Spirito
Due nuovi «santi» venezuelani riaccendono le tensioni tra Chiesa e Stato
Tralasciando il dubbio valore delle nuove procedure di canonizzazione, una doppia canonizzazione in Venezuela è diventata rapidamente una questione di Stato, rivelando le profonde fratture tra una Chiesa cattolica fortemente coinvolta nell’arena politica, a rischio di apparire come una forza di opposizione, e il potere chavista detenuto dal presidente Nicolas Maduro.
Per comprendere la storia, dobbiamo fare un passo indietro. Il 19 ottobre 2025, papa Leone XIV proclamò «santi» i primi due venezuelani nella storia del Paese: José Gregorio Hernández Cisneros, il «medico dei poveri», e María del Carmen Rendiles Martínez, fondatrice della comunità delle Serve di Gesù. L’evento divenne rapidamente un affare politico.
Nicolás Maduro, al potere dal 2013, non ha perso tempo a sfruttare la canonizzazione. Dopo la cerimonia nella casa-museo di José Gregorio Hernández, circondato da fedeli e autorità governative, il capo dello Stato ha rilasciato una serie di dichiarazioni sui social media: «Siamo felici per i nostri santi. Sono entrambi grandi! Il papa ha agito giustamente!», ha dichiarato, esprimendo «immensa, eterna gratitudine» al pontefice, che ha definito un «amico» e un «fratello».
E presentare l’evento come un gesto provvidenziale di fronte alle «minacce» che la «più grande potenza militare della storia» rappresenterebbe nei Caraibi, vale a dire gli Stati Uniti, che da diversi anni cercano invano di far cadere il regime chavista.
Il chavismo ha una lunga storia con la religione: Hugo Chavez ha invocato la cosiddetta Teologia della Liberazione per la sua «Rivoluzione Bolivariana». Il processo di canonizzazione, guidato con grande entusiasmo dal defunto Papa Francesco, è visto da Nicolas Maduro come una forma di benedizione per il regime.
Ma l’opposizione non è rimasta indietro. Maria Corina Machado, vincitrice del premio Nobel per la Pace 2025, un premio altamente politico, ed Edmundo Gonzalez, il candidato presidenziale fallito, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui José Hernández e Carmen Rendiles vengono descritti come «due santi per 30 milioni di ostaggi venezuelani», riferendosi al destino di 800.000 prigionieri «politici» e migliaia di esuli.
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«Questi santi esemplari, che hanno dedicato la loro vita al servizio degli altri, offrono speranza e consolazione in mezzo all’oscurità», scrivono, invocando un «miracolo imminente»: la caduta del regime chavista.
Temendo che la messa papale del 19 ottobre potesse suggerire una forma di approvazione per Maduro, il giorno seguente, durante una messa di ringraziamento a San Pietro, il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede ed ex nunzio in Venezuela dal 2009 al 2013, ha pronunciato un’omelia in cui ha chiesto «di aprire le prigioni ingiuste, di spezzare le catene dell’oppressione, di liberare gli oppressi, di spezzare tutte le catene».
Il caso torna di attualità a Caracas: la «Festa della Santità», prevista per il 25 ottobre 2025 allo stadio Monumental Simon Bolívar , davanti a 50.000 fedeli e alla presenza di tutti i vescovi venezuelani, è stata annullata il 22 ottobre, ufficialmente per «problemi di sicurezza e capienza» – erano state registrate più di 80.000 iscrizioni mentre la capienza non supera i 40.000 posti: «È una questione di sicurezza, sarebbero stati necessari circa tre stadi», spiega uno dei portavoce dell’arcidiocesi.
Nell’arcidiocesi di Caracas si vociferava addirittura che il regime chavista intendesse noleggiare autobus per migliaia di sostenitori, trasformando l’evento in una dimostrazione di forza pro-Maduro. Il cardinale Baltazar Porras, arcivescovo emerito di Caracas, ha denunciato il 17 ottobre una situazione «moralmente inaccettabile»: «crescente povertà, militarizzazione come forma di governo, corruzione, mancanza di rispetto per la volontà popolare» e ha chiesto il rilascio dei prigionieri.
Nicolas Maduro rispose quattro giorni dopo: «Baltazar Porras ha dedicato la sua vita a cospirare contro José Gregorio Hernández (uno dei neo-canonizzati). È stato sconfitto da Dio, dal popolo». L’accesa discussione tra Chiesa e Stato – in un Paese in cui l’80% della popolazione è cattolica – arriva mentre gli Stati Uniti intensificano la pressione contro il regime chavista.
Lo schieramento di una grande flotta al largo delle coste del Paese, accompagnata da un sottomarino nucleare d’attacco, da caccia F-35 e dalla CIA ufficialmente autorizzata da Donald Trump a operare sul territorio venezuelano: si intensifica la pressione su un Paese economicamente rovinato dal bolivarianismo e che – per fortuna o per sfortuna? – è uno dei più dotati in termini di risorse petrolifere. Abbastanza da suscitare cupidigia.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine di Guillermo Ramos Flamerich via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Pensiero
Il Vaticano autoghigliottinante. Se la Chiesa conciliare loda la Rivoluzione francese
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Sono stati beatificati o canonizzati 443 cattolici uccisi in quel periodo (17 santi e 426 beati), tra cui le carmelitane di Compiègne, le martiri di Orange e i vescovi e preti dei massacri di settembre.
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Spirito
Il Magistero non reinventa la fede
Pubblicata il 24 giugno 2026, la Professione di Fede Cattolica della Fraternità Sacerdotale San Pio X viene qui presentata in diverse parti. Quest’undicesima parte ci ricorda che il Magistero non è il padrone della Rivelazione, ma il custode del deposito ricevuto dagli Apostoli. Può approfondirne e chiarirne il significato, ma mai alterarne il senso di una verità rivelata né contraddire quanto la Chiesa ha costantemente insegnato.
X. Il Magistero, custode del deposito rivelato
80. Credo che il Romano Pontefice goda di infallibilità quando parla ex cathedra , cioè quando, adempiendo al suo dovere di pastore e maestro di tutti i cristiani, definisce, in virtù della sua suprema autorità apostolica, che una dottrina riguardante la fede o la morale debba essere condivisa dalla Chiesa universale.
81. Affermo inoltre che il potere del Magistero nella Chiesa è essenzialmente ordinato alla custodia del deposito rivelato e, attraverso questa custodia, alla salvezza delle anime. Lo Spirito Santo non fu promesso ai successori di Pietro perché manifestassero una nuova dottrina, ma perché custodissero santamente e spiegassero fedelmente il deposito trasmesso dagli Apostoli.
82. Ecco perché il Magistero attuale non può sostanzialmente contraddire il Magistero precedente. Il Magistero vivente non è la predicazione attuale contrapposta a quella passata; è la predicazione continua e ininterrotta dello stesso significato, della stessa verità di fede, attraverso i secoli. Il Papa e i vescovi non sono i padroni della Rivelazione; ne sono i custodi e ad essa sono soggetti come un discepolo al suo maestro. Non possono né cambiare la fede, né modificare la costituzione divina della Chiesa, né dichiarare buono ciò che è contrario alla legge di Dio.
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83. Rifiuto pertanto qualsiasi concezione evoluzionistica del dogma, secondo la quale le verità rivelate cambierebbero significato nel corso della storia. Può esserci all’interno della Chiesa un progresso omogeneo nella comprensione, che percepisce il significato della verità rivelata in modo più chiaro, distinto ed esplicito; ma mai una mutazione nel significato di tale verità. Ciò che è già stato insegnato dal Magistero vivente della Chiesa docente, e creduto nella professione di fede della Chiesa che viene istruita, non può diventare falso; ciò che è stato condannato come contrario alla fede non può diventare legittimo; ciò che appartiene alla costituzione divina della Chiesa non può essere rimodellato secondo le categorie del mondo moderno o del contesto storico e culturale.
84. Respingo dunque la nozione di un nuovo magistero, che pretenderebbe di essere autorizzato dal tempo presente a imporre dottrine contrarie o estranee alla costante Tradizione. Respinggo altresì l’artificiosa contrapposizione tra il Magistero di ieri e quello di oggi, come se l’unico Magistero vivente della Sposa di Cristo fosse quello del tempo presente e potesse, con il pretesto di un migliore adattamento, rinnegare ciò che la Chiesa ha sempre insegnato, creduto e condannato fin dai tempi degli Apostoli.
85. Sostengo che, pur preservando la legittima libertà di ricerca e di opinione dei teologi riguardo a questioni dottrinali aperte o controverse, il Magistero della Chiesa ha il legittimo dovere di esercitare il controllo e, ove necessario, la censura sulle pubblicazioni, per impedire che esse mettano in pericolo la fede dei fedeli. Respinggo pertanto l’accusa mossa contro la Santa Chiesa di essere stata priva di carità nell’anatematizzare le eresie e scomunicare gli eretici.
86. Rifiuto altresì il dialogo perpetuo instaurato nello spirito del Concilio precedente, con il quale la gerarchia rinuncia all’esercizio di un vero Magistero e talvolta afferma di trarre ispirazione dal “senso di fede” del popolo dei credenti, talvolta di dialogare alla pari con i seguaci di false religioni, o persino con gli increduli.
87. Infine, respingo la concezione soggettivista del pluralismo teologico, che deriva da una simile abdicazione alla funzione magisteriale. Sostengo che la Chiesa non è un’assemblea in perenne ricerca, ma che è custode di una verità rivelata da Dio e trasmessa dagli Apostoli, e che il suo autentico Magistero, assicurando attraverso i secoli la trasmissione ininterrotta del deposito rivelato, è la regola immediata e universale della verità in materia di fede e di morale.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine: interno del Duomo di Bressanone in Alto Adige durante la messa domenicale.
Immagine di Uoaei1 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Spirito
Pugile attribuisce alla Santa Trinità la sua spettacolare vittoria al campionato dei pesi massimi
🚨 Filip Hrgovic vs Moses Itauma HIGHLIGHTS Sign up to DAZN and rewatch the #DAZNMosesHrgovic card here: https://t.co/ofo4XE7sGH pic.twitter.com/f2YhiZRiS6
— Boxing News (@BoxingNewsED) August 29, 2026
🇺🇸🥊 𝗙𝗟𝗔𝗦𝗛 𝗜𝗡𝗙𝗢 — « Ce n’était pas moi. C’était Jésus-Christ en moi », a déclaré le boxeur croate Filip Hrgović après être devenu champion du monde poids lourds IBF, devenant ainsi le premier champion du monde poids lourds de l’histoire de la Croatie.
(Source : DAZN) pic.twitter.com/uwRyG3GrTW — L’Écho Chrétien (@lechochretien) August 31, 2026
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«Il rapporto con Dio è la cosa più importante nella vita. I soldi e la gloria sono vuoti, tanto moriremo tutti» ha dichiarato lo Hrgovic. Sposato in chiesa a Sesvete, considera l’esito del match secondario rispetto alla volontà di Dio e alla salvezza dell’anima.
L’incontro ha rappresentato la prima sconfitta da professionista per Itauma e il 22° per Hrgovic. Il suo prossimo avversario dovrebbe essere il pugile cubano Frank Sanchez.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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