Terrorismo
Diversi leader europei ricevono minacce di morte dopo l’attentato a Fico. Perché?
D’improvviso, piovono minacce di morte su tutti i leader europei, sia filorussi che filoucraini.
All’indomani dell’attentato del 15 maggio contro il primo ministro slovacco Robert Fico, il presidente serbo Aleksandar Vucic, il primo ministro polacco Donald Tusk, il primo ministro ungherese Viktor Orban e il primo ministro belga Alexander De Croo hanno tutti ricevuto minacce di morte, in gran parte diffuse sui social media.
In Polonia, Euractiv ha riferito il 16 maggio che il primo ministro Donald Tusk ha mostrato uno screenshot di un messaggio ricevuto su X dicendo: «Fico è stato ucciso oggi. Tusk ha la paura negli occhi. Si aspetta qualcosa?» Un altro messaggio diceva «così finiscono gli amici di Putin. Tusk starà di guardia adesso».
Dużo tego było wczoraj. Wizja Polski. pic.twitter.com/948f3T02UJ
— Donald Tusk (@donaldtusk) May 16, 2024
In Serbia, il ministero degli Interni informa che un tale avrebbe risposto al messaggio di Vucic su X in cui esprimeva shock per il tentato omicidio di Fico con queste parole: «quella era una prova generale per il tuo assassinio!» Il ministro della Giustizia Maja Popovic ha affermato che è “inaccettabile” che alcuni abbiano visto nel tentato omicidio di Fico un’opportunità per minacciare Vucic. L’uomo sarebbe stato trattenuto per 48 ore, in attesa delle indagini.
Politico ha riferito il 17 maggio che il primo ministro belga Alexander De Croo avrebbe presentato una denuncia contro un conduttore radiofonico locale che, secondo quanto riferito, avrebbe incitato gli ascoltatori a sparargli. Il direttore della comunicazione di De Croo ha raccontato sui social che il conduttore radiofonico «ha invitato gli ascoltatori ad andare avanti nonostante la sicurezza intorno a quel ragazzo» e ha fatto riferimento all’attacco al primo ministro Fico in Slovacchia.
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Euractiv aggiunge che anche il primo ministro ungherese Viktor Orban e Milorad Dodik, presidente della Repubblica serba in Bosnia ed Erzegovina, hanno ricevuto minacce di morte.
La testata Hungarian Conservative sottolinea che con l’avvicinarsi delle elezioni per il Parlamento europeo del 6-9 giugno, la polarizzazione si sta intensificando. Commentatori ungheresi di sinistra hanno tracciato parallelismi tra Robert Fico e Viktor Orban, sottolineando che «la Slovacchia è più avanti di noi in questo» e «diamo il benvenuto a quest’uomo l’assassino in Ungheria».
Pochi giorni fa aveva preso a circolare l’allarme, sui canali mainstream del blocco NATO, secondo cui la Russia avrebbe iniziato a fare attentati in Europa. «Mosca sta preparando attentati dinamitardi e incendiari contro le infrastrutture europee», ha scritto due settimane fa il Financial Times, citando diverse agenzie di intelligence europee hanno avvisato i loro rispettivi governi sulle nuove minacce russe sulla base di diverse indagini.
Ecco specificato un nuovo scenario di casus belli: il regicidio, l’attentato contro il potente europeo, così da avere le mani libere ed entrare in Ucraina, e poi perfino in Russia, con le truppe per fare la guerra vera. L’incredibile tentativo di dipingere l’uomo che avrebbe sparato a Fico come un filorusso va in questa direzione.
Serve un bell’attentato pubblico, serve un momento di violenza oltre il quale la diplomazia – assieme alla ragione delle masse – non può più operare.
Non che la cosa sia inedita: ricordate Gavrilo Princip, l’arciduca erede al trono asburgico Francesco Ferdinando, Sarajevo 1914? Ecco. Dietro abbiamo idea ci siano sempre le solite manine nere.
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Immagine di Achille Beltrame Copertina della Domenica del Corriere, Anno XVI, n. 27 del 5-12 luglio 1914.
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia: immagine modificata
Terrorismo
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Terrorismo
Uomo arrestati per complotto terroristico contro Farage e per aver ucciso l’ex ministro cattolico Anne Widdecombe
L’uomo accusato dell’omicidio dell’ex ministra conservatrice britannica Ann Widdecombe è stato incriminato anche per aver preparato un attentato terroristico contro il leader di Reform UK, Nigel Farage.
Joshua Kerry, 28 anni, di Rotherham, nello South Yorkshire, è stato incriminato venerdì ai sensi della legge antiterrorismo del 2006 e comparirà in tribunale mercoledì, ha riferito la polizia. La nuova accusa riguarda attività che sarebbero avvenute tra il 31 maggio e l’8 luglio.
«Da tempo stiamo conducendo un’indagine estremamente complessa e approfondita. L’accusa annunciata oggi è il risultato del lavoro instancabile degli investigatori di tutta la rete di polizia antiterrorismo», ha dichiarato Vicki Evans, coordinatrice nazionale senior per la lotta al terrorismo.
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«Esprimo la mia più profonda solidarietà a Nigel Farage e alla sua famiglia. Nessuno si faccia illusioni: un attacco a chiunque ricopra una carica politica è un attacco a tutti noi», ha scritto il ministro dell’Interno Shabana Mahmood su X. Ha aggiunto che il caso «solleva seri interrogativi sulla sicurezza di coloro che ricoprono ruoli pubblici».
Kerry è stato arrestato poco dopo il ritrovamento del corpo di Widdecombe, avvenuto il 9 luglio nella sua casa di campagna nel Sud-Ovest dell’Inghilterra. I pubblici ministeri sostengono che il sospettato abbia colpito la politica settantottenne 21 volte con un martello, in un’aggressione ripresa dalle telecamere. Il movente non è ancora stato reso noto.
Deputata conservatrice per oltre due decenni, Widdecombe è stata ministro del Lavoro e poi ministro delle Carceri. Dal 2019 al 2020 è stata eurodeputata per il Brexit Party, cofondato da Farage.
La Widdecombe nel 1993 aveva lasciato la Chiesa anglicana dopo una serie di decisioni che considerava un allontanamento dalla tradizione, culminate con l’ordinazione sacerdotale femminile, convertendosi al cattolicesimo.
Era nota per le sue posizioni socialmente conservatrici, in particolare per l’opposizione al matrimonio tra persone dello stesso sesso e all’aborto. Nel 2019 uno spettacolo teatrale con la sua partecipazione fu cancellato dopo che i critici l’avevano accusata di appoggiare la terapia di conversione, la controversa pratica che tenta di modificare l’orientamento sessuale o l’identità di genere di una persona. Widdecombe sostenne che le sue affermazioni erano state travisate.
Farage, uno dei principali sostenitori del Leave nel referendum sulla Brexit del 2016, ha a lungo ricevuto minacce di morte ed è stato ripetutamente preso di mira durante le apparizioni pubbliche.
Nella campagna elettorale del 2019 e in quella del 2024 gli sono stati gettati addosso un frappè, uova e altri oggetti.
Nell’aprile del 2025 un presunto ordigno incendiario fu infilato nella cassetta delle lettere della sua abitazione e si autodistrusse. La polizia antiterrorismo ha riaperto le indagini quest’anno dopo aver individuato una pista in precedenza trascurata. Nessuno è stato incriminato per l’episodio.
Come riportato da Renovatio 21, in questi anni il Farage ha dovuto subire anche la debancarizzazione. Dalla chiusura dei suoi conti bancari è partito a descrivere l’incubo tirannico dell’incipiente società senza contanti.
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Il Parlamento britannico ha ridotto la scorta di sicurezza di Farage del 75% lo scorso anno, costringendo il partito e i donatori privati a finanziare una protezione aggiuntiva. Le autorità parlamentari si sono rifiutate di confermare la cifra, adducendo motivi di sicurezza.
Come riportato da Renovatio 21, nella tornata di elezioni locali di cinque mesi fa Reform UK ha ottenuto successi storici, dinanzi ad un crollo del Partito Laburista anche nelle sue roccaforti. Il partito ha annunziato un piano di deportazione di massa.
Farage è tra coloro che giudica il conflitto in Ucraina come provocato dall’Occidente.
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Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
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