Politica
Biden, presidente in scadenza e in demenza, propone una riforma totale della Corte Suprema USA
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha chiesto la fine dell’immunità penale per gli ex titolari delle massime cariche politiche del Paese, nell’ambito di una serie di proposte di riforma della Corte Suprema.
Biden ha affermato che intende «ripristinare la fiducia» nel sistema giudiziario americano, in un articolo pubblicato lunedì dal Washington Post.
Sostenendo il suo cosiddetto «emendamento Nessuno è al di sopra della legge», Biden ha dichiarato di credere che il potere del presidente degli Stati Uniti dovrebbe essere «limitato, non assoluto» e ha criticato la decisione della Corte Suprema di luglio, presa con 6 voti contro 3, di concedere ai presidenti un’ampia immunità dall’azione penale per i crimini commessi durante la loro carica.
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La sentenza è stata emessa dopo che i procuratori federali di Biden hanno tentato di incriminare l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump di quattro capi d’imputazione penali relativi alle elezioni presidenziali del 2020, accusandolo di aver cospirato per ribaltarne i risultati e di averne ostacolato la certificazione.
Tra le principali modifiche proposte da Biden figurano un emendamento costituzionale che priverebbe gli ex presidenti dell’immunità per i crimini commessi durante il loro mandato, limiti di mandato per i giudici della Corte Suprema e l’istituzione di un codice di condotta vincolante per l’Alta Corte.
La sentenza di luglio «significa che non ci sono praticamente limiti a ciò che un presidente può fare», ha scritto Biden, suggerendo che «gli unici limiti saranno quelli autoimposti dalla persona che occupa lo Studio Ovale».
Per quanto riguarda i limiti di mandato per i giudici della Corte Suprema, Biden ha affermato di essere contrario ai seggi a vita per l’Alta Corte e ha proposto di limitarli a 18 anni di servizio attivo, con il presidente che potrebbe nominare un nuovo giudice solo ogni due anni.
Ha inoltre sostenuto che un codice di condotta vincolante per la Corte Suprema è «di buon senso» e ha suggerito che l’attuale codice etico volontario è «debole e auto-applicato».
«I giudici dovrebbero essere tenuti a rivelare i doni, ad astenersi dall’attività politica pubblica e ad astenersi dai casi in cui loro o i loro coniugi hanno conflitti di interesse finanziari o di altro tipo», ha scritto Biden.
Biden ha affermato che tutte e tre le sue proposte sono già supportate dalla «maggioranza degli americani, nonché da studiosi conservatori e liberali» e ha suggerito che questi cambiamenti devono essere apportati per prevenire l’abuso del potere presidenziale e «rafforzare i parapetti della democrazia».
Mentre la proposta di Biden è stata sostenuta dai democratici e dalla sua vicepresidente Kamala Harris, i legislatori repubblicani, che detengono la maggioranza alla Camera dei rappresentanti, hanno respinto il piano definendolo «morto sul nascere».
Anche Donald Trump ha liquidato l’iniziativa del presidente degli Stati Uniti definendola «una tipica truffa di Biden», dicendo a Fox News che la proposta «non porterà da nessuna parte» e che Biden «lo sa anche lui».
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Curiosamente, ad essere sopra della legge è sempre parso Biden con il suo clan. Non solo per le violazioni del figlio Hunter Biden mai perseguite (la Giustizia USA lo sta trattando solo per questioni risibili come l’aver mentito sul fatto di non essere un drogato per acquisare un’arma) ma pure, dimostratamente, per le sue malefatte: chi indagava sulla storia dei documenti tenuti da Biden ha stabilito perché non poteva essere processato in quanto si tratta di un vecchio che dimentica le cose.
Ciò era accaduto prima del disastro in mondovisione del dibattito con Trump, quando Biden aveva dato prova incontrovertibile di essere in demenza senile.
Rimane incredibile come un presidente con il mandato in scadenza definito universalmente non compos sui – né per fare il candidato presidenziale, né, per decisione giudiziaria, di essere processato – possa pensare di procedere con cambiamenti strutturali del Paese.
La spudoratezza dell’intero affare Biden, mentitore seriale divenuto presidente anche se in istato di amenza, è uno degli enigmi del nostro tempo.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
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Politica
Gli USA hanno una nuova zona autonoma: ecco la TAZ di Madison
Attivisti di estrema sinistra con apparenti legami con i Democratic Socialists of America hanno recentemente istituito una propria «zona autonoma» a Madison, capitale del Wisconsin.
Le tendopoli sono diventate una presenza familiare nelle città di estrema sinistra, dove l’occupazione distruttiva e destabilizzante è apertamente incoraggiata dai funzionari governativi.
Il giornalista investigativo specializzato in antifa e trantifa Andy Ngo ha fatto notare che proteste simili si erano verificate a Minneapolis e Seattle, entrambe epicentri delle rivolte del movimento Black Lives Matter durante l’estate del 2020, ironicamente soprannominata «estate dell’amore».
La zona autonoma di Seattle istituita nel 2020, chiamata alternativamente CHAZ e CHOP, è diventata un rifugio per l’illegalità e, infine, per gli omicidi.
Protestors are preparing for rain here on Willy and Baldwin Streets but show no signs of packing up following a statement from @SatyaForMadison last night. pic.twitter.com/8e4WRBGngW
— Laura Schulte (@SchulteLaura) July 31, 2026
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Eric Bott, attivista conservatore del Wisconsin e vicepresidente regionale di Americans for Prosperity, ha affermato che i funzionari socialisti democratici a capo del governo municipale di Madison stavano «fornendo sostegno finanziario e protezione» all’attuale insurrezione.
Gli occupanti di estrema sinistra affermavano di manifestare in memoria di Corey Ruiz, un criminale seriale ucciso il 22 luglio dopo aver presumibilmente accoltellato un agente di polizia durante un alterco. La lunga fedina penale di Ruiz comprendeva otto precedenti condanne in un periodo di 17 anni per reati quali resistenza, ostruzione, minacce o lesioni a pubblici ufficiali.
A rafforzare ulteriormente la percezione che l’insurrezione fosse condotta con la benedizione e l’avallo delle autorità cittadine, contribuì una conferenza stampa tenutasi il giorno successivo alla morte di Ruiz, durante la quale un gruppo di attivisti, guidati dall’agente immobiliare locale Carlos LeMar Dixon, interruppe una conferenza stampa della polizia.
Dixon, che si ritiene stia conducendo una campagna elettorale basata sul voto per corrispondenza per la carica di governatore, ha precedentemente ammesso di aver rubato i cartelli elettorali dei candidati rivali.
L’emergere di «zone autonome» – che di fatto negano la sovranità dello Stato – è un tratto visibile nel contesto americano (con il caso di Seattle nel 2020) e, sia pure in versione islamica, anche in quello europeo, dove sono tollerate ovunque delle «no-go zone» musulmane, facendo pensare che si tratti di una cifra propria dell’anarco-tirannia che va caricandosi nei territori dello Stato moderno.
La filosofia della «zona autonoma» non è nuova. Il concetto di TAZ («zona temporaneamente autonoma») fu un’idea guida del cosiddetto mondo antagonista dei Centri Sociali negli anni Novanta anche in Italia, dove ebbe larga circolazione il libro T.A.Z. La Zona Autonoma Temporanea.
Il principale ideologo delle TAZ, i cui libri venivano diffusi nei circuiti di Centri Sociali e nei rave-techno («teknival»), è lo scrittore e poeta Hakim Bey, al secolo Peter Lamborn Wilson (1945-). La prima riga della pagina di Wikipedia inglese ricorda che Bey-Wilson «è una figura controversa nei circoli anarchici a causa della sua difesa della pedofilia».
Il teorico delle TAZ pubblicò scritti sul bollettino della NAMBLA (North American Man/Boy Love Association, «Associazione nordamericana per l’amore Uomo/ragazo), «per aver sostenuto quest’ultima organizzazione, il cui obiettivo era di legalizzare la pedofilia e la pederastia, Bey è stato fortemente attaccato da numerosi altri anarchici», scrive l’enciclopedia online.
Anche altrove, in oscuri episodi recenti, è stata visibile la possibile correlazione tra attivismo politico violento di estrema sinistra e pedofilia.
Come riportato da Renovatio 21, cinque anni fa ad una manifestazione antipedofilia a Dublino, in Irlanda, vi fu l’irruzione degli Antifa che attaccarono la protesta.
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Immagine screenshot da Twitter
Politica
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