Spirito
Mons. Schneider rivela che i vescovi segretamente non si sottomettono agli insegnamenti di Bergoglio
In un’intervista trasmessa in diretta giovedì con il giornalista vaticano di lunga data Robert Moynihan, il vescovo Athanasius Schneider ha rivelato di aver conversato in via ufficiosa con diversi vescovi che gli hanno confidato di non sottomettersi «con mente e volontà» all’autentico magistero di papa Francesco. Il vescovo Schneider ha precisato che questi vescovi «non osano dirlo» pubblicamente, ma solo in privato.
«Quando chiedo loro personalmente, in via ufficiosa, se potrebbero accettare di cambiare idea su Amoris Laetitia, sulla Comunione per i divorziati e così via, e loro rispondono ‘no’, ma pubblicamente non osano dirlo», ha detto Schneider a Moynihan.
La rivelazione assume un peso notevole poiché il Codice di Diritto Canonico (833.3) obbliga i vescovi a pronunciare la Professione di fede del 1989, in cui si impegnano a «aderire con religioso ossequio della volontà e dell’intelletto agli insegnamenti che … il Romano Pontefice (il papa) … enuncia quando esercita il suo Magistero autentico, anche se non intendono proclamare tali insegnamenti con un atto definitivo».
Nel corso dell’intervista, il vescovo Schneider ha elencato anche diversi insegnamenti di Papa Francesco ai quali dichiara di non poter aderire personalmente.
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«Come posso, io stesso, sottomettere il mio intelletto e la mia volontà per accettare ciò che papa Francesco ha fatto nel suo magistero ordinario – autentico – per consentire ai divorziati di accostarsi alla Santa Comunione?», si è chiesto retoricamente. Il vescovo Schneider ha proseguito: «Come posso accettarlo? Come posso accettare con la sottomissione del mio intelletto e della mia volontà? … Accettare il documento Fiducia Supplicans per benedire le coppie dello stesso sesso».
Oltre a questi esempi, il vescovo Schneider ha indicato che esistono alcune affermazioni del Concilio Vaticano II alle quali non può sottomettersi. Ha citato in particolare un passaggio della Costituzione dogmatica Lumen Gentium al n. 16, che parla di adorare lo stesso Dio insieme ai musulmani.
«O anche nel Vaticano II ci sono alcune espressioni… che sarebbero difficili – onestamente – da accettare per molti cattolici con sottomissione di intelletto e volontà. Ad esempio, la Lumen Gentium afferma che noi cattolici, insieme ai musulmani, adoriamo l’unico Dio. ‘Adorare’– non posso accettare questa frase. Come posso adorare (Dio) insieme ai musulmani? Perché l’atto di adorazione è sostanzialmente diverso. I cristiani, i cattolici, pregano sempre a livello soprannaturale, come figli di Dio. … Mentre i musulmani adorano a livello naturale, non a livello soprannaturale, non hanno la figliolanza di Dio attraverso il battesimo».
Monsignor Schneider ha sostenuto che questa e altre espressioni problematiche del Concilio necessitano di essere corrette o quanto meno chiarite. Suggerendo lo stesso approccio anche per gli insegnamenti del Papa, compresi quelli appartenenti al suo «magistero autentico».
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Il cardinale Koch afferma che l’incontro della FSSPX con Roma è ancora possibile nonostante le consacrazioni
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Spirito
Il Cardinale Fernandez denuncia le «classificazioni», ma scomunica la Fraternità Sacerdotale San Pio X
Il 5 marzo 2023, nella sua cattedrale di La Plata, mons. Víctor Manuel Fernández denunciò le «classificazioni» e le «etichette»morali elaborate dalla Chiesa. Tre anni dopo, in qualità di Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, è lui a promulgare il decreto di scomunica rivolto ai vescovi, ai membri e ai fedeli della Fraternità Sacerdotale San Pio X a seguito delle consacrazioni episcopali del 1° luglio 2026. No comment.
Omelia del 5 marzo 2023, Cattedrale di La Plata (estratto)
«Perché se non impariamo a vedere gli altri in modo diverso, nulla cambia. Se non imparo a vedere la loro bellezza al di là del loro aspetto, delle loro capacità, del loro orientamento sessuale o di qualsiasi altra cosa; se non imparo a guardare oltre tutto questo, non sarò mai in grado di amarli per come sono, così come vengono, che mi piacciano o no».
«Pertanto, ogni fratello e sorella vale più di qualsiasi altra cosa su questa terra. Sapete che, per molti secoli, la Chiesa ha preso una direzione diversa. Senza rendersene conto, ha sviluppato un’intera filosofia e morale piena di classificazioni, concepite per categorizzare le persone, per etichettarle: “Questo è così, quello è cosà; questo può ricevere la comunione, quello no; questo può essere perdonato, quello no”».
«È terribile che questo sia accaduto nella Chiesa. Grazie a Dio, Papa Francesco ci sta aiutando a liberarci da questi schemi».
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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La fede cieca non basta
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