ore la sua presentazione alla conferenza annuale di Sderot per l’istruzione e la società a Beersheba è stata aggredita da fischietti, sirene e urla di provocatori che lo accusavano di tradimento.
Yair Golán iba a dar una conferencia en Beer Sheba y fue expulsado por el público que le gritaba: “Traidor, traidor, traidor”.
Yair Golan es el líder de la izquierda radical israelí, y dijo hace unos días que Israel mata niños en Gaza como pasatiempo. pic.twitter.com/age9Nfs0VN
— Isaac (@isaacrrr7) May 27, 2025
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Golan tuttavia non si è tirato indietro: «vergognatevi. State facendo a pezzi lo Stato, in una conferenza il cui scopo [è discutere] come ricostruire ciò che non hai ancora smontato… È a causa di persone come voi che Rabin è stato assassinato. Se aveste il coraggio, ascoltereste, ma avete paura, siete diffidenti, e questo vi causa un odio che porta alla violenza. Non mi farete odiare perché sono una persona coraggiosa… Oserei amarvi».
«Alla mia età avanzata, sono andato a salvare la gente al rave party Nova [il 7 ottobre]. Ho rischiato la vita mentre voi ve ne stavate a casa al sicuro».
Il Times of Israel ha riportato che subito dopo il discorso di Golan, il viceministro Almog Cohen del partito Otzma Yehudit di Ben-Gvir è salito sul palco – sebbene, a quanto pare, non fosse stato invitato a parlare – e ha elogiato i provocatori. Anche Ben-Gvir è intervenuto alla conferenza, dove ha appoggiato i provocatori, dicendo alla folla: “Hanno ragione, Yair Golan è davvero un traditore. Una persona così non dovrebbe essere un politico israeliano”».
Golan ha risposto, pubblicando su X la sua accusa a Netanyahu: «so che questa è istigazione dall’alto. Lo stesso uomo che ha istigato a uccidere Rabin continua a istigare anche oggi».
הגעתי לכנס שדרות, ופגשתי את ההסתה. אלמוג כהן הוביל עשרות שקראו “בוגד” וניסו לפוצץ את הנאום.
אני רואה את האנשים ואת השנאה בעיניים ואני יודע שזו הסתה מלמעלה.
אותו אדם שהסית לרצח רבין – ממשיך להסית גם היום.אני לא נבהל. אני אומר למכונת הרעל – לא נירתע ולא נעצור עד שנוריד אתכם…
— Yair Golan – יאיר גולן (@YairGolan1) May 27, 2025
Il leader dell’opposizione, il parlamentare Yair Lapid, ha colto l’occasione, scrivendo: «Yair Golan non è un traditore e condanno fermamente gli appelli contro di lui… Itamar Ben-Gvir, un criminale condannato per sostegno al terrorismo e ministro della sicurezza nazionale il 7 ottobre, è un pericolo per la sicurezza e il benessere del Paese».
Benny Gantz, leader del partito di opposizione Unità Nazionale, che la settimana scorsa aveva criticato Golan per la sua esplicitezza, ha ora pubblicato una difesa di Golan, affermando che durante la sua carriera militare «ha messo a repentaglio la sua vita per lo Stato e ha dedicato la sua vita alla sua sicurezza… Gli appelli al “traditore” dovrebbero essere condannati fermamente, e il primo a condannarli dovrebbe essere il primo ministro».
Nelle ultime ore il Golan ha proposto ai partiti di centro e sinistra di unirsi per defenestrare il governo Netanyahu.
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Immagine di IDF Spokesperson’s Unit via Wikimedia pubblicata su licenza CC BY-SA 3.0; immagine tagliata e ingrandita
Politica
Il leader serbo bosniaco antioccidentale Dodik festeggia la vittoria elettorale
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Politica
Il Brasile va alle urne: Bolsonaro jr. vince su Lula
Il figlio di Bolsonaro ha vinto primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile, superando il presidente uscente di sinistra Lula. Il ballottagio pre la carica di presidente del grande Paese sudamericano è previsto per il 25 ottobre,
Il 45enne Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex capo di Stato brasiliano, ha ottenuto il 47,06% dei voti, contro il 45,12% del veterano della sinistra Luiz Inacio Lula da Silva, 80 anni, a spoglio quasi concluso. Lo scarto ridotto dimostra che il più grande Paese dell’America Latina resta profondamente polarizzato, tra accuse reciproche di golpe o di brogli.
Se Flavio Bolsonaro dovesse prevalere al secondo turno, il Brasile si unirebbe all’ondata conservatrice che, incoraggiata dal presidente americano Donald Trump, ha già mietuto vittorie nella regione, in Argentina, in Colombia o in Perù.
Domenica sera si è detto «molto soddisfatto» del risultato e fiducioso nella vittoria. Ha ringraziato i suoi elettori per avergli dato «un voto di fiducia per il cambiamento», ritenendo che «il Brasile non ne possa più».
Si presenta come una versione «più moderata» di suo padre, l’ex presidente Jair Bolsonaro, che lo aveva designato candidato dopo essere stato condannato a 27 anni di carcere per un tentativo di colpo di Stato contro Lula nel 2022. A quasi 81 anni, lo storico leader della sinistra punta a un quarto mandato non consecutivo. Durante la campagna ha sventolato la bandiera della sovranità e ha invitato il suo omologo statunitense a non «immischiarsi» nelle elezioni brasiliane.
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Bolsonaro jr. ha mantenuto il sangue freddo anche dopo la notizia di essere indagato per corruzione e riciclaggio di denaro in relazione al finanziamento di un film in onore del padre, malato di cancro, che l’anno passato era stato arrestato dalla polizia a Brasilia mentre ancora era ai domiciliari. La Corte Suprema brasiliana, guidata dall’acerrimo nemico dei Bolsonaro giudice Alexandre de Moraes, aveva bloccato la richiesta di scarcerazione anticipata di Bolsonaro senior cinque mesi fa.
Il Brasile ha inoltre assistito a una vera e propria ondata conservatrice alle elezioni legislative, in particolare al Senato, dove l’ex first lady Michelle Bolsonaro è stata eletta a larga maggioranza, così come Carlos Bolsonaro, fratello di Flavio. Circa 160 milioni di elettori erano chiamati alle urne. L’astensionismo, in un Paese in cui il voto è obbligatorio, si è attestato al 21%, praticamente lo stesso dato del 2022.
Come riportato da Renovatio 21, il fratello Eduardo Bolsonaro, già deputato, tre mesi fa è stato condannato, sempre dalla Corte Suprema di De Moraes, a quattro anni di carcere per aver esercitato pressioni su autorità straniere – ovvero il governo degli Stati Uniti – al fine di ottenere sanzioni contro le istituzioni brasiliane, in particolare la magistratura e alcuni esponenti della Procura Generale.
La Corte federale suprema del Brasile aveva ampliato le restrizioni nei confronti dell’ex presidente Jair Bolsonaro, arrivando a vietare ora la diffusione delle sue interviste sulle piattaforme dei social media. Gli USA erano scesi ora in campo direttamente contro De Moraes, revocandogli il visto per il Paese, una mossa inaspettata ed inedita da parte della segreteria di Stato USA guidata da Marco Rubio.
A luglio 2025 il presidente statunitense Donald Trump – che durante il suo primo mandato aveva coltivato stretti legami con Bolsonaro – aveva definito la persecuzione dell’ex alleato da parte del governo Lula una «caccia alle streghe», imponendo dazi del 50% su alcuni prodotti brasiliani. Tuttavia, all’inizio di questo mese Washington ha iniziato a mitigare alcune di quelle tariffe.
Il padre jair Bolsonaro tre anni fa era era stato pure incriminato per falsificazione dello status vaccinale. L’opposizione di Bolsonaro ai vaccini mRNA si manifestò in proteste dirette con il direttore dell’OMS Tedros Ghebreyesus e con commenti subitanei che descrivevano l’impunità programmatica dei produttori di vaccini anti-COVID anche qualora i sieri possano «trasformarti in una donna barbuta, o in un alligatore jacaré».
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Immagine di Agência Senado via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Politica
Assassina nel braccio della morte sopravvive a una doppia iniezione letale: nuova eroina delle donne ripaganizzate?
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🚨 JUST IN: President Trump speaks out on the FAILED execution of Christa Pike in Tennessee last night
“That was an execution where the medication didn’t exactly work. It shouldn’t be very difficult!” We need to make this MUCH EASIER and just DISPATCH THE FIRING SQUAD! Come… pic.twitter.com/HbG95GO8HH — Nick Sortor (@nicksortor) October 1, 2026
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