Militaria
Epstein comprava migliaia di litri di acido solforico per la sua isola
Dai documenti resi pubblici a febbraio 2026 relativi al caso Jeffrey Epstein è emerso che il finanziere, già condannato per traffico sessuale, acquistò nel 2018 una notevole quantità di acido solforico.
Le carte processuali e le indagini rivelano che la società di Epstein, LSJE LLC, ordinò sei fusti da 55 galloni ciascuno, per un totale di circa 330 galloni (oltre 1.200 litri) di acido solforico. Il materiale fu consegnato il 12 giugno 2018 direttamente a Little St. James, la sua nota isola privata nelle Isole Vergini americane.
L’ordine avvenne proprio nel periodo in cui l’FBI avviava le indagini federali sulle attività di traffico sessuale del finanziere. Secondo i documenti di trasporto, l’acido era destinato alla manutenzione dell’impianto di osmosi inversa (RO Plant) utilizzato per la purificazione dell’acqua sull’isola. Tuttavia, la coincidenza temporale con l’inizio delle indagini ha alimentato diffuse speculazioni online: in molti hanno ipotizzato che la sostanza, altamente corrosiva, potesse essere stata acquistata per distruggere prove o, in scenari più estremi, per eliminare tracce di corpi.
L’acido solforico è infatti una sostanza chimica industriale molto aggressiva, impiegata anche nei processi di trattamento delle acque, ma la sua ingente quantità acquistata e consegnata in un contesto privato, unito alla gravità dei crimini contestati a Epstein, ha suscitato forti sospetti riguardo alle reali intenzioni dietro l’acquisto.
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L’acido solforico concentrato (H₂SO₄) è uno dei reagenti più citati nella cronaca criminale per tentare di distruggere un corpo umano. La sua azione si basa su deidratazione violenta, idrolisi acida delle proteine e ossidazione. Strappa acqua dai tessuti carbonizzandoli rapidamente (reazione esotermica con schizzi e fumi tossici), rompe legami peptidici trasformando proteine in amminoacidi solubili e attacca residui organici.
Nella realtà, però, non fa sparire tutto come nei film. Nei casi storici più noti John Haigh, noto come «Acid Bath Murderer», negli anni Quaranta in Inghilterra uccise almeno sei persone (tra cui William McSwan, i coniugi Henderson e Olive Durand-Deacon), sparò o colpì le vittime e immerse i corpi in bidoni da 180 litri di acido solforico concentrato. Macroscopicamente i cadaveri sparivano in 2-3 giorni, ma restavano sempre frammenti: parti di dentiera in plastica, residui adiposi, frammenti ossei e persino un piede parziale. La polizia trovò questi resti nel suo laboratorio a Crawley, insieme a documenti falsi, portando alla sua condanna e impiccagione nel 1949.
In altri contesti criminali organizzati, come nella mafia siciliana degli anni Ottanta (caso Filippo Marchese,«camera della morte» a Palermo), si usavano vasche di acido solforico per le “lupare bianche”. Test su carcasse di maiale mostrarono che la carne si dissolve in giorni (più veloce con acqua aggiunta: 12 ore per muscoli e cartilagine, 2 giorni per ossa ridotte in polvere), ma mai in minuti come vantato: restavano sempre residui riconoscibili.
Un caso olandese recente ha visto due corpi interi immersi in miscela di acido cloridrico e solforico: microscopici residui ossei (strutture digerite parzialmente, fosfato di calcio ricristallizzato) permisero analisi forensi con SEM/EDX. Anche quando si usano grandi volumi (150-300 litri minimi per un adulto), riscaldamento e agitazione costante, il metodo è lento, produce gas tossici (SO₂, H₂S), calore estremo e una massa gelatinosa che protegge le parti interne. Denti, ossa compatte e idrossiapatite resistono a lungo; tracce di DNA possono persistere in frammenti protetti.
L’acido solforico riduce drasticamente volume e riconoscibilità, ma non elimina mai del tutto le prove: lascia indizi chimici, ossei microscopici, impronte del contenitore e spesso fallisce contro indagini serie. È rumoroso, puzzolente, rischioso e quasi sempre imperfetto nella sua azione di occultamento di cadavere.
Una soluzione ben più ingegnosa e radicale fu adottata dalla setta giapponese Aum Shinrikyo, il cui guru Shoko Asahara è stato giustiziato pochi anni fa dopo l’arresto seguito all’attentato con il gas sarin alla Metropolitana di Tokyo nel 1995. Pare che Aum utilizzasse per far sparire i cadaveri (in genere di famigliari di nuovi affiliati problematici, o persino di poliziotti) enormi forni a microonde piazzati sotto varie sedi della setta.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Militaria
L’Iran reagisce agli attacchi statunitensi contro le petroliere
Additional footage of a PATRIOT battery conducting a massive ballistic missile engagement over Jordan tonight.
Well over a dozen interceptors can be seen engaging incoming Iranian ballistic missiles. pic.twitter.com/u69lJKtFJ7 — OSINTtechnical (@Osinttechnical) September 8, 2026
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In pratica, le basi americane in Medio Oriente servirebbero da esca per attacchi – che costano le vite di soldati americani trattati come vera carne da cannone, o peggio – che giustifichino l’intervento e la spesa militare. La moglie di Joe Kent, Shannon, crittografa e linguista per la Marina USA e la CIA, è morta proprio in un attacco suicida ISIS in una base in Siria di Manbij nel 2019. Aveva con Kent due figli. Come riportato da Renovatio 21, il Kent quest’anno ha dichiarato che gli USA hanno «lavorato direttamente» con i terroristi in Siria per conto di Israele.The purpose of any system is what it does, not what it claims to do.
Currently our bases & troops in the region primary function is to provide Iran targets to shoot at. Pulling our troops out removes leverage from Iran, if they stay, Iran retains the leverage. https://t.co/rhzUhVXVa5 — Joe Kent (@joekent16jan19) September 8, 2026
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Economia
Stabilimento automobilistico della Volkswagen verrà convertito per la produzione di armi israeliane
Il colosso automobilistico tedesco Volkswagen ha raggiunto un’intesa per la cessione di uno dei suoi impianti e per la sua riconversione in un polo di produzione militare, con il produttore israeliano di armi Rafael Advanced Defense Systems destinato a diventare il primo importante partner industriale.
Una valutazione dell’accordo era sta stata annunciato mesi fa. Lunedì Volkswagen ha comunicato di aver definito con lo Stato della Bassa Sassonia e la società di investimento israeliana Aurelius Capital i termini principali per la vendita dello stabilimento di Osnabrück. In base all’accordo, Aurelius diventerebbe l’azionista di maggioranza, mentre la Bassa Sassonia acquisirebbe una partecipazione nello stabilimento.
L’impianto sarebbe quindi stato convertito progressivamente dalla produzione di automobili in quello che Volkswagen ha definito un «centro di competenza per soluzioni di sicurezza e difesa». Il primo grande progetto avrebbe previsto la collaborazione con Rafael per la produzione di sistemi e componenti di difesa aerea destinati alla Germania e ad altri clienti europei.
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Rafael è l’azienda statale israeliana del settore della difesa che ha sviluppato il sistema missilistico Iron Dome. Lo stabilimento di Osnabrück dovrebbe realizzare componenti, tra cui veicoli militari, lanciatori e generatori impiegati dal sistema, sebbene i missili intercettori Tamir non vengano prodotti in loco, secondo quanto riportato dai media israeliani.
Per significativa coincidenza storica, anche il sito di Osnabrück vanta una storia di produzione militare che risale alla Germania nazista. In origine la fabbrica apparteneva alla carrozzeria Karmann, che realizzava componenti per aerei destinati allo sforzo bellico tedesco e che impiegò manodopera forzata durante la Seconda guerra mondiale.
Volkswagen ha rilevato le attività di Karmann a Osnabrück dopo il fallimento dell’azienda nel 2009 e nel 2024 ha deciso di cessare la produzione di veicoli entro l’estate del 2027. Il nuovo accordo dovrebbe garantire l’occupazione a oltre 1.200 lavoratori, mentre l’amministratore delegato del Gruppo Volkswagen, Oliver Blume, ha affermato che l’intesa aprirà un «nuovo futuro industriale» per il sito.
Nel frattempo il ministro-presidente della Bassa Sassonia, Olaf Lies, ha collegato il cambiamento al più ampio rafforzamento militare della Germania, sostenendo che si è verificato un «cambiamento fondamentale nella nostra situazione di sicurezza e nel nostro bisogno di protezione».
L’accordo avrebbe incontrato la resistenza del fondo sovrano del Qatar, uno dei maggiori azionisti di Volkswagen. La struttura finale prevede che Rafael non detenga la proprietà dello stabilimento, che verrà invece acquisito da Aurelius e dalla Bassa Sassonia.
La riconversione avviene dentro alla «situazione critica» (parole dell’assoindustria tedesca) dell’economia germanica, e nello specifico mentre la stessa Volkswagen sta affrontando una delle più vaste ristrutturazioni della sua storia.
Come riportato da Renovatio 21, negli scorsi giorno l’azienda ha confermato i piani per eliminare fino a 100.000 posti di lavoro in tutto il mondo entro il 2030, a causa della debole domanda europea, degli elevati costi energetici legati alla perdita delle forniture russe a basso costo, dei dazi statunitensi e della crescente concorrenza dei produttori cinesi come BYD, Great Wall, Xpeng, Leapmotor, etc.
Anche altre case automobilistiche europee, tra cui Mercedes-Benz, hanno mostrato un interesse crescente per il settore della difesa. Questa conversione si inserisce in un più ampio rafforzamento militare in tutta l’UE, il piano ReArm lanciato dall’ex ministro della Difesa germanico, ora presidente della Commissione UE, Ursula Von der Leyen.
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Come riportato da Renovatio 21, in settimana è emerso che un progetto della Commissione Europea per un’«Unione del risparmio e degli investimenti», discusso nel 2025 e sostenuto personalmente dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, ma non attuato all’epoca, sembra ora essere stato ripreso per rendere disponibili fondi aggiuntivi destinati a progetti di riarmo.
L’idea pare essere quella di attingere ai risparmi dei cittadini europei per un totale di circa 10.000 miliardi di euro – 3.400 miliardi dei quali nella sola Germania – inizialmente su base volontaria, per poi passare all’adesione obbligatoria.
Nell’ambito del riarmo totale europeo, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha avviato iniziative dedicate alla difesa nello spazio, qualificando l’iniziativa come «storica». Una delibera adottata dai suoi 23 Paesi membri riconosce che l’ente possiede le competenze necessarie per elaborare tecnologie spaziali «a fini di sicurezza e difesa». Di qui l’intenzione di creare un vero scudo spaziale contro la Russia.
Papa Leone XIV ha condannato l’aumento delle spese militari europee, avvertendo a maggio che il riarmo tradisce la diplomazia e alimenta le tensioni in un mondo già «devastato dalle guerre».
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha definito la nuova UE armata come «delirante» e «guerrafondaia», nonché prodromica al Nuovo Ordine Mondiale.
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Immagine di Kārlis Dambrāns via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
Militaria
Gli americani colpiscono tre petroliere iraniane
Thanks to the precision and professionalism of American service members, the M/T Kylo sank in the Gulf of Oman today and joined Iran’s navy at the bottom of the sea. pic.twitter.com/OwSDMl8SSQ
— U.S. Central Command (@CENTCOM) September 6, 2026
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Iran targets 3 oil tankers on an unauthorized route in the Strait of Hormuz and 3 US-affiliated vessels in response to the US attack on Iranian oil tankers.
Follow Press TV on Telegram: https://t.co/GHI09iA8ru pic.twitter.com/t3hjJ0pFEj — Press TV 🔻 (@PressTV) September 5, 2026
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🚨 ALERT: President Trump makes a post about Iran’s “Kharg Island being blown to smithereens!!!”
But the video is AI slop. So I have no idea what to do with this information. But as of yet, I have no reason to believe Kharg is actually under fire. pic.twitter.com/bkPXx2omag — Nick Sortor (@nicksortor) August 31, 2026
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