Politica
Unità militare sudcoreana impedisce alla polizia l’arresto del presidente
Gli ufficiali dell’Ufficio investigativo sulla corruzione per gli alti funzionari (CIO) della Corea del Sud hanno tentato di eseguire un mandato di arresto per il presidente Yoon Suk Yeol, sottoposto a impeachment, ma sono stati bloccati dal personale militare in servizio presso il Servizio di sicurezza presidenziale (PSS). Lo riporta l’agenzia di stampa Yonhap.
L’incidente è avvenuto presso la residenza di Yoon, dove un’unità militare presumibilmente della 55ª Brigata di sicurezza sarebbe stata schierata per bloccare il mandato di cattura nei confronti di Yoon, aumentando le tensioni attorno a questa azione senza precedenti contro un presidente in carica, ha scritto venerdì Yonhap.
Migliaia di sostenitori di Yoon si sono radunati vicino alla sua casa, complicando i tentativi di arresto. Giovedì, circa 30 dimostranti sono stati allontanati con la forza dopo aver sfondato una barriera della polizia e essersi scontrati con gli ufficiali, come riportato da Yonhap.
Un tribunale di Seul ha emesso il mandato contro Yoon martedì, accusandolo di aver architettato la dichiarazione di legge marziale del 3 dicembre, di aver orchestrato un’insurrezione e di aver abusato del potere. Il CIO ha ricevuto il mandato dopo che Yoon ha ignorato tre convocazioni a comparire per un interrogatorio in merito a queste accuse.
«Abbiamo iniziato a eseguire un mandato di cattura per il presidente Yoon», ha dichiarato il CIO alla stampa fuori dalla residenza del presidente venerdì mattina, quando le autorità hanno tentato di arrestare nuovamente il leader messo sotto accusa.
Yoon ha promesso di «combattere fino alla fine per proteggere questo paese» in un messaggio ai suoi sostenitori all’inizio di questa settimana.
L’avvocato dello Yoon ha affermato che se la polizia avesse cercato di eseguire il mandato di arresto per conto del CIO, il PSS avrebbe avuto l’autorità di arrestarli per abuso di potere e ostruzione, secondo Yonhap. Il team legale del presidente messo sotto accusa ha presentato istanza di ingiunzione contro il mandato, definendolo «illegale», ha riferito il giornale.
La polizia ha avvertito che se il PSS o i sostenitori di Yoon avessero tentato di impedire ai funzionari del CIO di eseguire l’arresto, sarebbero stati arrestati con l’accusa di ostruzione.
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Sebbene lo Yoon abbia l’immunità presidenziale, questa non si estende alle accuse di insurrezione o tradimento. Il presidente aveva dichiarato la legge marziale il 3 dicembre e ha inviato truppe nel parlamento sudcoreano. I video di quella notte hanno mostrato soldati mascherati, armati e corazzati che affrontavano i legislatori che si opponevano a loro con estintori mentre il parlamento si preparava a votare una misura per resistere legalmente agli ordini del presidente.
I legislatori sudcoreani hanno annullato la legge marziale con voto parlamentare entro sei ore dalla sua imposizione. Yoon è stato successivamente sospeso dai suoi doveri a seguito di un voto di impeachment il 14 dicembre.
La scorsa settimana, il presidente ad interim Han Duck-soo, che ha assunto l’incarico dopo la sospensione di Yoon, è stato anch’egli messo sotto accusa per essersi rifiutato di nominare giudici alla Corte costituzionale. Questa nomina è necessaria per finalizzare il processo di impeachment di Yoon. Il ministro delle finanze sudcoreano Choi Sang-mok è subentrato come presidente ad interim del paese venerdì scorso.
La polizia aveva già eseguito raid negli uffici presidenziali, mentre il ministro della Difesa Kim Yong-hyun, che secondo i pubblici ministeri avrebbe proposto la dichiarazione di legge marziale, ha tentato di suicidarsi mentre era in custodia in carcere dopo essere stato arrestato per tradimento.
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Immagine di 대한민국 국군 Republic of Korea Armed Forces via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
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Politica
Gli USA hanno una nuova zona autonoma: ecco la TAZ di Madison
Attivisti di estrema sinistra con apparenti legami con i Democratic Socialists of America hanno recentemente istituito una propria «zona autonoma» a Madison, capitale del Wisconsin.
Le tendopoli sono diventate una presenza familiare nelle città di estrema sinistra, dove l’occupazione distruttiva e destabilizzante è apertamente incoraggiata dai funzionari governativi.
Il giornalista investigativo specializzato in antifa e trantifa Andy Ngo ha fatto notare che proteste simili si erano verificate a Minneapolis e Seattle, entrambe epicentri delle rivolte del movimento Black Lives Matter durante l’estate del 2020, ironicamente soprannominata «estate dell’amore».
La zona autonoma di Seattle istituita nel 2020, chiamata alternativamente CHAZ e CHOP, è diventata un rifugio per l’illegalità e, infine, per gli omicidi.
Protestors are preparing for rain here on Willy and Baldwin Streets but show no signs of packing up following a statement from @SatyaForMadison last night. pic.twitter.com/8e4WRBGngW
— Laura Schulte (@SchulteLaura) July 31, 2026
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Eric Bott, attivista conservatore del Wisconsin e vicepresidente regionale di Americans for Prosperity, ha affermato che i funzionari socialisti democratici a capo del governo municipale di Madison stavano «fornendo sostegno finanziario e protezione» all’attuale insurrezione.
Gli occupanti di estrema sinistra affermavano di manifestare in memoria di Corey Ruiz, un criminale seriale ucciso il 22 luglio dopo aver presumibilmente accoltellato un agente di polizia durante un alterco. La lunga fedina penale di Ruiz comprendeva otto precedenti condanne in un periodo di 17 anni per reati quali resistenza, ostruzione, minacce o lesioni a pubblici ufficiali.
A rafforzare ulteriormente la percezione che l’insurrezione fosse condotta con la benedizione e l’avallo delle autorità cittadine, contribuì una conferenza stampa tenutasi il giorno successivo alla morte di Ruiz, durante la quale un gruppo di attivisti, guidati dall’agente immobiliare locale Carlos LeMar Dixon, interruppe una conferenza stampa della polizia.
Dixon, che si ritiene stia conducendo una campagna elettorale basata sul voto per corrispondenza per la carica di governatore, ha precedentemente ammesso di aver rubato i cartelli elettorali dei candidati rivali.
L’emergere di «zone autonome» – che di fatto negano la sovranità dello Stato – è un tratto visibile nel contesto americano (con il caso di Seattle nel 2020) e, sia pure in versione islamica, anche in quello europeo, dove sono tollerate ovunque delle «no-go zone» musulmane, facendo pensare che si tratti di una cifra propria dell’anarco-tirannia che va caricandosi nei territori dello Stato moderno.
La filosofia della «zona autonoma» non è nuova. Il concetto di TAZ («zona temporaneamente autonoma») fu un’idea guida del cosiddetto mondo antagonista dei Centri Sociali negli anni Novanta anche in Italia, dove ebbe larga circolazione il libro T.A.Z. La Zona Autonoma Temporanea.
Il principale ideologo delle TAZ, i cui libri venivano diffusi nei circuiti di Centri Sociali e nei rave-techno («teknival»), è lo scrittore e poeta Hakim Bey, al secolo Peter Lamborn Wilson (1945-). La prima riga della pagina di Wikipedia inglese ricorda che Bey-Wilson «è una figura controversa nei circoli anarchici a causa della sua difesa della pedofilia».
Il teorico delle TAZ pubblicò scritti sul bollettino della NAMBLA (North American Man/Boy Love Association, «Associazione nordamericana per l’amore Uomo/ragazo), «per aver sostenuto quest’ultima organizzazione, il cui obiettivo era di legalizzare la pedofilia e la pederastia, Bey è stato fortemente attaccato da numerosi altri anarchici», scrive l’enciclopedia online.
Anche altrove, in oscuri episodi recenti, è stata visibile la possibile correlazione tra attivismo politico violento di estrema sinistra e pedofilia.
Come riportato da Renovatio 21, cinque anni fa ad una manifestazione antipedofilia a Dublino, in Irlanda, vi fu l’irruzione degli Antifa che attaccarono la protesta.
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Immagine screenshot da Twitter
Politica
L’Alta Corte britannica si appresta a vietare l’esposizione delle bandiere nazionali
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