Spirito
Omelia di Mons. Viganò: la Chiesa contro «la sinagoga di Satana, l’antichiesa conciliare e sinodale» e i suoi «corrotti ministri» della «setta di traditori e rinnegati»
Renovatio 21 pubblica questa omelia di monsignor Carlo Maria Viganò.
Celebriamo la festa di San Carlo Borromeo, Cardinale Arcivescovo di Milano, Confessore della Fede, Patrono della Città e della Diocesi ambrosiana.
Un Santo che, come tutti i Santi proclamati dalla Chiesa prima della rivoluzione conciliare, oggi sarebbe additato come divisivo, intollerante e integralista dall’inquilino di Santa Marta, ritenuto Successore di quei Papi che vollero questo grande Prelato a Roma prima come membro del Sant’Uffizio e Segretario di Stato – sotto lo zio Pio IV – e poi come consultore al Concilio Tridentino ed esecutore della riforma che esso mise in atto alla fine del Cinquecento, regnante San Pio V.
Fu presidente della commissione di teologi incaricati dal Papa di elaborare il Catechismus Romanus insieme a grandi personaggi della Riforma cattolica come San Pietro Canisio, San Turibio da Mogrovejo e San Roberto Bellarmino. Lavorò alla revisione del Messale, del Breviario e della musica sacra; si impegnò nella fondazione dei Seminari – istituzione eminentemente tridentina – e nella difesa degli Ordini Sacri, del Celibato sacerdotale, del Matrimonio. Fu zelantissimo Pastore, munifico verso i poveri e i malati, implacabile avversario dei Riformati e degli eretici protestanti, caritatevole e accogliente verso i Cattolici inglesi rifugiatisi in Italia per sfuggire alle persecuzioni di Elisabetta I.
San Carlo fu insomma a pieno titolo un vero Vescovo conciliare, che dello spirito del postconcilio si fece promotore indefesso tanto nella Chiesa universale quanto nella Chiesa ambrosiana.
Immagino che, formulata così, questa affermazione possa suscitare qualche sbalordimento; ma se vi prestiamo attenzione, il ruolo di questo Santo Vescovo rispetto al Concilio di Trento fu analogo a quello che, quattrocento anni dopo, ebbero altri Vescovi e Prelati nel Concilio indetto da Giovanni XXIII.
Analogo, ma di segno diametralmente opposto. Ed è in questo che possiamo comprendere la differenza che sussiste tra l’essere buoni Pastori fedeli a Cristo e l’essere mercenari al soldo del nemico. In questo possiamo vedere la differenza tra il servo buono e fedele che fa fruttare i talenti ricevuti dal suo Signore e il servo malvagio che li sotterra (Lc 19, 22).
Cosa dunque costituisce la differenza tra San Carlo Borromeo – e insieme a lui tutti i Santi Confessori della Fede – e l’attuale Episcopato?
La Carità, ossia l’amore di Dio sopra ogni cosa e l’amore del prossimo per amor Suo. Fu infatti il fuoco di Carità, illuminata dalla Fede, ad animare di zelo apostolico San Carlo in tutta la sua vita. Senza Carità, egli avrebbe lasciato gli eretici nell’eresia e non avrebbe combattuto i loro errori.
Senza Carità non avrebbe aiutato i poveri, i malati, gli appestati.
Senza Carità non avrebbe provveduto alla formazione dei chierici, alla disciplina dei sacerdoti e dei religiosi, alla riforma dei costumi dei parroci, al decoro della Santa Liturgia.
Senza Carità egli avrebbe chiesto ai Cattolici inglesi, in nome dell’inclusività, di dialogare con la loro regina eretica, feroce nemica dei «papisti».
Senza la Carità, che ci fa amare Dio nella Sua sublime Verità e detestare tutto ciò che offusca il Suo insegnamento, San Carlo non avrebbe partecipato al Concilio di Trento per definire con maggior forza i punti della dottrina cattolica impugnati dai Luterani e dai Calvinisti, ma avrebbe anzi cercato di smussare ogni divergenza teologica per non farli sentire esclusi e giudicati.
Avrebbe emarginato i buoni sacerdoti e fedeli, accusandoli di essere rigidi e deridendoli nei suoi scritti o nelle sue omelie. Non si sarebbe preoccupato di vigilare sulla moralità del Clero, promuovendo anzi gli indegni per assicurarsi la loro complicità.
Avrebbe cioè agito come i Vescovi del Vaticano II o come i cortigiani di Santa Marta, abbandonando le anime al pericolo della dannazione eterna e trascurando i propri doveri di Pastore e di Successore degli Apostoli.
Avrebbe dimostrato di non amare Dio, perché chi non Lo riconosce per come Egli Si è rivelato, non può amarLo nelle Sue divine perfezioni; e chi lascia che anche una sola anima si perda lontano dal Signore senza cercare di convertirla, non ama il prossimo perché non vuole il suo bene, ma la sua approvazione o peggio la sua complicità.
Se il Borromeo si fosse comportato in questo modo avrebbe insomma amato se stesso e la proiezione ideologica di una «sua» chiesa, vanificando i talenti ricevuti, ed oggi non lo celebreremmo nella gloria dei Santi, ma lo ricorderemmo nel novero degli eresiarchi. Se il Borromeo si fosse comportato secondo il «tutti, tutti dentro» dell’inquilino di Santa Marta, le anime messe dalla Provvidenza lungo il suo cammino per essere salvate, si sarebbero perdute.
Se vogliamo avere una prova ulteriore dell’abisso che separa i Santi Pastori – e San Carlo tra questi – dai mercenari che oggi infestano la Chiesa di Cristo, è sufficiente che ci immaginiamo come egli giudicherebbe i partecipanti al Sinodo sulla Sinodalità, e cosa direbbe della condanna di Bergoglio a chi «si limita a riproporre astrattamente formule e schemi del passato», del suo invito ad una «evoluzione dell’interpretazione» delle Sacre Scritture, del culto della Pachamama, del suo starsene in piedi coram Sanctissimo, della Dichiarazione di Abu Dhabi, del presunto ruolo delle donne nel governo della Chiesa, della volontà di abolire il Sacro Celibato, dell’ammissione dei concubinari e dei divorziati alla Comunione, della benedizione delle unioni omosessuali e della promozione dell’ideologia LGBTQ+, dell’aver promosso un farmaco dannoso e mortale, dell’essersi fatto zelante sostenitore dell’Agenda 2030.
E non pensiamo che la reazione di San Carlo sarebbe un’eccezione: non vi è uno solo dei Santi, dei Dottori, dei Papi sino a Pio XII incluso che approverebbe nulla di quanto si sta consumando in Vaticano. Al contrario, tutti indistintamente riconoscerebbero nell’azione di governo e di pseudo-magistero di questi ultimi decenni – e del presente «pontificato» in particolare – l’opera del Nemico infiltrato nel sacro recinto, e non esiterebbero a condannarla senza appello, e con essa i suoi artefici, esattamente come tutti condannarono gli errori del loro tempo e moltiplicarono gli sforzi per proteggere il gregge loro affidato e confermarlo nella Verità.
Chiesa e anti-chiesa si fronteggiano, in questo momento epocale, perché appaia in tutta la sua cruda realtà quel mysterium iniquitatis che sinora avevamo visto emergere episodicamente – ed energicamente combattere da parte di santi Pastori – nel corso della Storia.
Da un lato la Chiesa di Cristo, acies ordinata, mossa dalla Carità nella Fede per la gloria di Dio e la santificazione delle anime, nella gratuità della Grazia. Semper eadem, nella immutabilità che le viene dal suo Capo, che è Dio perfettissimo e la cui Parola è stabile nei secoli.
Dall’altro la sinagoga di Satana, l’antichiesa conciliare e sinodale, i cui corrotti ministri sono spinti dall’interesse personale, dalla sete di potere e di piaceri, accecati dall’orgoglio che fa loro anteporre se stessi alla Maestà di Dio e alla salvezza delle anime: una setta di traditori e rinnegati che non riconoscono alcun principio immutabile ma che si nutrono di provvisorietà, di contraddizioni, di equivoci, di inganni, di menzogne, di turpi ricatti.
Questa antichiesa non può che essere intrinsecamente rivoluzionaria, perché il suo sovvertimento dell’ordine divino non accetta a priori alcunché di eterno, ed anzi lo aborrisce proprio in quanto immutabile, perché non può manometterlo, dal momento che alla perfezione non vi è nulla da aggiungere o da modificare.
La rivoluzione permanente, cifra dell’attuale compagine ecclesiastica, ha sedotto molti fedeli e chierici con le lusinghe della mentalità liberale e del pensiero hegeliano, facendo credere a tanti moderati, che il loro momentaneo quieto vivere sia sufficiente a garantire un’impossibile coesistenza tra Tradizione e Rivoluzione, per il solo fatto che li si lasci celebrare la Messa antica in cambio dell’accettazione del compromesso e del non mettere in discussione il Vaticano II, come gli Ebrei con i sacerdoti di Baal al tempo del profeta Elia.
L’adagio cattolico Nihil est innovandum – Nulla dev’essere cambiato – non è uno sterile arroccarsi su posizioni preconcette per paura di affrontare ciò che è nuovo, come vorrebbero farci credere i falsi pastori infiltrati nella Chiesa. Esso esprime al contrario la serena consapevolezza che la Verità di Cristo – che è Cristo stesso, Λόγος, Verbo eterno del Padre, Alfa e Omega – non conosce la corruzione del tempo, perché appartiene alla perfezione di Dio: veritas Domini manet in æternum (Sal 116, 2).
Per questo non vi è, né vi può essere, cambiamento sostanziale nell’insegnamento della Chiesa: perché il suo Magistero è e dev’essere quello del suo divino Fondatore. E semmai vi è qualcosa che il bene delle anime richiede di porre in maggior luce, ciò deve sempre e comunque consistere in una nostra riforma personale, ossia nel ricondurre alla fedeltà della forma originaria la nostra risposta all’immutabile insegnamento di Nostro Signore. Perché non è l’eterna perfezione di Dio che deve adeguarsi alla nostra miserabile mutevolezza, bensì la nostra infedeltà che deve avere come modello e meta il conformarsi alla volontà di Dio: sicut in cœlo et in terra.
Per la prima volta nella Storia, in questa battaglia tra Chiesa e anti-chiesa, la prima non è solo emarginata e perseguitata, ma si trova anche defraudata della suprema autorità del Romano Pontefice, un’autorità usurpata e usata per demolirla dalle fondamenta, per rendere ufficiale una transizione iniziata sessant’anni fa. Nave senza nocchiere in gran tempesta (Inf. VI, 77).
Se non avessimo la promessa di Cristo con il Non prævalebunt, verrebbe da credere che le porte degli inferi siano ormai trionfanti. Ma sappiamo che l’apparente vittoria del Nemico è tanto più prossima alla fine quanto maggiore è l’arroganza di chi osa sfidare Nostro Signore, e che le nostre tribolazioni sono la benedetta punizione terrena con cui Egli ci purifica, mettendoci dinanzi l’orrore dell’apostasia di un papa e con lui di tanti vescovi. Ringraziamo dunque la Maestà divina di aver fatto cadere tante maschere, dietro le quali si nascondevano anime perdute. Maschere cadute soprattutto durante la farsa del Sinodo sulla Sinodalità, e che ci permettono di comprendere quanto vere ed attuali siano le parole del Signore: Nessuno può servire due padroni (Lc 16, 13).
Insieme alla Carità vi è sempre la santa Umiltà, nutrice di questa Virtù teologale. San Carlo fu uomo e pastore veramente umile. Non nello spogliarsi della dignità cardinalizia o episcopale; non nel comportarsi o nel parlare in modo rozzo affettando semplicità; non nell’ostentare una finta povertà seguito dai fotografi, o nel baciare la mano ai grandi usurai della Sinagoga, o nel simulare compassione per i poveri usati come bandiera ideologica
San Carlo fu umile e povero nel segreto, lontano dagli occhi della massa, dove solo il Signore vede la purezza delle nostre intenzioni e la sincerità del nostro cuore.
Dinanzi alla crisi che travaglia la Santa Chiesa e all’apostasia della Gerarchia, dobbiamo prendere esempio da ciò che San Carlo fece, e allo stesso tempo evitare di compiere ciò che San Carlo evitò: una regola aurea che ci permetterà di discernere come comportarci in questi tempi terribili. Questo vale certamente per i fedeli, ma eminentemente per i Ministri di Dio e per i Religiosi, che nel grande Arcivescovo di Milano possono trovare un modello di vita e di santità.
Un modello che rimane valido proprio perché ha come unico scopo l’amore di Dio e del prossimo, e non rincorre lo spirito del tempo né cerca di compiacere il Principe di questo mondo.
È quello che ci invita a compiere l’orazione della Messa: O Dio, che hai ornato la tua Chiesa con le salutari riforme operate da San Carlo, tuo Confessore e Pontefice, concedi a noi propizio di sentire la sua celeste protezione, mentre in terra imitiamo il suo esempio. E così sia.
+ Carlo Maria Viganò
Arcivescovo
4 Novembre 2023
In Festo S.cti Caroli Borromæi,
Episcopi Mediolanensis et Confessoris
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Orazio Borgianni (1574–1616) di pubblico dominio CCO via Wikimedia, tagliata
Spirito
Papa Leone XIV riapre il caso Amoris Laetitia
Un incontro al vertice
Il Papa sembra dunque voler riprendere il controllo di una questione che ha profondamente diviso l’episcopato e i fedeli. A differenza dei recenti processi sinodali caratterizzati da un’ampia partecipazione laica, questo incontro dell’ottobre 2026 si propone di essere strettamente ecclesiastico. Il sito di informazione tedesco katholisch.de – tutt’altro che sospettato di tradizionalismo – ha osservato, non senza qualche critica, che si trattava di un «incontro sulle famiglie senza famiglie», sottolineando il carattere istituzionale e dottrinale auspicato dal nuovo pontefice romano.Sostieni Renovatio 21
Continuità, correzione o superamento?
La questione cruciale di questo vertice romano risiede nella direzione che Papa Leone XIV intende imprimere alla Chiesa, una direzione sulla quale l’attuale successore di Pietro non ha ancora fornito alcuna indicazione, probabilmente intenzionalmente. Sembrano profilarsi tre percorsi. Il primo scenario sarebbe quello della pura continuità. In questo caso, il Santo Padre confermerebbe l’approccio del suo predecessore, cercando semplicemente di armonizzare l’attuazione della cura pastorale senza alterare il testo originario: ciò rappresenterebbe una grande delusione per coloro che speravano in un ritorno all’ortodossia cattolica in materia di morale. Tuttavia, il tono solenne del messaggio papale del 19 marzo suggerisce un’ambizione più ampia. La seconda via, auspicata da coloro che sono legati alla dottrina tradizionale della morale cattolica, è quella di una correzione. Ciò non implicherebbe il ripudio del testo, bensì l’apporto dei necessari chiarimenti per riaffermare l’indissolubilità del matrimonio in conformità alla tradizione della Chiesa e all’insegnamento richiamato da Papa Giovanni Paolo II nella Familiaris Consortio, documento citato anche dal Santo Padre nel suo messaggio. Ma un’altra scelta è aperta al successore di Pietro. Esiste infatti una terza via per «trascendere» la situazione attuale, che sembra corrispondere a quanto possiamo intuire riguardo al nuovo pontefice romano. Leone XIV potrebbe dunque proporre una nuova sintesi che, pur conservando lo spirito di misericordia caro al suo predecessore, lo collocherebbe in un quadro giuridico e teologico più rigoroso, evitando le insidie del soggettivismo morale.Un’attesa cauta
Questa terza via – se il futuro confermerà questa ipotesi – permetterà di porre fine alle «polarizzazioni» nella Chiesa, spesso deplorate da Papa Leone XIV, ripristinando il primato della dottrina cristiana? Oppure si limiterà a sospendere le divisioni causate dal relativismo dottrinale e morale che è diventato una delle caratteristiche del periodo post-conciliare? In ogni caso, questo incontro di ottobre rappresenta un’occasione storica da non perdere per ristabilire l’unità di fede e di pratica nella Chiesa, per la quale certamente pregheremo. Articolo previamente apparso su FSSPX.NewsIscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spirito
Il cardinale di Nuova York contro Miss California. Che si difende alla grande
Il cardinale Timothy Dolan, arcivescovo emerito di New York e membro della Commissione per la libertà religiosa del presidente Trump, ha espresso il suo accordo con la difesa, da parte del vescovo Robert Barron, della rimozione di Carrie Prejean Boller – ex Miss California ora convertitasi al cattolicesimo – dalla Commissione avvenuta il mese scorso.
In un post su X del 24 marzo, il cardinale Dolan ha scritto di concordare «pienamente» con il rifiuto, espresso la settimana scorsa dal confratello vescovo, della richiesta di Prejean Boller di difendere la sua posizione a sostegno della dottrina cattolica sul sionismo, definendo i suoi commenti «chiari come al solito». Il vescovo di Winona-Rochester, in Minnesota, l’aveva accusata, in un suo post su X della settimana precedente, di aver «dirottato» un’udienza della Commissione il mese scorso per «fini politici».
Below is a statement that my brother bishop, @BishopBarron – a colleague on the Presidential Commission on Religious Liberty –recently issued. His comments are characteristically clear, and I agree wholeheartedly. https://t.co/lvKMD2haQU
— Cardinal Dolan (@CardinalDolan) March 24, 2026
Sostieni Renovatio 21
Durante quell’audizione della Commissione sull’«antisemitismo», Prejean Boller aveva denunziato apertamente il sionismo e sottolineò che i cattolici non abbracciano l’ideologia sionista, il che ha portato infine alla sua rimozione dalla Commissione. Carrie avrebbe poi rivelato che le pressioni sarebbero arrivate già l’anno scorso, appena creata la Commissione, quando le fu chiesto – probabilmente su ordine della «pastora» protestante sionista della Casa Bianca Paula White – di moderarsi sui social media evitando di attaccare israele e la teologia dispensazionalista, una variante del fondamentalismo cristiano americano che assicura agli ebrei e al loro Stato un ruolo primario nel disegno divino.
La settimana scorsa la Prejean Boller si era rivolta a Barron su X, incoraggiando il vescovo a esprimersi sulla sua rimozione e contro il sionismo.
«Se la mia libertà religiosa non è protetta, allora non lo è quella di nessuno. Per favore, fate sentire la vostra voce. Per favore, difenda i cattolici», ha esortato. «Sia coraggioso, vescovo Barron. Il mondo ha bisogno di uomini coraggiosi».
«Che io faccia parte o meno di questa Commissione, la mia voce si farà sempre più forte a sostegno di coloro che vengono perseguitati per la loro fede», ha aggiunto. «Credo che questa nomina sia stata voluta da Dio e non rinuncerò alla mia fede cattolica per mantenere un incarico in una commissione che ha abbandonato la sua missione».
In seguito, il Barron ha replicato respingendo le sue affermazioni e insinuando che si stesse falsamente dipingendo come vittima di pregiudizi anticattolici, definendo la sua asserzione di vedersi negata la libertà religiosa «semplicemente assurda».
«Nelle scorse settimane, Carrie si è lamentata di essere stata rimossa dalla Commissione presidenziale sulla libertà religiosa a causa delle sue convinzioni cattoliche, e ha criticato me e altri membri cattolici della commissione per non averla difesa», ha scritto il vescovo.
«Questo è assurdo. La signora Prejean Boller non è stata licenziata per le sue convinzioni religiose, bensì per il suo comportamento durante una riunione della Commissione il mese scorso: ha intimidito i testimoni, ha imposto con aggressività il suo punto di vista e ha strumentalizzato la riunione per i propri fini politici», ha aggiunto.
Prejean Boller ha replicato affermando di essere stata inizialmente invitata a dimettersi dalla commissione lo scorso agosto, mettendo in dubbio l’idea di Barron secondo cui sarebbe stata costretta a lasciare l’incarico solo a causa del suo «comportamento» durante l’udienza di febbraio.
«Mi è stato chiesto di dimettermi ad agosto per le stesse ragioni per cui sono stata rimossa a febbraio. Lei lo sapeva perché mi ha chiamato subito dopo che le ho inviato questa email, ed era sotto shock. Vuole davvero insistere su questa storia, Eccellenza?» ha scritto.
Carrie in varie interviste ha parlato delle numerose minacce di morte ricevute da quando ha difeso la fede cattolica durante l’udienza della Commissione, sottolineando che, nonostante queste minacce, preferirebbe morire piuttosto che essere costretta a rinnegare la sua fede cattolica e che continuerà a difendere la verità.
«Ci sono persone che vogliono eliminarmi semplicemente perché sono cattolica e difendo ciò che è giusto, vero, buono e bello. Difendo la vita, ogni forma di vita», ha affermato. «Vogliono insultarmi, etichettarmi come antisemita, bigotta o una persona piena d’odio. È esattamente il contrario. … Difendo solo la mia fede cattolica e spero che tutti gli altri abbiano il coraggio di fare lo stesso».
La Prejean ha poi risposto direttamente a Dolan in un lungo post, accompagnato da una foto che la vede insieme al cardinale e a monsignor Barron, tutti e tre sorridentissimi, al debutto della Commissione.
«Vostra Eminenza, ho provato a chiamarla e a mandarle messaggi più volte dopo l’udienza sull’antisemitismo del 9 febbraio, alla quale lei e il vescovo Barron eravate assenti. Desideravo parlarne con lei in privato. Ma, purtroppo, ancora una volta non mi ha dato alcuna risposta. Tuttavia, oggi ha pubblicato il post a cui sto rispondendo».
«Lei ha dichiarato pubblicamente di condividere pienamente le recenti affermazioni del Vescovo Barron. La prego di rispondere a questa domanda: perché mi ha detto di persona l’8 settembre 2025, alle 8:26 del mattino: “Se vogliono rimuovere lei per il suo sostegno ai palestinesi di Gaza, allora cercheranno di rimuovere anche me”? Le ho spiegato in quell’occasione che la Casa Bianca mi aveva chiesto di dimettermi dalla commissione su richiesta dei nostri colleghi Paula White e Dan Patrick».
Aiuta Renovatio 21
«Lei ha espresso il suo stupore per la richiesta di dimissioni che mi è stata fatta ad agosto a causa della mia posizione cattolica sul sionismo e del mio aperto sostegno alla vita umana innocente a Gaza. Come dimostrano le sue parole, lei mi ha sempre sostenuto pienamente. Mesi prima dell’udienza di febbraio, avevo espresso sia a lei che al vescovo Barron la mia intenzione di essere rimosso da questa commissione a causa delle mie convinzioni cattoliche e del mio sostegno ai palestinesi di Gaza».
«Entrambi avevate affermato che ciò non sarebbe mai accaduto. Invece è successo. Potrebbe spiegarmi, e spiegare a tutti i cattolici, il significato di questa apparente contraddizione? Se non c’è alcuna contraddizione tra quanto mi ha detto ad agosto e il motivo della mia attuale rimozione, la prego di spiegarlo. Credo di essere stato rimosso dalla commissione per la libertà religiosa».
Your Eminence,
I’ve tried calling you and texting you multiple times since the February 9th hearing on antisemitism which you and Bishop Barron were absent from. I wished to discuss this with you privately. But again, unfortunately, you’ve provided zero response to me.… https://t.co/XTMWmuWBGu pic.twitter.com/bS1P34VTVl
— Carrie Prejean Boller (@CarriePrejean1) March 25, 2026
Un’altra foto caricata dalla già miss California mostra il trio cattolico della Commissione assieme al presidente Trump.
September 8th 2025—This photo was taken the same day I confided in Cardinal Dolan. I told him everything Dan, and Paula were doing to me. I told him about the attempt to get me removed from the commission by having me resign, which I refused to.
Just a few minutes later I had a… pic.twitter.com/OzBHuuRhxT
— Carrie Prejean Boller (@CarriePrejean1) March 25, 2026
Iscriviti al canale Telegram ![]()
«8 settembre 2025: questa foto è stata scattata lo stesso giorno in cui mi sono confidata con il Cardinale Dolan . Gli ho raccontato tutto quello che Dan e Paula mi stavano facendo. Gli ho parlato del tentativo di farmi rimuovere dalla commissione chiedendomi di dimettermi, cosa che mi sono rifiutata di fare. Pochi minuti dopo ho parlato con il Presidente Trump».
«Il presidente mi ha rassicurata sul fatto che sarei rimasta nella commissione. Mi ha detto che si era occupato della questione, intendendo il tentativo di rimuovermi. Mi ha detto: “Gliel’ho detto, conosco la vera Carrie”. Mi ha abbracciata e gli sono stata immensamente grata per il suo sostegno. È stato un sollievo sapere di avere l’appoggio del presidente, nonostante sapessi che la Casa Bianca mi aveva appena chiamata chiedendomi di dimettermi».
«Avevo la sensazione che il presidente stesse subendo pressioni dagli altri commissari per rimuovermi, ma ha scelto di non farlo. Il 25 agosto 2025, appena una settimana dopo la richiesta di dimissioni da parte dell’ufficio PPO della Casa Bianca, avvenuta il 18 agosto 2025, Dan Patrick e Paula White mi hanno comunicato telefonicamente che sarei rimasto nella commissione. Dan Patrick mi ha detto di smettere di pubblicare sui social media perché il mio compito in questa commissione è proteggere il presidente e la sua reputazione. Ha affermato che i miei post sui social media (riguardanti la mia teologia cattolica, il mio sostegno ai palestinesi di Gaza e le mie critiche al governo israeliano) erano “in contrasto con il Presidente, Paula White e gli altri membri della commissione”».
«Paula White mi ha detto di avere problemi con i miei post riguardanti la mia prospettiva teologica, che ha definito “teologia della sostituzione”. Mi ha intimato di far approvare i miei post sui social media da lei prima di pubblicarli. Ho ricevuto il sostegno di cui avevo bisogno dal cardinale Dolan e dal vescovo Barron, con i quali ho parlato telefonicamente anche di questo tentativo di rimozione il 21 agosto, appena 3 giorni dopo la telefonata dalla Casa Bianca».
«Ho espresso al vescovo Barron il mio timore di essere costretta a dimettermi a causa dei miei post sui social media e delle mie convinzioni teologiche sul sionismo e sulla difesa della vita umana innocente a Gaza. Sembrava sostenermi e appoggiare il mio diritto di pubblicare liberamente sui social media le mie convinzioni cattoliche, senza timore di essere rimossa. Mi ha detto di ignorare gli attacchi contro di me, ed è stato un sollievo sapere che mi sosteneva. Non avrei mai pensato di dovermi difendere in questo modo, ma dopo tutti gli attacchi subiti, semplicemente per aver difeso le mie convinzioni cattoliche e la vita umana innocente, sento di avere il diritto di difendermi» scrive Carrie.
Il cardinale Dolan, appena sostituito da Leone come arcivescovo di Nuova York con un alleato del cardinale progressista Biagio Cupich, è una figura nota ed eminentissima nella scena americana, con tracimazioni anche nella politica (era attaccato dalla sinistra per il suo appoggio a Trump e per aver definito Charlie Kirk un «San Paolo dei giorni nostri»), e molte controversie sul piano religioso.
Aiuta Renovatio 21
Il porporato di Nuova York ha permesso che nell’arcidiocesi venissero celebrate diverse «messe dell’orgoglio» sacrileghe e pro-LGBT, come gli osceni funerali di un attivista transessuale, arricchita di elementi blasfemi al punto da chiedere subito una messa di riparazione. Cosa tristemente nota, è stato il gran maresciallo della parata di San Patrizio del 2015, la prima a cui ha permesso la partecipazione di un gruppo di attivisti omosessuali.
Come riportato da Renovatio 21, mesi fa il Dolano aveva solennemente dichiarato che il Ramadan è come il Mercoledì delle Ceneri.
Il vescovo Barron ha ottenuto grande notorietà negli ultimi anni grazia ad un podcasto da lui condotto.
Come riportato da Renovatio 21, nel documentario di William Friedkin, Il diavolo e padre Amorth (2017) monsignor Barron, intervistato dal regista de L’esorcista (1973) sostiene con genuinità e forse solo una punta di vergogna di aver paura del diavolo e di non osare quindi adoperarsi negli esorcismi, lasciando il lavoro ad altri.
Immagine da Twitter
Spirito
Mons. Viganò, la Chiesa e l’intronizzazione dell’«arcivescova» anglicana: «Leone abbraccia l’eresia ecumenista»
Leone abbraccia l’eresia ecumenista solennemente condannata da Pio XI nella Mortalium Animos, trattando la Comunione Anglicana – i cui “ordini sacri” furono dichiarati assolutamente nulli da Leone XIII nell’Apostolicæ Curæ – come “Chiesa sorella” con cui “camminare insieme” in… pic.twitter.com/JBlf3BA28P
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) March 26, 2026
Sostieni Renovatio 21
NOW – Dame Sarah Mullally is officially “enthroned” as the Archbishop of Canterbury, head of the Church of England, becoming the first woman to take the role in 1,400 years. pic.twitter.com/0ww1mIRIT3
— Disclose.tv (@disclosetv) March 25, 2026
Dame Sarah Mullally is installed as the Archbishop of Canterbury in a ceremony at Canterbury Cathedral.
She is the first woman to lead the Church of England.https://t.co/PAiZ4D1jU3 📺 Sky 501, Virgin 602, Freeview 233 and YouTube pic.twitter.com/jmn2MEU5dd — Sky News (@SkyNews) March 25, 2026
L’elezione della Mullally, che ha espresso posizioni pro-aborto e pro-omotransessualismo, ha aggravato la frattura tra l’ala conservatrice e quella progressista della Chiesa anglicana. Tuttavia, la GAFCON aveva già respinto la guida del precedente arcivescovo di Canterbury, Giustino Welby, nel 2023 a causa della sua proposta di benedire le coppie dello stesso sesso. Come riportato da Renovatio 21, la comunione anglicana ha già visto a causa dell’elezione di una donna ad arcivescovo del Galles una rottura nelle sue pendici africane. In una conferenza a Kigali di mesi fa, a seguito della nomina della «vescova» Cherry Wann ad arcivescovo del Galles, è stato concluso che «Poiché il Signore non benedice le unioni tra persone dello stesso sesso, è pastoralmente fuorviante e blasfemo formulare preghiere che invocano la benedizione nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo». Mons. Viganò aveva già attaccato mesi fa i rapporti tra Roma e la Chiesa d’Inghilterra a seguito dell’incontro dei loro sommi vertici, cioè papa Leone e re Carlo. «Le due autorità supreme delle proprie rispettive “chiese” si riconoscono entrambe nell’ideologia ambientalista e neomalthusiana del World Economic Forum e dell’Agenda 2030, ed è su questa nuova religione che è impostato il dialogo tra sinodali e anglicani» aveva detto monsignore. «A confermare la sua continuità con l’ecumenismo conciliare, Leone offrirà a Carlo un “seggio” (con la targa “Ut unum sint”) nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, già teatro dell’indizione del Vaticano II e da allora tempio dell’ecumenismo indifferentista conciliare e sinodale». «La Fede Cattolica è la grande assente, e non a caso: sarebbe imbarazzante per Leone ricordare i Martiri cattolici massacrati dal monarca poligamo, a cominciare da John Fisher e Thomas More. Immaginate Papa Clemente VII che offre uno scranno in una Basilica Papale a Enrico VIII…» conclude Viganò, ricordando la storica nequizia anticristiana della malvagia monarchia britannica.Dame Sarah Elisabeth Mullally arrives to be Enthroned as the 106th Archbishop of Canterbury pic.twitter.com/toPaH1ylD6
— Imperial Material ♚ (@implmaterial) March 25, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Spirito2 settimane faFoto del 1995 mostra Leone XIV mentre partecipa al rituale idolatrico della Pachamama
-



Sanità1 settimana faUna «separazione delle carriere» per chi giudica i medici. Intervista al dottor Giacomini del sindacato DI.CO.SI.
-



Vaccini6 giorni faStudio su oltre un milione di bambini rileva la miocardite solo nei bambini vaccinati
-



Pensiero6 giorni faMao e il «blocco storico» che ha vinto il referendum
-



Pensiero1 settimana faPerché votiamo Sì al referendum
-



Necrocultura2 settimane faUna città senza tifo è una città morta
-



Necrocultura1 settimana faVolontà politica e Stato moderno: Renovatio 21 saluta Bossi il disintegratore
-



Occulto1 settimana faEmergono ulteriori foto del futuro papa Leone al rito idolatrico della Pachamama













