Militaria
La NATO è dipendente dagli USA
La testata Business Insider ha pubblicato un rapporto in cui si descrive in dettaglio quanto la NATO dipenda dall’appartenenza degli Stati Uniti. Il linguaggio dell’articolo è schiacciante.
«Senza il supporto degli Stati Uniti, l’Europa non ha una capacità chiave necessaria in un conflitto con la Russia», si legge. «L’Europa fa molto affidamento sugli Stati Uniti per l’uso di aerei e armi per colpire i sistemi di difesa aerea (…) Se un esercito non riesce a eseguire questa missione critica, i suoi aerei sono ostacolati e vulnerabili, incapaci di colpire o proteggere, lasciando le sue forze di terra molto più esposte e meno efficaci».
«Guardando al futuro, l’Europa potrebbe non essere in grado di contare sugli Stati Uniti. Trump è stato un forte critico della NATO e, nel suo primo mandato, ha minacciato di ritirarsi dall’alleanza militare se le altre nazioni non avessero speso di più per la loro difesa».
«I Paesi europei hanno aumentato drasticamente la spesa per la difesa da quando è iniziata l’invasione russa dell’Ucraina, e alcuni ora spendono per la difesa più degli Stati Uniti in percentuale del PIL» continua BI, scrivendo tra parentesi che «gli esperti di guerra affermano che si tratta di una risposta all’aggressione russa, non delle pressioni di Trump».
Tuttavia, «l’Europa è perfettamente consapevole delle minacce di Trump, e gli esperti militari avvertono che l’aumento delle spese del continente non è sufficiente a sostenere l’Ucraina e a prepararsi alle minacce della Russia da sola. Ha ancora bisogno degli Stati Uniti».
«Ci sono poche piattaforme SEAD [soppressione delle difese aeree nemiche, ndt] dedicate sul continente. Gli aerei Tornado di Germania e Italia trasportano la munizione AGM-88 HARM per i radar di puntamento e sono equipaggiati con il necessario Emitter Location System, ma sono destinati a essere ritirati l’anno prossimo.
«Altri partner della NATO utilizzano gli F-16, che possono avere un ruolo SEAD, ma solo i Fighting Falcon dell’aeronautica militare statunitense sono equipaggiati con il sistema di puntamento HARM per un migliore SEAD. Gli alleati degli Stati Uniti in Europa stanno cercando sempre più di sostituire i vecchi aerei con gli F-35, ma solo pochi stanno acquisendo anche i missili AGM-88».
Come riportato da Renovatio 21, molti ritengono che la presidenza Trump porterà gli USA fuori della NATO, di fatto disintegrando l’alleanza. Secondo il politologo Phillips Payson O’Brien e l’ex funzionario della Casa Bianca John Bolton, Trump lascerà il Trattato del Nord Atlantico già nel 2025.
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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
Economia
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Militaria
Netanyahu minaccia di querelare il New York Times per un articolo sui palestinesi stuprati
Il ministero degli Esteri israeliano ha minacciato di querelare il New York Times per il suo rifiuto di ritrattare la pubblicazione, avvenuta l’11 maggio, delle accuse di violenza sessuale e stupro contro i palestinesi detenuti da parte di Israele.
«A seguito della pubblicazione, da parte di Nicholas Kristof sul New York Times, di una delle menzogne più orribili e distorte mai pubblicate contro lo Stato di Israele dalla stampa moderna, che ha anche ricevuto l’appoggio del giornale, il primo ministro Benjamin Netanyahu e il Ministro degli Esteri Gideon Sa’ar hanno disposto l’avvio di un’azione legale per diffamazione contro il New York Times» ha scritto il ministero diplomatico dello Stato Ebraico.
Nel frattempo, diversi gruppi sionisti – EndJewHatred, Stop Antizionism, Hineni e il Movimento contro l’Antisionismo – hanno annunciato una protesta a Nuova York davanti alla sede del NYT sull’Ottava Avenue.
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La ricerca di Kristof si è basata sulle testimonianze di 14 vittime che ha intervistato, le quali hanno raccontato di atti brutali e disumanizzanti commessi sui loro corpi da «soldati, coloni, interrogatori dell’agenzia di sicurezza interna Shin Bet e, soprattutto, guardie carcerarie». In alcuni casi, le vittime sono state costrette a diventare informatori. Nel caso delle donne, sono stati mostrati loro video degli stupri subiti, con la minaccia che sarebbero stati pubblicati se avessero parlato. Kristof ha inoltre verificato le loro testimonianze parlando con vicini e parenti delle vittime.
Kristof ha dichiarato: «Ho iniziato a interessarmi al tema delle violenze sessuali contro i prigionieri palestinesi dopo che Issa Amro, un attivista non violento a volte definito “il Gandhi palestinese”, mi ha raccontato, durante una mia precedente visita, di essere stato aggredito sessualmente da soldati israeliani e di credere che questo fenomeno fosse diffuso ma poco denunciato a causa della vergogna».
La sottostima dei casi deriva anche dal crescente isolamento di molti detenuti, dato che «oltre 9.000 palestinesi erano ancora detenuti questo mese» e, dal 2023, molti sono «detenuti sulla base di motivazioni di sicurezza mal definite», e per questo motivo «vengono loro negate le visite della Croce Rossa e degli avvocati».
L’amministrazione Netanyahu ha contrattaccato gettando discredito su una delle fonti citate da Kristof, l’Euro-Med Human Rights Monitor, un’organizzazione per i diritti umani con sede a Ginevra, che il mese scorso ha concluso che Israele ricorre a «violenza sessuale sistematica» «ampiamente praticata come parte di una politica statale organizzata».
La dichiarazione delministero degli Esteri dell’11 maggio recitava: «Oggi il New York Times ha scelto di pubblicare una delle peggiori calunnie sul sangue mai apparse sulla stampa moderna. In un’incomprensibile distorsione della realtà, e attraverso un flusso infinito di menzogne infondate, il propagandista Nicholas Kristof trasforma la vittima nell’accusato».
Kristof ha pubblicato la dichiarazione israeliana, insieme all’accesso gratuito al suo articolo «Il silenzio che accompagna lo stupro dei palestinesi».
Successivamente, l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha scritto che Kristof e il NYT «contano sul fatto che non smaschererete le loro menzogne. Sia chiaro: qualsiasi denuncia di condotta illecita da parte delle autorità israeliane deve essere presentata agli organi investigativi e, come è consuetudine in una società democratica, tali denunce saranno esaminate a fondo».
Non è esattamente il caso delle cinque guardie israeliane del famigerato carcere di Sde Teiman, con prove video della loro violenza sessuale su un detenuto, è stato archiviato dopo che folle anti-palestinesi avevano minacciato di usare violenza contro le «autorità israeliane», sia militari che giudiziarie.
Come riportato da Renovatio 21, lo stupro anale dei prigionieri palestinesi fu difeso in pubblica piazza da un parlamentare israeliano.
In ogni caso, il punto principale di Leiter era che 15 anni prima due funzionari di Euro-Med Monitor erano apparsi in una foto di gruppo insieme a un alto funzionario di Hamas, Ismail Haniyeh. Qualunque cosa si voglia suggerire con ciò, impallidisce se si considera il lungo impegno e l’operato di Netanyahu a sostegno di Hamas, a scapito dell’Autorità Palestinese sancita dagli accordi di Oslo.
Come riportato da Renovatio 21, nelle ultime settimane sono emerse agghiaccianti storie su stupri sistematici dei detenuti maschi e femmine palestinesi, talvolta anche per mezzo di cani addestrati dell’esercito israeliani.
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Immagine di Ajay Suresh via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Militaria
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