Misteri
Neonato trovato morto nel giardino di una villetta a Parma. Cosa scopriremo?
Un neonato con pochi giorni di vita è stato trovato quattro giorni fa nel giardino di una villetta di una zona residenziale di Vignale di Trasversetolo, in provincia di Parma.
Il bambino morto è stato ritrovato venerdì mattina dal proprietario dell’abitazione sul prato di casa. Il piccolo cadavere sarebbe stato avvolto in un sacco e gettato forse durante la notte.
«Quando lo abbiamo visto – ha detto il proprietario della casa alla Gazzetta di Parma – non volevamo credere ai nostri occhi, abbiamo chiamato subito il 118, ma purtroppo è stato tutto inutile».
«Lo abbiamo visto in una parte del giardino che si trova fra la nostra casa e quella dei vicini, che sono in ferie. Noi siamo passati di lì nella serata di giovedì e poi nessuno ha più percorso quel vialetto».
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Va specificato che il luogo non è di facile accesso: per arrivare al giardino bisogna oltrepassare almeno due recinzioni.
Sul caso indagano i carabinieri, che stanno passando al setaccio i registri degli ospedali della zona, nel caso il bimbo fosse nato in una struttura sanitaria. La procura di Parma coordinata da Alfonso D’Avino (che, per inciso, è il padre di Don Gabriele D’Avino, nuovo superiore del Distretto Italia della FSSPX) ha già disposto autopsia – affidata all’Istituto di medicina legale di Parma e assistita da un fetologo – e test del DNA.
Non sappiamo se si riuscirà a risalire alla madre e a quanti sono stati partecipi del delitto o se, come capita quasi sempre, vorranno farci dimenticare anche questo episodio aberrante. È sufficiente che i giornali non ne parlino, e nella mente di tutti questa orrifica dissonanza cognitiva svanirà tranquillamente.
In un caso precedente capitato sugli scogli Villa San Giovanni, in Calabria, le forze dell’ordine riuscirono a rintracciare e identificare la madre. La notizia uscì subito: minorenne, contesto difficile… insomma, tutto il necessario per dipingere nella mente della popolazione la grande spiegazione di questi casi: il degrado.
La cantilena del degrado, cioè l’idea di una società impoverita fino al punto da abbandonare – uccidere – dei bambini piccoli, è stata per anni la panacea di questi casi enigmatici. Aiutava la sinistra che gridava al proletariato straziato dalla povertà capitalista; rilanciava, soprattutto, l’azione degli abortisti, che riuscivano a inculcare nella mente del popolo l’idea – illogica, inumana – che con l’aborto si risolveva la situazione: uccidi il bambino invece che abbandonarlo nel cassonetto.
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Ora, il lettore sa che Renovatio 21 sta coltivando una pista differente. Tutti i casi di questo tipo che non si risolvono, e sono la maggioranza, potrebbero nascondere qualcos’altro – l’idea, francamente spaventosa, che alla base di questa disseminazione di bambini – che abbiamo visto gettati negli stagni, stivati, in quantità in barili, sezionati nelle università, finiti nei vaccini e persino nei topi «umanizzati» – vi sia procedimento di tipo spirituale, cerimoniale, in pratica un rito.
Crediamo che ciò sia particolarmente possibile nel caso su cui, alla faccia delle associazione pro-life che chiedono i vostri soldi, riflette Renovatio 21 e basta: quello dei feti nei barattoli piantati in giro per l’Italia.
Sul tema abbiamo intenzione di andare avanti con vari approfondimenti.
Alcuni lettori già ci hanno inviato materiale interessante sulla questione. Chiunque altro abbia qualcosa da segnalare, lo faccia.
Questo mistero va affrontato. L’orrore va guardato dritto in faccia.
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Immagine screenshot da YouTube; rielaborata
Eugenetica
«Organi e sperma prelevati dai corpi» nel ranch di Epstein
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Misteri
La guardia Epstein lo ha cercato googolato pochi minuti prima della sua morte e ha effettuato un grande transazione
Una delle guardie carcerarie della struttura in cui è morto Jeffrey Epstein ha cercato il suo nome su Google pochi minuti prima che il suo corpo venisse ritrovato e ha effettuato un misterioso deposito di 5.000 dollari qualche giorno prima.
Nuovi documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia aggiungono ulteriore peso ai dubbi sulla versione ufficiale della morte del finanziere caduto in disgrazia.
Tova Noel era una delle due guardie del Metropolitan Correctional Center accusate di aver falsificato i registri per affermare di aver controllato Epstein prima della sua morte, avvenuta il 10 agosto 2019. Entrambi furono licenziati, ma le accuse penali furono ritirate.
Il New York Post riporta che «Noel ha cercato su Google “ultime notizie su Epstein in carcere” alle 5:42 e poi di nuovo alle 5:52, meno di 40 minuti prima che il suo collega, l’agente penitenziario Michael Thomas, trovasse il finanziere caduto in disgrazia morto nella sua cella, impiccato alle 6:30, secondo un registro dell’FBI sulla cronologia delle ricerche su Internet di Noel quella notte».
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«Prima di quel turno, Noel, 37 anni, ha fatto acquisti di mobili online e si è appisolata sul lavoro invece di effettuare i controlli obbligatori su Epstein ogni 30 minuti, mentre Thomas esaminava le motociclette, hanno detto i pubblici ministeri L’FBI ha evidenziato l’inquietante ricerca su Internet nel suo esame forense di 66 pagine sui computer desktop del Bureau of Prisons di Noel e Thomas. È stata l’unica ricerca evidenziata».
Durante l’interrogatorio, la Noel ha negato di aver effettuato la ricerca online, affermando inoltre di non essere la sola a falsificare i registri per affermare che erano state effettuate delle pattuglie. «Non ho mai lavorato nell’Unità di Alloggi Speciali e in realtà facevo i controlli ogni 30 minuti», ha detto agli investigatori.
Vi è poi la questioni dei misteriosi depositi bancari effettuati dalla donna. La Chase Bank ha infatti segnalato all’FBI i depositi di contanti sul suo conto bancario per attività sospette. A partire dal 2018 sono stati segnalati 12 depositi, il più consistente dei quali, pari a 5.000 dollari, è avvenuto dieci giorni prima della morte di Epstein.
Un briefing interno dell’FBI mostra che gli agenti ritengono che Noel sia la strana sagoma arancione che si muoveva verso la cella di Epstein, ripresa dalle telecamere di sicurezza recentemente diffuse la notte della sua morte. «Verso le 22:40, un agente penitenziario, presumibilmente Tova Noel, ha trasportato biancheria o indumenti di un detenuto fino al livello L, l’ultima volta che un agente penitenziario si è avvicinato all’unico ingresso del livello SHU», ha scritto l’agenzia.
La Noel ha anche negato di aver fornito biancheria a Epstein. Quando, durante la sua deposizione giurata, le è stato chiesto se avesse avuto qualche ruolo nella morte di Epstein, Noel ha risposto «no».
Come riportato da Renovatio 21, l’amministrazione Trump ha dichiarato che mai pubblicherà i video degli abusi di Epstein. Lo stesso presidente si è dimostrato riguardo a domande sull’argomento all’ultima riunione di gabinetto.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia; modificata
Misteri
Il capo del Pentagono: «presto scopriremo se gli alieni esistono davvero»
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