Politica
Il presidente dell’Ecuador sopravvive a un «tentativo di assassinio»: le immagini
Martedì, il ministro dell’Energia Ines Manzano ha annunciato l’arresto di cinque persone in seguito a un presunto tentativo di assassinio del presidente ecuadoriano Daniel Noboa. Le proteste contro le riforme di Noboa, criticate per il loro impatto negativo sulla popolazione indigena del Paese, hanno fatto da sfondo all’incidente.
L’episodio si è verificato quando l’auto del presidente è stata circondata da circa 500 manifestanti nella provincia centro-meridionale di Canar, un’area con una significativa comunità indigena, dove Noboa era giunto per inaugurare nuovi progetti infrastrutturali per il trattamento delle acque e il sistema fognario.
Filmati diffusi dalla presidenza e video pubblicati online mostrano i manifestanti scagliare pietre contro il convoglio, danneggiando i finestrini.
A pesar del ataque de un grupo a la caravana presidencial en Cañar, que se dirigía a anunciar la construcción de la planta de tratamiento en la provincia por USD 4.5 millones que beneficiará a 26.000 habitantes, a entregar el sistema de alcantarillado de Sigsihuayco de USD… pic.twitter.com/VJQIymtjwf
— Presidencia Ecuador 🇪🇨 (@Presidencia_Ec) October 7, 2025
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Manzano ha comunicato ai media che il veicolo del presidente Noboa ha subito danni significativi e che la polizia ha rilevato tracce di proiettili sulla carrozzeria. Sebbene il presidente sia rimasto illeso, il ministro ha annunciato di aver sporto una denuncia ufficiale per «tentativo di assassinio». In relazione all’attacco, cinque individui sono stati arrestati.
Successivamente, l’ufficio del presidente ha dichiarato di voler assumersi le proprie responsabilità.
«Obbedendo all’ordine di radicalizzarsi, hanno attaccato un corteo presidenziale che trasportava civili. Hanno tentato di impedire con la forza la realizzazione di un progetto destinato a migliorare la vita della comunità», si legge in un post su X, precisando che i fermati saranno processati per terrorismo e tentato omicidio.
Non si tratta del primo attacco al convoglio di Noboa. Il mese scorso, circa 350 manifestanti hanno assaltato un corteo che trasportava il presidente durante proteste nella provincia di Imbabura.
I disordini seguono le riforme economiche e di sicurezza introdotte da Noboa per stabilizzare l’Ecuador e contrastare il narcotraffico. Il suo governo ha recentemente eliminato un sussidio al carburante in vigore da decenni, sostenendo che questa misura ridurrà la spesa pubblica e permetterà di destinare fondi ai programmi sociali. Tuttavia, i critici hanno denunciato che tale decisione penalizza le famiglie a basso reddito e le comunità indigene.
La caravana presidencial de #DanielNoboa fue atacada por v¡0lentos manfestantes en El Tambo, en la provincia del Cañar
El hecho sucedió cuando el presidente Daniel Noboa se dirigía a un evento con varias comunidades de la provincia.#atención #eltambo #cañar #Conaie #Ecuador pic.twitter.com/hfo8rFFyau
— JVD-Tv Online (@JVD_ONLINE77) October 7, 2025
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La Confederazione delle Nazionalità Indigene dell’Ecuador (CONAIE), la principale organizzazione indigena del Paese, ha proclamato uno sciopero in risposta all’eliminazione dei sussidi, guidando settimane di proteste che hanno visto blocchi stradali e scontri con le forze di polizia. Le autorità hanno dichiarato che «gruppi terroristici» si sarebbero infiltrati nelle manifestazioni, portando alla dichiarazione dello stato di emergenza in dieci province a causa di «gravi disordini interni» durante l’ultimo fine settimana.
La CONAIE ha ammesso un coinvolgimento nell’incidente del convoglio, dichiarando su X che «cinque di noi sono stati arrestati arbitrariamente». Tuttavia, l’organizzazione ha negato qualsiasi piano di attentato, accusando invece il governo di «brutali azioni di polizia e militari» contro i manifestanti.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Politica
AfD stravince le elezioni in Sassonia-Anhalt: sarà ancora perseguitata? Subirà la «melonisierung»?
Remarkable scenes in Germany as the @AfD smashes the oppposition by a huge margin in in the eastern state of Saxony-Anhalt
More than twice the ruling parties vote. Of course, discussion in Brussels is now about how to “Stop the AFD” not on listening to the people’s choice.… — Chay Bowes (@BowesChay) September 6, 2026
🇩🇪 AfD has made history in Saxony-Anhalt, surging to around 44% and coming within touching distance of an absolute majority.
The CDU collapsed from 37% to about 18%. Now the only way to keep AfD out of government may be a stretched anti-AfD coalition of CDU, SPD, Greens and the… pic.twitter.com/i2lxMCifW2 — Europa.com (@europa) September 6, 2026
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Politica
Ben-Gvir pubblica un video AI con i palestinesi su un nastro trasportatore diretti verso una prigione-mattatoio
Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, ha pubblicato un video creato con l’Intelligenza Artificiale che mostrava prigionieri palestinesi su un nastro trasportatore diretti verso un campo di prigionia simile a un mattatoio. Il post era accompagnato dalla didascalia «Avevamo promesso, abbiamo mantenuto la promessa».
Il filmato aveva totalizzato oltre 4 milioni di visualizzazioni prima di essere rimosso.
Tuttavia, ltri utenti avevano salvato il video e lo avevano ripubblicato sui social media.
Israel’s national security minister, Ben-Gvir, posted this AI video of Palestinians being sent into a slaughter house on an industrial conveyor belt. It reached 4 million views before he removed it.https://t.co/9CHVNCq32J pic.twitter.com/wDZZ95ftDP
— Glenn Diesen (@Glenn_Diesen) September 2, 2026
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Il filmato, dove la figura del ministro appare dominante e sorridente sulla massa di prigionieri, non può non ricordare l’estetica dei campi di concentramento, sulla cui storia lo Stato di Israele ha fondato le sue stesse basi morali, arrivando a giustiziare l’organizzatore dei lager Adolfo Eichmann dopo averlo rapito in Argentina dove era fuggito per vivere da impiegato sotto falso nome.
In particolare, il rullo trasportatore aggiunge, rispetto all’immaginario dei lager, un elemeno nuovo e particolarmente disumanizzante: è esattamente il meccanismo che porta gli animali al macello nei mattatoi. Ancora una volta, vediamo nel linguaggio dello Stato Giudaico una cifra di disumanizzazione dell’altro (che non è più persona, ma «animale»), che, avevamo imparato, era una caratteristica precipua dei nazisti e del genocidio perpetrato contro gli stessi giudei nei campi di sterminio.
Osservatori notano che sebbene i video di Gvir realizzati con l’IA siano estremi, anche i video reali del funzionario israeliano lo sono.
Ad agosto, Gvir ha mostrato con entusiasmo la sua nuova camera delle esecuzioni per la pena di morte per i palestinesi.
«Stiamo facendo la storia. I terroristi meritano una sola cosa: la morte per impiccagione», ha dichiarato Gvir . «Mi sono insediato promettendo di porre fine ai “campi estivi” nel sistema penitenziario. Questa promessa è stata pienamente mantenuta. Ho promesso di legiferare sulla pena di morte per i terroristi. Anche questo è stato fatto. E ora anche il braccio della morte e la struttura per le impiccagioni stanno iniziando a prendere forma».
“Prometí aprobar una ley de pena de muerte para los palestinos y lo hice, ahora estoy construyendo una instalación para ejecutarlos, pondré cámaras y se podrá ver cómo mueren en directo”.
Itamar Ben Gvir, ministro genocida de “Israel”, está construyendo campos de exterminio para… pic.twitter.com/Nbx551WYAl
— Daniel Mayakovski (@DaniMayakovski) August 19, 2026
Il centro di sterminio dispone anche di «cabine di osservazione» dove gli israeliani possono assistere all’esecuzione.
A inizio maggio 2026, in occasione del suo 50° compleanno, la moglie di Ben-Gvir, Ayala, e i membri del suo partito hanno regalato al ministro delle torte di compleanno decorate con un cappio, a festeggiare l’approvazione della legge sulla pena di morte per i detenuti palestinesi accusati di terrorismo.
Il ministro dello Stato Ebraico famoso per aver affermato che avrebbe garantito che «i terroristi [in prigione] ricevessero il minimo indispensabile» in termini di cibo e per aver sostenuto l’anno scorso che «non esiste un popolo palestinese».
In passato, Ben-Gvir ha già manifestato il suo disprezzo per i prigionieri davanti alle telecamere.
Attivisti australiani che partecipano alla flottiglia umanitaria per Gaza (la Global Sumud Flotilla) accusano le forze di sicurezza israeliane di stupro e tortura in seguito al loro arresto avvenuto a maggio. Il servizio penitenziario israeliano ha negato tali accuse. Il Ben-Gvir è stato ripreso dalle telecamere mentre scherniva i detenuti non combattenti, suscitando l’indignazione pubblica anche del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani. Il ministro israeliano gli ha risposto dicendo oscuramente che «l’Italia è il Paese delle ciabatte».
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In una trasmissione dello scorso mese il Ben Gvir ha dichiarato che Israele dovrebbe effettuare dai 30 ai 40 «assassinii mirati» a Gaza ogni notte.
A giugno il ministro aveva detto che il Libano dovrebbe essere il «parco giochi» di Israele. In precedenza, su X, aveva scritto che «tutto il Libano dovrebbe bruciare», in risposta agli attacchi di Hezbollah.
Come riportato da Renovatio 21, Ben Gvir, come il collega ministro sionista religioso Bezalel Smotrich, ritiene che il popolo palestinese non esista. In questi mesi ha spinto per il ritorno della guerra a Gaza. In varie occasioni si è recato a pregare sulla spianata delle Moschee – atto proibito per gli israeliani – di modo da infiammare gli animi.
L’anno passato, quando il Regno del Belgio pose sanzioni contro lo Stato Ebraico, Ben Gvir disse oscuramente che «i Paesi europei sperimenteranno il terrore».
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Immagine screenshot da Twitter
Politica
Il presidente zambiano presta giuramento mentre il rivale resta in carcere
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