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IVF

Embrioni probabilmente infettati da batteri in una clinica di Amsterdam

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

 

Il processo di fecondazione in vitro presenta pericoli insospettati.

 

Una clinica di Amsterdam ha collocato nell’utero di 16 donne embrioni che potrebbero essere stati infettati da un batterio che può causare la meningite .

 

Il batterio, Sphingomonas koreensis, è stato scoperto nei controlli delle piastre di Petri in cui sono collocati gli embrioni presso l’ospedale universitario VU.

 

Tutti i trattamenti di fecondazione in vitro sono stati interrotti fino a quando la clinica non identifica la fonte dell’infezione.

 

Normalmente il batterio non è pericoloso, nemmeno per gli embrioni, secondo un portavoce della clinica. «Abbiamo segnalato questo più per precauzione che perché siamo preoccupati che qualcosa possa andare storto», ha detto l’embriologo Sebastiaan Mastenbroek all’emittente NOS.

 

Marjolein Grömminger, del gruppo di supporto per l’infertilità Freya, ha affermato che la notizia è «terribile per tutte le donne coinvolte e i loro partner».

 

 

Michael Cook

Direttore di Bioedge

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

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IVF

Altro caso di ginecologo usa il suo sperma per inseminare le pazienti

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

Ops, non di nuovo.

 

Un altro ginecologo americano che usa il proprio sperma per impregnare i suoi pazienti? Sì.

 

Il dottor Morris Wortman, di Rochester, New York, è stato citato in giudizio dalla figlia di 35 anni di una donna che è stata curata negli anni ’80.

 

Secondo il Washington Post, la trentacinquenne Morgan Hellquist sapeva che suo padre biologico era stato un donatore di sperma. Ha iniziato a controllare i registri genealogici online e ha scoperto di avere almeno nove fratellastri.

 

Una causa intentata questa settimana sostiene che il dottore abbia falsamente detto alla madre della signora Hellquist che lo sperma proveniva da uno studente di medicina. Accusa il medico di negligenza medica, mancanza di consenso informato, percosse, frode, negligenza e inflizione di disagio emotivo.

 

Peggio ancora, con sgomento della signora Hellquist, ha scoperto tutto questo dopo essere stata paziente del medico per diversi anni. Hellquist «era scioccato e incredulo che avrebbe continuato [a] trattarlo come il  suo ginecologo se fosse stata sua figlia biologica», afferma la causa.

 

 

«Una dicotomia interessante è provare gratitudine per la tua esistenza e sapere allo stesso tempo che sei il prodotto di qualcosa che non sarebbe mai dovuto accadere», ha detto ad AP un uomo di 36 anni il cui padre sarebbe sempre il dottor Wortman.

 

«È diventata una pillola più difficile da ingoiare», ha detto.

 

«Da una parte sei grato per la tua esistenza e per le persone con cui condividi l’esperienza. Dall’altro, non so come si perdoni la violazione della confidenza e della fiducia che una donna mette nel suo medico nel più intimo degli ambienti».

 

 

Michael Cook

Direttore di Bioedge

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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IVF

Morta durante il processo per la fecondazione in provetta

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Ragazza piemontese trentenne muore in Moldavia dove si era recata per un intervento volto alla riproduzione artificiale.

 

La ragazza, una pasticciera che si era recata con il marito in una clinica specializzata in bambini in provetta del Paese ex-sovietico, sarebbe spirata durante un prelievo di ovociti fatto in  anestesia locale.

 

Il prelievo degli ovuli è un’operazione in cui le cellule uovo di una donna (che sono create quando ancora essa è un embrione in grembo della madre…) vengono asportate per poi procedere alla produzione di embrioni in laboratorio con la fecondazione extracorporea (FIVET).

La ragazza, una pasticciera che si era recata con il marito in una clinica specializzata in bambini in provetta del Paese ex-sovietico, sarebbe spirata durante un prelievo di ovociti fatto in  anestesia locale

 

Il marito la stava attendendo fuori dalla sala operatoria. L’intervento doveva durare mezz’ora. Dopo diverse ore senza comunicazioni, un medico della clinica di Chisinau lo ha informato che il cuore della moglie si era fermato.

 

Da quello che si apprende, l’elettrocardiogramma prima dell’intervento aveva indicato delle irregolarità, ma i medici avevano deciso di procedere comunque. Il marito, secondo il Corriere, sostiene che l’anestesia locale non è abituale per questo tipo di operazione.

 

La donna è entrata in coma e il suo cuore ha smesso definitivamente di battere il 2 settembre. La famiglia ora chiede giustizia. È stata aperta un’inchiesta.

Da un punto di vista spirituale, la riproduzione è inaccettabile perché una grande quantità di embrioni prodotti viene scartata, cioè disintegrata, secondo quella che è possibile definire come una forma di eugenetica

La riproduzione artificiale – chiamata con acronimo orwelliano PMA, «Procreazione Legalmente Assistita» è una via rischiosa per la salute della donna, anche per via di farmaci che possono essere prescritti, come le terapie ormonali per la stimolazione ovarica.

 

Tuttavia, da un punto di vista spirituale, essa rimane inaccettabile per ben altro motivo: una grande quantità di embrioni prodotti viene scartata, cioè disintegrata, secondo quella che è possibile definire come una forma di eugenetica. L’embrione non perfetto viene gettato via, ucciso.

 

Un alto numero di embrioni, qualora venga decisa la loro crioconservazione, non sopravvivono al congelamento in azoto.

 

Altri embrioni ancora muoiono una volta impiantati nell’utero della donna.

 

Come riportato anche di recente da Renovatio 21, c’è poi la possibilità, con le gravidanze multiple indotte dalla FIVET (buttano dentro tanti embrioni, sperando che almeno uno attecchisca…) di creare dei bambini-chimera, cioè individui che rappresentano l’aberrante fusione di due esseri con DNA diversi.

 

Da diversi anni la provetta in Italia uccide più embrioni dell’aborto

La riproduzione artificiale è consentita in Italia da una legge tardo-democristiana, la 40/2004, che possiamo definire tranquillamente come anticristiana, visto che prevede la produzione di esseri umani in laboratorio sia pure con il ridicolo compromesso del basso numero.

 

La legge 40, poi, fu demolita gradualmente per via giudiziaria, in modo talmente lineare che è possibile sospettare che essa fosse stata preparata in modo tale da essere poi gradualmente smantellata – una sorta di resistenza simbolica, con cui le forze sedicenti «cattoliche» volevano salvare la faccia ma lasciare che il mondo continuasse a galoppare verso un futuro di umanità totalmente sintetica.

 

Da diversi anni la provetta in Italia uccide più embrioni dell’aborto. Questa semplice verità è uno dei motivi per cui i movimenti pro-vita italiani, che con o senza il supporto della CEI e dell’8×1000 si occupano praticamente solo dell’interruzione di gravidanza, vanno evitati e financo combattuti in ogni modo.

 

Chiunque è complice della menzogna è colpevole. Qui la menzogna ha il volto irresistibile del bambino in braccio alla coppia supposta sterile: dietro il tenero volto del bimbo artificiale, ci sono diecine di fratellini sacrificati al nulla, all’eugenetica borghese, alla Necrocultura imperante.

 

 

 

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Arte

Bollywood fa un film sulla maternità surrogata (e i pro-life italiani sono ebeti)

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È arrivato il primo film di Bollywood – la Hollywood di Bombay, in India – sulla maternità surrogata.

 

Come noto, l’India è stata per anni il Paese dell’utero in affitto par excellence, dove era possibile per molte coppie straniere, omosessuali e non, prodursi il bambino in provetta, impiantarlo nell’utero di una ragazza (spesso di bassa estrazione sociale, sposata con altri figli) pagando un prezzo irrisorio rispetto a quello che chiedono le «madri surrogate» in Paesi come gli Stati Uniti. L’aggiunta di una classe medica in genere rispettata faceva dell’India il paradiso della surrogacy, con intere «fabbriche» di donne ingravidate artificialmente su commissione a vivere insieme come animali da allevamento mentre prostituiscono il loro grembo agli abbienti.

 

Una nuova pellicola intitolata Mimi, prodotta da Netflix per il mercato del subcontinente, declina il commercio internazionale della maternità surrogata  secondo gli stilemi tipici della cinematografia indiana – cioè, almeno cinque balletti a film, qualunque sia il tono e il tema.  Secondo Bioedge, l’opera «tocca ancora alcune delle questioni etiche fondamentali coinvolte quando una donna affitta il suo grembo per soldi».

 

Il plot: una coppia americana in vacanza in Rajasthan viene abbagliata dalla bellezza della ballerina Mimi – che sarà al centro delle mega-coreografie dei balletti di intermezzo – e cerca di circuirla tramite un furbo tassista che convince la ragazza a firmare un contratto.

 

La pellicola ha destato polemiche perché percepita come anti-aborto.

La cosa fa adirare i genitori di Mimi, e la faccenda si complica quando un’ecografia rivela che il bimbo che porta in grembo su commissione ha la sindrome di down.

 

La coppia americana le comanda di abortire il bambino, Mimi invece decide di tenerselo.

 

Il bambino poi nascerà sano, quindi i coniugi statunitensi si offrono di prenderselo, ma la fanciulla si oppone con forza. Gli americani, quindi, si consolano trovando un altro bambino da portarsi a casa. Happy ending, cioè Hollywood ending. Cioè, Bollywood ending…

 

 

La pellicola ha destato polemiche perché percepita come anti-aborto.

 

«Mimi (…) è un tentativo di riportare indietro di decenni la società indiana, denunciando il diritto di una donna di scegliere un aborto sancito dal Medical Termination of Pregnancy Act, 1971», ha scritto Anna Vetticad su Firstpost.

Quando ci renderemo conto della mostruosità della fecondazione in vitro sarà sempre troppo tardi: perché in Italia già da un lustro il numero di embrioni distrutti dalla FIVET è superiore al numero degli aborti.

 

«Contrariamente alla falsa impressione creata dai media inglesi indiani che i soli conservatori musulmani e cristiani siano anti-choice, la verità è che i religionisti di tutte le comunità prendono questa posizione».

 

Renovatio 21 si stupisce ancora come il mondo religioso (non solo cattolico, ma soprattutto quello) guardi al dito dell’aborto senza nemmeno intravedere la luna della fecondazione artificiale: un numero immane di embrioni umani viene sacrificato nell’operazione, e ciascuno embrione scartato, ucciso, gettato via rappresenta un aborto in sé e per sé – in aggiunta all’abominio, teologicamente non ancora definito, della creazione di esseri umani in laboratorio.

 

Ogni bambino in vitro che nasce rappresenta decine di suoi fratelli che sono morti nell’operazione di creazione sintetica della vita umana. E ciò è vero soprattutto in India, dove non vi erano limiti alla creazione e all’impianto di embrioni: chi scrive ricorda siti internet che promuovevano l’impianto anche di 20 embrioni alla volta, indicando come il danaro speso in una clinica IVF inglese sarebbe buttato, essendoci lì un limite di poche unità.

 

Maggiore è il numero di embrioni impiantati , maggiore è il numero non solo di possibili parti plurigemellari, ma di morti certi , così come – argomento di cui mai si tratta – maggiore è la possibilità di incorrere nel raccapricciante fenomeno del chimerismo: un solo corpo, ma due DNA, esseri umani nati dalla fusione di due embrioni, con organi che hanno diverso codice genetico, e problemi medici allucinanti (il «fratello» assorbito può continuare a crescere per decenni dentro il corpo del «fratello ospite»). Il fenomeno delle chimere umane è, ovviamente, in aumento.

 

Tornando al film, viene da chiedere: di chi era il seme impiantato nel grembo di Mimi? Del signore americano? L’ovulo era della bella Mimi – che quindi era hitlerianamente scelta per la sua avvenenza – o era della signora americana? In ambo i casi, possibile che i «committenti» abbandonino in India un loro figlio genetico, dopo averne chiesto la morte?

 

Il mondo cattolico, quelle le sue sigle attiviste di cartapesta, da anni conduce un’operazione di distrazione di massa: induce i fedeli impegnati a ossessionarsi con l’utero in affitto, quando assai più grave è l’uso indiscriminato (e oramai accettato, se non auspicato dal neocattolicesimo) della provetta.

Quando ci renderemo conto della mostruosità della fecondazione in vitro sarà sempre troppo tardi: perché in Italia già da un lustro il numero di embrioni distrutti dalla FIVET è superiore al numero degli aborti.

 

Il mondo cattolico, quelle le sue sigle attiviste di cartapesta, da anni conduce un’operazione di distrazione di massa: induce i fedeli impegnati (i pochi rimasti) a ossessionarsi con l’utero in affitto, quando assai più grave è l’uso indiscriminato (e oramai accettato, se non auspicato dal neocattolicesimo) della provetta.

 

Come dicevamo prima, tengono la vostra attenzione sul dito, per non farvi vedere la luna che splende sull’ecatombe del 21° secolo.

 

Secondo il proverbio cinese, solo gli idioti guardano il dito: ma vediamo bene i loro beniamini schiavi dei vescovi saltellare danzanti in una coreografia di Bollywood.

 

Questo oramai, lo abbiamo capito, è il mondo pro-life italiano: un sistema di intrattenimento – davvero pessimo come lo sono praticamente tutti i film indiani.

 

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

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