Politica
«Distruggerò lo Stato profondo e ripristinerò un governo controllato dal popolo e per il popolo»: il piano in 10 punti di Trump per smantellare il Deep State
Il presidente eletto statunitense Donald J. Trump ha diffuso un piano in 10 punti che promette di smantellare radicalmente e disarmare il Deep State («Stato profondo») e di inviare gran parte di ciò che resta «della tentacolare burocrazia federale in nuove località al di fuori della palude di Washington» in «luoghi pieni di patrioti che amano l’America».
Come parte del piano di Trump, promette di «ripulire tutti gli attori corrotti nel nostro apparato di sicurezza e Intelligence nazionale. I dipartimenti e le agenzie che sono stati trasformati in armi saranno completamente revisionati, in modo che burocrati senza volto non saranno mai più in grado di prendere di mira e perseguitare i conservatori, i cristiani o i nemici politici della sinistra».
Propone inoltre di denunciare gli «abusi di potere che stanno lacerando il nostro Paese»; di «istituire una “Commissione per la verità e la riconciliazione” per declassificare e pubblicare tutti i documenti sullo spionaggio, la censura e la corruzione del Deep State»; e di «monitorare le nostre agenzie di Intelligence per garantire che non stiano spiando i nostri cittadini o conducendo campagne di disinformazione contro il popolo americano».
Una volta che la sua nuova amministrazione sarà operativa, Trump ha affermato che «sosterrà un emendamento costituzionale per imporre limiti di mandato ai membri del Congresso».
Donald Trump’s plan to dismantle the Deep State.
1. “Immediately reissue my 2020 executive order, restoring the President’s authority to remove rogue bureaucrats.”
2. “Clean out all of the corrupt actors in our national security and intelligence apparatus.”
3. “Totally reform… pic.twitter.com/Xhg297uWCe
— Collin Rugg (@CollinRugg) November 8, 2024
Questo il testo del messaggio del presidente:
Ecco il mio piano per smantellare lo Stato profondo e riprenderci una volta per tutte la nostra democrazia dalla corruzione di Washington.
Innanzitutto, ripubblicherò immediatamente il mio ordine esecutivo del 2020, ripristinando l’autorità del Presidente di rimuovere i burocrati disonesti, e farò valere tale potere in modo molto aggressivo.
In secondo luogo, elimineremo tutti gli attori corrotti nel nostro apparato di sicurezza e intelligence nazionale. I dipartimenti e le agenzie che sono stati trasformati in armi saranno completamente rivisti, in modo che burocrati senza volto non saranno mai più in grado di prendere di mira e perseguitare i conservatori, i cristiani o i nemici politici della sinistra.
In terzo luogo, riformeremo completamente i tribunali FISA, che sono così corrotti che ai giudici apparentemente non importa quando vengono ingannati nelle richieste di mandato.
Quarto, per denunciare le bufale e gli abusi di potere che stanno lacerando il nostro Paese. Istituiremo una «Commissione per la verità e la riconciliazione» per declassificare e pubblicare tutti i documenti sullo spionaggio, la censura e la corruzione del Deep State.
Quinto, avvieremo una repressione massiccia contro i divulgatori governativi che colludono con le fake news per tessere deliberatamente false narrazioni e sovvertire il nostro governo e la nostra democrazia. Quando possibile, presenteremo accuse penali.
Sesto: renderemo l’ufficio di ogni ispettore generale indipendente e fisicamente separato dai dipartimenti che supervisionano, in modo che non diventino i protettori dello Stato profondo.
Settimo, chiederò al Congresso di istituire un sistema di controllo indipendente per monitorare costantemente le nostre agenzie di Intelligence e garantire che non stiano spiando i nostri cittadini o conducendo campagne di disinformazione contro il popolo americano, o che non stiano spiando la campagna di qualcuno come hanno spiato la mia campagna.
Ottavo, continueremo lo sforzo avviato dall’amministrazione Trump per spostare parti della burocrazia federale in nuove sedi al di fuori della palude di Washington. Proprio come ho spostato il Bureau of Land Management in Colorado, fino a centomila posizioni governative potrebbero essere spostate — immediatamente — in luoghi pieni di patrioti che amano l’America.
Nono: lavorerò per impedire ai burocrati federali di occupare posti di lavoro nelle aziende con cui hanno a che fare e che regolamentano.
Infine, promuoverò un emendamento costituzionale per imporre limiti di mandato ai membri del Congresso.
Ecco come distruggerò lo Stato profondo e ripristinerò un governo controllato dal popolo e per il popolo.
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Immagine screenshot da Twitter
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L’Islanda vota contro la ripresa dei negoziati di adesione all’UE
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Politica
Re Aroldo di Norvegia muore a 89 anni
Il palazzo reale ha comunicato venerdì la scomparsa di Aroldo V, re di Norvegia, all’età di 89 anni. Il sovrano, sul trono dal 1991, si è spento serenamente in un ospedale di Oslo, secondo quanto reso noto dalla corte.
Al suo posto salirà l’unico figlio, Acone VIII, 53 anni; la moglie Mette-Marit diventerà la nuova regina di Norvegia.
Il passaggio di corona arriva dopo anni in cui la famiglia reale è stata segnata da diversi scandali. Mette-Marit è finita al centro delle polemiche per i suoi contatti passati con il criminale sessuale Jeffrey Epstein dopo che documenti pubblicati negli Stati Uniti a gennaio 2026 hanno rivelato una corrispondenza con il misterioso pedomiliardario tra il 2011 e il 2014, ben dopo la sua condanna per reati sessuali, con quasi mille menzioni della principessa nei documenti, inclusi scambi definiti «intimi».
La vicenda ha suscitato aspre critiche, al punto che il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store ha accusato pubblicamente la principessa di scarso giudizio. Mette-Marit si è scusata parlando di «profondo rammarico». Come riportato da Renovatio 21, negli Epstein files è emerso anche il nome dell’ex premier di Oslo Thorbjørn Jagland, il cui rammarico lo avrebbe portato a tentare il suicidio. L’ex ministro degli esteri norvegese Borge Brende pure è stato trovato nei documenti epsteinici, ed ha dovuto dimettersi dal ruolo di CEO del World Economic Forum di Davos.
Ancora più problematica è la vicenda il figlio avuto da una precedente relazione con un uomo condannato per reati di droga e abusi, Marius Borg Hoiby, è stato condannato per violenza sessuale, violenza domestica e altri reati minori, dopo una condanna in primo grado a giugno per due casi di stupro.
Anche la figlia maggiore di Aroldo, la principessa Martha Louise, è stata oggetto di critiche dopo aver lasciato gli incarichi ufficiali per occuparsi di medicine alternative e aver sposato Durek Verrett, un americano negro che si è autodefinito «sciamano delle celebrità».
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Aroldo (ma si può tradurre anche «Araldo»), era stato ricoverato il 17 agosto per una malattia del sangue. Durante le cure le condizioni sono peggiorate e giovedì il palazzo le ha definite «estremamente gravi».
Secondo la stampa locale, i membri della famiglia reale hanno cancellato gli impegni pubblici e si sono raccolti al capezzale del re nei suoi ultimi giorni, mentre i cittadini deponevano fiori davanti al palazzo.
Nonostante le polemiche che hanno riguardato i suoi familiari, Aroldo è rimasto una figura amata in Norvegia e gli è stato riconosciuto il ruolo avuto nella modernizzazione della monarchia, anche grazie al matrimonio con una donna di origini non nobili e a una maggiore trasparenza sulle spese della casa reale.
La monarchia norvegese affonda le radici nell’epoca vichinga, quando Aroldo I Bellachioma unificò il paese nell’872, dando avvio alla prima dinastia. Per secoli i re norvegesi governarono un regno indipendente, ma nel 1380 la Norvegia entrò in unione con la Danimarca, perdendo di fatto la propria corona autonoma per oltre quattro secoli.
Nel 1814, dopo le guerre napoleoniche, la Norvegia passò sotto la Svezia, pur ottenendo una propria Costituzione (17 maggio 1814, ancora oggi festa nazionale). L’unione con la Svezia durò fino al 1905, quando un referendum sancì la piena indipendenza norvegese. Il Paese scelse allora la forma monarchica invece che repubblicana, chiamando sul trono il principe danese Carlo, che prese il nome di Acone VII.
Da allora si sono succeduti Olavo V (1957-1991) e Aroldo V (1991-2026), appena scomparso. La monarchia norvegese è oggi costituzionale e parlamentare: il sovrano ha funzioni prevalentemente rappresentative e simboliche, mentre il potere esecutivo spetta al governo.
Va notato che nel 2012 una modifica costituzionale ha posto fine al ruolo del re come capo della Chiesa di Norvegia.
Ora ascende al trono di Norvegia il principe Acone, con la moglie problematica, già al centro di un incidente diplomatico quando tentò di esfiltrare dall’India una bambina prodotta da una surrogata locale per dei suoi amici collaboratori omosessuali.
Il matrimonio di Haakon con Mette-Marit nel 2001 fu contestato soprattutto negli ambienti della Chiesa luterana norvegese, poiché lei non era nobile, era separata e aveva già un figlio piccolo.
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Immagine di Sámediggi Sametinget via Wikimedia pubblicata su licenza; immagine tagliata
Politica
Parlamentare israeliano distrugge un monumento palestinese sotto scorta delle Forze di Difesa Israeliane
🔴 ‘MK Zvi Sukkot is not the sovereign in the territories,’ FM Sa’ar tacitly condemns far-right MK over Palestinian memorial demolition https://t.co/S6ne6FYq7Z pic.twitter.com/DWvaNeSXb0
— i24NEWS English (@i24NEWS_EN) August 25, 2026
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