Geopolitica
La città di Mosca attaccata da altri otto droni
L’Ucraina avrebbe attaccato la capitale russa con otto veicoli aerei senza pilota. Lo ha dichiarato il ministero della Difesa russo. Tutti i droni sarebbero stati abbattuti.
«Questa mattina, il regime di Kiev ha lanciato un attacco terroristico con veicoli aerei senza pilota su strutture nella città di Mosca. Nell’attacco sono stati coinvolti otto veicoli aerei senza pilota. Tutti i droni nemici sono stati abbattuti», ha affermato il ministero in una nota.
Tre di questi droni sono stati soppressi per mezzo di una guerra elettronica, hanno perso il controllo e deviato dagli obiettivi prefissati, altri cinque veicoli aerei senza pilota sono stati abbattuti dal sistema missilistico antiaereo Pantsir-S nella regione di Mosca, ha aggiunto il ministero.
In rete già circolano video che mostrano l’abbattimento dei droni.
Il canale Mash Telegram ha pubblicato un video girato nella zona a ovest di Mosca, con quello che sembra essere il suono di un’esplosione, seguito da diversi scoppi di intensità minore.
Un ulteriore video non verificato pubblicato dal canale Baza Telegram e ripubblicato dal canale russo RT mostra quello che sembra un incidente di un drone nella regione di Mosca.
All’inizio della giornata di oggi, il governatore della regione di Mosca Andrej Vorobjov ha affermato che diversi droni sono stati abbattuti mentre si avvicinavano a Mosca.
Il sindaco della capitale russa, Sergej Sobjanin, ha affermato che diversi edifici sono stati leggermente danneggiati dall’attacco dei droni. Nessuno è rimasto gravemente ferito, ha aggiunto.
Drone attack on Moscow. #Russia #Moscow pic.twitter.com/5ZyYFq0yUq
— Natalka (@NatalkaKyiv) May 30, 2023
First massive drone attack on Moscow, things to consider:
– Various drone models were used.
– Most drones didn't carry explosives.
– Those that carried explosives didn't detonate on impact.Looks like a trial run to see what works best at bypassing Russian AA systems? ???? pic.twitter.com/7HXsFCOjUF
— Arrow Intel (@IntelArrow) May 30, 2023
Le persone che hanno assistito all’attacco dei droni nella parte sud-occidentale di Mosca ed erano state evacuate da uno degli edifici hanno detto che l’unica cosa che hanno sentito è stato il ronzio di un motore, seguito dal rumore di vetri infranti.
All’inizio di maggio, alcuni droni hanno cercato di attaccare e la residenza di Putin al Cremlino.
Nonostante le autorità ucraine abbiano negato qualsiasi coinvolgimento, Mosca ha definito l’incidente un «atto terroristico pianificato in anticipo» e un attentato alla vita di Putin perpetrato da Kiev. Un programma di assassinio di Putin via droni era stato raccontato pochi giorni prima dalla rivista tedesca Bild. L’esistenza di un simile programma ora appare piuttosto chiara, e confermata da altri tasselli del mosaico.
Kiev aveva negato, ma celebrato l’attacco con la filatelia delle poste di Stato.
È stato detto quindi che vi sarebbe un vero programma di assassinio di Putin tramite droni. Il progetto di uccidere il presidente della Federazione Russa è stato recentemente ammesso dai vertici dei servizi segreti ucraini.
Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
L’esercito americano starebbe guidando segretamente delle navi attraverso lo Stretto di Ormuzzo
Nelle ultime settimane, l’esercito statunitense ha guidato segretamente delle navi attraverso lo Stretto di Ormuzzo. Lo riporta il New York Times, che cita funzionari a conoscenza dei fatti.
In risposta agli attacchi aerei statunitensi e israeliani del 28 febbraio, l’Iran ha chiuso la vitale via navigabile, che in precedenza gestiva circa il 20% delle forniture globali di petrolio e gas naturale liquefatto (GNL), alle navi provenienti da «paesi ostili». Teheran ha poi precisato che le navi di paesi terzi avrebbero potuto transitare pagando un pedaggio e rispettando le istruzioni militari.
Ad aprile, il presidente degli Stati Uniti Donaldo Trump aveva annunciato il «Progetto Libertà», finalizzato a scortare navi mercantili in difficoltà provenienti da paesi neutrali. Ha sospeso pubblicamente l’iniziativa meno di 48 ore dopo, a quanto pare in seguito al rifiuto dell’Arabia Saudita di permettere alle forze statunitensi di sorvolare il suo spazio aereo o di utilizzare la base aerea Prince Sultan.
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Secondo il NYT, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha coordinato il passaggio di circa 70 navi commerciali attraverso il canale nelle ultime tre settimane. Un funzionario ha riferito al giornale che la maggior parte delle navi aveva spento i transponder per evitare di essere individuate dalle forze iraniane. Le imbarcazioni avrebbero seguito una rotta più vicina alla costa omanita.
Nonostante il cessate il fuoco raggiunto l’8 aprile, il traffico attraverso questo punto strategico rimane fortemente ridotto, essendo sceso da circa 150 navi al giorno prima del conflitto a meno di dieci.
Decine di migliaia di marinai a bordo di un numero di imbarcazioni compreso tra 1.600 e 2.000, tra cui petroliere e gasiere, rimangono bloccati nel Golfo Persico.
Ad aprile, gli Stati Uniti hanno imposto un blocco ai porti iraniani e da allora hanno intercettato più di 100 navi mercantili. Domenica, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha dichiarato che 28 navi avevano attraversato lo stretto nelle 24 ore precedenti, dopo aver ottenuto l’autorizzazione.
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Immagine da Twitter
Geopolitica
Israele penetra più a fondo in Libano e conquista un castello crociato del Medio Evo
תיעודים חדשים: כוחות סיירת גולני במבצר הבופור
לכל הפרטים👇https://t.co/Hnn0njXnoi pic.twitter.com/DSwaINpJzY — צבא ההגנה לישראל (@idfonline) May 31, 2026
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Geopolitica
L’Iran interrompe i colloqui con gli Stati Uniti
L’Iran ha interrotto i negoziati con gli Stati Uniti sull’offensiva israeliana in corso in Libano, procedendo al blocco del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Ormuzzo. Lo riporta dall’agenzia di stampadi Stato iranana Tasnim, che cita alcune fonti.
Negli ultimi giorni Israele ha intensificato la sua campagna di bombardamenti in Libano, colpendo quelli che definisce siti utilizzati dal gruppo militante Hezbollah. L’esercito israeliano si è spinto più a fondo nel sud del Paese, conquistando il castello di Beaufort, una fortezza crociata di 900 anni e un punto strategico chiave nella regione.
Mentre l’Iran ha posto la fine della guerra in Libano come condizione per i negoziati con gli Stati Uniti, mediati dal Pakistan, le ostilità tra Israele e Hezbollah sono continuate nonostante un presunto cessate il fuoco annunciato a metà aprile.
In risposta all’escalation in Libano, Teheran ha interrotto i «negoziati e lo scambio di messaggi tramite un mediatore», secondo quanto riportato da Tasnim. L’Iran avrebbe chiesto una «cessazione immediata delle ostilità» nel Paese, così come nell’enclave palestinese di Gaza, ponendola come condizione per la ripresa dei contatti con gli Stati Uniti.
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Secondo l’agenzia, Teheran e i suoi gruppi alleati regionali hanno anche espresso la disponibilità a isolare lo Stretto di Hormuz, nonché ad «attivare altri fronti», tra cui l’interruzione del traffico marittimo nello Stretto di Bab al-Mandab.
All’inizio di aprile, Teheran e Washington hanno raggiunto un fragile cessate il fuoco dopo oltre un mese di intense ostilità scatenate dall’attacco israelo-americano alla Repubblica islamica. Da allora, Iran e Stati Uniti sono impegnati in contatti diretti e indiretti, negoziando un memorandum d’intesa che dovrebbe estendere la tregua per altri 60 giorni e dare il via ai colloqui sul programma nucleare iraniano.
Nel corso dell’ultima settimana, le parti contrapposte si sono scontrate ripetutamente sul piano militare, accusandosi a vicenda per gli incidenti. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato lunedì di aver condotto «attacchi mirati e deliberati» sabato e domenica in risposta alle «azioni aggressive iraniane, tra cui l’abbattimento di un drone statunitense MQ-1 che operava su acque internazionali».
L’Iran ha affermato che il drone ha violato il suo spazio aereo, mentre gli attacchi hanno provocato rappresaglie contro una base aerea nella regione utilizzata dalle forze americane.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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